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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 19:18
la questione della luce e' fondamentale ma non e' esclusiva della fotografia come hai gia' detto, per la storia del web mi viene in mente solo un ulteriore elemento di riflessione: ok si espongono foto sul web ma chi le guarda come le guarda? Intendo dire che il visitatore puo guardare le foto con uno smartphone o con un portatile fino ad un monitor 27" calibratissimo e ad alta risoluzione, vede la stessa cosa? Purtroppo non ho risposte ma solo altre domande, vediamo un po dove ci porta la discussione |
user20639
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inviato il 07 Ottobre 2015 ore 22:45
Peppe@ penso che la tua osservazione sia pertinente, quindi vada valutata con attenzione. In effetti, la fotografia va solo valutata da una stampa. Quindi nel web siamo in una posizione di mancanza valutativa netta. Possiamo solo fare una idea generale non sempre affidabile. Allora, cosa si guarda nel web? Penso le questioni fondamentali, fra cui, i tre punti citati, almeno possono dare una traccia del pensiero espresso. Comunque, tutto da stabilire... Soft@ Ritornando al discorso della "luce", anche se abbiamo detto che la questione è fisica, non mi convince. Se riteniamo che la Luce non sia un pensiero di ricerca di verità, ma solo un attrezzo fisico, allora bisognerebbe ritenere che la ricerca di intimità espressiva sia solo un fattore di sinapsi del cervello. Cosa rimarrebbe di umano del pensiero? Secondo questa logica, cosa resta del pensiero dell'uomo.....rimarrebbe solo il terzo elemento che è la necessità di raccontare.... ma se manca l'impeto di verità, e se manca il pensiero intimo dell'uomo, come si potrebbe raccontare una storia? Impossibile.....ci sfugge qualcosa. L'elemento uomo esiste o non esiste? O è solo una questione di fotoni e sinapsi? Personalmente, non credo che il pensiero umano sia solamente una questione di reazioni fisiche e chimiche che determinano delle risposte. Inoltre, penso che la luce sia qualcosa di fisico, ma anche una vera energia vitale che va a tutti gli effetti sublimata, come esperienza del pensiero in ricerca. La luce nella fotografia o nella pittura, assume una trasformazione entra a far parte del pensiero, pone la drammaticità o la serenità, rende l'anima all'immagine. Non possiamo disumanizzare l'esperienza creativa... |
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inviato il 07 Ottobre 2015 ore 23:29
il pensiero umano (secondo me ovviamente) non e' una reazione fisica ma inizia con una reazione ad un nuovo evento fisico sconvolgente che e' la luce che si vede per la prima volta alla nascita. Inizia cosi ma poi si sviluppa autonomamente. Il nesso tra questa ipotesi e le immagini (qui c'entra anche la fotografia) mi e' ancora difficile da comprendere bene e verbalizzare |
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 0:04
Ciao Leoconte piacere, ho letto il tuo pensiero e il cammino per arrivare alle tue conclusioni mi sembra logico in un contesto di ricerca sociale. Si potrebbe anche pensare che possa essere collegato parallelamente alle discipline pittoriche con le sue correnti nella storia dell'arte. Io però farei una distinzione tra fotografia e immagine, che sembrano la stessa cosa, ma sono fondamentalmente diverse e l'immagine è poi la partenza per lo sviluppo della concettualità che a mio avviso hai tralasciato nelle tue tre distinzioni. La fotografia se vogliamo è la riproduzione di una realtà e quindi ha i suoi crismi per essere considerata tale, non ultima la tecnica che secondo me è fondamentale per dare l'esatta percezione della realtà. L'immagine è invece un concetto sviluppato tramite una tecnica visiva. Quindi abbiamo che la fotografia è espressionista e è legata alla realtà esteriore con i suoi crismi tecnici ed estetici, l'immagine invece è impressionista e sposta l'attenzione dalla realtà esteriore verso l'interiorità più profonda dell'animo umano. Ora per spiegare cosa intendo per fotografia concettuale metto tre link a foto esplicative, www.graphicart-news.com/wp-content/uploads/2012/03/Conceptual-Photogra go-grafix.com/data/wallpapers/11/conceptual-542130-1300x931-hq-dsk-wal hotpenguin.net/wp-content/uploads/2013/05/Conceptual-Photo-manipulatio In questo caso si esprime tramite un'immagine un concetto. Partendo dal fatto che la luce è fondamentale ed è la cosa principale che collega la fotografia con l'immagine, possiamo non dare una categoria o corrente a questa cosa che è essenziale in ogni sviluppo di tutto quello che noi umani abbiamo visto, vediamo e vedremo. Abbiamo quindi tre categorie diverse che poi potranno avere sottocategorie se si vuole andare nello specifico. 1) la fotografia reale 2) la fotografia racconto 3) l'immagine concettuale Per come è il mio modo di vedere l'evoluzione della fotografia diciamo negli ultimi 50 anni, si è passati dalla fotografia reale (dove la questione era sviluppata da pochi raccolti in circoli fotografici ed ogni uno alla ricerca della perfezione stilistica del bello), in antitesi avevamo la fotografia racconto (o se vogliamo giornalistica dove si raccontava una storia), siamo quindi passati all'immagine concettuale (dopo la metabolizzazione della fotografia pubblicitaria degli anni 80 in cui le immagini trasmettevano un concetto abbinato ad un prodotto). Oggi se guardiamo le fotografie che si trovano sui social network sono tutte o quasi concettuali, le giovani generazioni sintetizzano tutto parole e immagini che esprimono un concetto, uno stato d'animo, una denuncia e così via. Le prime due categorie vengono per lo più trattate in forum o successivamente su gruppi o pagine di facebook dedicate alla fotografia, quindi in comunità settoriali. Oggi non servono tanti discorsi per esprimere un concetto, bastano poche parole e un'immagine tutto viene sintetizzato per essere più veloci e immagazzinare più nozioni. Concludendo per come la vedo io l'umanità ha saturato il bello estetico, ha sintetizzato un racconto ed ora sta per esprimersi a concetti perchè l'esteriore e l'interiore sono cose che vengono vissute all'interno del concetto che esprimiamo. Insomma un bel JPG compresso col massimo dell' IQ |
user20639
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 7:21
Ivo, anche per me è un piacere conoscerti. La tua analisi è abbastanza sintetica, ma si intravvede l'idea di fondo di un nuovo linguaggio che si esprime attraverso la concettualizzazione del pensiero per mezzo dell'immagine e della fotografia. Direi che è realistico. Però, in questa tua visione, siamo già molto oltre al mio scopo, quello di individuare almeno le tre fonti del pensiero occidentale, da cui derivano le nostre sensibilità. La scoperta del concetto, è una sintesi del pensiero, un modo di comunicare nuovo e rapido attraverso l'immagine. L'origine del concetto risale alla necessità di comunicare una grande idea complessa (di solito esposta in un libro o in un trattato. In una ideologia, in un fenomeno storico, un prodotto da mettere in vendita), quindi: manifestare un'idea attraverso una simbologia raccolta in una sola immagine o alcune immagini con varianti e arricchimenti. Con la concettualizzazione, secondo me, siamo già oltre a quello che stavamo discutendo adesso. Quello che stavo proponendo, è di comprendere l'origine, le fonti, del nostro pensiero (della nostra specifica cultura). Praticamente partire dal basso, da quelle esigenze che fanno scatenare il nostro bisogno di comunicare con l'immagine e più recentemente anche con la fotografia. Le cause: il bisogno di verità, la necessità di comprendere noi stessi e quella di raccontarci e descrivere la realtà. Credo che questa piccola, ma grande ricerca ci possa bastare, altrimenti, aggiungeremo troppa carne al fuoco, se andiamo oltre. Direi di rimanere sulle origini del pensiero che producono una fotografia. Chiaro, che poi si potrà parlare di tutta la sua evoluzione. Qui però, ci siamo trovati uno scoglio enorme e basilare, capire se il nostro pensiero è solo di origine chimico-fisico o se c'è qualcosa di trascendentale che ci rende uomini. Peppe, si, è sconvolgente il punto che stiamo dibattendo in questo momento, è alla base di tutto. Se la "luce" e il nostro "io" sono solamente delle reazioni chimico-fisiche, allora come mai nasce la poesia? Il senso del bello, la volontà di amare, l'impeto della scoperta, il sentimenti? Cosa ci distinguerebbe dalle altre sostanze e corpi materiali, o da altri esseri? Quando parliamo di uomini, possiamo definirci delle polpette di carne e anima? O siamo solo spiedini di carne e materia? |
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 9:06
Secondo me a tutti quanti è sfuggito un caposaldo fondamentale della Fotografia, l'armonia. |
user20639
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 9:36
Domenik, se fra parentesi vuoi darci il tuo parere sull'armonia: ma sarebbe meglio non approfondire.....a meno che, non hai trovato un nesso con le fonti. |
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 9:55
Leo quello che ci distingue dagli altri esseri e' il pensiero che nasce (e poi si sviluppa) appena riusciamo ad avere un rapporto con i ricordi e quindi con le immagini di essi. Questo secondo me avviene alla nascita quando la luce ci sconvolge per la prima volta, in quel frangente cominciamo a fare immagini (interne) delle esperienze vissute (anche della vita durante la gestazione che e' vita ma non e' ancora vita umana che inizia alla nascita). Tutto il rapporto con le immagini successivo dipende da questo, per esempio credo che quando guardiamo una foto percepiamo con gli occhi fisici una figura (che e' solo una componente dell'immagine) , l'immagine vera e propria si forma nella nostra mente e comprende anche il contenuto di cio' che stiamo guardando. In questo senso la valutazione di ogni foto dipende certamente dal mezzo di comunicazione ma anche dalla sensibilita' di ognuno di noi. |
user20639
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 12:23
Peppe, hai scritto: “ appena riusciamo ad avere un rapporto con i ricordi e quindi con le immagini di essi. „ Hai sottolineato spesso questo concetto, che ritengo vero... però bisogna dire che c'è di sicuro una selezione delle nostre immagini ricordo intime, dovuto al tipo di cultura assimilata. In base alle nostre culture diamo più o meno peso a un'immagine che abbiamo nei ricordi... L'inconscio misterioso fa da padrone. Immagine di noi stessi (quella del nostro mito), l'immagine onirica di noi stessi (quella quando si dorme e si sogna, incide moltissimo). Quello che percepiamo dell'immagine che gli altri hanno di noi, l'essere considerati. L'immagine diversa che diamo di noi asseconda della persona che abbiamo davanti... L'immagine che abbiamo dell'ambiente, quella sul futuro e quella del passato. Ci sarebbero molte immagini che si formano e da valutare con una ricerca di consapevolezza. Il discorso, sarebbe affascinante, sarebbe bello approfondirlo. Adesso però, quello che stiamo affrontando, il punto grave è un altro: i nostri pensieri derivano da semplici formalità biochimiche o abbiamo una fonte misteriosa che ci rende diversi da altri esseri, quindi possiamo sviluppare delle super emozioni....come i sentimenti, le passioni, l'amore. Ad esempio, l'amore è solo una passione biochimica irrefrenabile, o è qualcosa che solo l'uomo è in grado si sentire, pur avvolta da tanti misteri? La domanda è importante, perché, se mi dovessi dire, che sto fotografando per questioni biochimiche, poiché la luce mi consente di vedere e guardare la fisicità della realtà, tutto questo sarebbe disarmante e avvilente. Non so per voi? |
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 13:03
penso che puoi stare tranquillo, il mondo e' pieno di forme di vita ma quella umana e' diversa dalle altre, basta vedere l'enorme trasformazione dell'esistente operata in giro per il mondo, nel bene e nel male. Il fatto biochimico si esaurisce alla nascita dopodiche' inizia la vita umana come realta' psichica. Gli adorabili animali nostri amici non fanno mostre di fotografie o progetti di architettura (o quando fanno qualcosa di simile lo fanno a livelli non comparabili con quelli umani) |
user20639
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inviato il 08 Ottobre 2015 ore 15:08
Meno male, adesso mi sento un po meglio......Grazie Peppe... Nessuno mi rispondeva.... |
user20639
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inviato il 09 Ottobre 2015 ore 16:12
Riprendo il ragionamento o meditazione sulla luce. Nelle pratiche meditative visualizzare interiormente luce ha una straordinaria efficacia proprio poiché essa è veicolo delle informazioni essenziali che creano la realtà e costituisce l'unità fondamentale ed unitaria della creazione. Quando negli stati superiori di coscienza, attraverso la pratica della meditazione, la persona riesce ad entrare in aree di esperienza che trascendono i cinque sensi ed accede ad un potenziale percettivo superiore, uno dei primi fenomeni che si presentano è il contatto con la luce interiore: l'esperienza del corpo di luce. Esiste un'ampia letteratura su questo argomento che appartiene sia alla scienza che alla mistica. |
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inviato il 10 Ottobre 2015 ore 4:34
Beh Leo, se si vuole andare alla fonte, allora si parte dai graffiti nelle caverne fino ad arrivare alla fotografia e poi al cinema. Messa così però mi sembra una lezione di storia dell'arte. Comunque le prime forme di comunicazione visiva sono le forme delle mani nei graffiti preistorici, poi scene di caccia e di vita. Se si vuole invece analizzare la parte interiore ovvero la spinta alla comunicazione, allora si deve partire dal discorso che ogni umano se lasciato con la certezza di essere solo, si inventa un mondo parallelo dove comunica con qualsiasi cosa dandosi delle risposte, ovvero simula una comunicazione. Un esempio lo si può fare con un fatto successo per errore ma che poi fu analizzato perchè ritenuto degno di studio e approfondimento. Per errore fu abbandonato fra i ghiacci una persona in una stazione per studi scientifici. Nella base c'era tutto per sopravvivere per parecchi anni, dopo sei mesi quando andarono per riportarlo a casa, era successa una cosa che alla fine si è dimostrata una conseguenza logica di sopravvivenza psicologica. La persona abbandonata aveva dato un nome ad ogni cosa e faceva dei discorsi alle cose e poi simulava con voce diversa una risposta. In sintesi simulava una comunicazione per non diventare pazzo. Ci furono altri studi anche sul fatto di simulare la perdita di peso e movimento in modo da percepire di avere solo il cervello come cosa che funzionasse e dopo ore, non giorni iniziava il procedimento di simulazione della comunicazione. In sintesi la comunicazione è insita nella specie umana come un bisogno primario se non fisiologico ma psicologico (come mangiare bere eccetera). Dico questo perchè alla base non c'è una distinzione tra occidentale o altra cultura. Ogni forma di comunicazione inizialmente non aveva una catalogazione culturale. Successivamente con l'evolvere della specie umana è la cultura della zona geografica, quindi di possibile contatto umano possibile, che determina una catalogazione. Più gli orizzonti si allargano e i mezzi di spostamento fisico portano più lontano e col tempo più la cultura diventa universale e diventa ovvio che si conoscono nuove culture che poi mischiandosi danno origine a culture più universali. Detto questo, si può fare un discorso sulla fotografia che nasce in un certo periodo e che si sviluppa nello spazio temporale successivo fino ad oggi, ma la base della comunicazione è il fondamento della cultura fotografica che nasce di conseguenza con l'invenzione della fotografia. Entrando nello specifico allora se si vuole sintetizzare in macro categorie, si deve partire dal presupposto che la luce è l'essenza che rende possibile il senso della visione, quindi non è una categoria, ma l'unica condizione per poter avere una visione. Ora le macro categorie diventano sostanzialmente due. 1) Espressione 2) Impressione Espressione è lo studio della forma e la ricerca della bellezza. Impressione la ricerca interiore che fa scaturire la comunicazione visiva. Da queste due macro categorie poi si possono fare delle sottocategorie che possono essere distinte fra le due macro categorie, ma anche di fusione tra le due. A questo punto possiamo fare approfondimenti sul lato estetico, sul lato psicologico, ma anche sul lato psico-patologico della creatività. Credo che la discussione così come è stata impostata, sia troppo estesa come campo di ricerca e troppo specifica se dobbiamo partire dalle fondamenta che tu hai dato, senza però restringere anche il campo di ricerca. In sintesi, il campo di ricerca è ampio e le fondamenta sono troppo soggettive, questo porta ad un'analisi che