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5 cose che dovremmo dimenticare come fotografi


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avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 14:26    

Non mi pare che serva scomodare la cattedra, su cui non so se Jay Goodrich sia mai salito. In realtà il suo tono è leggermente provocatorio per dire che non si deve diventare succubi della tecnologia e delle discussioni, ma uscire e fare foto. Personalmente non mi è mai interessato l'HDR, ma uso i test, i plugins e bado alla diffrazione perché mi servono e mi divertono. Le sue idee fanno comunque riflettere.

Scusate il breve OT che segue. Faccio parte di quelli che sono stati in cattedra, come dice Baronerosso, ma mai noi usavamo questo termine. Andavamo a lezione, oppure facevamo lezione. La mia preoccupazione, come quella di altri colleghi, era di essere sempre aggiornato sugli ultimi studi, di presentare gli argomenti in forma critica, confrontando idee e giudizi diversi, di suggerire idee creative. Alla fine cercavo di correggere le tesi insegnando ai laureandi a scrivere in modo scorrevole, comprensibile e possibilmente elegante, rispettando sempre e comunque il loro stile. Alcuni di loro a loro volta hanno scritto libri e articoli. Non mi sono mai sognato quindi di erigere le mie idee a una ortodossia da imparare e ripetere pedissequamente. So che purtroppo talvolta succede così. Se Baronerosso ha trovato insegnanti solo del genere "la verità sono io" è stato sfortunato e ha ragione a lamentarsi. Ma ci sono e ci sono stati parecchi bravi insegnanti in Italia, che non sono "saliti in cattedra" e hanno fatto o fanno il loro lavoro senza montarsi la testa.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 15:06    

Per carità, nulla contro gli insegnanti! Anzi, mi ritengo fortunato, devo dire che nei miei (ahimè, inizio a considerarli lontani...) trascorsi scolastici la maggior parte degli insegnanti che ho avuto erano delle ottime persone, sia professionalmente che umanamente.

E' il tono da professorini da blog che mi infastidisce, anche se l'intento è volutamente provocatorio, e le idee, come ho scritto, in gran parte condivisibili. Tra l'altro, ho dato un'occhiata ad alcune delle sue foto, e non mi pare che si possa gridare al capolavoro... qui su Juza, nelle sezioni Paesaggio, o su 500px, o su 1x, o su qualsiasi forum di immagini, a mio giudizio è facile trovare molto di meglio.

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:06    

A proposito dei plugin:
Mi trova d'accordo se si fa una premessa. Sappiamo tutti che nella stragrande maggioranza dei casi i plugin fanno qualcosa che si potrebbe fare anche senza. Ma (se il plugin è "buono" e ti permette il controllo delle operazioni) lo fanno più in fretta. Persino Margulis ha un pannello con le sue manovre già belle e pronte!!!

E allora, se saprei anche farlo a mano ma ho la possibilità di farlo più velocemente con un plugin, perchè diavolo dovrei autosabotarmi e perdere più tempo????

Ben diverso è il pluginismo compulsivo, e su questo mi trova d'accordo.


avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:08    

Mi piace molto il tuo punto di vista e l'articolo postato. Lo condivido.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:09    

Che bella riflessione.. ogni tanto bisognerebbe smettere di essere teorici della fotografia, e scattare soltanto seguendo l'emozione. Grazie della condivisione, mi ha fatto bene!!

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:14    

Condivido la riflessione iniziale e tutti i 5 punti. Bisognerebbe uscire e fotografare di più con quello che si ha e forse perfino scrivere meno sui forum e discutere su chi ce l'ha più lungo, grosso e meno rumoroso.

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:23    

Shambola, in effetti alcuni plugin velocizzano la vita, soprattutto se utilizzi programmi che non permettono di impostare l'equivalente delle "azioni" di Photoshop o che, vedi Gimp, richiedono un minimo di conoscenze di linguaggi programmazione per farlo - per inciso, a casa mi tocca usare Gimp e non so un fico di programmazione!!!

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 16:48    

L'articolo dice sacrosante verità (niente di nuovo ad essere onesti) che quoto al 100% ma non tiene conto di un aspetto: l'osservatore, colui che usufruisce della foto.

La ricerca spasmodica di molti "fotografi" per nitidezza, maf, pulizia d'immagine, post produzioni ad effetto, etc.. scaturisce dal fatto che la maggior parte degli osservatori nota queste caratteristiche. Per usare un termine "social" fa più likes la nitidezza della composizione, più likes la maf della storia che la foto racconta. Qui sta il grande inganno..

