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inviato il 31 Agosto 2015 ore 10:58
“ Un sottoinsieme che poi va a crearne un altro più ampio? „ Si, se ci pensi bene è meno complicato di quello che sembra, un esempio è Genesi un grande progetto composto da più sezioni che sono a loro volta progetti. Secondo me si può parlare di progettualità anche quando questa arriva in corso d'opera, ad esempio io mi trovavo tra le crete della Provenza durante una "sosta tecnica" di un viaggio e avevo pianificato alcuni scatti commerciali e niente più, poi ho notato come la luce del tardo pomeriggio scolpisse i profili del paesaggio e vi proiettasse ombre molto interessanti, per due mezze giornate ho lavorato solo su forme luci e ombre previsualizzando in bn un modo dai colori esplosivi, ne è venuto fuori un lavoro particolare che alla fine per me ha preso tutti i connotati di un sia pur sintetico progetto. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:07
Gran parte delle mie uscite sono frutto di progetti fotografici. Il rifugio Re Alberto prima di fotografarlo l'ho studiato parecchio. C'ero stato qualche hanno fa e mi era piaciuto il luogo, il lago e il rifugio stesso, quindi poteva essere per me un soggetto particolarmente interessante. Prima della salita al rifugio mi sono studiato alcune foto del luogo per capire i migliori punti di ripresa, ho studiato con ephemeris l'alba e il tramonto (la direzione della luce e gli orari), una volta salito ho ulteriormente chiesto ai gestori i migliori luoghi per riprendere il tramonto e a che ora sarebbe stato, ho fatto decine di foto di giorno prima di decidere il giusto pdr, ho provato varie lunghezze focali.....insomma c'è stato uno studio che ha richiesto giorni e giorni solo per portare a casa uno scatto. Stessa cosa con il Limedes (che posterò a breve), salita al lago di giorno con attrezzatura leggera, controllato il pdr, le lunghezze focali che mi servivano, studiato foto di altri utenti ecc ecc, tutto questo prima della vera e propria salita alla sera con attrezzatura "pesante" (dopo aver controllato il meteo per giorni), tutto per portare a casa alcuni scatti. Secondo me gran parte delle fotografie paesaggistiche presenti su juza sono frutto di uno studio da parte del fotografo che inizia parecchio tempo prima dello scatto vero e proprio, poi certo che esiste il panorama non "studiato" ed improvvisato, ma sono solo una minima parte |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:12
Corretto quello che dici ma credo che in quel senso, se vogliamo solo rendere al meglio un paesaggio, restiamo più nella pianificazione che nella progettualità. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:18
Fondamentalmente c'è una grande differenza tra l' immaginare e strutturare col pensiero un' immagine e far sì che questa rientri in un corpus progettuale più ampio. Voglio essere banale con qualche esempio: -voglio descrivere il rapporto dell' uomo con la natura; -esco e piazzo un mio amico su un dirupo e fotografo; -fotografo l' alba ma con i pescatori che sono a lavoro; -etc etc. In questo caso invece trattasi di una foto che viene estrapolata da qualsiasi concetto pregresso e quindi impossibile parlare di progettualità. Quando sei andato lì non sapevi cosa scattare e cosa avresti voluto trasmettere. Tutta lì la differenza. My2cent. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:19
“ Corretto quello che dici ma credo che in quel senso, se vogliamo solo rendere al meglio un paesaggio, restiamo più nella pianificazione che nella progettualità. „ Concordo, lo studio della location rientra nei "di cui" che menzionavo prima. E' come dire che voglio scrivere in rima baciata per endecasillabi sciolti : bene, d'accordo ma .. cosa voglio raccontare ? Non so se rende l'idea del misunderstanding che rischia di generarsi. Infine again: “ Secondo me gran parte delle fotografie paesaggistiche presenti su juza sono frutto di uno studio da parte del fotografo che inizia parecchio tempo prima dello scatto vero e proprio, poi certo che esiste il panorama non "studiato" ed improvvisato, ma sono solo una minima parte „ Vorrei che fosse così .. ma basta guardare la gallery per dire un clamoroso "ma anche no" |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:24
Bell'argomento Paco! Io credo che il significato di progettualità vada inteso nel senso più ampio e sfaccettato possibile. Per quello che intendo io, forse sarebbe più corretto parlare di progetto espressivo (la poetica, in sostanza). Credo valga anche per chi si occupa di paesaggio. Indagarne le modalità operative può essere una legittima curiosità dell'osservatore o una necessità di pianificazione da parte dell'autore, ma difficilmente potremmo individuare un percorso o delle modalità valide per tutti. Ricordo un'intervista a Giudo Guidi: l'intervistatore chiedeva al maestro il suo metodo di ricerca per le location delle sue immagini. "La cosa più importante per me è che ci sia un parcheggio all'ombra nelle immediate vicinanze perchè il sole ed il caldo rovinano le mie pellicole" fu la sua risposta. Mi viene anche alla mente la