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inviato il 29 Novembre 2017 ore 13:20
concordo, la scienza è di per se stessa limitata, se riuscisse a spiegare l'inspiegabile non sarebbe scienza ma già verità. Un filosofo antico diceva "cogito ergo sum", io direi dubito ergo sum |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 13:25
“ io direi dubito ergo sum „ Hai ragione! Infatti le prime induzioni alla ponderazione complessa, sono tentativi di spiegarsi i fenomeni eclatanti della natura. |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 13:28
La relatività, la mq non sono che parti infinitesimali di un meccanismo del tutto sconosciuto, misterioso ed immenso che ci circonda, scoprirne i segreti e le connessioni è solo un piccolo passo nella conoscenza che come ho detto forse non avrà mai fine, proprio come l'universo stesso. Bisogna ammettere però e con un po di orgoglio che in fondo non c'è male per un gruppo di formiche in orbita su un sasso lanciato nell'infinito |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 14:37
Infatti la non dimostrabilità non è una prova sufficiente a favore del contrario, ma solo dell'incapacità di costruirsi un sistema di osservazione adeguato perché, fatalmente, se non si può dimostrare una cosa significa che non si può nemmeno dimostrare la cosa contraria. Quanto al fatto che “ per la MQ la realtà è opera dell'osservatore „ ci sarebbe da disquisire sul concetto di "realtà": se intendiamo quella percepita allora quella frase è vera, ma se intendiamo la realtà "fisica" e partiamo dal presupposto che i fenomeni fisici avvengono anche in assenza di osservatori di sorta (chi era presente al momento del Big Bang alzi la mano ) allora quell'affermazione perde qualunque significato; insomma, si tratta di un significato di tipo interpretativo, ma sicuramente non materiale. |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 15:54
“ Infatti la non dimostrabilità non è una prova sufficiente a favore del contrario, ma solo dell'incapacità di costruirsi un sistema di osservazione adeguato perché, fatalmente, se non si può dimostrare una cosa significa che non si può nemmeno dimostrare la cosa contraria. Quanto al fatto che " per la MQ la realtà è opera dell'osservatore" ci sarebbe da disquisire sul concetto di "realtà": se intendiamo quella percepita allora quella frase è vera, ma se intendiamo la realtà "fisica" e partiamo dal presupposto che i fenomeni fisici avvengono anche in assenza di osservatori di sorta (chi era presente al momento del Big Bang alzi la mano MrGreen) allora quell'affermazione perde qualunque significato; insomma, si tratta di un significato di tipo interpretativo, ma sicuramente non materiale. „ Riflessione corretta, infatti sono gli abusi a complicare. |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:05
“ partiamo dal presupposto che i fenomeni fisici avvengono anche in assenza di osservatori di sorta „ Non è del tutto vero pensa a quando metti a bollire il latte, tu guardi il pentolino e il latte non bolle mai, ti giri un istante per prendere la scatola dei biscotti e il latte è già uscito dal pentolino e ha invaso il piano cottura A parte questa battuta cretina ricordo di avere letto che alcuni scienziati sostengono che la presenza o l'assenza di un osservatore cambia la realtà di un esperimento |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:12
Il latte è come la rucola: infido e b.a.s.t.a.r.d.o |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:26
Si, avviene proprio nella meccanica quantistica l ho letto anche io. A livello subatomico avvengono molte cose strane ed apparentemente illogiche come nell'esperimento del doppio bersaglio. Ovvianente c'è una logica che lega l intimamente piccolo all infinitamente grande. Quando e se scopriremo come unificare mq e relatività generale si aprirà un altro mondo anzi altri universi. "L'universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero che non a una grande macchina. James Jeans, astronomo e fisico." |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:30
