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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 11:02
“ Detesto citare personaggi illustri e nazionalpopolari ma se pure una cariatide come Battiato se ne rendeva conto già diversi anni fa, come càzzo è che qua ancora facciamo fatica a capirlo? Confuso „ Tutto dipende da grado di credibilità che è stato dato, che stiamo dando e che daremo ai "profeti", io sinceramente sono assai refrattario, ascolto si ma di certo non mi sono mai inchinato o sentito così tanto bisognoso di credere alle profezie. Vado dritto e se sbaglio è stata una mia scelta per cui utile e costruttiva ugualmente. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 11:17
“ In tutto ciò, abbiamo fatto arrivare alla fine una proposta sulla formazione" parlando di telefonini contro fotocamere... Direi che abbiamo perso tutti quanti! ;-) „ Hai ragione, la questione è: la formazione serve solo per migliorare tecnicamente o per potersi esprimere e avere i mezzi per capire quello che è stato fatto, quello che esiste e la direzione che si vuole prendere? Per me formazione non è solo lato tecnico, la tecnica deve esserci, ma è un mezzo per arrivare al fine della fotografia. Ora Salt sta facendo un ragionamento che qualunque fotografo deve affrontare ora ma secondo me mischiando un po' le cose. 1) Il linguaggio è cambiato, i giovani non si approcciano più all'immagine come prima, possiamo discuterne sui motivi, ma secondo me è più sensato prendere atto della cosa e ragionare su come veicolare le nostre immagini, che stile è sensato e soprattutto capire che tipo di ricerca è sensata. 2) esistono oltre ai cameraPhone anche le AI, queste stanno avendo e avranno un grosso impatto. Questo porta a pensare che certi genere fotografici perdano significato per una ricerca amatoriale/artistica, ma anche per il professionista la cosa diventa complessa. Certo se devo raccontare un evento l'AI non serve, ma uno still life, una foto di moda o certi altri scatti possono essere sostituiti da sintografie,raggiungeranno il risultato con meno sforzo. Ora cosa centra questo con il bisogno di formazione? Bè prima cosa spesso si parla di tutto questo senza aver chiaro nulla di ciò, poi se non hai un bagaglio culturale che permetta un salto nel ragionamento e nella logica si è destinati a gareggiare con AI e perdere o con chi documenta con il telefono e perdere anche in quel caso. Quindi io credo che sarebbe utile parlare di alcuni processi storici legati alla fotografia e perchè sono nati certi movimenti, certe "mode" o certi tipi di fotografia sono stati importanti in un certo contesto geografico. La fotografia non è e non deve essere impermeabile ai cambiamenti storici e tecnologici e non lo è mai stata, ma capire e avere una formazione che permetta agilità mentale aiuta a esplorare e affrontare le sfide attuali. Chiaro che se si discute su cose è o non è fotografia, se quella foto è digitale o analogica, se fatta con refelx o cellulare, ecc.. ecc.. non è parlare di cultura ma è dimostrare di non aver capito nulla e di essere già inutile |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 11:46
io la questione che vedo ancora prima è a chi dovrebbe essere rivolta la formazione: a chi sta iniziando o ha iniziato da poco? a chi fotografa da anni per hobby/passione? a chi fotografa per lavoro? e subito a cascata per chi, tra queste o altre categorie, avrebbe più senso avere il forum come canale (aggiuntivo) di formazione? |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 11:53
“ In tutto ciò, abbiamo fatto arrivare alla fine una proposta sulla formazione" parlando di telefonini contro fotocamere... Direi che abbiamo perso tutti quanti! „ beh se per formazione intendi lo studio della fotografia del secolo scorso, certamente. Abbiamo perso tutti quanti. Se viceversa intendi la formazione fotografica nel ventunesimo secolo, allora non puoi prescindere dal media e dal suo uso. In questo caso ne usciamo senz'altro vincitori. Per quanto riguarda Radio Londra, oggi con una trentina di metri di filo ed un ricevitore in onde corte da meno di cento euro si ricevono agilmente broadcast cinesi, russi e mediorientali. Le trasmissioni divulgative ed i notiziari sono estremamente interessanti. Ma anche la musica cinese, dopo un primo approccio quasi sempre traumatico ha un suo perche' e diventa facile da ascoltare. Bisogna pero' avere nozioni di radiantistica e conoscere le malizie per gestire la propagazione. “ n effetti boot e generatori di fake news diffuse ad arte hanno cambiato