risposta di Francis Bacon a chi gli chiedeva a cosa si fosse ispirato nel realizzare uno dei primi quadri che daranno vita alla sua poetica (un viso distorto in una gabbia circondato da carcasse di animali). Il pittore rispose: "non lo so, ricordo che sono partito dall'idea di dipingere un albero". Mi scuso infine se, per chiarire meglio il mio pensiero riporto un passo di una mia vecchia discussione www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=591132&show=1 in cui si parlava; appunto, di progettualità: “ ....credo che la progettualità debba essere, come si legge nell'articolo pensierifotografici.wordpress.com/2013/06/29/progettualita/ intesa nel senso più ampio. Il termine stesso non va inteso letteralmente, ma piuttosto con significati di "modo di sentire" di "estetica personale". Sta a ciascuno intenderla a suo modo. I grandi fotografi riescono ad imporre un marchio ai loro lavori anche quando sono realizzati in contesti e tempi diversi. La nostra progettualità può scaturire da un flash improvviso o da una ricerca di anni. Magari ne siamo inconsapevoli al momento dello scatto e ci accorgiamo, riguardando le foto, che qualcosa dev'essere scattato se abbiamo scelto quei soggetti, quelle inquadrature. Può capitare, spostando un cursore in PP, di trovare la nostra idea, di renderci conto che in testa avevamo quello. Ed è quello che ci dà quel qualcosa che vogliamo comunicare agli altri. Le idee possono scaturire da ogni fase che ci porta alla realizzazione finale. Parimenti ciò che la fotografia dovrebbe comunicare va inteso in senso altrettanto ampio. Può essere, come no, un racconto, una denuncia, un'estetica e quant'altro.... „ |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:34
Ottimo intervento Franco, mi permetto di citare un passo dall'articolo che hai proposto. “ Deve nascere da una necessità, da una urgenza interiore. Il tema deve essere sentito. Deve pulsare, nello sguardo dell'autore e nello sguardo del fruitore. Può essere un progetto sviluppato in un' ora, o può durare anni. Può essere una intuizione felice o una faticosissima evoluzione. Può essere accessibile facilmente o richiedere una spiegazione. „ Direi che in queste parole c'è quasi tutto. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 11:47
Molto bene! Innanzitutto concordo con Maurizio quando dice che la maggior parte delle foto paesaggistiche su juza avviene senza progettualità, il che non è per forza da interpretare come un accezione negativa. Dopodichè vorrei riportare un passaggio di Caterina che mi ha chiarito le idee “ Corretto quello che dici ma credo che in quel senso, se vogliamo solo rendere al meglio un paesaggio, restiamo più nella pianificazione che nella progettualità. „ Ecco, qui si rischiava di cadere nell'equivoco (e ci sono caduto anch'io) di confondere la pianificazione con la progettualità. Ci sono caduto anch'io perchè ho descritto minuziosamente la pianificazione dei miei scatti ed ho tralasciato la progettualità. Se poi però questi scatti possano comunicare un'idea, vorrà dire che cmq quelle foto non saranno inutili, ma questo verrà in un secondo tempo. Il tutto credo che sia corroborato dall'intervento di Jeronim che riprendo anch'io come ha fatto Caterina “ Deve nascere da una necessità, da una urgenza interiore. Il tema deve essere sentito. Deve pulsare, nello sguardo dell'autore e nello sguardo del fruitore. Può essere un progetto sviluppato in un' ora, o può durare anni. Può essere una intuizione felice o una faticosissima evoluzione. Può essere accessibile facilmente o richiedere una spiegazione. „ Eccolo, è tutto qua ed abbraccia la fotografia universalmente, perchè nella paesaggistica o nella ritrattistica, quando si parla di progettualità, valgono le stesse regole. Molto bene, questa discussione si sta facendo proficua. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:10
La pianificazione senza progetto non può esistere!!! Per pianificare bisogna per forza partire da qualcosa... Diamo profondità ad i nostri discorsi ma non cadiamo nel giro vizioso della catalogazione. Gianguido. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:19
“ La pianificazione senza progetto non può esistere!!! Per pianificare bisogna per forza partire da qualcosa... Diamo profondità ad i nostri discorsi ma non cadiamo nel giro vizioso della catalogazione. Gianguido. „ Ciao Gianguido, potresti argomentare meglio il tuo pensiero? Grazie |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:49
@ Fabiopol “ Spero però che chi vede i miei libri possa capire una storia, oltre a dire "che figata" la mia città dall'alto. Riscontro che la maggior parte della gente va a cercare casa sua, ma spesso poi subentrano osservazioni diverse, magari su aspetti più legati al tema del progetto. „ In quanto architetto e studioso di storia dell'architetture e dell'urbanistica ci tengo a dirti che le tue foto costituiscono un prezioso supporto di studio e analisi. Poi, e questo non guasta, sono anche molto belle e mi fanno dire "che figata!"... |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:50
