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Ma come è possibile???


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avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 16:08    

Ciedo venia Bernalor, mi ero fermato all'esteticaSorry

cosa vuoi dire con:

Volumetricamente parlando io lo trovo interessante, è un edificio che parla la stessa lingua architettonicamente di edifici antichi

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 16:12    

sampe dipende dai gusti. Ad esempio a me il calatrava piace, certo si poteva far meglio in termini di materiali e gestione dei costi ma é qualcosa di diverso. Sono d'accordo con Emmemme75 sul fatto di non arroccarsi su certe fisse.
Immaginate che bello se fosse stato fatto in stile 500esco ma con i materiali di adesso..Eeeek!!!

user57136
avatar
inviato il 11 Agosto 2015 ore 16:15    

Ho potuto ammirare questa Stupenda Opera Architettonica questo Sabato, è stato piacevole come ricevere un calcio nei denti MrGreen

ma nemmeno il ponte di Calatrava.

Quello a me piace, è moderno ma molto meno invasivo e pesante.

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 16:42    

Peccato che Calatrava volesse lasciare il segno..

user62173
avatar
inviato il 11 Agosto 2015 ore 17:10    

Il ponte di Calatrava ha un difetto funzionale non da poco....gli scalini o li fai e li fai bene o non li fai per nulla....dato che servono a salire e scendere.
Quelli fatti da Calatrava sono oggettivamente un problema per tantissima gente.

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 17:18    

Sampe: Se te guardi le altezze, come è posizionato il volume all'interno della planimetria, finestre (piccole e non estese su tutta la facciata, tipico di una costruzione massiccia e pesante come le costruzioni in pietra nei nuclei); insomma come e progettato a livello di volume e come viene situato e si relazione con il conteso.
Guarda il modello, non si impone sul vecchio

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 17:28    

A tutti quelli che piace Calatrava: forse non sapete che si ispira a Gaudi il quali si ispira a sua volta alla natura in decomposizione. Infatti se guardate le strutture di Calatrava sono parti del corpo e scheletri ;)
(Poi non c'è solo questo alla base delle loro architetture, però fa riflettere)

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 19:48    

tentando un minimo di analisi (senza dire mi piace/non mi piace) mi sento di dire:
- che la scansione di facciata non è sbagliata, ci sono proporzioni di accoppiamento delle aperture che dialogano abbastanza con i canoni veneziani dei vuoti/pieni
- che il colore è troppo neutro e il minimalismo eccessivo
- che la porzione a contatto non stacca abbastanza i volumi, al limite doveva essere nera (cioè contrastare con entrambi)
- che non è corretto trattare la facciata laterale come la principale, a venezia non succede quasi mai, gli edifici sono costituiti da quinte diverse e non hanno un peso di percezione volumetrica così forte (accentuato dal bianco)
Nell'insieme non mi sembra un intervento particolarmente riuscito...

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2015 ore 21:02    

Buona analisi Mevill, la più imparziale ;)
Bisogna calcolare anche che per fare un'ampliamento si è sempre confrontati con l'esistente; dato che non si può imitare l'esistente (si creerebbe un falso), bisogna dare una risposta con la tecnologia attuale. Si crea quindi dei contrasti tra nuovo e esistente (come il minimalismo contro le decorazioni).

Lo stacco tra le due parti c'è e si vede, non andrei a esagerare troppo con colori. Diventerebbe eccessivo

che non è corretto trattare la facciata laterale come la principale, a venezia non succede quasi mai, gli edifici sono costituiti da quinte diverse e non hanno un peso di percezione volumetrica così forte (accentuato dal bianco)

Giusto ma... c'è una piazza (mi pare di vedere dalle foto). Te tratteresti la facciata verso la piazza come una facciata secondaria? Tratteresti la piazza come uno scarto; puoi farlo in architettura, ma è un gesto forte che ha bisogno di motivazioni forti. Non credo che una volta trattavano la facciata verso la piazza come secondaria.

