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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 20:39
il punto è che si sdogana come limite pratico...un limite teorico-laboratoristico. Mi sembra logico Andrea che tu, non avendo il sistema, chieda di rilassarsi. Chi lo ha magari e ne ha pianificato da lungo tempo l'acquisto non resta così indifferente. Si condiziona poi anche chi lo vorrebbe acquistare... Come sempre non voglio essere autoreferenziale e propongo una serie di fotografie con Leica Q3 dal mio Adobe portfolio ( da cui non traggo alcun vantaggio economico). Ditemi se ho sbagliato sistema, se con altro marchio avrei potuto avere una resa più convincente... gentilinigianluca.myportfolio.com/sarajevo-leica-q3 |
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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 21:43
“ una resa più convincente „ |
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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 22:09
Non voglio esaltare Leica, credo di non doverlo sottolineare. Penso sia chiaro quello che ho scritto.... Mi piace il sistema Q3 ma uso anche Canon RP e Panasonic S5d. E quest'ultima mi sta stupendo.... |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 0:42
@Andrea il problema del sensore è stato sviscerato in due lunghissimi post ritirarlo fuori fa solo dire e che p@@e!!! Non sei interessato al sistema e allora perchè venire a scrivere in un post dove ci si scambia informazioni per chi è interessato al sistema? Mi spiego meglio sei interessato o sei curioso ok, ma un problema sviscerato in tutti i modi dove alla fine sono state trattate conclusioni quale è lo scopo di ritirare fuori l’argomento? La mia deduzione è solo per agitare le acque altrimenti non si capisce, a me non mi trovi mai in un post Sony (per fare un esempio) perché non sono interessato a Sony e se lo fossi me li leggerei, ma in silenzio ... chi senza sapere e senza conoscere il sistema interviene per muovere critiche per sentito dire e lo fa di continuo solo purché legge Leica ha un pò stufato sinceramente |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 12:08
Andrea.... abbasta dai..... Scrivi a Raamiel e fatti dire tutte le cose di cui sei curioso ma smettila di infestare questo thread.... Grazie |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 12:14
Caro Andrea, se non sbaglio hai scritto di aver lavorato nel settore della stampa, quindi mi sorprende questa tua affermazione. Nessuno sta sostenendo che “tutto è relativo” al punto da poter giustificare un rosso sbagliato dicendo che qualcuno lo vede giusto. Quello che si sta discutendo non è la negazione della colorimetria o degli standard, ma il fatto, ampiamente documentato, che esistano culture del colore, standard diversi, e approcci differenti legati a contesti geografici, industriali e percettivi. Questo non elimina la necessità di rigore, ma mette in discussione l’idea che esista un’unica e assoluta “verità” cromatica valida in ogni contesto. Raamiel stesso ha chiarito che il suo approccio è neutro perché opera sul piano software, cercando di estrarre il massimo da qualsiasi fotocamera. I produttori di fotocamere, invece, lavorano per definizione su un “pacchetto” integrato hardware + software + resa cromatica, e costruiscono consapevolmente uno stile visivo. È una scelta progettuale e di brand, non un errore tecnico. Se questo rende il lavoro di chi fa software più complesso, non è un problema dei produttori di fotocamere. In soldoni: se una Leica produce immagini di alta qualità e coerenti con il proprio linguaggio visivo, il “problema” semplicemente non esiste. Mettere in discussione la cultura del colore, le differenze percettive, la nomenclatura, gli standard di stampa regionali e le pratiche colorimetriche come se fossero irrilevanti o non scientifiche è, a mio avviso, una semplificazione che non tiene conto della complessità reale del tema. Lo stesso vale per ergonomia, UI e facilità d’uso: non sono solo aspetti soggettivi o “di piacere”, ma fattori che incidono in modo misurabile sull’esperienza, sull’operatività e, di conseguenza, anche sulla qualità del risultato. Sono ambiti studiati scientificamente quanto altri aspetti tecnici. |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 12:25
Piuttosto, Juza mi ha permesso di riaprire il thread Z7 vs Z8, se c'è qualche nikonista che vuole aiutarmi prima della prova, è il benvenuto. www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=5222593 Grazie |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 17:55
