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inviato il 12 Luglio 2017 ore 17:30
Lucionelli non ho capito cosa intendi |
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inviato il 12 Luglio 2017 ore 17:39
parlare del passato...aiuta a conoscere..ma non è ne l'oggi e ne il futuro della comunicazione con immagini quindi nessuno sa la ricetta su cosa serve per far belle fotografie che comunicano oggi? |
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inviato il 12 Luglio 2017 ore 17:42
Ettore Penso che lo scatto come molti altri che vedo visti così buttati nelle gallerie dei social possono non dire niente. Sicuramente più immagini della stessa serie selezionate con logica danno vita ad un racconto. Se accompagnati da qualche riga ancora meglio. Come sai il reportage non è una foto artistica ma il saper documentare qualcosa che agli altri sfugge per cui un lavoro diverso dalla classica foto wow. Questa è una mia considerazione. |
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inviato il 12 Luglio 2017 ore 17:42
Raccontare qualcosa per esempio? Avere un progetto chiaro coerente e saperlo realizzare? Avere un preciso stile e percorso riconoscibile? |
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inviato il 12 Luglio 2017 ore 17:58
Sì! E non ci sarebbe molto da aggiungere. Anche per guidare un'automobile si va a scuola. I piani, i quadrati, la sezione aurea, il peso di un punto, chi come quando e perché ha fatto cosa. Non è che poter comprare una fotocamera faccia divenire fotografi. Le basi sono basi, replicare le altrui foto fa crescere in conoscenza tecnica ed artistica. Poi ognuno fa come crede. Per parlare con una persona straniera non è necessario conoscere la sua lingua, bastano i gesti, ma si potranno esprimere concetti complessi? |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 2:08
Penso che non sia NECESSARIO conoscere l'Arte per fare buone fotografie. Esiste una cosa che si chiama talento innato o, se volete, genio. Molti (anzi, pochi ) lo possiedono e...beati loro ! E gli altri? Bisogna, credo, stare attenti a non estremizzare: lo studio e la conoscenza non devono essere demonizzati a prescindere. Il mito del personaggio tutto 'genio e sregolatezza' è un po' patetico. Tutti i GRANDI artisti, in ogni epoca e in ogni ambito, sono stati severi con se stessi nello studio e nell'affinamento tecnico. Sarebbe sorprendente scoprire come tanti talenti che appaiono 'spontanei e ribelli' hanno sudiato molto, per conto loro, senza esibire le loro conoscenze. .......................................................................................................................... Invece non posso fare a meno di notare un'affermazione letta nelle prime pagine di questo 3D, e mi rivolgo a @ L'occhiodelcigno quando scrive: “ Anzi, la maggiorparte dei "musicisti" usciti da un conservatorio, i quali sono ingozzati di storia della miusica e non solo scritta, anche dopo anni di professione, se gli togli lo spartito davanti, sono persi nel vuoto della loro capacità di suonatori e se provano ad improvvisare qualcosa, che verosimilmente si debba chiamar musica, sembrano dei bambini di 3 anni che cercano di scrivere la divina commedia. „ vedi, io sono uno di quei musicisti, diplomato in violino e in viola, che ha svolto una professione nell'ambito della Musica classica per quarant'anni in un'orchestra Lirico-sinfonica e ha fatto, inoltre, moltissima musica da camera e solistica. L'improvvisazione non fa parte del compito normale di un musicista classico. E allora? Il suo compito è interpretare ed eseguire, cioè trasmettere al pubblico la musica dei grandi compositori. Proponi a un attore di Teatro di improvvisare su 'Amleto' o su 'La locandiera' ! Se non ti ride in faccia, certamente non ti prende in considerazione. Ma dimmi: quali musicisti conosci per pontificare stupidaggini come quelle che scrivi in modo così temerario e anche irrispettoso? Persi nel vuoto?? Ma di che?? Bambini che cercano di scrivere la Divina Commedia ?!? Ma ti sei mai chiesto che c++o si è fatto Dante prima di accingersi a scriverla, tra studio, conoscenza, rigore, disciplina? Lui che è davvero un genio assoluto ! Perciò sarebbe meglio che tu non parlassi di ciò che non conosci: eviteresti figure penose. Grazie. p.s. : “ quelli che hanno fatto Scuola e non di quelli che riproducono solo la musica che hanno scritto altri, come farebbe un computer „ altra chicca !!! va' a dirlo a Glenn Gould, a Maurizio Pollini, a Uto Ughi, a Claudio Abbado...tutti computer?? ma da dove vieni, 'Occhiodelcigno'? tutto sommato fai anche un po' ridere |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 6:43