Questo non per difendere il progetto (sarei il primo che avrei fatto un progetto differente) ma per dire che ci sono forti motivazioni che hanno portato a questo risultato ;)

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 0:23    

Beh so molto bene che un progetto è frutto di millemila compromessi di ogni genere e non pretendo in due secondi dopo aver visto solo qualche foto di aver capito tutto del contesto... credo che gli occhi non professionali di chi ha criticato siano indotti in tale stroncatura essenzialmente da un minimalismo un pò ostentato e che forse non è abbastanza elegante per il contesto. A parità di intenti, tipi più tosti (vedi Mies o Loos) avrebbero forse colto comunque meglio il genius loci.
Resto dell'idea che una soluzione differenziata fra i fronti avrebbe giovato, l'immagine che mi convince meno è quella dove si vede l'ampliamento "di spigolo". Hai presente "Romeo & Giuliet" a Praga? forse avrei preferito un coraggio simile.
A ottobre torno a venezia e andrò a vedere di persona!

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 10:13    

Grazie Mevill, la tua analisi sulla mia visione non professionale e' correttaTriste

Grazie Bernalor per la preziosa analisi tecnica:-P

...c'e' sempre da imparareMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 10:22    

Non ha nulla di veneziano, direi.
Volendola vedere positivamente, è come un foglio bianco, forse proprio con l'intento di non apparire palesemente fuori luogo o tempo, chi lo guarda può cancellarlo mentalmente.
Di certo ha raggiunto uno scopo: farsi tanta pubblicità gratuita, perchè l'impatto emotivo iniziale c'è.

avatarjunior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 10:29    

Per me stona tantissimo, e per chi dice "tanto è piazzale roma", se non si fosse visto dal canale ok, ci sono i parcheggi la fermata del tram (altra grandissima opera d'arte) e non sarebbe stato così fuori luogo, ma così in riva proprio non mi piace
A molti ricorda un ospedale...

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 20:09    

Mevill: Anche io non l'ho mai visto dal vivo questo ampliamento, quindi giudico da qualche foto vista in internet.
Concordo sul fatto che avrei cambiato approccio sul dettaglio costruttivo (e quindi anche sulla finitura), ma dato che non ho fatto analisi sul luogo non saprei su neanche su cosa avrei puntato (e rimane qualcosa di personale). Volumetricamente come già detto non mi pare fuori luogo

Lo so che sono esempi presi a caso ma Mies non me lo vedo in questo contesto, mentre Loos ha un approccio tutto suo e non di certo minimalista (Guarda il tribune) se interessa spiego il suo ragionamento per capire i suoi progetti (o quello che mi ricordo).

Per le archistar pare che tra loro vada di moda non avere neanche una parete dritta. Se possono farlo (facendo spendere il doppio il committente e dovendo risolvere problemi che una parete dritta non ha) meglio per loro. Ma non sempre c'è questa disponibilità.

Navigando comunque ho trovato un link per farsi qualche risata Sorriso

A questo punto aspettiamo a ottobre, per vedere se è stato promosso o no :-P

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2015 ore 23:41    

La solita storia del nuovo a Venezia.
Una città "normale" è formata da un giustapporsi di volumetrie nate in tempi diversi, per scopi diversi, che ne formano il tessuto vivo e vitale. Le esigenze cambiano, le culture pure e non mi pare che anche nel passato si avesse molta paura ad affermare i segno del proprio tempo, anzi. E' naturale in qualunque città costruire coi canoni, espressioni, modi, tecnologie del momento. A Venezia no. Il nuovo molto difficilmente viene accettato. Pure in un "vuoto urbano" com'era quello dove è sorto l'ampliamento in oggetto.
Che abbia perso del tutto i connotati di una città? Io credo proprio che sia così.
Quando smettiamo di usare un oggetto e lo rimuoviamo dalla quotidianità lo mettiamo in un museo: un luogo pieno di oggetti "morti". Un museo si va a visitare, non si abita. Ormai proprio come a Venezia.

Sulla "pelle" del nuovo albergo non mi esprimo ancora: oggi non ho fatto a tempo di vederlo dal vivo. Sulla composizione delle masse non vedo sulla carta cose da gridare allo scandalo.

Saluti
Roberto

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