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inviato il 06 Aprile 2015 ore 12:07
“ ...Allora per te va benissimo la costa orientale scozzese da Fowlsheugh a Dunscansby head; realizza quanto è nelle tue preferenzeSorriso. Per non parlare delle Shetland. " Sono un sogno. Forse quest'estate ci passerò qualche giorno... „ Si ma che sia primissima estate perché dopo il 10 luglio più o meno le scogliere si vuotano e restano solo le foto di paesaggio. |
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inviato il 08 Aprile 2015 ore 10:59
Per quanto mi riguarda, andare a fotografare gli uccelli vuol dire trascorrere una giornata in mezzo alla natura. In principio sono stato anch'io a Torrile e in qualche altra "oasi" dove gli uccelli li trovi facilmente perché li viene fornito cibo in abbondanza, ma ora preferisco farmi una passeggiata in un bosco e gustarmi l'incontro con il pennuto di turno. In un'escursione in Austria ho incontrato in un bosco un picchio tridattilo molto confidente, che si è lasciato avvicinare parecchio e mi ha permesso di scattare alcune buone foto: è stata una delle più belle esperienze. Vicino a dove abito c'è un luogo dove, a seconda delle stagioni, compaiono passere scopaiole, scriccioli, porciglioni, luì, cannaiole, martin pescatori e altri piccoli animaletti: aspettarli e fotografarli, anche se le foto non sono perfette, è sempre emozionante, molto più emozionante che andare nel capanno, a pagamento o anche gratis, dove c'è il ramo messo lì apposta e dove il pennuto di turno lo trovi comunque. Certo, nel nostro paese e, in particolare, dove abito, nel Veneto, di zone dove trovare i pennuti ce ne sono sempre meno e il disturbo è sempre più elevato. |
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inviato il 09 Maggio 2015 ore 17:45
Fatevi un giretto in altri continenti senza viaggio fotografico organizzato (organizzatelo da soli con qualche mese di studio), viaggiate possibilmente da soli, non fate appostamento in capanni preorganizzati... e ne riparliamo. Senza polemica, ma se leggo "non mi interessa viaggiare" non capisco il resto. Per me lo scopo non è mai stato "fare la foto fantastica" e dal mio punto di vista chi studia ed organizza uscite e prepara location per meglio cogliere i vari aspetti di vita degli uccelli o animali in genere, fa un'altra cosa rispetto a quello che amo io e non avrebbe senso che lo criticassi, è un altra passione di tutto rispetto. La stessa considerazione dovrebbe essere nei due sensi. A proposito Claudio, io sto a Civita Cast. Un saluto. Gianluca. |
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inviato il 09 Maggio 2015 ore 20:36
Ciao Gianluca. Concordo con te. In realtà ho 5 figli (4 abitano con me) e trovo molto difficile viaggiare per i loro impegni e per i miei di lavoro. |
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inviato il 09 Maggio 2015 ore 21:09
Anche io non concepisco quale sia il piacere di avere 15000 euro di attrezzatura e fotografare sempre gli stessi 4 passeri in croce, ma non ve ne faccio una colpa Preferisco di gran lunga avere un'attrezzatura "modesta" (si fa per dire), viaggiare e vedere posti e specie che vedrei solo nei documentari. Come dice Francesco, questo è un plus, non esclude il fatto che si fotografi ANCHE dietro casa. De gustibus... |
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inviato il 09 Maggio 2015 ore 22:48
Un tempo questo era il bel paese, un'insieme variegato di tantissimi ambienti diversi, oggi con un'invadenza di urbanizzazione e agricoltura intensiva che hanno reso molto più povera la nostra fauna. In questa situazione viaggiare è una soluzione e permette di raccogliere altrove le immagini oggi impossibili a casa nostra. |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 7:56
Io abito in prov. di Rovigo, il Delta del Po sia Veneto che Romagnolo è la mia zona di caccia. Una volta alla stagione frequento un'oasi, l'anno scorso Cona, quest' anno Cervara. Ma per me è come andare una-tantum al ristorante, cioè levarmi uno sfizio. Non uso capanni il mio riparo è l'auto. Non ho grandi cannoni ma mi diverto a fotografare quello che posso(Mica devo vivere con le foto) però passo delle splendide giornate, in tutte le stagioni, in mezzo la natura e alla sera torno a casa con gli occhi pieni di panorami di persone e qualche foto senza pretese. |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 12:22
