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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 23:22
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5169248 This. Sfido CHIUNQUE in questo tuo post a trovare la foto con la colorimetria PERFETTA nei tuoi samples ULY. Messe una a fianco all’altra vanno bene entrambe e poi il colore è comunque soggettivo, oltre ai sfocia nel sofismo inutile e controproducente. In quel thread non credo di averci postato ma me ne son ben guardato dal commentare perché è argomento come dice qui sopra Paco, che interessa non a tutti. |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 23:29
“ Parlare di ricchezza cromatica di una lente, in digitale, è una perdita di tempo. „ Vero !! Raga, negli ultimi anni ho conosciuto tanta gente che usa Leica... fotoamatori, non professionisti, molti sono amici, altri solo conoscenti e che ci crediate o no, la maggior parte di questi sono convinti che le ottiche, tanto più sono esotiche ( non solo Leica ), tanto più alterano e modificano i colori in "meglio". Meglio di cosa, lo sanno solo loro E' inutile, ho rinunciato da tempo, sono convinti che è così e pur discutendo di persona e motivando con numeri, dati e foto non c'è nulla da fare, è una perdita di tempo, fidatevi !! Ve lo dice uno che ha usato Leica M e SL |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 23:54
“ quando mancano gli argomenti, si cambia terreno e si delegittima l’interlocutore. „ Guarda Uly che è da quando ha incominciato a scriverne (anni fa) che dico a Raamiel che il discorso dei profili colore è limitato e che cerco di mettere in evidenza parlando con lui gli aspetti (anche tecnici) che secondo me sono rilevanti e che un fotografo dovrebbe tenere maggiormente in considerazione. I numeri sono fini a se stessi, oltre un certo livello. Il limite, quello vero, è sempre altro. Poi, tu vedila come vuoi. Ma se vai indietro nei discorsi che ho fatto negli anni con Raamiel vedrai sempre questa contrapposizione nei nostri dialoghi. Ovviamente non è per screditare l'interlocutore (lui è un riferimento nel campo della digitalizzazione dell'immagine) e a me non interessa aver ragione, ma semplicemente per visioni differenti. Io vivo benissimo con il mio modo di fotografare. Semplicemente il mio modo di vedere le cose è fotografico (e diventa tecnico quando applicato alla espressione fotografica). |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 0:49
@Paco68 “ Sicuramente un teorico dei numeri inorridisce e bolla come stupidamente sovraprezzate le Leica e forse, subliminalmente è anche per questo che tu la Leica l'hai comprata Monochrom „ Non subliminalmente, proprio per la questione del colore. La Monochrom è di gran lunga la Leica che preferisco. Evita del tutto la maggiore pecca del sistema. Poi qualcuno pensa che faccia un bianco e nero unico, migliore e bla bla. Tutte fesserie. A me piace per l'esperienza d'uso e in ogni caso l'ho misurata in laboratorio, sia con che senza filtri colore. Quindi ne ho una emulazione perfetta. Potrei scattare con la Z9 e poi avere il medesimo bianco e nero, ma la M costringe a vivere la fotografia in modo diverso, e questo è il suo valore aggiunto. “ Ti ricordi quando si diceva che i CCD avevano dei CFA migliori e più selettivi dei CMOS? Era vero ma alla fine il mercato è andato verso i CMOS. „ No, era falso. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 5:03
nel mio piccolo vorrei rassicurare i laicisti, queste del colore sono tutte discussioni molto tecniche e interessanti, ma che in fotografia reale non si vedranno mai, non vedrete mai un foto con colori e sfumature piu povere in una Leica rispetto ad altre alla fine l'unico vero ostacolo e l'incarnato caucasico molto chiaro, se apri su Adobe o C1 o qualsiasi altro software terzo dovrai sempre correggerlo il piu delle volte, qualsiasi macchina hai, per tutta l'altra fotografia va bene tutto, seriamente, piccole differenze di sfumature nei verdi blu o rossi sono la norma con qualsiasi macchina ogni casa interpreta i colori in modo differente in jpg, oppure con il profilo del software con cui apri se e un raw, lo vedo con la Canon 5DII e la Df, stessa epoca resa assai diversa in colore, non so chi sia la piu accurata, a volte preferisco una a volte l'altra, una cosa e certa, quella che mi aggrada meno per i colori molto digitali sui vedi e blu e la Zf con il sensore sony , ma e anche la piu accurata in base ai grafici PS, il nuovo Defender e il suv/fuoristrada di alta gamma piu venduto al mondo davanti a BMW e Mercedes, dopo il disastro del motore ingenium che si distruggeva a 100.000km tutti davano per spacciata Lend Rover, invece ha saputo risollevarsi |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 7:25
