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inviato il 02 Ottobre 2014 ore 21:18
Mmmm |
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inviato il 02 Ottobre 2014 ore 21:23
Zirr |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 9:54
“ Per quanto riguarda l'articolo di Vasileiou ritengo che abbia espresso un pensiero condivisibile nei confronti di chi, appena si permette di uscire dal seminato e di fare fotografie che nion rispettano i canoni accettati, stabiliti, viene pedissequamente criticato (a volte dalle stesse persone che si lamentano dei troppi commenti positivi sulle foto insignificanti). „ Qui si può aprire l'ennesimo 3D sul significato che si vuol attribuire alla fotografia (con la "F" maiuscola, aggiungo, a scanso di equivoci) e sul rapporto della fotografia con l'arte in senso lato. Dico questo perché mi pare evidente che ciascuno, in base alla propria cultura (niente spocchia: è solo un modo di accertare ed accettare poi, come acquisito ogni tipo di percorso ed esperienza "formativa" - purché un "percorso" vi sia stato realmente) e alla propria sensibilità artistica può attribuire ad una fotografia o ad un progetto fotografico l'attributo di "prodotto artistico" invece che "prodotto fotografico" ( o produzione di immagine). Bisognerebbe stabilire convenzionalmente, in modo mediamente condiviso da tutti gli interessati alla discussione, quali siano i "canoni accettati, stabiliti" per poter affermare in modo plausibile che "Vasileiou" ha "espresso un pensiero (.....) nei confronti di chi, appena si permette di uscire dal seminato e di fare fotografie che nion rispettano i canoni accettati, stabiliti, viene pedissequamente criticato" o scoprire direttamente il pensiero ( motivato) di Vasileiou sull'argomento (per inciso: continuo a pensare che l'esempio di Monet a sostegno delle sue tesi è quanto di più sbagliato si possa fare). Secondo me il punto centrale rimane: chi e perché può permettersi "artisticamente" di uscire dai "canoni accettati, stabiliti (ove questi fossero esplicitati e supportati da una convenzione condivisa - parliamo sempre di fotografia eh...) ? Tornando all'esempio di Von non ricordo come si chiama (è solo un esempio, non ce l'ho affatto con quel signore): il criterio con il quale apprezzare artisticamente il suo lavoro sarebbe l'uscita dai canoni accettati, stabiliti? E quali (dovrebbe esporli e motivarli Vasileiou)? Certo, se poi ci rifugiamo nel fatidico " i gusti sono gusti e ognuno fa e apprezza quello che gli pare" allora la discussione non ha alcun senso. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 12:29
@Vincenzo “ io aggiungerei personalità.... „ Non ci avevo mai pensato... ma hai ragione! In effetti quella che spesso su questo forum io identifico come creatività o 'visione' potrebbe essere definita personalità. “ i fotografi globalizzati dell'acqua setosa e del maggico sfuocato (con due g) „ Valeva ben la pena aprire questo blog solo per leggere questa frase, mitico!! @Saben, “ Qui si può aprire l'ennesimo 3D sul significato che si vuol attribuire alla fotografia (con la "F" maiuscola, aggiungo, a scanso di equivoci) e sul rapporto della fotografia con l'arte in senso lato. „ Ahia, sapevo che questo momento sarebbe arrivato prima o poi. Non mi sento qualificato per rispondere (il mio percorso accedemico non è stato purtroppo di tipo artistico, o almeno umanistico), anche se non mi voglio nascondere dietro a un dito sostenendo che un'opinione non me la sia fatta, ma ben più qualificati interpreti hanno già provato a farlo e, a loro, lascio volentieri la parola: Un'austera e sfolgorante poesia dal vero. (Ansel Adams) La fotografia acquista un po' della dignità che le manca quando cessa di essere un riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più. (Marcel Proust) Fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere. Ogni fotografia è un momento privilegiato, trasformato in un piccolo oggetto che possiamo conservare e rivedere. (Susan Sontag) Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare: tre concetti che riassumono l'arte della fotografia. (Helmut Newton) Per me la fotografia consiste nel riconoscimento immediato del significato di un evento e di una precisa organizzazione di forme che danno all'evento la sua migliore espressione. Credo che, per il fatto di vivere, la scoperta di noi stessi avvenga contemporaneamente alla scoperta del mondo intorno a noi, che può modellarci, ma può essere anche da noi influenzato. Fra questi due mondi, quello che è dentro di noi e quello che ci circonda, bisogna stabilire un equilibrio. In conseguenza di un processo di costante interazione, i due mondi si fondono