per anni ho perseguito una fotografia itinerante alla ricerca dei luoghi naturali della mia regione, fotografavo solo quando un paesaggio mi colpiva per qualche elemento, le grafie, la luce, IL TUTTO.............non avevo un progetto o se vogliamo il progetto era conoscere e testimoniare la mia terra attraverso la fotografia............in caso contrario avrei girovagato senza macchina fotografica..........fotografavo per mè stesso........per stupirmi della bellezza nella quale ero immerso...........è anche questo un progetto??..............quale deve essere la scansione temporale di un progetto? da quelle foto è da quella ricerca è venuto fuori il primo libro sulla natura di Puglia.........è divenuto dopo un progetto compiuto?? ora ho un po perso lo stupore e fotografo in funzione anche di un progetto pubblicare ad es. una guida sulla Murgia..........sono foto che hanno un maggiore obbiettivo descrittivo e catalogativo delle caratteristiche di un territorio............rappresentano il progetto di descriverlo anche attraverso le immagini a supporto dei testi che scrivo anche io ad essere sincero mi appagava di più il non progetto...........ma tutta la mia vita è un progetto di vita............forse per quanto mi riguarda l'unica sostanziale differenza che fa di un azione fotografica "un progetto" è quando qualcuno da fuori ti dà un incarico di fotografare qualcosa.............matrimonio, luogo, azione sportiva o altro la pianificazione segue sempre il progetto............prima progetto di fotografare la Murgia e poi pianifico come farlo |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:51
Non mi sebra che ci sia molto da argomentare... Si è parlato di distinzione fra pianificazione e progettualita. Ma questa non può essere fatta. Perché la pianificazione non può avvenire se alla base non esiste progetto. Un progetto può arenarsi alla sola fase ideativa, la pianificazione deve per forza avere una radice, + o - comlessa, progettuale. Spero di essermi spiegato... Gianguido. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:53
Finalmente un argomento che mi fa ritornare la voglia di scrivere qui su Juza. Ovviamente concordo con quanto hanno scritto gli amici Maurizio e Caterina :) Per quanto mi riguarda, fotografo quasi esclusivamente il territorio calabrese, vuoi perchè ci vivo, vuoi perchè c'e' ancora tantissimo da mostrare (cosa che alcuni amici, Calabriaphoto, han fatto da anni) e vorrei raccontare nelle immagini l'alternarsi delle zone montuose che quasi cadono a picco sul mare; la Calabria è una sorta di Oregon in miniatura. Ti consiglio la lettura di questa mia intervista se ti va '' www.truelens.it/calabria-tra-mari-laghi-e-monti-antonio-aleo/ '' Ultimamente sto portando avanti un altro progetto, ed è quello di raccontare i sottoboschi e tutto ciò che li circonda. Sicuramente sarà qualcosa che mi terrà impegnato negli anni a venire e spero di riuscire nell'intento :) |
user20639
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 12:54
Se parliamo di fotografia che non è soggetta a influenze commerciali, quella che viene dalle esigenze interiori, il progetto è la ricerca.... Sicuramente la nostra sincerità è alla base, bisogna lavorare non per piacere, ma semplicemente per rendere conto a noi stessi, cercare di capire con i nostri lavori gli eventi della vita, con i nostri occhi. Quando l'esecutore di immagine fa un mestiere influenzato dal vizio della vendita, già c'è una forte contaminazione che non porta a essere, ma ad avere. La progettualità per un prodotto dell'arte è ritenuto tale se è una ricerca autentica del proprio io interiore, un io libero, o che tenta di liberarsi da imposizioni, solo allora si può parlare di originalità di un lavoro. Il percorso di tutta la vita di un artista vero, è quello di liberarsi continuamente dalle contaminazioni. Da dove nasce l'originalità? Da molto studio di noi stessi o dagli strumenti che otteniamo nel breve periodo di apprendimento? L'originalità, nasce dalla ricerca delle nostre visioni del mondo o dalla frenetica acquisizione di elementi accademici che danno forma a una condivisione di contenuti? Il progetto nasce da una nostra esigenza-sofferenza-intimità.... Invece, quello che nasce dalla sostanziale marchiatura di fabbrica, sono solo immagini destinate al mercato, immagini adatte a compiti edulcoranti per propagare sogni condivisi, che non formano una persona, ma dei consumatori come altri. Le regole condivise non formano soggetti, bensì oggetti. Le regole sono figlie di una cultura, se cambiamo cultura cambiano anche le regole. La fotografia deve servire a migliorarci come uomini, se siamo migliori come uomini, saranno più buone anche le immagini. Se l'arte non ci rende migliori, vuol dire che le nostre contaminazioni sono tali da non riuscire a rompere le catene dei desideri esterni, che ci inducono a continue speculazioni e distrazioni da quello che è il senso delle cose vere. Se la domanda regina è, come si ottiene la mia originalità? La risposta è la ricerca, cercala continuamente, dentro di te c'è sicuramente, perché sei un essere unico e irripetibile. |
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