La colorimetria strumentale descrive lo stimolo fisico. La percezione cromatica descrive l’osservatore. Non esiste un “colore perfetto” misurabile in senso assoluto, perché non esiste un osservatore umano medio. Lo afferma la CIE, non io opg.optica.org/oe/fulltext.cfm?uri=oe-32-27-48051 La cultura del colore non è una variabile fisica ma un costrutto psico-percettivo documentato dalla CIE e dalla psicologia cognitiva. La scienza del colore misura lo stimolo, non l’esperienza. Pretendere di ridurre il colore a una metrica oggettiva significa confondere il dominio della fisica con quello della percezione. Chi parla di colore come se fosse una grandezza assoluta, confonde stimolo con percezione, confonde misura con significato. La colorimetria misura quanto due segnali differiscono. Non dice come quella differenza verrà vissuta La CIE stessa definisce il colore come: “a characteristic of visual perception that can be described by color names” (CIE Colorimetry, 4th Edition) Non parla di lunghezze d’onda: parla di percezione. Berlin & Kay – Basic Color Terms Mostrano che le lingue non segmentano lo spazio cromatico nello stesso modo. Kay & Regier – Color naming across cultures Dimostrano che popolazioni diverse costruiscono categorie cromatiche differenti pur partendo dallo stesso stimolo fisico La cultura del colore è l’insieme delle strategie percettive, linguistiche e operative con cui una comunità interpreta, classifica e utilizza il colore In sostanza, ciò che viene liquidato come “soggettivo”, e quindi ritenuto privo di valore o di fondamento scientifico, è in realtà un ambito ampiamente studiato e definito dalla ricerca scientifica |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 7:35
Lomography il fatto che una cosa in questo caso parli di suv, sia il più venduto nn vuol mica dire che sia buono. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:04
Ho quarant’anni di esperienza nel mondo del colore, non come tecnico operativo ma a livello decisionale e di progetto. In questo tempo ho partecipato a convegni, mi sono confrontato con specialisti di settori molto diversi – vernici, tessuti, stampa litografica, plastiche, decorazione su ceramica e vetro – e ho avuto modo di osservare da vicino il lavoro quotidiano di chi costruisce il colore sul campo. Ho conosciuto persone dotate di una sensibilità cromatica fuori dal comune. Ho visto ricette migliorare nel tempo, strumenti sempre più sofisticati affiancare l’esperienza umana, e tecnologie costose diventare obsolete perché la ricerca non si ferma mai. Tutto questo mi consente di non definirmi un tecnico, ma certamente un conoscitore consapevole. Per questo fatico a riconoscermi in chi, per esigenze di marketing, scredita sistematicamente il lavoro altrui, riduce la complessità della percezione a poche prove strumentali e impone la propria visione come unica verità possibile. Quando vedo usare toni aggressivi per minimizzare la competenza di aziende e professionisti, parlando di colore come se fosse una variabile puramente numerica, la mia fiducia viene meno. Non perché manchino qualità nei loro prodotti, ma perché il modo in cui vengono raccontati tradisce una scarsa comprensione di ciò che il colore è realmente: un territorio dove tecnica, cultura e sensibilità convivono. E personalmente continuo a preferire un marketing che non sgomita, non offende e non pretende di avere l’ultima parola, ma che sa riconoscere la complessità del lavoro altrui. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:06
"Peccato che poi arriva quello stupido sensore che le sfumature cromatiche le vede poco bene" Raamiel ha perfettamente ragione. La qualità d'immagine fornita da una fotocamera dipende molto, molto di più dalle prestazioni del sensore che dalle prestazioni delle ottiche che ci monti. C'è poi da considerare che culi di bottiglia non esistono praticamente più ed il gap che c'era tra ottiche Leica e giapponesi decenni fa oggi si è azzerato. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:20