"Secondo voi bisogna conoscere almeno un po' di storia dell'arte (magari quello che concerne la pittura, le sue correnti e i suoi esponenti visto che è la cosa che più si avvicina alla fotografia) per fare foto migliori?" No. |
user90373
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 8:45
@ Vincenzo Virus & Labirint Quello scatto fa appunto parte di una serie, e di una mostra del 2015. Contrariamente a quanto solitamente suggerito non scatto su progetto, ma progetto sugli scatti. Rispetto e ammiro chi ha dei progetti, forse hanno una marcia in più, ma spesso i loro lavori mancano di "spontaneità fotografica" è come se l'idea dominasse l'immagine, "la mente che comanda il cuore servendosi dell'occhio" (libera interpretazione da H.B.C). Quando parto per fotografare mi piace sentirmi libero, aperto all'ascolto di ciò che racconta il momento, partire con un'idea precisa sembra mi possa chiudere alcuni canali emozionali a favore di altri razionali. Tutto questo, forse, non è molto professionale ma è ! |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 9:07
ma guarda per quello che ho visto al di la di tutto hai un'estetica ben precisa e è chiaro che quello che cerchi è ben definito nella tua testa quindi in realtà un percorso ce l'hai, non è che tutto debba sempre essere progettato al dettaglio o che sia l'unico modo corretto di lavorare |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 11:00
Mi fate il nome di un po' di fotografi che abbiano influenzato la storia della fotografia che siano talenti naturali che non si sono mai preoccupati di studiare e/o approfondire la loro cultura tanto erano già nati imparati? Così, sono curioso... Poi ok, magari non tutti avranno approfondito la pittura e l'arte figurativa in particolare... |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 11:03
@ Ettore: che la foto appartenga ad una serie lo avevo intuito.Come nasca un progetto è soggettivo e non credo che esista una regola per mettere in dubbio la professionalità dell'autore. Il mio intervento sullo scatto era riferito al fatto che certe immagini sono legate ad un progetto e che viste fuori da quel contesto potrebbero apparire prive di significato. Non è una critica ma un semplice punto di vista. |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 14:52
Va bene il discorso del progetto fotografico finchè si vuole,ma rimane sempre i discorso dell'impatto dell'opera singola,esempi: La gioconda di Leonardo,oppure la ragazza Afgana di Mc CurrY non serve contestualizzarle parlano da sole; con il debito rispetto per entrambe i casi non sono figlie di un particolare progetto articolato,ma raccontano una sensazione dell'autore che ti viene trasmessa e basta. |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 15:13
La ragazza afghana fa parte di un fotoreportage. Il National Geographic propose a mcCurry di scattare nei vari campi di profughi allestiti lungo la frontiera afgano-pakistana. Quindi in realtà in un certo senso fa parte, o comunque deriva da un progetto. Tanto è vero che ne esistono altre versioni con la stessa ragazza. Poi ok è la sua foto più conosciuta e autoesplicativa. Ma i fotografi influenti sono quelli che di foto buone ne hanno scattate più di 2 o 3... Mica puoi fare una mostra o un libro con una foto sola. La foto icona è quella che ti fa sfondare ma alla fine è la punta dell'iceberg di tutto il corpus fotografico/lavoro che sta sotto. |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 15:17
Bomba hai ragione ma si parlava di altro uscendo un attimo fuori tema. Mia culpa chiedo scusa |
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inviato il 13 Luglio 2017 ore 16:07
@Vincenzo,non c'è da chiedere scusa di nulla stiamo esprimendo solo le nostre opinioni nulla di più. @Opisso,quello che volevo dire molto semplicemente è che se un'immagine è valida indipendentemente dal contesto si racconta da sè ,non c'entra se l'hai fatta in un reportage o che altro ma vive di luce propria. |
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