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inviato il 24 Aprile 2015 ore 14:26
Però, scusa, le foto sono esilaranti per il contesto o sono le persone che vengono ritratte che rendono la foto, magari a posteriori, esilarante. Questo, come l'esempio dei due amanti di prima, è uno dei nodi. Nel primo caso è solo merito tuo, hai colto perfettamente l'attimo bravo. Nel secondo caso tu ritrai intenzionalmente delle persone, sottolineo persone, con una loro sensibilità, i loro problemi, le loro gioie e il loro vissuto che magari tu non conosci ma rischi di stravolgere solo per un capriccio. Poi per il discorso dell'arte qui si va su un campo minato. Comunque non dobbiamo limitarci ma solo rispettare gli altri e le loro "diversità". Poi se vai da un clochard, o quello che vuoi, gli parli gli chiedi se puoi fotografarlo se puoi raccontarlo ( io non ne sarei capace per la troppa timidezza ) ben venga. Lo stesso si potrebbe dire delle decine di foto "rubate" a ragazze in momentanee pose imbarazzanti per esempio, è arte e Street boh. ciao e buon fine settimana a tutti |
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inviato il 28 Aprile 2015 ore 13:15
E' arte per chi pensa che lo sia non lo è per tutti i restanti, premetto che per questione di timidezza mi risulta difficile fotografare i passanti, ma nn ci vedo nulla di male, anzi ognuno a proprio modo interpreta la realtà e ognuno enfatizza gli aspetti che preferisce ed è libero di rappresentarli per come egli stesso li vede e interpreta, che il suo fine sia solo il like o la rappresentazione di uno stato d'animo a noi non deve importare non più di quanto non strettamente connesso al nostro livello di apprezzamento. Altrimenti è ingiusto anche contrastare o cambiare la tonalità di verde di una pianta, il principio è uguale... Paradossale, utopico, stupido, ma questo è quel che penso, di certo trovo sbagliato scattare quando invece bisognerebbe agire come in casi di calamità naturali quando il nostro intervento può servire a salvare qualche vita, trovo barbaro chiunque chiami arte quella di Guillermo Habacuc Vargas che legando un cane ad una catena si dice lo abbia lasciato morire di fame con lo scopo di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. Ma questo credo sia scontato; nel fotografo che nulla può per migliorare una data condizione e che a quel punto scatta io non vedo errore, fosse pure una ripresa di morte! |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2015 ore 15:35
Quella installazione del cane morto di fame, secondo me, rimarrà nella storia dell'arte contemporanea come una delle più grandi opere e dimostrazioni del senso della vita contemporanee. Dovreste avere sottomano la realtà del Brasile per giudicarne il contesto di questa opera. (Migliaia di bambini che muoiono di fame e che vanno a vivere sotto terra, fra le fogne, uccisi da poliziotti e da chiunque se ne arroghi il diritto. Centinaia di bambini uccisi ogni giorno, li chiamano rapinatori feroci, ma hanno solo fame. Milioni di persone che muoiono di stenti, ma nessuno si indigna. Però, il cane va sui giornali e fa indignare i benpensanti.... ) Un artista deve avere coraggio, Guillermo Habacuc Vargas ne ha molto, perchè fa vergognare la gente che più si sente al sicuro. L'opera è costata un cane randagio (però l'artista dice che il cane non è morto, lo ha solo fatto credere. Quando lo ha raccolto stava morendo di fame, è ha documentato con fotografie le fasi della guarigione, poi ha invertito la sequenza), ma forse può salvare la vita di tanti, facendo riflettere sull'ingiustizia della povertà estrema dei bambini brasiliani. Di fatto, la situazione è migliorata. (Sempre secondo Vegas, l'idea gli è venuta, quando ha saputo di un uomo sbranato per strada dai cani da guardia di una villa). |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2015 ore 15:56
Oggi, l'arte di qualsiasi genere, va fatta con qualsiasi mezzo, l'artista moderno è un insieme di pittura, scultura, architettura, fotografia, tessitura e l'opera è un insieme multidisciplinare di elementi. Per questo gli operatori dell'arte moderna creano le istallazioni che sono opere costruite con discipline diverse, anche in collaborazione con molti altri artisti. L'arte di oggi è concetto, ricerca di linguaggio per rendere delle verità plausibili, fuori dalla retorica, fuori dall'ambiguità. Per fare arte oggi, bisogna sconfiggere la falsità, non c'è arte che regga se come presupposto non è sincera. Per questo, se andassi a fare fotografia di strada, che sincerità avrebbe, se mi metto a parlare con il soggetto e poi lo metto in posa per ritrarlo? Se non riesco a ricavarne almeno un attimo di vita vera, non ha senso. |
