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Fotoritocco


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user80014
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 20:17    

Quale discussione? Ho espresso il mio modesto pensiero di quasi neofita che fa modeste foto e a cui non piacciono gli artefatti. E' ovvio che è il mio punto di vista sbagliato o giusto che sia.

user62173
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 20:51    

E no...non e mica chiara la cosa.
Va approfondita...

user80014
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 21:47    

Sembra di essere dallo psicanalista. E' un attimo trasformare delle foto da abbastanza naturali a totalmente irreali come colori eccetera. Che diventino un'altra cosa anche gradevole (?), ma non sono quello che cerco io nel 90% delle foto che faccio.

user62173
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 22:39    

Siamo come dallo psicanalista.

avatarsenior
inviato il 16 Ottobre 2015 ore 23:04    

La fotografia, intesa come immagine prodotta fissando la luce su un substrato sensibile qualsiasi esso sia, pellicola o sensore, è l'opera: d'arte, di artigianato, di divertimento, di presunzione, di follia, di scarso talento, di volgarità, di tutto quello che vogliamo, ma è l'opera.
La fotografia, intesa come processo finalizzato a ottenere un'immagine usando uno o più strumenti capaci di fissare la luce su un substrato sensibile, è una tecnica a disposizione di arte, di artigianato, di divertimento, di presunzione, di follia, di scarso talento, di volgarità, di tutto quello che vogliamo.
Si può discutere della prima accezione della fotografia, polemizzare sulla seconda mi sembra assolutamente sterile.
Ci interessa che forbice ha usato il parrucchiere per tagliarci i capelli? Ci interessa che ago ha usato il sarto per farci il vestito? Ci interessa che padella ha usato il cuoco per cuocerci un piatto (si, ci interessa che fosse pulita...MrGreenMrGreenMrGreen)? Ci interessa che amore hanno usato i nostri genitori per generarci?

A me, personalmente, no. Mi interessa che il taglio di capelli sia accurato, mi interessa che l'abito sia decoroso, mi interessa che il piatto sia gustoso, mi interessa essere una persona decente. Non mi interessa la dietrologia. Se vedo un ritratto con la pelle di plastica e gli occhi di plexiglass, non critico photoshop, critico un'immagine sgradevole.
Lo strumento è neutro, l'uso è di parte. Una pistola non è ne buona ne cattiva, è rassicurante in mano a un tutore dell'ordine responsabile e coscienzioso, e insana in mano a un delinquente, è orribile in mano a un terrorista.

avatarsenior
inviato il 18 Ottobre 2015 ore 23:28    

....voler imparare ad andare in bici con lo scatto fisso....


MrGreenMrGreenMrGreenMrGreen
Hai stanato il peggior paragone!!
Si impara ad andare in bici, con lo scatto fisso!!
Lo scatto fisso è la palestra che ha formato tutti i grandi ciclisti, è la pedalata senza il minimo strumento facilitativo, che ti insegna la spinta costante, l'azone "rotonda", il movimento continuo e incessante e l'assenza di qualsiasi pausa o punto morto. Se ti fermi, di dai i calci nel sedere da solo.
E' la cosa più difficile, quando sai usare quello, tecnicamente sei arrivato!!

user25280
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inviato il 19 Ottobre 2015 ore 0:26    

Mancava proprio una discussione come questa, grazie, grazie perché cosi ne approfitto per fare una scorpacciata di patatine popcorn e una buona bevuta di birra a leggermi tutti i commenti variopinti che seguono, bravo bravoMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 6:08    

Non ho Photo & Shop.... troppo caroMrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 7:22    

Andrea: ciò che scrivi è giusto , bisognerebbe focalizzarsi più sull fine che non sul mezzo.
Io possiedo un impianto Hi-fi abbastanza importante.Quando gli amici venivano ad ascoltare si finiva sempre a parlare di amplificatori,cavi,casse.....e la musica rimaneva sempre sullo sfondo.

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 10:11    

Photoshop è una innovazione,e come tale va considerata ed usata.Serve molto a migliorare sotto certi aspetti i file prodotti dalle digitali.