in uno solo. Ed è questo mondo che dobbiamo riuscire ad esprimere. (Henri Cartier-Bresson) La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha. (Neil Leifer) La fotografia è la fusione di due attimi, indissolubili e distanti tra di loro. Da una parte il soggetto ritratto, dall'altra lo stato d'animo del fotografo. Il loro incontro fa nascere una possibile visione della realtà. (Giuseppe Santagata) Dieci fotografi di fronte allo stesso soggetto producono dieci immagini diverse, perché, se è vero che la fotografia traduce il reale, esso si rivela secondo l'occhio di chi guarda. (Gisele Freund) Ogni cosa che vedi in basso, sul vetro della tua Rolleiflex è la realtà - le cose come sono. La Fotografia è cosa deciderai di farne di tutto ciò. (George Rodger) Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perché, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po' speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto. (M. Bourke-White) Queste ultime sono tra le mie preferite definizioni di cosa la fotografia con la "F" maiuscola sia. “ chi e perché può permettersi "artisticamente" di uscire dai "canoni accettati, stabiliti „ Secondo me tutti dovrebbero almeno provarci, almeno abbastanza da poter scoprire se e come gli sia possibile, anche se ognuno lo farà attraverso un percoso differente che dovrà intuire, cercare, inventare, capire, costruire, condividere, studiare, provare, abbandonare, riscoprire, perfezionare... (non so perchè ma ho l'impressione che, se fossimo su un forum di pittura\scultura\ceramica, questa domanda non sarebbe neanche mai stata posta). “ ciascuno ... può attribuire ad una fotografia o ad un progetto fotografico l'attributo di "prodotto artistico" invece che "prodotto fotografico" „ Interessante, secondo te qual'è la differenza tra i due? |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 14:59
“ Non mi sento qualificato per rispondere „ E con questo ? Vorresti dire che per farsi una propria idea e soprattutto esprimerla liberamente bisogna essere (o citare a sfilza) i vari Adams e perfino Newton? Oppure che quelle citazioni da sole possano definire "cosa è la fotografia"? Hai fatto caso che quall'ammasso di citazioni dicono tutto ed il contrario di tutto e che dunque si prestano a sostenere solidamente la gloriosa teoria del "ognuno la vede come gli pare", spesso con l'aggiunta "...è libero di farlo" ? Dai, non scherziamo. In ogni caso, allora io mi rifaccio al "realismo dialettico" di HCB. Non è una citazione famosa anche perché lui forse neanche sapeva in quel momento di rientrare in questa "categoria" artistica( alla metà degli anni '30-magari gli è stato rivelato dopo ). Così resto tranquillo anche se "oso" esternare il MIO pensiero. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 15:21
“ Vorresti dire che per farsi una propria idea e soprattutto esprimerla liberamente bisogna essere (o citare a sfilza) i vari Adams e perfino Newton? „ Ma no, ma dai, ma come sei letterale Saben... riesci (quasi) sempre a mettermi in bocca parole che non ho detto! Già non è facile affrontare una discussione sulla natura artistica della fotografia senza sapere se dall'altra parte dello pseudonimo si nasconde un professore, un critico d'arte, un professionista o, chissà: un artista? Comunque, quello che volevo dimostrare con la 'sfilza' di citazioni che a te non piacciono è solo che, sempre secondo me, NON esiste una sola definizione che possa descrivere in maniera completa cosa sia la fotografia ma, invece, può esistere un insieme di definizioni che, a secondo del contesto in cui viene analizzata, corrisponde alla fotografia VISTA DA UN PUNTO DI VISTA DIVERSO; non è possibile navigare sulla terra con una sola cartina geografica, ci si serve pertanto di una serie di carte che, nei punti di sovrapposizione rappresentano lo stesso paesaggio. Analogamente, io trovo, alcune definizioni tra quelle sopra (ma anche, ovviamente, mooolte altre), occasionalmente si sovrappongono, dicendo le stesse cose con parole diverse, oppure, invece, a volte dicono cose completamente diverse ma, non necessariamente, in contraddizione le une con le altre. Tutte assieme invece, lette, capite, digerite, possono dare un'idea di cosa possa rappresentare la fotografia, o di come si sia evoluto questo concetto. Io per esempio, dalle (poche) citazioni sopra, concluderei, tanto per cominciare, che la fotografia NON E' LA VERITA' (o almeno non necessariamente... certo, anche la fotografia odontoiatrica potrebbe avere margini di sviluppo artistico inesplorati ma, in questo caso, perfino io potrei sbilanciarmi nel relegarla al ruolo di fredda, distaccata ed imparziale documentazione scientifica). |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 15:24
