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inviato il 28 Aprile 2026 ore 8:30
Tornando al carattere. E' ovvio che lavorando in pellicola servissero obiettivi non perfetti, ma con un carattere. Cioè c'è restituissero immagini adatte al tipo di lavoro. Non c'era post pesante come oggi. Un obiettivo che colora e ammorbidisce e' perfetto per un ritrattista ma poco adatto ad un fotografo di bottiglie. Ma e' utilissimo se fai matrimonio. Ti permette di stampare foto tutte uniformi e già pronte. Oggi invece con la post assassina, non servono più obiettivi con carattere. Servono obiettivi neutri e fedeli. Smorti insomma. Ci pensa poi la post a caratterizzare. La corsa al dettaglio e al colore fedele ma smorto secondo me sta confondendo molti fotografi, che se da una parte cercano l' obiettivo perfetto, dall' altro si ritrovano a fare fotografia smorte e ravvivate con post nucleari |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 9:06
in genere la sensazione che si trae come carattere di un'ottica dalla 'foto stampata' dipende dal modo in cui vede o interpreta il proprio occhio. Caldo o freddo possono apparire denotanti in modo 'drammaticamente' differente ad osservatori diversi, seppur vero rimane che ad un confronto contestuale possa apparire complicato appurarlo poiché l'occhio tende ad aggiustare la percezione in base all'esperienza visiva. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 10:15
Tornando al carattere. E' ovvio che lavorando in pellicola servissero obiettivi non perfetti, ma con un carattere. Cioè c'è restituissero immagini adatte al tipo di lavoro. Non c'era post pesante come oggi. Un obiettivo che colora e ammorbidisce e' perfetto per un ritrattista ma poco adatto ad un fotografo di bottiglie. Ma e' utilissimo se fai matrimonio. Ti permette di stampare foto tutte uniformi e già pronte. ******************************************** Non sono d'accordo Salt. Gli obiettivi nitidi servivano anche con la pellicola, insomma il loro 50% di lavoro dovevano farlo comunque al meglio, per fare bene l'altro 50% c'era una amplissima scelta di pellicole, ognuna con una propria, questa si, personalità, o carattere volendo rimanere in tema. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 15:08
D'accordISSIMO (come sempre, del resto) con il mio amico Paolo (che saluto ... al telefono oggi!)! GL |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 15:15
Si ma me ne so reso conto da poco. Ho montato gli Zeiss Hasselblad su FF. Sono e restano eccezionali. Ma.... Cambiano resa su FF. E la cambiano perché cambiano le distanze tra fotografo e soggetto. Per fare la stessa inquadratura di una madioformato tocca allontanarsi parecchio. E cambiare la messa a fuoco spostando le lenti. Io abituato a certe rese e certe distanze resto sorpreso e fatico ad abituarmi |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 16:17
"Oggi invece con la post assassina, non servono più obiettivi con carattere. Servono obiettivi neutri e fedeli. Smorti insomma." ——————————— Sono nato fotograficamente con l’analogico, di "carattere" se ne parla solo adesso, allora si cercava l’obiettivo soprattutto nitido e quelli che andavano alla maggiore erano Leica e Nikon per il 35 e Hasselblad e Rolleiflex per il MF perchè erano i più incisi. Allora non c’era là post. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 16:41
“ @Maurizio_53 Allora non c’era la post. „ Si chiamava/chiama sviluppo e stampa, ed era/è a tutti gli effetti una forma di postproduzione, solo meno "chirurgica", meno immediata, più "faticosa" e difficilmente replicabile al 100%. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 16:51
Vero, l'ho praticata con soddisfazione per anni in bianco e nero. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 17:02
“ @Maurizio_53 Vero, l'ho praticata con soddisfazione per anni in bianco e nero. „ Continuo a praticare e a ben vedere il "carattere" delle lenti può esser più o meno enfatizzato e impresso sulla carta proprio in fase di stampa. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 17:29
“ Se da una foto riconosci l’obiettivo usato, vuol dire che ne riconosci il carattere „ Azzeccata e condivisibile questa definizione. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 17:45
“ Gli obiettivi nitidi servivano anche con la pellicola, insomma il loro 50% di lavoro dovevano farlo comunque al meglio, per fare bene l'altro 50% c'era una amplissima scelta di pellicole, ognuna con una propria, questa si, personalità, o carattere volendo rimanere in tema. „ Spesso un singolo obiettivo, specialmente se piuttosto luminoso, poteva fare tutto e bene: - basso contrasto e resa un po' morbida a TA (ottimo per ritratti soft, se piacciono) - centro molto nitido e con elevato contrasto ma angoli ancora soft chiuso di un paio di stop - tutto molto nitido fino agli angoli ad f/8/11 (ottimo per paesaggi) Si può forse parlare di carattere volubile? Comunque sempre di carattere si tratta. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 17:47
Le lotte tra tedeschi e giapponesi per ottenere obiettivi diversi... a voi vi hanno fatto un baffo. Ovviamente un obiettivo top di gamma deve essere netto nel suo punto di fuoco. Ma la differenza non si gioca lì. Si gioca nello spazio vicino al punto di fuoco Si gioca nella regione del colore. Il carattere sta lì. Non nell' fondo di bottiglia riciclato |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 18:03
Non si scherza coi baffi e la barba. Averli entrambi è sinonimo di carattere. |
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