|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 16:57
Grazie a tutti amici. La vostra vicinanza, insieme a quella dei miei cari, mi aiuta a gestire l'amarezza del momento...adesso non so cosa farò. Mi sono rimaste alcune lenti canon ma non ho più né corpo né lenti generaliste...del corredo fuji e lenti vintage non è rimasto nulla. Si è salvato il corredo Olympus. Lo dicevo che tenere 3 corredi era da pazzi, ma non intendevo disfarmi dei doppioni così...ho bisogno di farmela passare un po'. Nei prossimi giorni sicuramente avrò bisogno anche dei vostri consigli... |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 17:24
Mi dispiace Forza e coraggio noi ci siamo |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 17:26
“ claudio quali servizi on line „ Lenstag per esempio Sub74 mi dispiace veramente, bazzico qualche volta sui siti di vendite online se noto qualcosa ti avviso! |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 17:37
mamma mia |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 17:51
Marcello, Il numero di serie della 5D III non è quello: quello dovrebbe essere l'identificativo del modello della fotocamera. Se apri un raw con DPP riesci a recuperarlo e a dare i riferimenti precisi. Mi dispiace veramente Paolo |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 18:02
Mi spiace veramente. |
|
|
inviato il 15 Novembre 2015 ore 22:08
mi spiace un sacco...ciao Massimo |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 10:26
Grazie a tutti ragazzi. Passano le ore, ma il sentimento di amarezza, se possibile, cresce. Non c'è solo il (rilevantissimo) danno economico e affettivo (tra le altre cose, oltre a tutto il materiale fotografico, mi hanno fregato anche un orologio, regalo di laurea di una persona che non c'è più e a cui tenevo proprio per il ricordo). Ma c'è soprattutto il fatto di avere mia figlia di 8 anni che ha paura di andare in bagno da sola (perché é da lì che sono entrati), e la mia impotenza e incapacità di tranquillizzarla. C'è la sua fiducia nel prossimo e la sua serenità, che sono state spazzate via da gente che, se solo avesse un minimo di sensibilità, forse si fermerebbe un attimo a interrogarsi sulle conseguenze, non solo materiali, delle proprie azioni. Col tempo tutto questo passerà, per carità. E in ogni caso, basta guardare ai fatti di Parigi, il mondo è pieno di cose molto più brutte e quello che stavolta è capitato a noi, è solo un piccolo incidente rispetto a quello che può succedere oggigiorno. Vi confesso amici che, anche se l'assicurazione dovesse rimborsarmi in modo decoroso (e già so che anche questo sarà un calvario...), in questo momento non so proprio se ce la farò a ripartire con la passione. Che faccio? Mi ricompro reflex e perlomeno i due zoom f/2,8, col timore che me li rifreghino alla prima occasione?! Perlomeno, adesso esco di casa con la consapevolezza che se anche rientrano, mi possono rubare al massimo le mutande, perché tutto il resto lo hanno già portato via. Ma un domani, dovessi di nuovo avere un po' di attrezzatura, con quale spirito la potrei lasciare a casa? Anche la Olympus e il suo corredino, che mi sono rimasti, non riesco nemmeno a prenderli in mano, tanta è la rabbia che ho addosso. Mi do qualche tempo per decidere il da farsi. Adesso sono solo confuso e arrabbiato. Auguro a tutti quelli che non ci sono mai passati, di non dover mai vivere questa esperienza e capisco bene chi c'è passato prima di me, che cosa ha provato. |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 10:44
Mi spiace Marcello, mi rendo conto dell'enorme disagio che questo brutto evento ti sta procurando. La cosa più preoccupante è tua figlia, bisogna seguirla in maniera adeguata per farle superare questa paura. Il mese scorso, alle 3 di notte, è scattato l'allarme a casa mia, è iniziato il count down, segno che la porta d'ingresso era stata aperta. Sono balzato in piedi ed ho detto a mia moglie di chiudersi in camera con mio figlio, sono arrivato in soggiorno alla velocità della luce, era tutto buio, il count down era finito ed è partita una sirena a 120db nel salotto, la porta d'ingresso era chiusa, quindi ho spento la sirena, ho provato a guardare fuori dallo spioncino.... nulla.... col cuore in gola ho provato ad aprire la porta ma era chiusa.... morale, erano finite le batterie del sensore.... e non aveva segnalato la batteria scarica nei giorni precedenti, probabilmente la batteria ha ceduto di botto ed è andata in corto. Pensa che da allora ogni tanto la notte mi sveglio..... convinto di aver sentito qualche rumore.... Per l'attrezzatura, io metto tutto dentro una cassaforte murata.... se aprono pure quella.... vabbè.... l'importante e che non ci facciano del male..... Il mondo è pieno di brutture, spero solo che mio figlio le scopra il più tardi possibile ma è sicuro che prima o poi le scoprirà... Tra l'altro, vivendo a Milano (città con la più alta presenza di mussulmani), l'unica cosa che si può fare è continuare esattamente a fare la stessa vita.... trattandoli come fratelli, mio figlio ha qualche compagno mussulmano all'asilo, giocano insieme, ridono insieme, scherzano insieme, spero che la loro generazione sarà diversa dalla nostra e vivranno l'integrazione come la normalità.... |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 11:01
