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inviato il 05 Aprile 2015 ore 20:48
è possibile che abbia utilizzato un proiettore digitale attraverso l'ingranditore? o ne risulterebbe una risoluzione troppo bassa? |
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inviato il 05 Aprile 2015 ore 22:04
a me come fa interessa per soddisfare la mia curiosità, ma soprattutto preferirei lodare quest'uomo. Ho visto entrambi i video e gli manderò qualcosa da stampare, voglio vedere. |
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inviato il 06 Aprile 2015 ore 6:31
Ha detto che parte dalle dimensioni si un grande formato è utilizza un 210mm... Quindi non può essere un proiettore digitale. Secondo me potrebbe essere uno schermo superrisoluto di qualche tablet montato al posto del negativo grande formato. Tornerebbe la dimensione e il miglioramento in risoluzione. Però, una buona foto a pellicola, anche solo medio formato, sarebbe comunque decisamente meglio. |
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inviato il 06 Aprile 2015 ore 10:18
Pur stampando a getto trovo anch'io che ci sia sempre un ma, in particolare con i pigmenti, bronzing e gloss differenti al sempre presenti, la stampa chimica non conosce questi problemi, inoltre nella stampa a getto la carta viene ricoperta dall'inchiostro, nel chimico "reagisce alla luce", una bella differenza, mi piace la persona. |
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inviato il 29 Gennaio 2016 ore 23:01
Riesumo questa vecchia e breve discussione perchè mi sembra inutile aprirne un altra, specialmente per fare una singola domanda. Quanti volgari dpi servono per una stampa di qualità che non abbia nulla da invidiare ad una stampa fatta con un buon ingranditore da un buon negativo? Perchè il discorso risoluzione è relativo anche alla dimensione di stampa, è inutile avere 8k pixel su un lato di 15 cm. Ringrazio tutti per le eventuali risposte. |
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inviato il 30 Gennaio 2016 ore 8:53
Dipende dalla dimensione della stampa e dalla relativa distanza di visione . |
user61069
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inviato il 30 Gennaio 2016 ore 9:36
direi che è molto "pippologico" questo procedimento... onestamente non ci vedo vantaggi... ne pratici, ne economici e ne qualitativi.... o sbaglio? angelo. |
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inviato il 30 Gennaio 2016 ore 9:42
Le cose andrebbero valutate dopo averle provate o almeno viste, il resto si sono elucubrazioni "pippologiche". |
user61069
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inviato il 30 Gennaio 2016 ore 9:46
ma lui stesso dice che la qualità non migliora, di costi non se ne parla, cambia solo il procedimento... che però io da utente finale guardo al risultato non alla filosofia... posso capire se in un metodo rispetto ad un altro si usino sperimentazioni su animali, allora per etica, posso anche spendere di più e perdere di qualità, ma qui nemmeno quello... boh... avrei potuto capire se questo digiingranditore fosse faciplente replicabile in casa, ma non mi pare... un pò come quando si scannerizzavano i negativi con le fotocamere digitali e le scatole di scarpe... era almeno pratico ed economico... |
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inviato il 31 Gennaio 2016 ore 4:52
Nessuno schermo potrà mai avere la risoluzione anche lontanamente paragonabile a quella di una pellicola di pari dimensioni, questo è un dato di fatto, ma con uno schermo particolarmente definito forse si potrebbero ottenere stampe non tanto grandi di buona qualità. Il pixel di un pannello lcd è in realtà un gruppo di tre pixel rettangolari, uno rosso, uno verde, e uno blu. Questi veerranno quindi riprodotti in stampa, e credo che sia il modo sbagliato di creare il colore su una stampa. Volendo pensare di avere pixel abbastanza piccoli da confondersi nell' immagine dovrebbo anche pensare a risoluzioni mostruose,e quindi già per stampare un 15x18 siamo ben oltre la risoluzione degli schermi migliori. Inoltre essendo gli schermi costruiti per essere guardati ad occhio nudo e non al microscopio, uno schermo ad alta risoluzione sarà anche di grandi dimensioni, ben oltre i formati delle lastre più grandi. E' chiaro che da una stampa 1000x1500 non si pretende una risoluzione tale da poter guardare la stampa col lentino, però sarebbe anche piuttosto brutto vedere i pixel. Insomma, io penso che un ingranditore digitale per essere utile debba essere almeno equivalente ad un ingranditore per 35mm, e che permetta quindi di fare stampe 50x70 guardabili da vicino. In ogni caso non si parla piu di ingranditore, perchè uno schermo dalla giusta risoluzione è sicuramente più grande di una stampa 10x15 e sarebbe piu corretto parlare di rimpidcciolitore. Io penso che il digingranditore di cui si parla non usi un pannello lcd altrimenti sarebbe adatto a stampare solo formati molto piccoli e allora addio poesia. Oppure ci sono schermi che non consoco, forse il pannello a cristalli liquidi di un proiettore 8k che devono ancora inventare. |
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inviato il 31 Gennaio 2016 ore 7:06
 Per me è anche, personalmente, un discorso di durabilità. Cosa secondo me non da poco :) |
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inviato il 31 Gennaio 2016 ore 9:03
Giusto per capire ma chi è andato da Giulio quanto ha pagato per una stampa fatta con questo metodo? |
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inviato il 07 Febbraio 2017 ore 10:32
Nessuno?? |
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