Non vorrei dirlo ma se mi chiedete perché: perché per nitidezza, maf, pulizia d'immagine, colori ed effetti bastano gli occhi.. Per andare oltre bisogna che anche l'osservatore usi il cervello.. e i nostri cervelli pare siano sempre più pigri e meno colti.

Fortunatamente ci sono ancora realtà che mantengono standard alti di qualità.

All'articolo aggiungerei quindi una frase sull'importanza della cultura fotografica, e della divulgazione di tale cultura.. ma non so come si possa perseguire un simile traguardo, soprattutto se le poche "vere foto" vengono disperse un un oceano di.. "click".

Suonerà paradossale detto da uno che scrive su un forum (che ritengo ottimo!), ma bisognerebbe passare più tempo tra libri fotografici e mostre piuttosto che sui forum.. altrimenti questo articolo resterà uno dei tanti (giusti) tentativi di riportare la fotografia ai fasti di un tempo.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 17:09    

Bah.. digli di andare a fare un matrimonio con l'iphone.. la tecnica prima di tutto.. pensa che ho appena xosegnato un fotolibro realizzato artigianalmente e la fotonpiu bella.in copertina era stata scattata con la fotocamera di scorta.. uno scatto al volo fatto con una d3200..

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 17:25    

Finché mi dicono che il saper scattare conta più delle differenze di attrezzatura rilevabili in test al microscopio, nessun problema.

Mi sembra però che una buona parte delle foto pubblicate su questo sito sia legata a postproduzione intensiva, HDR e probabile uso di plugin. Chi le posta dovrebbe forse cambiare metodi, perché lo ha scritto l'autore di quell'articolo?

Le riviste come National Geographic, che hanno un evidente taglio da fotogiornalismo veritiero, evitano con cura il rischio di ritrovarsi con una propria foto messa alla berlina. Come quelle in cui aggiungono o spostano persone armate o si stravolgono le caratteristiche fisiche (le popolazioni affamate mostrate da loro sono vere).

Che cosa c'entri questa rispettabile e motivatissima policy con la vostra decisione di riprendere il tramonto con esposizioni multiple o HDR è per me un mistero...Bisogna stare solo attenti a conservarvi il Raw, nel caso in cui NG voglia la foto. Sorriso

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2015 ore 12:40    

Chiaramente, uno la pensa come gli pare e fotografa ed elabora le proprie fotografie come meglio crede.

Io fotografo da 45 anni, e per me le fotografia è solo stampata, cartacea, e stampo in formato minimo 30 X 40 cm da 43 anni: NON sono per nulla d'accordo sul concetto di base di non elaborare e fondo le fotografie.

La foto va elaborata, e va elaborata a fondo, e va elaborata BENE, esattamente come lo si faceva a pellicola e con Photoshop non è cambiato assolutamente nulla, il lavoro è solo più breve e più facile e si hanno risultati qualche volta migliori, ma non è cambiato assolutamente nulla.

Il concetto di base sulla elaborazione tecnica della fotografia non è assolutamente cambiato non solo dalla pellicola ma da quando è nata la fotografia, ossia da sempre: la fotografia è elaborata BENE solo e soltanto se l'elaborazione è INVISIBILE, e deve essere invisibile anche ad occhio molto esperto.

Fotoritocco fatto BENE = INVISIBILE, sempree comunque.

In questo concetto, un HDR, semplicemente, rovina la fotografia.

Col digitale l'importanza dell'attrezzatura è minore che con la pellicola, perché parte delle beghe dell'attrezzatura le recuperi con il software ( CA, Distorsioni geometriche, etc) ma l'attrezzatura è comunque importante, semplicemente perché ci sono fotografie che senza una specifica attrezzatura non fai, esattamente come accadeva a pellicola
National Geographic è una rivista, una delle migliaia nel mondo, pubblica immagini solo di un certo tipo di fotografia, documentativa, ed è comprensibile che vogliano il RAW, dato che giustamente vogliono che la gente non alteri troppo la realtà che loro documentano: ma a me di quello che vuole una rivista, come dicono a Roma, "nummene potrebbe frega' de meno", dato che la fotografia è un universo ben più grande di quello che pubblica una qualsiasi rivista nel mondo.

La parte grafica della fotografia è un insieme inscindibile con la parte artistica, e se una delle due viene meno, la fotografia non è bella, è brutta, e questo è valido da sempre.

Con Photoshop, la parte grafica dell'immagine viene meglio, sempre restando che l'intervento fatto bene è invisibile: con Photoshop, per peculiarità di programma, si raggiungono risultati che con altri programmi, è tecnicamente impossibile raggiungere.

