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inviato il 07 Novembre 2015 ore 22:34
“ grazie per la spiegazione riccardo „ Figurati! “ ma quindi sono solo quei due fattori (EV / punto a croce ) in base al quale si distinguono i punti autofocus in generale ? „ NI. A livello di caratteristiche si. Questa è già una cosa molto importante. Da non sottovalutare, come già detto, la sensibilità. Esempio: il punto centrale con doppia croce da -3EV è presente sia sulla 6D che sulla 7DII ma mentre sulla 6 si "ferma" con ottiche da f/5.6, sulla 7D2 arriva ad f/8. Ulteriore fattore è secondo me la distinzione di un corpo con un processore da uno che ne ha 2. Un altro riguarda la gestione stessa dell'AF: nella 60D che avevo potevo selezionare punto singolo o tutti, One Shot - AI Servo - AI Focus e basta; sulla 7D2 punto singolo, punto singolo spot, punto singolo e 4 adiacenti, punto singolo e 9 adiacenti, zone da 16 punti, aree centrali o laterali e tutti i punti, le classiche modalità One Shot - AI Servo - AI Focus ed un menu (per me tutto nuovo) di derivazione 5DIII e serie 1D con la possibilità di scegliere i vari "case" AF, 6 modalità di funzionamento a seconda della scena che ti si para di fronte. Più difficile da configurare ma, una volta capito il funzionamento, ti consente risultati irraggiungibili con gli altri sistemi. ho sentito che un diaframma più è aperto,meglio lavora l'autofocus.......cosa vorrebbe dire quest'ultima cosa ? L'AF lavora con l'obiettivo a tutta apertura. Poi clicchi per scattare e si chiude il diaframma per ottenere la pdc desiderata. I calcoli teorici sono fatti con obiettivi di apertura pari ad f/1, come ho scritto su. Scattare con un f/2.8 rispetto ad un f/4 fa si che i sensori AF si trovino davanti una lente meno buia, che trasmette il doppio della luce, dunque vedono meglio e lavorano meglio Ciao, Riccardo |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 23:48
“ ho sentito che un diaframma più è aperto,meglio lavora l'autofocus.......cosa vorrebbe dire quest'ultima cosa ? L'AF lavora con l'obiettivo a tutta apertura. Poi clicchi per scattare e si chiude il diaframma per ottenere la pdc desiderata. I calcoli teorici sono fatti con obiettivi di apertura pari ad f/1, come ho scritto su. Scattare con un f/2.8 rispetto ad un f/4 fa si che i sensori AF si trovino davanti una lente meno buia, che trasmette il doppio della luce, dunque vedono meglio e lavorano meglio „ Non è proprio così. Il problema della luminosità per l'AF riguarda la captazione dei rilevatori di fase. Più si trovano fra loro distanti e più la base telemetrica è ampia e garantisce una maggior precisione. La maggior parte dei vecchi AF aveva una base telemetrica di f5.6. In altre parole i sensori di fase erano disposti su un circolo appena interno al diaframma 5.6, in modo da poter funzionare praticamente con tutti gli obiettivi. Successivamente alcuni punti dell'AF sono stati realizzati a base 2.8, in modo da poter avere una maggior precisione. Naturalmente un obiettivo f4 non può utilizzarli perché l'apertura massima non consente al punto AF di essere raggiunto dalla luce dell'obiettivo. AF per lavorare in precisione con diaframmi più aperti di 2.8 Canon non ne ha fatto. Ha però a partire credo dalla 5dIII aggiunto nuovi punti di precisione intermedia f4. Quindi obiettivi più luminosi di 2.8 al momento non offrono alcun vantaggio in termini di precisione mentre possono avere vantaggio in termini di risposta a bassi valori luce EV - questo secondo è l'aspetto segnalato da Arik89 - cioè funzionare con basse luminosità dove un obiettivo meno luminoso non consente la lettura. |
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inviato il 08 Novembre 2015 ore 2:04
grazie per la splendida delucidazione ragazzi !! |
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