Io sono dell'idea che il "troppo Photoshop" possa starci benissimo, basta che sia fatto per essere il proprio stile. Mi spiego, vedo foto modificate pesantemente ma fatte per essere viste come qualitativamente eccelse, quindi per nascondere la modifica. La modifica ci sta ma non mi piace quand'è una via di mezzo, o si modifica o no (escluse le modifiche tipiche di Camera Raw, ovviamente). Mi spiego con due foto veloci e smetto di dire la mia, che, essendo troppo giovane ed ignorante, vale molto poco Photoshop "nascosto": 500px.com/photo/85187671/galaxy-bonfire-ii-by-bj%C3%B6rn-hoffmann?from Photoshop che, secondo me, "ci sta": 500px.com/photo/85180399/dziewczyna-ze-skrzypcami-by-konradooo-s?from= |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 15:28
“ il "troppo Photoshop" possa starci benissimo, basta che sia fatto per essere il proprio stile „ Bingo! Secondo me hai centrato il punto , naturalmente concordo con Saben quando dice che, prima, bisogna averlo... uno stile. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 15:47
Basti pensare Juza.....Molti critici storcevano il naso quando vedevano che sulle sue foto faceva scomparire animali e piante col photoshop. Oggi però (è innegabile) lui è il guru di un modo di vedere la bellezza diverso da come si usava qualche anno fa......(a me Juza non piace perchè il suo modo di concepire la fotografia tende alla massificazione ma questa è ancora un'altra storia. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 15:47
Mah... gli ultimi esempi di foto postati: per me AMBEDUE ( pur se in modo apparentemente diverso) sfiorano ( o entrano) il campo della grafica. PS ( aggiunto in fretta e furia) Infatti Juza, oltre ad essere un buon fotografo è certamente un GURU; è un guru della post produzione e specificamente dello strumento Photoshop. Tuttavia, a me il suo "stile" non piace e pur riconoscendogli una padronanza dei mezzi stratosferica (per capirci: in una ipotetica scala di valori da 1 a 10 io sono a 0,25 e lui è a 9,75/10), le sue fotografie a me destano scarso interesse e non suscitano alcuna emozione. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 16:05
“ NON esiste una sola definizione che possa descrivere in maniera completa cosa sia la fotografia ma, invece, può esistere un insieme di definizioni che, a secondo del contesto in cui viene analizzata, corrisponde alla fotografia VISTA DA UN PUNTO DI VISTA DIVERSO; „ Anche se assomiglia un po' a " ognuno la vede come meglio crede ed è libero di farlo", per buttarla alla carlona e non appesantire il confronto diciamo che si potrebbe pure convenire. Tuttavia, mal si concilia con “ Per quanto riguarda l'articolo di Vasileiou ritengo che abbia espresso un pensiero condivisibile nei confronti di chi, appena si permette di uscire dal seminato e di fare fotografie che nion rispettano i canoni accettati, stabiliti, viene pedissequamente criticato (a volte dalle stesse persone che si lamentano dei troppi commenti positivi sulle foto insignificanti). „ Dunque, quali sarebbero i canoni "interpretativi" per valutare se si esce da essi oppure no ? |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 16:12
“ Molti critici storcevano il naso quando vedevano che sulle sue foto faceva scomparire animali e piante col photoshop „ Ottimo esempio di fine che, per quando mi riguarda, giustifica i mezzi, anzi, non ci trovo niente di sbagliato. Sempre dal mio personalissimo punto di vista, criticare questa tecnica (o, per estensione, anche altre) sarebbe assurdo come sminuire il lavoro del fotografo di studio perchè "la luce non era quella naturale del sole"! Non trovo niente di male anche nella foto della modella che spunta dal basalto (anzi complimenti per il 'manico', sarebbe bello sapere qual'era il tema), purchè ovviamente non si pretenda che la foto rappresenti un documento, ovvio! “ Dunque, quali sarebbero i canoni "interpretativi" per valutare se si esce da essi oppure no „ Beh, sono diversi e disparati, sono quelil comunemente accettati per antonomasia, chessò, dal collocare l'orizzonte\i soggetti perfettamente sui terzi all'ottenere una gamma dinamica il più possibile estesa, evitando come la peste le ombre chiuse o le luci bruciate fino, al canone per eccelenza che pretende che le fotografie siano realistiche, come nel caso della prima foto citata nel cappello di questo post, tanto per citare l'ultimisso commento appena pervenuto: lo scatto non mi piace, il perchè è stato evidenzaito da molti, lo scatto ha molto di innaturale. Naturalmente non sto dicendo che rispettare questi canoni sia sbagliato, sto dicendo che le foto di chi non le rispetta vengono (quasi) sempre etichettate come SBAGLIATE, senza se e senza ma. Questo secondo me è sbagliato perchè preclude alcun tipo di sperimentazine e crescita e scoraggia la sperimentazione e le discussioni sull'aspetto artistico della fotografia tra gli appassionati. |
