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inviato il 02 Novembre 2015 ore 9:03
Secondo me in una mostra è importante la coerenza. Ho visto diverse mostre e tutte erano accumunate da un filo conduttore anche stilistico. A meno di grandi retrospettive difficile mischiare BN e Colore se un'idea non lo giustifica, anche in mostra Avedon il colore era legato a un lavoro ben specifico e messo in saletta separata. Se l'idea è: è in BN perchè in BN rendeva molto di più per me qualcosa no va rendi tutto disomogeneo senza un perchè. Non è vietato mischiare, ma bisogna saperlo fare e spesso quando l'ho visto (in genere negli amatori) non funzionava molto bene. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 9:32
Chi prova fastidio nel vedere una foto prima a colori in A4 e poi in A3 in b/n ,si sofferma al niente,dovrebbe guardare solo le stampe non la loro disposizione!!!.Sinceramente io guardo una singola foto con attenzione a prescindere dalla dimensione stampa o colore.Una mostra fotografica non e'una sfilata di moda.Non mi pare che la mostra della Maier sia stata tutta in B/N..Ho visto lo scorso mese a Forli una mostra della Parigi antica con stampe d'inizio secolo di diverse dimensioni,ma di una bellezza e dettaglio da farti svenire in sala..Sembrava di essere in Francia..e sentivi l'aria parigina..,un senso di benessere e allo stesso tempo mi facevo un sacco di domande.,ero curioso,volevo saperne di piu'..e leggevo con piacere la storia di quelle foto..Non dico di mettere sempre uno accanto all'altro stampe di diverse misure,ma sinceramente il mio occhio non si limita a certi dettagli per me inutili.La mostra puo'essere esposta in maniera non perfetta ma eseguita da un grande/bravo fotografo.Chi osserva le mostre lo fa con calma,poi in genere.. se ti va ,lascia un libro a fine esposizione in cui gli spettatori possano scrivere un loro giudizio e commento.. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 9:42
Non è un lavoro è una retrospettiva su anni di lavoro. Generalmente una mostra non è esposizione delle foto più belle nella veste che più fuzniona per singola foto. In genere mostra è legata a un lavoro omogeneo e da potenzialità, perchè singola foto magari non è così funzionale, ma lo è nel gruppo. Tantissime volte ho letto interviste di fotografi che dicono che magari avevan scatti molto validi ma li hanno esclusi perchè non coerente con gli altri e hanno aggiunto foto meno potenti singolarmente, ma migliori per la mostra. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 10:09
Io di mostre ne ho già fatte qualcuna ti dico che il consiglio è di base corretto. Cioè una selezione di foto deve essere il più ordinata possibile all'occhio. La visione d'insieme deve essere uniforme. Non esistono regole ma semplicemente quando un estraneo vedrà le tue foto conta il colpo d'occhio, l'ordine. L'unica soluzione sarebbe metterle separate dal resto delle foto. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 10:20
I consigli son sempre di aiuto, a volte ti mostrano una strada che tu non avevi preso in considerazione, una volta valutati però scegli tu con la tua testa, ciò e come esponi ad una mostra è ciò che hai dentro tu, come tu sei, e che vuoi mostrare pubblicamente grazie alle fotografie |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 10:40
Io penso che il consiglio possa avere un senso, entro il limite secondo cui sei tu che devi decidere che cosa vuoi raccontare con la tua esposizione e come lo vuoi raccontare. Se tu stessi esponendo i tuoi capolavori di una vita, l'elenco delle tue opere più belle, va da se che a seconda dei casi bn e colore si troveranno vicini pur non facendo parte necessariamente di uno stesso filo conduttore, tranne ovviamente essere parte della una tua opera omnia. Nel caso specifico, però, stai raccontando di un viaggio dal quale riporti dei ritratti con cui vuoi raccontare UNA storia: ci sarà un filo, una trama, un racconto che lega quelle foto e che sottosta alla scelta che hai fatto quando le hai scattate, prima, e selezionate, dopo, no? Siccome bn e colore sono due tecniche espressive, due linguaggi, usati di solito per raccontare qualcosa di diverso, mi viene il sospetto che qualcosa di diverso sia successo già al momento dello scatto di quelle foto e che forse non riesci a ricreare questa differenza quando fai la selezione per la mostra. Non avendo visto nulla, la mia è solo una ipotesi ovviamente. Se invece il legame c'è, e TU hai deciso che per quella parte della storia il linguaggio a colori dava qualcosa in più, allora devi solo assicurarti che il messaggio sia chiaro a chi quella storia la deve leggere visitando la tua esposizione, per non sentirsi confuso nel passaggio da un linguaggio bn a un linguaggio a colori. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 12:55