Certo che se quell'affermazione fosse vera, un giorno lontano potremmo scoprire come far accadere gli eventi con la sola forza del pensiero, annullare lo spazio/tempo senpre con la volontà e viaggiare ... senza dover acquistare il biglietto |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:47
“ A parte questa battuta cretina ricordo di avere letto che alcuni scienziati sostengono che la presenza o l'assenza di un osservatore cambia la realtà di un esperimento „ In realtà il Principio di Indeterminazione di Heisenberg afferma - semplificando molto - che non è possibile effettuare una misurazione dei valori di grandezze fisiche collegate (per esempio la posizione e la velocità di una particella) in quanto, misurandone una, modifichiamo l'altra. A livello quantistico, le particelle si trovano in uno stato che è definito da una funzione d'onda, che determina la probabilità in cui si trova lo stato di quella particella in un determinato momento. Quando si effettua una misurazione, l'intervento esterno fa collassare la funzione d'onda in un preciso stato (il famoso "Gatto nella scatola", che ha il 50% di probabilità di essere vivo ed il 50% di possibilità di essere morto: quando noi apriamo la scatola, la funzione d'onda collassa in un singolo stato) |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:48
“ viaggiare ... senza dover acquistare il biglietto „ il modo di farci pagare lo troveranno comunque e sempre scusate, tornando alle domande iniziali, si esistono alle forme di vita intelligenti e sicuramente anche forme di vita tecnologicamente avanzate, il fatto che non sia comprovata una loro visita è anche legato al fatto che come civiltà noi siamo giovanissimi, i segni della nostra esistenza a livello universale non superano il pianerottolo di casa, fino a che non ci faremo sentire oltre un certo numero di parsec di distanza è difficile che qualcuno o qualcosa volga lo sguardo verso una zona estremamente periferica di una galassia. solitamente i radiotelescopi o le tecnologie d'ascolto, vengono rivolti dove la densità stellare è maggiore, quindi verso il centro. mia modesta opinione |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:52
“ in quanto, misurandone una, modifichiamo l'altra. „ Interessante connessione con la fotografia "di strada"... se il soggetto si accorge del fotografo, come elemento appartenente al contesto, non è più genuino. |
user86191
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:55
L'unica cosa che non può fare la scienza e chiedersi perché esiste l'universo, può solo dare risposte su come e nato e si e evoluto, ma di fatto le domanda principe che si ponevano 2500 anni fa e ancora li e non sapremo mai il perché, solo la filosofia si pone la domanda perché nemmeno la religione ha mai voluto sondare dare la volontà del loro dio, sarebbe blasfemo, quindi si accetta un dio creatore senza chiedersi cosa lo spinse a diventarlo |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 16:58
Molti filosofi sono anche fisici e matenatici . La filosofia è sempre piu vicina alla scienza sperimentale specie con la mq. Il fisico Pagels avverte (Il codice cosmico, Bollati Boringhieri, cap.9 pag.134/137):“ "La vecchia idea che il mondo esista effettivamente in uno stato definito non è più sostenibile. La teoria quantistica svela un messaggio interamente nuovo: la realtà è in parte creata dall'osservatore". Ed inoltre: "La situazione si presenta paradossale al nostro intuito, perché stiamo cercando di applicare al mondo reale un'idea dell'oggettività che sta solo nelle nostre teste, una fantasia". „ Io credo che per comprendere concetti così complessi la scienza da sola non basta piu perché gli stessi dati sperimentali hanno implicazioni filosofiche e religiose. Esiste peraltro gia la cosmologia |
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inviato il 29 Novembre 2017 ore 17:00
“ nemmeno la religione ha mai voluto sondare dare la volontà del loro dio, sarebbe blasfemo, quindi si accetta un dio creatore senza chiedersi cosa lo spinse a diventarlo „ La religione si basa sulla disposizione a credere incondizionatamente! La qual cosa è un ulteriore assurdo logico a cui gli umani sono abbligati, ma senza di questo l'astrazione per antonomasia, quella mistica, non sarebbe possibile. |
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