“ quello che a me da un po di fastidio è che quando mostro una mia foto, c'è ancora la convinzione che lo scatto sia stato ritoccato con photoshop. Cioè mi sento dire, che è facile fare una foto così dato che la ritocco in Ps. Mentre ai tempi dell'analogico quando Ps non esisteva le foto uscivano come voleva il fotografo. „
“ ma credo la che vera consapevolezza debba esserci nei fruitori delle foto. „
In questi due passaggi è contenuto il problema reale, ovvero che al giorno d'oggi la gente che osserva una fotografia non ha la cultura necessaria per farlo, così crede che le variazioni ottenibili DOPO lo scatto siano nate con l'era del digitale e che in precedenza tutto fosse standardizzato e universale, soprattutto con la mitizzata diapositiva, "l'unica che poteva fregiarsi del titolo di vera fotografia" e altre sciocchezze del genere.
Leggiamo la reclame di Kodak per due sue pellicole DIAS:
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KODAK ELITE CHROME 100
Eccezionali prestazioni in condizioni di luce intensa, ideale per i primi piani. „
“
KODAK ELITE CHROME ExtraColour 100
La pellicola per diapositive eccezionalmente nitida, per immagini dai colori extra-brillanti e molto saturi. „
Notato nulla? La seconda viene reclamizzata per la maggior nitidezza e i colori più brillanti e saturi rispetto alla prima; come dire che con le diapositive ci aveva già pensato Kodak a diversificare i risultati in base alle esigenze dei diversi fotografi (per non parlare dei diversi colori di Fuji, Agfa...); un po' quello che fanno Nikon, Canon ecc. con i settaggi predefiniti in camera. Allora la domanda che vi faccio è:
ma bisogna proprio stracciarsi le vesti se queste variabili le vuole gestire direttamente il fotografo anziché lasciarlo fare ad altri?
Semmai bisognerebbe educare l'osservatore a saper distinguere tra un lavoro ben fatto ed uno eccessivo; o anche a capire in quali contesti è accettabile una pp più spinta e in quali è da condannare.