| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 10:24
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| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 10:43
“ Una domanda un po' ignorante : il Maker's Mark è simile al jack daniel's ? Perchè lo odio proprio, è l'unica cosa che non bevo :D „ Era a un ottimo prezzo e mi son comrpato un Gentlemen Jack, ti dirò, non è per niente male per i miei gusti, si beve bene Siccome ho visto che i burbon non mi dispiacciono credo che proverò il maker's mark |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:09
Invece volevo approfittare per chiedere una cosa, confrontando il Lagavulin 16 e Ardbeg Uigeadail il secondo dovrebbe essere molto più torbato (addirittura il più torbato di tutti mi pare di aver letto qui sul forum), invece proprio non mi torna. Uigeadail è molto più delicato e bilanciato sia nel sapore che nell'odore. Il lagavulin invece è più forte e sgarbato, passatemi il termine "tecnico" A voi fa lo stesso effetto o sono io che non interpreto bene? Il lagavulin mi piace eh, ma è Inutile dire che Uigeadail è il mio preferito tra quelli che ho a casa e quelli assaggiati in giro |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:56
In realtà il discorso torba e quantità di torba è decisamente più complicato di così... i ppm di fenoli vengono cacolati sul malto, prima cioè di affrontare tutto il processo produttivo, dall'ammostamento alla distillazione e poi alla maturazione in botte. Ci sono tante variabili da considerare sul prodotto finito e non ultimo i propri gusti su quello che è il completo bouquet aromatico di ogni singolo whisky. In base alla quantità di torba misurata, gli octmore dovrebbero risultare quasi imbevibili, soprattutto l'ultima uscita a 309ppm ed invece nulla è più lontano dalla realtà. Tra le altre variabili da considerare ci sono anche le torbiere stesse, che non sono uguali e non lasciano lo stesso fumo sul malto. L'effetto della torba in fase di degustazione la puoi interpretare in modi diversi in base a tutte quelle variabili.. si va dalla cenere all'aringa affumicata, al posacenere alla carbonella. E questi sentori li possiamo sentire più o meno forti in base alla nostra sensibilità. Lagavulin 16 e Ardbeg Uigeadail sono due proodotti molto diversi, a cominciare dalla gradazione per finire all'invecchiamento. Cambiano molte delle variabili nel processo produttivo e cambiano le botti dove maturano e questo cambia la quantità e qualità di "torbatura" che troveremo nel bicchiere. E' decisamente riduttivo limitarsi a considerare i ppm di fenoli. P.S. i whisky più torbati sono quelli imbottigliati come Octmore da Bruichladdich. |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:58
Io non sono un intenditore e non ho assaggiato poi tantissimi whisky ma per quanto mi riguarda tra quelli assaggiati il più torbato è il lagavulin ed è anche quello più " forte e sgarbato " . Una volta nel descriverlo ad un mio amico ho detto " da veri uomini" se mi consentite il clichè... Ah il lagavulin è il mio preferito ... Edit : non avevo letto la spiegazione tecnica, la mia era molto più terra terra e basata sull'assaggio :) |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 12:06
va a gusti, c'è poco da fare... diciamo che l'Uigeadail rispetto a Laga 12 e 16 è più piacione. Il fatto di essere finito in botti di sherry ne arrotonda di parecchio gli spigoli. |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 12:09
Un altro ben torbato almeno al gusto è il coil ila |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 12:25
per quanto riguarda il semplice calcolo dei ppm, (escludendo Octomore) Ardbeg e Kilchoman hanno generalmente un livello di torbatura attuale intorno ai 50ppm, Port Charlotte 40 Lagavulin / Caol Ila 35, Bowmore sui 25. Ovviamente ci sono varie eccezioni in base all'imbottigliamento. |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 13:15
Infatti immaginavo che non fosse così La maggior parte dei discorsi che si fanno tra profani riguardano l'affumicato in generale ed è palese che non è il modo giusto di "classificare" le bottiglie. |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 13:52
Si ma in generale tra chi non conosce e non se ne intende si discute per assaggio, in base al gusto che sentiamo, che poi a dirla tutta , nel whisky come nel vino io mica li sento quei 100 odori e sapori diversi che sentono ( o dicono di sentire) alcuni ... |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 14:33
Ma figurati nemmeno io sento tutti quei sapori e odori, penso ci voglia molto studio e dedizione per arrivare a certi livelli, però mi chiedevo come mai percepissi qualcosa che in teoria non doveva essere (poi come ha spiegato Ninni nemmeno in teoria lo è ) |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 14:49
“ Si ma in generale tra chi non conosce e non se ne intende si discute per assaggio, in base al gusto che sentiamo, che poi a dirla tutta , nel whisky come nel vino io mica li sento quei 100 odori e sapori diversi che sentono ( o dicono di sentire) alcuni ... „ In generale tutti discutono per assaggio. Parlare di qualcosa che non si è mai provato non ha senso . Tanti prodotti poi variano di anno in anno, ed ad esempio vale per lo uigeadail o per il Lagavulin 12... basta guardare il grado alcolico dei vari rilasci. I valori che ho scritto sono puramente da laboratorio di analisi e inoltre misurati prima che altri millemila fattori vadano a modificare la percezione che ne abbiamo noi poi nel bicchiere. Sentire tutto quello che certi esperti sentono non è di sicuro cosa semplice ed immediata, soprattutto se non si è abituati ad odorare tutto ciò che ci circonda o ad assaporare per bene tutto ciò che mangiamo. Se di tante cose non abbiamo memoria olfattiva... non ci sarà modo di sentirla nel whisky. Se non hai mai messo il naso in un vasetto di miele di castagno , non potrai mai associare quell'odore o sapore a ciò che ti arriva dal whisky. Se il naso su un bicchiere di whisky non lo metti con cautela rischi inoltre di anestetizzare i recettori e non sentirai nulla oltre i primi secondi, lo stesso vale per il palato. Dopo aver superato l'ostacolo dato dall'alcol che evapora, dovrai superare quello dell'affumicato... mettere il naso in più whisky diversi poi è necessario a capirne le differenze. Inoltre... ambiente pulito e privo di distrazioni. Una degustazione in un bar, al ristorante o in ambiente pieno di altri odori non è mai corretta. Per sentire il bouquet aromatico il più completo possibile, la degustazione andrebbe fatta in ambiente neutro, nella prima parte della giornata e con il whisky che andrai pian piano a diluire e comunque a far evolvere nel bicchiere. Corretta temperatura di servizio and so on. Col rischio che non te lo godi con piacere. Perchè ti sembra che devi fare un lavoro Però ogni tanto è un esercizio che andrebbe fatto... per accumulare esperienza ed abituarsi a superare degli ostacoli. |
| inviato il 18 Dicembre 2017 ore 14:56
“ Per sentire il bouquet aromatico il più completo possibile „ Il più completo possibile, ovviamente, in base ad esperienza, memoria olfattiva, capacità di superare l'ostacolo dell'alcol ed eventualmente della torba, conoscenza delle tecniche di degustazione ecc ecc ecc |
| inviato il 19 Dicembre 2017 ore 9:49
Il mio regalo di Natale, non auto, è stata una edizione distillery only di Bunnahabhain. Un finish Marsala. Non vedo l'ora di aprirlo. |
| inviato il 21 Dicembre 2017 ore 19:05
Che differenza c'è tra il talisker versione diciamo classica 10 anni e la versione STORM ? |
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