Sub74 “ Auguro a tutti quelli che non ci sono mai passati, di non dover mai vivere questa esperienza e capisco bene chi c'è passato prima di me, che cosa ha provato. „ Nel 1983 stavo mettendo a posto un appartamento che avevo affittato, messo malissimo e praticamente inabitabile, all'ultimo piano di una vecchia casa in centro storico. Ancora non avevo portato il letto, ma sconsideratamente avevo già portato la camera oscura, l'attrezzatura fotografica, tutti i dischi (diverse centinaia) e i libri. Una mattina, entrando ho visto tutto sottosopra, addirittura il contenuto dei cuscini del divano tutto sparso per terra. Ricordo che il mio primo pensiero fu "c'è stato un temporale stanotte? un vento che ha spazzato via tutto?", ma era assurdo. Dopo qualche secondo ho capito, e ricordo di essere caduto per terra, letteralmente. Mi avevano rubato tutto. I dischi (sia gli LP che i 45 giri, acquistati nei dieci anni precedenti con passione in certi casi maniacale), l'attrezzatura fotografica (non era molta allora: una Canon AE1, tre obiettivi), l'ingranditore... Trovai perfino un segno di sberleffo, una grande Z (Zorro?) incisa su un manifesto di una mostra, che avevo appeso sopra al divano. Ricordo un periodo di depressione, e anche di diffidenza verso chiunque, perché sapevo che per arrivare fin lì, doveva essere qualcuno che sapeva cosa avrebbe trovato. E sapeva che poteva passare dal solaio e da lì a un balcone che dava su una stanza che stavo attrezzando a bagno e camera oscura. Un po' alla volta sono uscito dalla depressione, soprattutto iniziando a ricomprare (anche con l'aiuto degli amici, perché avevo pochi soldi) sia dischi che attrezzatura fotografica. Ma il pensiero del furto ce l'ho sempre. Anche adesso se vado in vacanza anche solo qualche giorno ho sempre l'incubo di ritornare e trovare la casa saccheggiata. Perché ci si sente violentati, senza la possibilità di reagire, e per questo capisco benissimo cosa stai provando . |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 11:17
@sub Mi dispiace enormemente, se vedrò in giro cose strane te le segnalerò ma é, purtroppo, tutto tempo sprecato. Riguardo al come ti senti, al di là del valore commerciale di ciò che ti é stato sottratto, io credo che un furto in casa sia quanto di più vicino ad uno stupro ci sia, e in questo il tuo morale e i comportamenti di tua figlia sono assolutamente in linea con chi purtroppo ha subito una simile violenza, ci vorrà tempo ma passerà vedrai. Ti sono vicino. @paco Pensa che io quando c'è molto, troppo, vento, devo disattivare i sensori delle tapparelle perché mi scatta in continuazione anche nel cuore della notte, ogni volta un infarto, e i miei figli ogni volta ci mettono un paio di giorni a riprendersi (non so perché ma l'allarme che scatta, anche quando suona immotivatamente, li spaventa particolarmente). |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 11:18
Grazie Andrea, grazie a tutti. E scusatemi se vi sto "usando" per fare un po' di psicoterapia. Sono sufficientemente uomo e maturo per comprendere che l'accidente che mi è capitato è solo uno tra migliaia di analoghi che capitano ogni giorno e che soprattutto è ben poca cosa rispetto alle vere tragedie. Però, a distanza di 36 ore dall'accaduto, mi rendo conto di sentirmi depresso e, siccome per natura sono una persona positiva, faccio fatica a convivere con questo sentimento, che spero di riuscire a cacciare presto. Andrea, guarda, non sono per niente razzista, né xenofobo. Per me, chiunque sia entrato in casa non è né zingaro, né romeno, né niente. E' solo ladro, e del suo passaporto e della sua religione, non mi interessa nulla. Posso anche spingermi a pensare che magari si tratta di furti di "necessità", perpetrati da persone talmente ai margini che non hanno/non vedono alternative alla delinquenza per sopravvivere. Ma anche se la mia cultura e la mia provenienza personale non mi portano all'odio cieco e rancoroso, certo l'amarezza rimane, insieme a un vago senso di paura e frustrazione. E in questo momento, della mia passione per la fotografia rimane ben poca cosa. Vedremo col tempo. Grazie a tutti. |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 11:33
“ @paco Pensa che io quando c'è molto, troppo, vento, devo disattivare i sensori delle tapparelle perché mi scatta in continuazione anche nel cuore della notte, ogni volta un infarto, e i miei figli ogni volta ci mettono un paio di giorni a riprendersi (non so perché ma l'allarme che scatta, anche quando suona immotivatamente, li spaventa particolarmente). „ Viper, a volte parlo con mia moglie e le chiedo se vale la pena di accendere l'antifurto con noi dentro.... forse sarebbe meglio attivarlo solo quando siamo fuori casa..... ma lei non è d'accordo.... Sub, in realtà, l'ultimo mio passaggio era più rivolto ai tuoi riferimenti di ciò che è successo a Parigi..... |
|
|
inviato il 16 Novembre 2015 ore 11:42
Inutile negarlo, si vive una sorta di lutto e di paura per qualcosa che è una variabile tanto pessima quanto possibile. è giusto che tu viva questo periodo e che lo consumi. è giusta anche la depressione, perchè siamo reattivi e non passivi. la tua fotografia è generata dagli strumenti (che non hai più), e da te stesso, che invece resti. gli strumenti, per quanto affettivi e belli, sono solo strumenti, l'ho sempre detto e lo ribadisco ora. Siamo qui a condividere questa brutta storia, e aspettiamo con pazienza una ripresa che ora sarebbe improbabile. Intanto, sei tra amici (o se amici è un parolone, tra affini , che possono in qualche modo capirti) e quattro chiacchiere possono valere qualcosa. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |