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Progettualità... un esempio dalla pietra di Benedusi.


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user16612
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inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:31    

Il topic non è nato per polemizzare
infatti ho espressamente specificato che non intendo polemizzare ;-) e non sono né pro né anti Benedusi.
Quello che voglio dire è: dato che lui l'ha pubblicata nel suo blog tessendone le lodi, il giudizio di chi guarda è del tutto libero da condizionamenti?
Io per esempio quello che tu dici
...c'è un ragionamento, traspare molto dell'autore delle foto e sopratutto è un piccolo racconto
non riesco a leggerlo, non lo vedo. Tecnicamente ineccepibili e belle, ma la storia io non la leggo. Immagino che ami il mare e che probabilmente ci abiti vicino, ma per me è un po' poco. Sicuramente un mio limite.
Però rimane la mia domanda: il giudizio di chi osserva, è libero da condizionamenti?

PS ripeto che non ho nessuna vena polemica, esprimo solo un parere diverso, ok? ;-)

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:38    

Il non ho capito perché quella pietra non potrebbe essere sostituita dal sole.


Quella pietra potrebbe essere sostituita da qualsiasi cosa.
Penso che l'idea di farlo con una pietra è utile perchè appunto è un oggetto solitamente identificato come insignificante. Oltre al fatto che appunto è più facilmente gestibile.

Dare a qualcosa di insignificante un senso lo trovo un ottimo esercizio per la mente.

Comunque si potrebbe fare tranquillamente con il sole.

Ora che ne parliamo mi viene in mente tempo fa un post, mi pare di Paco in cui diceva di voler fare una foto allo stesso scarpone in tanti posti diversi, poi però non mi apre abbia pubblicato nulla in merito.

Comunque penso che per capire quanto è ben fatto quel lavoro si dovrebbe provare a portarne a termine uno simile per capirne le difficoltà... se non hai nulla da raccontare nelle foto si vede. Ecco penso questo sia vero. Se il tuto intento è solo scattare foto, e non hai nulla da dire dalle foto verrà fuori appunto il nulla.

Per questo secondo me è giusti citare la cultura di chi fotografa, cultura non intesa in senso stretto ma come bagaglio di conoscenze umane. Secondo me sarebbe il caso di riflettere su questo, che mi pare calzante.

Sempre prendendo ad esempi quelle foto raccontano molto di più delle vacanze di Agnese, di quanto possano raccontare molte foto che per esempio ho fatto io delle mie.

Oltre a fatti parlano anche di emozioni e sentimenti, con immagini che evocano queste sensazioni.


user34391
avatar
inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:39    

ciao... ho seguito il post e letto l'articolo di Benedusi.. togliendo tutto il resto, il tono dell'articolo, le parole pesanti..il linguaggio da trivio... il succo è un vecchio insegnamento di buon senso... e B. non è certo il primo che lo propone... obbligare se stessi a vedere un oggetto, qualsiasi oggetto in modo nuovo.. e ci vuole del tempo, perché stiamo sicuri che almeno i primi cento modi di vedere e fotografare quell'oggetto sono stati già sfruttati da altri.
Più l'oggetto è comune più sarà efficace l'esercizio...
In questo modo alleniamo il nostro modo di vedere il mondo e ci sforziamo di trovare nuove soluzioni, per poi magari scoprire che dentro di noi abbiamo la 101° visione originale.... e anche se non la troviamo siamo cresciuti fotograficamente lo stesso... :-P

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:44    

Per me il lavoro che hai postato non mi dice nulla.


Bè anche questo è un parere. Evidentemente dipende dalla sensibilità personale. Sarebbe interessante capire cosa ne pensano altri utenti del forum. A parte le altre tue confederazioni tecniche sulle singole foto la cosa più improntate è il fatto che a te non dicano nulla.
Ora non ho il tempo di approfondire ma ci sono vari aspetti che mi colpiscono, magari più tardi scrivo due righe se riesco.
Comunque il topic è fatto per discutere, anche in generale sulla progettualità, quello di Agnese è uno spunto, non vorrei si incentrasse troppo sul suo lavoro, prendiamolo come esempio.
I pareri di tutti sono ben accetti per ragionarci su.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:51    

Va tutto bene, se ci costringiamo a ragionare va bene. Non facciamoci prendere però da entusiasmi da ovvietà. Il gusto nello still life in b/n non è per forza un miracolo.
Dei partecipanti al workshop sarebbe bello vedere anche altri lavori.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 8:55    

Nonnograppa:
Io per esempio quello che tu dici " ...c'è un ragionamento, traspare molto dell'autore delle foto e sopratutto è un piccolo racconto" non riesco a leggerlo, non lo vedo. Tecnicamente ineccepibili e belle, ma la storia io non la leggo. Immagino che ami il mare e che probabilmente ci abiti vicino, ma per è un po' poco.

O magari stava lì in vacanza e vive a Belluno.

Il bianco e nero e il formato quadrato possono essere per alcuni la vera forma di Fotografia per altri sono un clichè doveroso e banale per esprimere la fotografia artistoide.
Brava Agnese, per carità.
Però laddove uno vede intenzione e progetto un altro può vedere caos e casualità.
Laddove a qualcuno viene la pelle d'oca a vedere un certo autoritratto un altro pensa origniale come un Film di Vanzina...insomma...tutti vogliamo e possiamo vedere quello che ci piace in una foto, in una serie di foto, poi se "sponosrizzato" da un grande fotografo, allora ci si fissa in testa che questa serie di foto devono avere un progetto, un senso.

Citando lo stesso Benedusi, a me sembra l'esperimento della scimmia con la macchina fotografica o le foto fatte dal tizio bendato.

Avrebbero avuto lo stesso effetto se fatte a casa?
Si
Avrebbero avuto lo stesso effetto se fossero state fatte con una penna?
Si

Senza nulla togliere alle reali capacità di Agnese, beninteso.

Infine, che sia un esercizio importante sono d'accordo, che questo ci debba insegnare a vedere cose che in realtà non vedremmo sono d'accordissimo, che un esercizio sia diventato già degno di nota e da "pelle d'oca"...mi sembra eccessivo, ma è comunque un parere mio, ovvio.

Ora semino zizzania (per discutere e non gratuitamente) e se fosse in realtà l'unico progetto inviato a Benedusi e il quale pur non convinto della bontà del progetto lo ha inserito nel proprio blog per dare credito e seguito al suo esercizio...noi non ci sentiremmo un po' sciocchi ad averlo considerato per quello che in realtà non è?

Nonnograppa:
Però rimane la mia domanda: il giudizio di chi osserva, è libero da condizionamenti?

Assolutamente no, ma non è una novità.

Va detta l'ultima cosa ...almeno non si è fotografata le scarpe!MrGreen
Ciao
LC

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 9:15    

Qualche assonanza ? Proprio in un articolo di Benedusi ?

www.benedusi.it/blog/il-tortino-al-cioccolato-e-la-fotografia-in-bianc

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 9:48    

Vado off topic. Scusate sono un ingegnere e in quanto tale sono ignorante (cioè ignoravo chi fosse Benedusi). Allora come faccio di solito vado su wikipedia (che non è la Bibbia) e cerco "Benedusi", e che trovo? vi posto il link
it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Settimio_Benedusi
è stato bannato MrGreen

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 10:26    

Non credo che Benedusi sia stato il primo a proporre esercizi simili. Trovo che siano utili per stimolare la ricerca di una fotografia più ragionata. Lo sforzo di collocare sempre lo stesso oggetto in una serie di fotogrammi non può che giovare alle nostre capacità di dare forma progettuale a ciò che imprimiamo sui nostri sensori. Il lavoro di Agnese a me piace ma ovviamente non è un punto di arrivo...non è ancora un vero progetto...non fosse altro perché l'input non viene da lei stessa. Credo però che, al netto dei modi di Benedusi, ci sia grande bisogno di ragionare sulla fotografia di oggi e che questa sia una strada...non certamente l'unica.

Poi come al solito in molti si soffermano più che altro su Benedusi ed il suo modo di esprimersi, vendersi, etc.
Ho ascoltato Benedusi a La Settimanale di Genova (https://www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1287733). Ha esordito con una frase del tipo: <<se sei una persona di merda e guardi il grande fratello, allora farai foto di merda>>. La platea ha cominciato a mugugnare in tipico stile genovese...molti si sono sentiti offesi dall'equazione "grande fratello=persona di merda". Credo Benedusi volesse dire altro. Quello che siamo, la nostra cultura, la nostra sensibilità, si attacca alle foto che facciamo. Quindi se ragioniamo sugli scatti anziché scattare a caso e studiamo, faremo foto migliori. Questo mi pare innegabile.
Stesso discorso per il bianco e nero...se è una scelta consapevole e ragionata, bene...se non sappiamo perché abbiamo scelto di togliere il colore da un fotogramma, allora abbiamo un problema MrGreen

avatarsupporter
inviato il 03 Settembre 2015 ore 10:31    

Sinceramente non vedo un gran progetto, sono scatti carini che mostrano tutta la fantasia dell' autrice ma per me, se scattare foto con una pietra è un progetto siamo lontani dall' obiettivo......Eeeek!!!
E' un mero esercizio a cui non accosterei mai la parola " progetto ".
Per come la vedo un progetto non può essere indicato da un altro che non sia l' autore delle foto e dovrebbe partire da un ragionamento ed avere una finalità sia essa estetica, narrativa etc...

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 11:16    

Non si parlava di progetto.
Si parlava di esercizio. Aveva scritto in sostanza: volete un esercizio per migliorare come fotografi? Tutti i giorni fotografate una pietra, sempre la stessa per un periodo di tempo e vedrete che dopo questo esercizio sarete migliorati.
L'idea di fondo era obbligare a pensare allo scatto e progettarlo secondo me

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2015 ore 11:34    

Sinceramente non vedo un gran progetto

Io effettivamente l'avevo indicato come tale, e nel suo piccolo penso tutt'ora lo sia.

Per come la vedo un progetto non può essere indicato da un altro che non sia l' autore delle foto


Si su questo sono daccordo. Il mio intento non era sostituirmi all'autrice, lo prendevo come spunto. Non so in che ottica lei lo considera. Lo ritengo qualcosa di più che un esercizio. Quegli scatti hanno una certa dignità d'essere, a mio parere di più che i soliti scatti osannati per la mera tecnica e qualità.
La progettualità a cui io accenno (forse dovrei usare un termine diverso) è quella legata a costruire immagini che comunicano oltre l'ovvietà del soggetto e la pure bellezza dello scatto.
Il fatto che siano legati tra di loro in un certo modo.. io quella la definirei una progettualità perchè appunto abbiamo filo conduttore, idea di fondo, qualcosa(seppur semplice) da comunicare o raccontare, e una certa chiamiamola "forma" di comunicare scelta dall'autore.

Memy tu come definiresti progettualità? Hai degli esempi?

avatarsupporter
inviato il 03 Settembre 2015 ore 11:42    

Grazie mille Labirint per la precisazione, io mi sono riferito al titolo di questa discussione.. ritenendo sbagliato definire progetto delle [negozio 24] una pietra sotto indicazione di un altro... come hai scritto bene anche tu e come evidentemente ha scritto lo stesso Bendusi, si tratta di puro esercizio.....7
Non ho letto il thread di Bendusi perchè mi è capitato di trovarlo poco interessante ed un po' troppo pieno di se, sarà che in questo periodo sono stanco ed annoiato dai discorsi di soloni più o meno noti che si mettono a pontificare per cui se ho l' impressione che si tratti di qualcosa del genere li rifuggo.
Però non per questo non posso riconoscere che come esercizio possa portare a qualcosa di buono;-)
Se non altro stimola la fantasia, cosa di cui c'è sempre bisogno.....

avatarsupporter
inviato il 03 Settembre 2015 ore 11:56    

Ciao Nicolas, io sinceramente in quella scatti non riesco a cogliere un progetto se non il filo conduttore della pietra e del BN, ma come sempre esprimo una mia personalissima opinione e non voglio certo dire che la mia valutazione sia meglio di una altra...
Forse per la fretta ho un po' frainteso il tutto ma rimane il fatto che per me quello è un esercizio e le foto che ho visto, seppur fatte bene mi sembrano un compitino ben svolto..... che io sicuramente non sarei riuscito a svolgere decentemente perchè a me diverte fotografare quello che sento e mi coinvolge..
In tanti mi hanno chiesto di fare workshop perchè gli piacciono le mie foto con il fondo nero ma, a parte il fatto che di PS ne so molto meno della maggior parte delle persone che me lo chiede, io penso che non conti il tanto richiesto workflow, quello che conta è farsi un idea di quello che si vuole realizzare e poi, in un modo o nell' altro, ci si arriva.........

Per definire la progettualità si potrebbe scrivere per ore ma in parole povere, secondo me è affrontare una o più sessioni fotografiche con un idea in testa.... bella o brutta riuscire ad esprimere una visione personale è sempre una grande conquista. Io ad esempio, nel mio piccolo, a gennaio sono andato per la terza volta dai tagliatori di teste e questa volta, partendo dalle esperienze precedenti, sono partito con un idea ben precisa degli scatti che volevo fare con la speranza di riuscire una giorno ( ma al 90% rimarrà solo nella mia testa... ) una mostra o ancora meglio un libro..... Niente di speciale, forse per qualcuno sarà un idea un po' banale ( non lo dico fino a quando non trovo il modo di farci qualcosa...;-) ) ma, al di là se troverà mai una concretizzazione, fotografare con un progetto e con un idea pensata è tutt' altra cosa che scattare come capita e personalmente mi ha dato più soddisfazione...... :-P



avatarjunior
inviato il 04 Settembre 2015 ore 7:19    

Per definire la progettualità si potrebbe scrivere per ore ma in parole povere, secondo me è affrontare una o più sessioni fotografiche con un idea in testa.... bella o brutta riuscire ad esprimere una visione personale è sempre una grande conquista.


Si questa idea la condivido. più che un idea mi sembra più appropriato parlare di "visione personale" che deve avere un valore. Ecco secondo me questa che chiamiamo visione personale non è così banale da esprimere. Nel senso che spesso viene relegata nella visione tecnica dello scatto mentre dovrebbe essere ricercata altrove.


Che cosa ne pensi di questo argomento?


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