Mi sembra di capire che per alcuni fotografi il fotoritocco si faccia solo con fotosciop. Un po' come quelli che pensano che soltanto Nikon e Canon costruiscano fotocamere.
Detto questo il fotoritocco non è indispensabile, perché una ciofeca non diventerà mai un'opera d'arte :-)

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 10:39    

Mi sembra di capire che per alcuni fotografi il fotoritocco si faccia solo con fotosciop. Un po' come quelli che pensano che soltanto Nikon e Canon costruiscano fotocamere.
Detto questo il fotoritocco non è indispensabile, perché una ciofeca non diventerà mai un'opera d'arte :-)
?


Ma no...dai...molti usano Gimp poi chi DPP per canon e nikon capture e altri, photoshop è il più "professionale" e forse il più diffuso.
Siamo tutti d'accordo che il fotoritocco, a livello fotografico e come noi lo intendiamo, non risolve una foto, una monnezza è e rimane una monnezza.
Sul fatto che il fotritocco non sia indispensabile andrebbe aperta una parentesi, in realtà già fatto miliardi di volte, e si potrebbe fare, ma non vorrei essere io il primo a scatenare l'ennesimo flame, per me è indispensabile, senza doverci passare ore e ore sia chiaro.
Ciao
LC

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 10:54    

Per carità. L'importante aver espresso ognuno la propria opinione anche perché, secondo me, se tutti facessero la stessa cosa alla fine si rischierebbe di fare quasi per tutti la stessa foto anziché cercare ognuno un proprio stile fotografico. E il fotoritocco, secondo me, rischia di far sembrare tutte le foto come fossero prodotte dallo stesso fotografo.

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 11:41    

Il "fotoritocco" si faceva anche prima del digitale. C'erano altri mezzi.
Io stampavo in bianco e nero e molto spesso lavoravo con mascherine sagomate per accentuare o diminuire l'esposizione solo in certe parti dell'immagine. O addirittura per eliminare certi elementi. Ricordo una piccola mascherina sostenuta da un sottile fil di ferro che usai per eliminare le lancette dall'orologio della stazione di Venezia, e nello stesso tempo aggiunsi la Luna con un "sandwich" di due negativi:


La foto risale circa al 1980.

Poi c'era l'aerografo it.wikipedia.org/wiki/Aerografo uno spruzzatore finissimo collegato con un compressore. Si metteva l'inchiostro nel serbatoio e poi si premeva il pulsante per spruzzare sulla foto, velature lievissime sovrapposte, oppure più decise nel caso si volesse scontornare un oggetto in modo più netto. Per mascherare le parti da non ritoccare si usava una gomma liquida da stendere col pennello, oppure plastiche leggermente adesive, che venivano ritagliate col cutter a testa girevole. Ho ancora tutto in solaio, anche il costoso compressore.

C'erano fotoritoccatori professionisti che lavoravano per le tipografie e per le case editrici. Ne ricordo due in particolare, i più famosi nella zona di Modena: Anderlini e Gozzi. Voglio ricordarli perché bravissimi e perché è un mestiere che oggi è quasi scomparso.

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 16:15    

Anche la foto del matrimonio dei miei nonni era ritoccata. Infatti mia nonna, pur non essendo una fotografa, mi aveva fatto notare che gli occhi di entrambi e anche parte dei vestiti erano stati ritoccati con un pennellino. E questo particolare lo considerava una buff0nata.
Quindi se tanto mi da tanto, è inutile continuare a dire che i ritocchi servono a migliorare le foto. Casomai servono a sminuire la valenza del fotografo che è dovuto ricorrere al pennello dove non è arrivato con la valenza fotografica.

avatarsenior
inviato il 19 Ottobre 2015 ore 16:56    

Ansel Adams è uno dei grandi autori della fotografia del secolo scorso. it.wikipedia.org/wiki/Ansel_Adams
I suoi tre volumi "La fotocamera", "Il negativo", "La stampa" sono considerati la "bibbia" della fotografia classica.
Qui due scansioni dal terzo volume, dai capitoli dove tratta della mascheratura, per sovra o sottoesporre certe parti dell'immagine, e del fotoritocco:








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