l'opinione pubblica „ diciamo che ai tempi si ascoltava radio londra proprio per non bersi tutte le fake news del tempo. Il punto forse non e' la fake news in se, quanto il fatto che sia venuta a mancare la necessita' di un certo tipo di testimonianza. Il mondo e' cambiato e siamo tutti piu' fragili, meno resilienti. Abituati allo splatter finto da film non siamo in grado di sopportare la crudezza dell'orrore vero. All'immagine di guerra sincera manca l'epica che ammorbidisca limpatto e la renda cinematografica. D'altro canto se il fotografo cura la fotografia, questa perde di significato. Diventa finzione epica costruita su sofferenza e dramma. Fotografia pelosa e non piu' testimonianza diretta. Si, i giornali son molto cambiati. Il quotidiano del secolo scorso era un foglio con le notizie importanti raggruppate per argomento. In 10 minuti ti aveva informato di quel che c'era da sapere. Oggi qualsiasi quotidiano e' un fascicolo da 30 pagine piu gli inserti. Zeppo di notizie di nessun interesse e pubblicita', dove la propaganda e' padrona ed ogni notizia e' spinta ed interpretata secondo copione. Inutile stupirsi se i quotidiani oggi sopravvivono solo grazie alle erogazioni di fondi pubblici. Son messi peggio che la fotografia. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:11
Salt, il senso di aver postato quel reel, che comunque non ha nulla di "incredibile" (Battiato, pur essendo partito dalla musica sperimentale ed essere approdato alla forma canzone, è risaputamente stato sempre un sostenitore del fatto che l'arte debba elevare l'essere umano, non intrattenerlo o consolarlo), è che non si capisce come tu possa negare il degrado e l'appiattimento che stiamo vivendo in termini di cultura di massa, di cui la fotografia è solo una punta d'iceberg. Si può discutere sul fatto che sia inevitabile, e che le masse sono destinate ad incarnare le conseguenze delle logiche del capitalismo trionfante, ecc. Ma dobbiamo allora concludere che l'arte (termine generico che vuole semplicemente racchiudere tutte quelle realtà, anche le più piccole, che producono senso con onestà e integrità) sia destinata a nicchie elitarie e sparuti individui? |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:27
In realtà lo è già e non solo leggevo un interessante disamina legata al fatto che molti critici DEVONO per questioni finanziarie anche appoggiare certi artisti e che quindi il vero critico è quasi scomparso e molte opere vengono sostenute perchè il sistema deve sopravvivere. Si diceva che la ricerca di notorietà o di guadagno ha contribuito a un'appiattimento dell'arte in genere e che negli ultimi 20/30 anni non si hanno più lavori davvero importati o dirompenti perchè prima gli artisti erano spesso legati a comunità dove si collaborava, dove si pescava da sottoculture e l'obiettivo non era il guadagno e la visibilità. Le cose sono cambiate e si mostrava come questo ha inevitabilmente abbassato la qualità e diminuito il numero di idee Autori come Mondrian in vita non hanno venduto gran che, ma hanno continuato imperturbabili su una strada che ritenevano importante. Ora non avviene più e spesso non hai nemmeno spazio se non sei spendibile |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:30
Bravissimo Matteo. Hai centrato il punto. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:38
“ è che non si capisce come tu possa negare il degrado e l'appiattimento che stiamo vivendo in termini di cultura di massa „ appiattimento, io non capisco. Di preciso, rispetto a cosa? Rispetto a quale epoca? A quale cultura? in quale parte del mondo? No, perche' mi e' capitato di lavorare in giappone (superflat). Era molto diverso che lavorare in Europa o in Africa. E lavorare negli anni ottanta era molto diverso che lavorare nel 2020. Gli anni ottanta, non sono poi stati anni davvero da ricordare dal punto di vista artistico. Si sfascia il movimento dell'arte povera, per lasciare spazio al transavanguardismo ed ai graffiti. Mettiamo dei paletti altrimenti parliamo del nulla cosmico. Ossia quando parli di appiattimento ti riferisci alla scuola di Francoforte alla fabbrica di consenso e ai gusti uniformati? Parliamo di feticismo del prodotto o di omologazione culturale? Io parto semplicemente dal presupposto (che vi viene difficile da sopportare) che una enorme massa di cellulari sempre in azione e filtrata da un algoritmo, sia efficace nel raccogliere una visione sincera ed istantanea del mondo contemporaneo. Sostengo che in questo magma di immagini sincere ed immediate, ma mediamente brutte, alcune contengano il seme dell'arte. Ovviamente prodotta da pochi individui (come e' sempre stato nel corso dei secoli). Perche' questo punto di vista vi spaventa tanto? |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:42