ad ogni modo,il motivo della scelta del colore di quelle 3 foto è puramente estetico..... sono semplicemente 3 foto che vedo/ho visto meglio a colori rispetto al bn. prima di scattare quelle foto,ricordo che pensavo " queste le faccio sicuramente a colori ".....non ci sono altri motivi particolari,semplicemente un discorso personale estetico... per farvi capire meglio ,nella cartella del mio viaggio a capo verde ( di tutte quelle li ne ho scelte 10),c'è il tizio affacciato alla finestra ; tutta la parete del muro è blu,immaginate lo strazio nel riconvertirla in bn ! ....d'altronde è altresì vero che commetterei un delitto se non stampassi quella foto per come la vedo |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 13:20
Si il problema è un altro...prova a mettere accanto una foto stampata a colori e una in bw..quel blu sicuramente catturerà l'attenzione e c'è il rischio che magari le foto in bw perdano molto. E questo è un dato oggettivo: l'occhio sarà catturato dal colore. Comunque dare consigli senza vedere l'ambiente è difficile. Perché la soluzione potrebbe essere mettere quelle a colori su un'altra parete o comunque separate. Anche se questo sarebbe un ripiego visto che sembrerebbe un'appendice della mostra... |
user3834
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 13:30
Come per tutte le cose dipende... se stai facendo un reportage trovo giusto mantenere tutto a colori o tutto in bianco e nero, se invece si tratta di una mostra dei tuoi scatti migliori valuterei soltanto la disposizione. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 13:46
Scalco, quella foto sarebbe un sogno convertita in BN!!! È geometricamente perfetta, con una serie di rettangoli ad incorniciare un uomo (che focalizza l'occhio) che ha un cappello della stessa tonalità del muro... il Valalla dei miscelatori canale! Tenere distinte le tonalità dovrebbe essere fattibile senza troppa fatica :) |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 22:28
grazie ragazzi. in questi giorni avrò modo di finire di rifletterci su ! |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 23:01
Boh, se è una mostra secondo me vale il principio che oltre a un insieme di n foto ci deve essre anche un percorso narrativo. Da qui in avanti, entriamo nel campo delle cento pertiche... Concordo con quanto consigliato prima, guardati le foto e decidi secondo il tuo gusto. Concordo al 90%!! E' vero che devi esprimere il tuo, ma se fai una mostra devi anche cercare di farti capire, altrimenti diventa esibizionismo puro. Il punto di vista di altre persone aiuta molto, è prezioso per evitare il rischio di parlare solo per se. Io considererei bene i pareri degli altri, a quattro condizioni: 1) che siano pareri competenti e non di asinacci (ti consiglio quindi di ignorare i miei...  ) 2) che abbiano il tuo stesso obiettivo. Non punto di vista, cii mancherebbe, ma obiettivo. In questo caso, strutturare un percorso narrativo coerente e con un filo. 3) che siano accompagnati da motivazioni plausibili e non impositivi 4) che non siano preconcetti |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 23:08
Ti dico la mia a titolo esemplificativo. Un percorso dal B/N al colore potrebbe rendere il senso di un evoluzione, di uno sviluppo dall'essenzialità alla complessità. Avrebbe un senso se la sequenza dei soggetti e dei temi segue questa logica. Una sequenza dal colore al B/N potrebbe dare il senso di una chiusura in se, accompagnare il percorso di un viraggio dall'estroversione all'intimismo. La dicotomia colore/monocromo potrebbe anche rappresentare la contrapposizione gioia/dolore o serenità/disagio. Anche qui, in coerenza con lo sviluppo del tema. E' un discorso molto complesso, vuol dire programmare una comunicazione molto subliminale, deve essere gestito con competenza e soprattutto in maniera specifica, adattato al caso e non in termini di generalizzazione. |
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inviato il 02 Novembre 2015 ore 23:14
Io trovo che sia un consiglio sensato! Sono d'accordo sul fatto che una mostra tutta b/n o tutta colore sia più coerente! Io la penso così poi chiaramente ognuno fa ciò che vuole Ciao Filippo |
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