Il video postato nella sezione "tema libero" racchiude appieno il mio pensiero :) |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 12:44
Viaggio regolarmente da due anni, sfrutto i ponti e le poche chiusure aziendali (agosto e festività natalizie). Concordo con Guido Muratore al 100%, basta veramente poco per tornare a casa con migliaia di foto! Chiudersi in un capanno? Non è detto, e dipende sempre dal soggetti. Ad esempio in Costa Rica non sono mai entrato in un capanno, idem per Texel e Sud Africa |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 13:33
Viaggiare è arricchirsi culturalmente, vedere animali da vicino è un privilegio. Certo che fotografare un falco pescatore, aquile di mare, civette delle nevi e ulule in determinati posti è molto più facile che scattare ad un limicolo da noi. Se parliamo di valenza fotografica dare soldi per fotografare dietro un vetro di un capanno, è pari alla pesca alla trota al laghetto sportivo. Appena mio figlio avrà l' età per apprezzare ci farò un giretto anche io, ma questo non farà di me un fotografo migliore di chi scatta passerotti sotto casa... |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 14:02
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 14:03
Roberto, non è sempre detto che sia più facile Ad esempio puoi fotografare le aquile di mare da un capanno (con o senza vetro) oppure da una barchetta in mezzo al mare, in quest'ultimo caso non è proprio facile. Chi ha parlato di fotografi migliori o peggiori? |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 14:09
Tanto tempo fa, quando non avevo figli, viaggiavo tutti gli anni attraverso l'Europa e l'Africa. L'estate in cui nacque Giovanni (il mio primo figlio) avevo programmato di andare a Gotland, la perla del Baltico. Da allora viaggiai solo per lavoro e abbracciai la filosofia del mio amico Maurizio Baldari che si può riassumere così: lascia che siano gli uccelli a viaggiare, tu aspettali nei posti giusti che devi conoscere meglio di loro. |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 14:16
“ Ad esempio puoi fotografare le aquile di mare da un capanno (con o senza vetro) oppure da una barchetta in mezzo al mare, in quest'ultimo caso non è proprio facile „ Su questo non c' è dubbio Fabio, la mia frase è un pò dovuta al fatto di vedere una marea di poiane sempre sullo stesso tronco, spervieri sempre nella stessa pozza, frosoni-peppole-verdoni sempre sullo stesso girasole. Ora è cominciata la saga del falco di palude, certo sono belle foto, ma tutte uguali e con coefficente di difficoltà pari a zero. Sul fotografo migliore forse mi sono spiegato male, intendevo nel personale, non rispetto agli altri |
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inviato il 10 Maggio 2015 ore 14:25
“ Certo che fotografare un falco pescatore, aquile di mare, civette delle nevi e ulule in determinati posti è molto più facile che scattare ad un limicolo da noi....... „ Ne sei sicuro Roberto? Avevo sentito discorsi simili anche sulle foto africane....che gusto ci provate a fotografare un leopardo in un safari. Come qualcuno aveva già risposto, intato si deve trovarlo il leopardo...in tante volte in Africa li ho visti solo poche volte, e spesso per pochi secondi. Trovo singolare che chi fa un tipo di fotografie critichi chi ne fa un'altra. A me piace viaggiare, e pur non essendo benestante, mi son industriato per poter girare....altri non riescono a farlo per vari motivi. Non mi verrebbe mai in mente di rivolgere a queste persone una frase tipo...che gusto ci provi a fotografare sempre le stesse specie, in tutte le salse. Se piace così buon divertimento. A me piacciono tutti i tipi di foto, non vedo perchè metterli in contrapposizione. Un saluto a tutti, cacciatori di....proseliti Un saluto |
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