LIghtroom/ACR, tecnicamente parlando, è un editor vettoriale d'immagine, mentre Photoshop è un editor di pixel: il complemento dell'editing di pixel sull'editing vettoriale permette di raggiungere livelli di qualità grafica dell'immagine che il solo editing vettoriale non permette di raggiungere, semplicemente, perchè è tecnicamente impossibile.

Sempre in questo concetto, di editing di pixel per alta qualità grafica, la diffrazione va saputa riconoscere e controllare: si fotografa comunemente in diffrazione visibile, non bisogna aver paura di andare in diffrazione, ma va saputo lavorarci e ci vuole il software adatto per riprender e dare nitidezza all'immagine, per avere alta qualità grafica.

Il digitale ha alzato moltissimo il livello qualitativo delle immagini, non solo grafico anche artistico, semplicemente perché oggi si fanno fotografia in condizioni che a pellicola era impossibile fare, ma ha abbassato moltissimo il livello medio della qualità grafica delle immagini, semplicemente perché moltissimi, incluso moltissimi professionisti, NON sanno lavorare come si deve col software di elaborazione grafica: la grande maggioranza di fotografi, professionisti inclusi, è incompetente sulla parte grafica di elaborazione d'immagine.

In digitale, bisogna saper bene quello che si fa, in scatto ed elaborazione, per avere immagini naturali e non afflitte da difetti palesi di diversa natura.

Saluti cordiali

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2015 ore 12:53    

C'è il solito fraintendimento.
Non si parla in generale della Postproduzione, come male o che non va fatta, la post produzione sia lightroom che PS DEVE essere fatta, quando vediamo elaborazioni a "pene di segugio" recuperi maxi di luce o di ombre, la spasmodica ricerca a non "bruciare la alti luci" anche con il sole in faccia a mezzogiorno, elaborazioni pseudo artistiche che di pseudo hanno molto e di artistico una beata mazza, ecco quando ci troviamo di fronte a certi scempi, che altro non sono, dell'immagine vista, ecco qui il mezzo postproduttivo ha completamente sotterato l'aspetto fotografico, il "pincopallo ph" di turno dovrebbe con una grandissima dosse di umiltà tatuarsi le frasi del tizio in questione su un braccio.

Questo si vuol dire.

Ciao
LC

avatarjunior
inviato il 23 Gennaio 2015 ore 14:47    

C'è il solito fraintendimento.
Non si parla in generale della Postproduzione, come male o che non va fatta, la post produzione sia lightroom che PS DEVE essere fatta, quando vediamo elaborazioni a "pene di segugio" recuperi maxi di luce o di ombre, la spasmodica ricerca a non "bruciare la alti luci" anche con il sole in faccia a mezzogiorno, elaborazioni pseudo artistiche che di pseudo hanno molto e di artistico una beata mazza, ecco quando ci troviamo di fronte a certi scempi, che altro non sono, dell'immagine vista, ecco qui il mezzo postproduttivo ha completamente sotterato l'aspetto fotografico, il "pincopallo ph" di turno dovrebbe con una grandissima dosse di umiltà tatuarsi le frasi del tizio in questione su un braccio.

Questo si vuol dire.


Nulla da aggiungere (ovviamente per quanto mi riguarda) Cool

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2015 ore 14:54    

Credo che Lordcasco abbia colto nel segno; il problema, come al solito, non è lo strumento che utilizziamo, ma la consapevolezza con cui lo facciamo. In effetti, la rincorsa alla fotocamera "di ultima generazione", alla lente con il miglior punteggio nei test, ai plugin super-mega-ultra, senza tuttavia chiedersi prima di tutto a cosa ci serviranno e in che modo operano, alla lunga è solamente uno spreco di denaro, energie ecc.
La vecchia camera oscura era una vera scuola perché non contemplava la possibilità dei plugin e obbligava ad affrontare ciascun passaggio lavorando con la testa. Di Photoshop non sempre si può dire altrettanto, ma non è colpa sua: i plugin sono nati fondamentalmente per velocizzare il flusso di lavoro di chi già sapeva come ottenere ciò che desiderava, ma non si può impedirne l'accesso anche al neofita o, peggio, allo sprovveduto.

avatarsupporter
inviato il 23 Gennaio 2015 ore 15:36    

Nn c'è nulla che bisogna dimenticare, la conoscenza è sempre la cosa migliore, poi bisogna imparare a dare ad ogni cosa il giusto peso, a non confondere il mezzo con lo scopo e a lavorare in base al risultato che si deve e vuole ottenere, dubito che ad esempio quelli di Vogue abbiano le stesse idee del NG..

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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