la scuola di francoforte ha portato alcuni autori come Ruff da cui sono derivati altri come taryn simon che andrebbero asolutamente studiati e approfonditi, ma siccome non fa fico come altri non li caga nessuno e si guarda McCurry Non mi spaventa, ma banalmente può contenere ciò che vuoi ma se non è estraibile o non è sviluppato sono solo schegge di nulla qua e la in un disordine che non porta reale informazione, ma l'ha tramuntata in rumore e non lo sostengo solo io. Ora sei tu che fingi di non capire e ripeti la stessa cosa e mi chiedo se forse Rombro ha ragione e stai solo giochicchiando per portare avanti un flame |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:43
Getto momentaneamente la spugna, ho pure una vita a cui pensare. Matteo...pensaci tu |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:45
“ che molti critici DEVONO per questioni finanziarie anche appoggiare certi artisti e che quindi il vero critico è quasi scomparso e molte opere vengono sostenute perchè il sistema deve sopravvivere. „ questo pero' e' un altro aspetto che andrebbe considerato a parte. Son sempre esistiti gli artisti al soldo dei potenti e della chiesa. Chi era nelle grazie dei cardinali lavorava ed otteneva visibilita' e fama. Questo non ha impedito che lasciassero opere che oggi definiamo come "rimarchevoli". Anzi.. secondo quanto affermate, se non vengono studiate a fondo, non e' possibile fare arte oggi. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:49
“ ma se non è estraibile o non è sviluppato sono solo schegge di nulla qua e la in un disordine che non porta reale informazione, ma l'ha tramuntata in rumore e non lo sostengo solo io. „ ma non e' vero. Esiste una rete di distribuzione capillare aperta a chiunque. Esiste un algoritmo che filtra e premia. Esiste una comunita' che accetta e rifiuta. Siamo molto piu' efficienti e democratici oggi di quando si sceglieva il pittore gradito al duca o al cardinale. Non ti pare? |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:51
dimmi un movimento artistico contemporaneo che sta cambiando la visione delle cose e che impatterà sui futuri autori. Non dirmi ci sono miliardi di immagini e uno fra miliardi ne trova una valida come l'orologio rotto segna l'ora giusta 2 volte al giorno. Dimmi in maniera precisa un movimento che basandosi sui nuovi linguaggi e le nuove tecnologie sta avendo un impatto come hanno avuto le avanguardie di inizio 900 sulle generazioni successive pur essendo nel loro tempo poco apprezzate Dimmi perchè il loro linguaggio è diverso e nuovo da prima e come questo è importante. Ti ascolto sono qui per imparare. Però non voglio un esempio a caso voglio qualcosa di concreto, tangibile e osservabile che non è pesca nell'etere e qualcosa trovi, ma questi autori stanno usando questo mezzo e producendo questo tipo di fotografia che è diverso da quella fatta fino agli anni scorsi e che usa questo linguaggio specifico ecc.. ecc.. Siamo concreti come vuoi, iniziamo a parlare nel dettaglio |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 17:08
mah... mi viene in mente il post-photography. Movimento fotografico contemporaneo concreto, recentissimo e in rapida ascesa nel 2026, che sta ridefinendo la fotografia come medium ibrido AI-umano. forensic-architecture.org/ Hito Steyerl, Trevor Paglen e collettivi come Forensic Architecture usano algoritmi di machine learning per generare/manipolare immagini da dataset reali (es. Google Earth, social scraping), creando "fotografie impossibili" che documentano realtà invisibili (sorveglianza, clima, migrazioni). www.fondazioneprada.org/project/the-island-hito-steyerl/ Opere esposte in biennali a Venezia e in diverse gallerie oppure Ibridi generativi reali: che rifiutano Photoshop e post-produzione per generare da AI addestrata su burst reali (milioni frame cellulari ) "fratture sintetiche" es. Paglen's "Visibility Machines" gallery400.uic.edu/exhibition/visibility-machines-harun-farocki-and-tr www.artbook.com/9781890761196.html fondono droni + dataset per paesaggi spettrali mai fotografati Se vuoi posso continuare ho parecchio materiale a disposizione da mettere sul tavolo. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 17:15
Grazie prima di aggiungere altro vorrei guardarli bene |
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