@Filo63
“ il colore, anche prima del digitale, è sempre stato condizionato da supporto, tecnica e processo di stampa. Non è mai stato un assoluto. Il digitale ha introdotto strumenti di standardizzazione, ma non ha eliminato la variabilità, semmai l’ha resa più evidente.
Il punto che volevo sottolineare è più culturale che tecnico: due stampatori possono tranquillamente discutere di un cielo parlando di percentuali di C, M e Y, densità, curve o profili, senza nemmeno guardare l’immagine. È parte del loro linguaggio professionale.
Trovo invece difficile immaginare due fotografi che valutano una fotografia ragionando in termini di coordinate Lab, matrici colore o profili: il loro giudizio resta principalmente visivo, percettivo e legato al linguaggio dell’immagine.
Questo non significa che quelle metriche non siano fondamentali: lo sono eccome nello sviluppo e nella progettazione di una fotocamera o di un software. Ma a livello di cultura fotografica e di valutazione dell’immagine, il colore resta soprattutto un fatto di stile, percezione e linguaggio, più che di numeri. „
Due stampatori possono tranquillamente discutere di un cielo parlando di percentuali di C, M e Y, densità, curve o profili, senza nemmeno guardare l’immagine.
Questa frase è in assoluto la cosa più vera e prima del digitale dove non c'erano i numeri, tutto si discuteva su una pellicola B/N Tinta continua del canale di riferimento nel CMYK.
La cosa però da tener presente quando si parla di amatori è che non esiste uno standard oggi, perchè tutto è diventato relativo compreso la cultura che ogni uno ha o non ha sul colore. Quindi parlare con così tante variabili e non su uno standard è praticamente una questione più personale che tecnica.
Per questo a livello tecnico si vuole tornare ad uno standard ma che sia più vicino al mondo attuale e non di 50 anni fa. Anche i vari brand si son sempre differenziati vedi Canon e Nikon in primis, ma questo lo era anche già nell'analogico.
Il problema attuale è che si tende a fare un minestrone e questo non porta ad una evoluzione, ma ad una contaminazione, cosa che comunque va tenuta in considerazione sulla cultura del colore.