entra in conflitto ed ha bisogno di un confronto stabilendo un campo di ricerca più specifico. In altra visione, il tema è oggettivo e le fondamenta sono soggettive, in questo modo un'analisi scientifica avrebbe troppe variabili che cambiano contemporaneamente e il metodo scientifico non è applicabile. Quindi se trattiamo il tema in modo soggettivo allora tutto può essere discusso, anche il fatto di poter modificare le fondamenta, se invece trattiamo il tema in modo scientifico, allora c'è bisogno di avere delle variabili oggettive e stabilire un percorso per avere risposte oggettive che fanno progredire l'analisi. Forse ho complicato la discussione con questo mio modo di vedere, ma credo che sia l'unico sistema per poter progredire nell'analisi da te proposta. |
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inviato il 10 Ottobre 2015 ore 5:07
Leo se riprendiamo il ragionamento sulla luce, così come lo hai espresso, ritorniamo alle distinzioni tra interiore ed esteriore. Ritorniamo al discorso delle culture e se vuoi alla distinzione tra oriente ed occidente ovvero: Occidente = esteriore, Oriente = interiore. A questo punto quello che tu stai cercando è la comprensione dell'interiore partendo da una cultura esteriore. Qui allora si cerca sempre se esiste un parallelismo tra interiore ed esteriore. Ma come dicevo nel concetto della ricerca con metodo scientifico, i due mondi oriente occidente, partono da due significati di vita completamente diversi, quindi per capire uno si deve abbandonare l'altro e iniziare da capo il percorso culturale, quindi serve anche lo spostamento geografico per vivere la diversa cultura che si vuole approfondire. Per tornare alla fotografia allora si parla dei pionieri ovvero delle persone che si recavano nel mondo per documentare una diversa cultura. I pionieri sono importanti nell'ambito della fotografia perchè consegnano alla storia un'immagine di cultura diversa che poi la storia metabolizza a seconda del luogo e della cultura di chi guarda l'immagine. Oggi però queste barriere sono ampiamente superate e qui subentra la visione concettuale che può diventare più universale, se vogliamo un po come la scrittura per pittogrammi. E' comunque indubbio che le due culture orientale e occidentale oggi sono abbastanza contaminate una dell'altra che iniziano a nascere sottoculture che la storia metabolizzerà e ci restituirà quello che resterà del mix tra le culture. |
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inviato il 10 Ottobre 2015 ore 6:14
Leoconte ti saluto. Quindi, una ricerca interiore per capire, la tua. Sei arrivato a 3 suddivisioni. Fai bene a parlare di pensiero occidentale perchè aristotelico è il "vizio" della divisione. Ti chiedi così cosa ci porta a fare immagini partendo dallo strumento fotocamera, (altrimenti si parlerebbe di un'altra cosa). La maggior fonte, quella che noi tutti ispira di più, è... La stessa cosa accade anche nella musica, la fonte che porta a comporre è... è molto meno profonda la questione, estremamente conforme e banale, continutiva di un percorso che crea la storia. Semmai, interroghiamoci su quello che ci appare stonato, quello che devia ma ci colpisce, non per la devianza ma per l'arrivo al nostro inconscio. è tutto lì il movimento che chiude l'ultima pagina di un libro della storia umana e apre la prima pagina di un libro nuovo, che andrà nella nostra biblioteca. ma torno a quegli è... volutamente sospesi. Nella musica, è la musica, quella ascoltata, quella già sentita, la prima causa di nuova composizione. Nella fotografia allo stesso modo, sono le immagini già viste, di un Fontana o di un tale nel web, la prima causa delle nostre composizioni d'immagini fotografiche. Chi va in viaggio spesso tende a ripetere le stesse immagini viste sulla brochure per es.. Il già visto. Il già visto. Il già visto. Tutto ciò è squallido? Niente affatto, è la storia, il suo flusso, come dicevo prima. e come dicevo è la stonatura, quasi il disturbo che ci colpisce nell'inconscio ma che non sappiamo razionalizzare perchè neonato, quello che chiude l'ultima pagina ed apre la prima. e questo non ha suddivisioni, nè in 3 nè in 2 parti, è un'unico. |
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