Paco ho solo la Z7 se vuoi la confronto con la Panasonic S1R Ci monto il su entrambe un il 105 f 1.8 Nikon o un vecchio Leica Tele Elmarit 90 f 2.8 e faccio un po' di confusione? Comunque lego il thread ma mi sa che non posso esserti di aiuto a meno che non necessiti di confusione Scherzo ovvio. |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 17:59
Filo63 posso dire pubblicamente che leggere OGNI tuo post è una goduria intellettuale? Grazie |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 18:33
Ti ringrazio Max!!! |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 18:45
Vorrei senza polemica introdurre un nuovo spunto di riflessione riguardo quello che ha detto Filo. Spero di essere chiaro. La cultura del colore, così come nota fino ad oggi, si è sviluppata in un contesto ampiamente pre digitale, direi molto analogico. Mi viene in mente che una volta per scegliere quale colore preparare il colorificio tirava fuori la "mazzetta" e la confrontava con il campione "ad occhio" adesso invece si basano su uno scanner o termocolorimetro, non conosco la esatta nomenclatura dello strumento, che analizza il campione e definisce la miscela dei colori. Anche il gusto cambia mi vengono in mente le foto di Max Rive il cui colore è per me "molto digitale" le cui foto sono però apprezzatissime. La cultura del colore secondo me si è trasformata ed è cambiata con l'impatto del digitale. Anche i colori elettronici dipendono molto dal display di visualizzazione, una volta la stampa era la stessa per tutti e dipendeva dalla tiratura, il colore di un cielo sul periodico non variava con il mezzo, il colore digitale varia con il modello del monitor e con i settaggio nob è un assoluto. Ha veramente senso parlare di mood colore nel digitale? |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 18:47
Taiana vanno anche relativizzate le uscite tecniche di Raamiel mette li due grafici dimostrando che una macchina X ha un po piu ampio spettro cromatico di quella Y, solo uno sciocco comprerebbe quella solo per questo, perche e stato ampiamente dibattuto, e non ho letto da parte sua correzioni, che poi all'atto pratico quelle differenze in due foto uguali non si noteranno mai, e una scelta quella di Leica non incapacità, preferisce avere meno slittamenti del colore e una piu facile lettura del WB in luci miste, quindi preferisce in soldoni avere un file piu pronto, che un file un po piu ampio per PP estreme |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 18:51
"una volta la stampa era la stessa per tutti e dipendeva dalla tiratura, il colore di un cielo sul periodico non variava con il mezzo" La stessa foto poteva essere proposta su più canali e ognuno con la sua qualità di stampa. Non tutte le stampe rendono uguale. Quindi il problema è sempre più o meno lo stesso che oggi abbiamo con i monitor. C'è da dire che almeno sui tablet la qualità si sta alzando (mentre sui portatili ci sono ancora molti monitor orribili che si perdono anche più di 1/3 dei colori sRGB). |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 19:17
@Gainnj il colore, anche prima del digitale, è sempre stato condizionato da supporto, tecnica e processo di stampa. Non è mai stato un assoluto. Il digitale ha introdotto strumenti di standardizzazione, ma non ha eliminato la variabilità, semmai l’ha resa più evidente. Il punto che volevo sottolineare è più culturale che tecnico: due stampatori possono tranquillamente discutere di un cielo parlando di percentuali di C, M e Y, densità, curve o profili, senza nemmeno guardare l’immagine. È parte del loro linguaggio professionale. Trovo invece difficile immaginare due fotografi che valutano una fotografia ragionando in termini di coordinate Lab, matrici colore o profili: il loro giudizio resta principalmente visivo, percettivo e legato al linguaggio dell’immagine. Questo non significa che quelle metriche non siano fondamentali: lo sono eccome nello sviluppo e nella progettazione di una fotocamera o di un software. Ma a livello di cultura fotografica e di valutazione dell’immagine, il colore resta soprattutto un fatto di stile, percezione e linguaggio, più che di numeri. |
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inviato il 26 Gennaio 2026 ore 20:20
“ Ma a livello di cultura fotografica e di valutazione dell’immagine, il colore resta soprattutto un fatto di stile, percezione e linguaggio, più che di numeri. „ Inoppugnabile. Il resto sono circiterismi tecnici che irretiscono solo una ristretta cerchia di edotti. IMHO. |
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