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inviato il 04 Maggio 2015 ore 10:06
Leoconte avresti anche ragione, se si parlasse di Arte. Ma non è che avere una macchina fotografica fa di me un artista automaticamente. L'arte dovrebbe essere ricerca a tempo pieno, qui siamo per la maggior parte amatori che magari prendono la macchina fotografica il fine settimana o nel tempo libero. Ma chi ti dice che rubando uno scatto ad uno sconosciuto tu riesca a ricavarne un attimo di vita vera ? non so se hai per caso letto la storia della foto della bambina Afgana di McCurry. La foto è famosissima, incisiva e molto vera. In questo caso come in molti altri il fotografo aveva parlato con il soggetto prima di fotografarlo. |
user20639
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inviato il 04 Maggio 2015 ore 20:32
Mattefra, chiaro che noi non siamo all'altezza di produrre dell'arte, per molti motivi, ma quando ci mettiamo a interpretare le nostre realtà, anche se a modo nostro, in quel momento, inevitabilmente ci stiamo provando... Direi anzi, che ogni azione prodotta nella nostra vita, se ha un senso, se ha una ricerca, può definirsi arte... Non conosco la storia di quel bel ritratto, della bambina dagli occhi verdi, ma credo che la paura della bambina aveva il sopravento sull'azione del fotografo, per questo è riuscito a carpire una vero stato emozionale. Questo, non può succedere con persone occidentali, se non ritraendoli senza che ne siano consapevoli. I ritratti che ho io, di persone in posa, li tengo per ricordo delle persone, ma sarebbero troppo banali da inserirli in qualsiasi mostra. Se parliamo di modelli/e, è un altro discorso. Penso, che se vogliamo innalzare la persona a livelli sinceri, possiamo coglierla solo nei momenti naturali. Che poi non si possa fare, questo è altro discorso. Mi chiedo, che male ci sia, è quali impedimenti morali possano esserci su persone che camminano in luoghi pubblici, in teoria, se c'è la privasi: non dovrebbero essere neanche guardate. Mentre sarai molto più severo e tutelante nei luoghi privati. Con certi parametri di privasi, prova a pensare, non si potrebbero fare nemmeno i telegiornali. |
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inviato il 08 Maggio 2015 ore 10:11
Concordo pienamente sulla prima parte, appunto c'è arte se c'è ricerca. Sulla seconda tentenno ancora. Un conto e fotografare eventi pubblici: manifestazioni, concerti, chiunque si esibisce pubblicamente e qui siamo tutti più o meno d'accordo si possono riprendere. Per le persone private che si fanno i fatti loro non saprei. A te piacerebbe essere ripreso a tua insaputa, magari "esagerato" in pp e poi pubblicato con un titolo accattivante. per esempio se guardi "http://thomas.leuthard.photography/" vedrai un sacco di ritratti, ma tutti fatti alla luce del sole, senza un tele obbiettivo. ciao |
user20639
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inviato il 11 Maggio 2015 ore 13:59
Se qualcuno mi riprendesse mentre sto compiendo una rapina in banca, mi disturberebbe moltissimo, lo stesso, se mi scappasse tanto la pipì e perdessi la testa per farla dove capita. Ma, quando esco, so che tutti mi possono vedere, inoltre siamo filmati ovunque, è logico che non posso mettermi a fare quello che voglio per rispetto altrui, ma essere me stesso. Se qualche persona mi fotografa, troverà me stesso, devo vergognarmi di essere quello che sono? Se vuole usare me stesso, per la pubblicità della banalità, che ci posso fare? Ma qua, il problema era altro, l'impedimento all'espressività, ad alti livelli impedimento all'arte. Quante epoche sono trascorse e quante ne hanno inventate per ostacolare gli artisti nelle loro scoperte, invenzioni, testimonianze. Uno dei presupposti più gravi per fare dell'arte è la libertà di espressione e la sincerità di espressione. Se mancasse nessuna opera sarebbe credibile. Un saluto, grazie a te |
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