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inviato il 03 Ottobre 2014 ore 19:06
Guarda che c'è realismo e realismo ovvero: non sempre il realismo corrisponde alla perfetta (intendo tecnicamente) riproduzione della realtà. La realtà di un certo realismo è QUASI sempre "interpretata" dall'artista; quindi anche dal fotografo quando però la sua fotografia può dirsi arte . Io non critico affatto (semmai invidio ) chi è dotato di grande tecnica e padronanza dei mezzi (sia ripresa che post-produzione). Eventualmente critico il risultato "fotografico"; certamente non da un punto di vista tecnico quando esso è oggettivamente ben fatto ANCHE sotto ogni punto di vista "canonico". Il caso di Juza, per non andare lontano (e perché certamente ha le "spalle larghe") è per me emblematico : trovo tecnicamente e "canonicamente" inappuntabili le sue fotografie, anche quando spinge oltre misura per aprire le famosissime ombre; dunque incriticabili ma assolutamente insignificanti sul piano emozionale (per la mia sensibilità e scarsa competenza artistica, preciso). Al contrario nello stesso forum ci sono molti utenti/ fotografi assai imperfetti tecnicamente (non faccio nomi per evitare fraintendimenti) che dal mio punto di vista producono fotografie assolutamente significative e soprattutto autenticamente originali nello STILE; insomma, senza il bisogno di scopiazzare o fare pasticcioni orrendi. Per me la capacità di rompere i cosiddetti canoni ( diciamo alcune regole fondamentali delle arti visive) in modo plausibile e "artisticamente" motivato è una nota di merito e motivo di ammirazione. Quando invece si esce dai canoni al solo scopo di far vedere che si sperimenta e si "esce dai canoni" è semplicemente pasticcio orrendo. Tutto sta a saper e/o poter distinguere le due casistiche. ;))) Buona serata. |
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inviato il 06 Ottobre 2014 ore 11:18
Mi scuso per il ritardo della risposta ma a casa non ho internet (sto cambiando operatore, una via crucis). Prima di tutto vorrei ringraziare tutti per la partecipazione e per i vostri contributi fin qui, che hanno reso possibile sviscerare in maniera così esaustiva quest'argomento, davvero non semplice. Spero che come me l'abbiate trovato interessate ed appassionante! “ non sempre il realismo corrisponde alla perfetta (intendo tecnicamente) riproduzione della realtà „ Capisco cosa intendi ma, quando parlavo del realismo come canone 'acquisito' per eccellenza, mi riferivo a certa parte di 'conservatori' che criticano aspramente una foto (nell'es. di cui sopra di paesaggio) quando, a loro dire, è innaturale , scartandola a priori già "solo" per questo. “ Quando invece si esce dai canoni al solo scopo di far vedere che si sperimenta e si "esce dai canoni" è semplicemente pasticcio orrendo „ Vero, eppure continuo a preferire chi sperimenta e fa pasticci orrendi a chi non lo fa mai perchè ha paura di sbagliare: per un fotoamatore che non ha un 'maestro' da seguire, che non ha fatto studi artistici, il processo 'by trial and error' (letteralmente 'tentativi ed errori') potrebbe essere l'unico di cui dispone nel percorso di apprendimento e confrontarsi ne fa necessariamente parte. Non dico che sia così per ogni pasticcio o lavoro scadente che si vede ma non me la sento neanche di giudicare a priori! |
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inviato il 06 Ottobre 2014 ore 12:16
“ Vero, eppure continuo a preferire chi sperimenta e fa pasticci orrendi a chi non lo fa mai perchè ha paura di sbagliare: per un fotoamatore che non ha un 'maestro' da seguire, che non ha fatto studi artistici, il processo 'by trial and error' (letteralmente 'tentativi ed errori') potrebbe essere l'unico di cui dispone nel percorso di apprendimento e confrontarsi ne fa necessariamente parte. „ Io ho imparato esclusivamente così, provando e sbagliando, cercando poco in internet ma mettendomi all'opera per avere l'effetto che volevo già allo scatto. Le regole le si impara provando, sempre; in qualsiasi cosa, la teoria è una cosa la pratica un'altra. Seguire le regole in maniera maniacale porterebbe a innovazioni 0 e foto sempre uguali. Però devo dire che spesso vedo di foto che infrangono le regole solo per far vedere che loro sono più "avanti" di tutti e boh... Non so che pensare di quelle foto |
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