“ La cultura del colore non è una variabile fisica ma un costrutto psico-percettivo documentato dalla CIE e dalla psicologia cognitiva. La scienza del colore misura lo stimolo, non l’esperienza. Pretendere di ridurre il colore a una metrica oggettiva significa confondere il dominio della fisica con quello della percezione. Chi parla di colore come se fosse una grandezza assoluta, confonde stimolo con percezione, confonde misura con significato. La colorimetria misura quanto due segnali differiscono. Non dice come quella differenza verrà vissuta „ Grande Filo, non riuscivo ad esprimerlo a mie parole ma lo hai fatto tu perfettamente. Sottoscrivo al 100% Ed è questa cosa che la coppia Uly/Raamiel non capiscono... o non vogliono capire. Tutto il tuo intervento è da incorniciare |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:24
. "E personalmente continuo a preferire un marketing che non sgomita, non offende e non pretende di avere l’ultima parola, ma che sa riconoscere la complessità del lavoro altrui." che belle parole Fileo, nel lavoro e nella vita se c'è una cosa che non sopporto sono i presuntuosi |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:34
@Nessuno, ripeto, che cosa caxxo ci azzecca la land rover? Parliamo forse di fotocamere che abbiano gli stessi indici di inaffidabilità per rottura e mal costruzione delle land rover? Non c’entra un fico secco. Leggiti il discorso di Filo63 e prova a comprendere. Il leicista se ne fotte del numero oggettivo del colore uscito dalla fotocamera e lo fa giustamente. Forse non lo sapete nemmeno ma ci sono patologie, come la depressione e l’epilessia , che portano il cervello umano ad alterare e non percepire i colori correttamente. Ogni occhio vede diverso da un altro. Io non riconosco il blu scuro dal nero, ho un occhio che vede più giallo e uno più magenta. Per questo tendo a scansare il guru di turno che parla di colori e fa confronti sulla lana caprina (vedere topic di Ulysse) per il quale sarei certo al 100% nemmeno lui stesso riuscirebbe a distinguere una foto a cui si applicano i suoi profili magici. Filo dice in modo molto più tecnico e forbito quello che penso io. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:36
È evidente che marchi come Fuji o Kodak abbiano una tradizione più profonda nella componente “sensibile” della fotografia, legata alla chimica, alle emulsioni e alla costruzione storica del colore. Allo stesso tempo, è altrettanto vero che Giappone, America ed Europa hanno sviluppato standard, pratiche e culture cromatiche differenti, soprattutto nel mondo della stampa, e che nel tempo si è più volte tentato di uniformare questi approcci per esigenze produttive e di comunicazione. Ma questa storia dimostra anche un’altra cosa: la fotografia non è mai stata il risultato di una sola disciplina. Chi ha costruito fotocamere, ottiche, sistemi meccanici e digitali non è mai stato estraneo al problema del colore. Le competenze esistono su entrambi i fronti e non ha senso parlare di giusto o sbagliato in senso assoluto. Esistono piuttosto obiettivi diversi. C’è chi punta deliberatamente all’effetto “wow”, a bucare la nebbia, a essere una lama, a rendere tutto immediatamente leggibile e spettacolare. E c’è chi preferisce restituire la nebbia per quella che è, un cielo ligure per come lo percepisce chi ci vive, o una luce montana senza sovrastrutture, lasciando al fotografo lo spazio per completare il lavoro in post-produzione. Sono scelte di progetto, non errori. E non dovrebbero mai essere ridotte a una competizione su chi possiede la verità del colore. È tutto semplicemente percettivo |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:36
Filo63, grazie del tuo intervento, sottoscrivo le tue parole. |
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inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:55
@Filo63 “ La cultura del colore non è una variabile fisica ma un costrutto psico-percettivo documentato dalla CIE e dalla psicologia cognitiva. La scienza del colore misura lo stimolo, non l’esperienza. Chi parla di colore come se fosse una grandezza assoluta, confonde stimolo con percezione, confonde misura con significato. La colorimetria misura quanto due segnali differiscono. Non dice come quella differenza verrà vissuta „ Perfetto! Tutto OK! E quindi? Che facciamo? Lo chiedo seriamente, come ci dobbiamo comportare nei confronti del colore e su come ce lo restituiscono i vari sensori? Alzando le spalle dicendo: È tutto semplicemente percettivo ? Perchè io sono un pò confuso...anche dopo 15pagg.. |
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