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canzoni di protesta sociale dalle origini ad oggi


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avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 8:35

Certo che no e tu che come me avrai la tua esperienza in ambito di realtà "underground", saprai benissimo quanta ruffianeria, manierismo e dinamiche "mitologiche" si creano anche lì.

Parlo di cultura da sottobosco in senso più sottile e non solo sul piano musicale.

Poi è chiaro che uno deve anche avere una certa predisposizione di spirito nel mantenere una dimensione scomoda se no è un attimo che ci si "appoggia" mentalmente.

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 9:12

Buongiorno ragazzi: Rombretto, ma dormi così poco? Sveglio alle 3 di notte e risveglio alle 8.30. Riguardati, cioè guardati due volte allo specchio. Eeeek!!!
Menomale uno che rimane in tema. Grazie Lomography! Sorriso


avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 9:45

Non ho dormito ancora nulla, di solito vado a letto verso le 6 ma stamane dovevo essere in piedi alle 8:30 Confuso

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 9:49

Ma sei d'acciaio?

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 9:54

Ma no, dormo più tardi, non c'è problema MrGreen

avatarjunior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 10:51

A proposito di dinamiche mitologiche, stavo guardando per un caricabatteria Sony che costa 100 euro, su ebay a 20 compresa spedizione dalla Cina. Mi sa che dovrò scrivere una canzone di protesta, ma se mi costa più di 80 ci rimetto. Sorriso

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 11:18

spettiamo ancora vostre proposte musicali, Rombro e Angor: è questo il tema della discussione!


Sono quelle che ho indicato nel mio primo post.
Sono le canzoni non scritte e non cantate di quei popoli che hanno avuto la sfortuna di non aver avuto nemmeno la possibilità di urlare il loro dolore.


avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 11:19

Per non parlare di Gesù Cristo, "mangione e beone, amico dei pubblicani e peccatori" (Matteo 11,19), oltre che protettore di prostitute, secondo le critiche rivolta a Gesù dai suoi oppositori, che lo accusavano di essere troppo socievole e di partecipare a feste e banchetti, a differenza di Giovanni Battista che digiunava.Non c'è più da fidarsi di nessuno! Che tempi, contessa!

Guarda che io non ho mosso critiche alcune alle persone indicate.
Ho parlato di fragilità umana e non ho inteso svilire il loro impegno.
Mi sembrava evidente l'intento.
E che Lennon e Martin Luter King fossero,anche,quanto descritto,non è farina dei loro oppositori.
Trovo l'accostamento fuori luogo.
Ma oramai si prendono lucciole per lanterne.
Che tempi contessa.

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 12:22

Tarallù non t'arrabbia! ;-) Sia le lucciole che le lanterne un pò di luce la fanno. Era solo per dire che il messaggio è più forte del messaggero, dato che è quello che a noi rimane.
Il mio cantautore preferito è Fabrizio De Andrè proprio perchè di umana fragilità ha sempre cantato e se la sua vita non era perfetta ma un pò alcolica, il suo messaggio di umana e laica religiosità rimane.



Fabrizio De André - Amico fragile

Questa non è una canzone. È un grido, una presa di coscienza di libertà, diversità dalle convenzioni. È un brivido lungo la schiena, una perla di Faber - Mariapia Giulivo


avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 12:40

Sono le canzoni non scritte e non cantate di quei popoli che hanno avuto la sfortuna di non aver avuto nemmeno la possibilità di urlare il loro dolore.


Charles Aznavour, nome d'arte di Shahnourh Varinag Aznavourian è stato un cantautore francese di origine armena che ha composto la canzone di uno dei massacri meno conosciuti perchè negato dalla Turchia (e anche da Israele), il massacro armeno.

Poi di molti altri massacri sconosciuti (dall'impiccagione di migliaia di seguaci di Spartaco crocifissi lungo la Via Appia in poi) non conosco altre canzoni che li ricordano, ma è una mancanza mia, forse basta cercare.

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 13:25

Vladimir Semënovič Vysockij è stato un cantautore, attore, poeta e dissidente sovietico, avvicinandosi per certi aspetti a un'ideale di libertà anarchica. Le sue canzoni, proibite per il loro tono irriverente e critico, hanno rappresentato un punto di riferimento per i giovani e i non conformisti nell'Unione Sovietica degli anni Settanta.



Canzoni varie - Vladimir Vysotsky

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 13:43



Vladimir Vysotskij - La caccia ai lupi
(sottotitoli in italiano)

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 14:31

effettivamente, qualcosa di diverso si trova...
2021, canzone di protesta contro governo comunista di cuba...ovviamente recente, post castro




poi quello che è stato l'inno del movimento di solidarnosc, curiosamente più o meno contemporaneo ad another brick in the wall...stranamente, i musicisti occidentali in quel periodo erano molto attenti alle ingiustizie del mondo occidentale, ma ignoravano quello che succedeve in altri paesi.

“Mury” – Jacek Kaczmarski


canzone diventata "inno" di un sindacato che ha lottato contro un regime brutale...non la conoscevo, non l'ho mai sentita cantare in occasione di scioperi o altro...bella ciao sempre, mury no....strano....

e ci sono poi tutta una serie di canzoni di denuncia dei vari regimi comunisti degli anni 70-80-90, ovviamente praticamente tutti di autori in esilio. Si trovano su youtube, ma in effetti è anche inutile citarle perchè non rievocano nessuna nostalgia...dubito che qualcuno in occidente le abbia mai sentite.


avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 15:23

Grazie Angor, finalmente in tema! Sorriso

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2025 ore 17:34

Mury di Jacek Kaczmarski è derivata da L'estaca di Lluís Llach. Scritta dieci anni prima, nel 1968, L'Estaca era già diventata un simbolo non solo dell'indipendentismo catalano e dell'opposizione al regime franchista in Spagna, ma anche, in generale, della lotta e dell'unione contro ogni forma di oppressione.

I muri

Lui era giovane ed ispirato,
Nessuno riuscirebbe a contarli.
Lui con la canzone dava loro forza,
Cantava che l'alba era già vicina.
Gli accendevano migliaia di candele,
Si alzava il fumo sopra le loro teste,
Cantava che era ora che il muro crollasse
E loro cantavano insieme a lui:

Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!
Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!

La canzone l'hanno presto imparata a memoria
E anche la musica da sola, senza le parole,
Portava con sé l'antico richiamo,
Brividi attraversavano i cuori e le menti.
Cantavano allora, battevano il ritmo con le mani



Il loro battimano echeggiava come le cannonate,
La catena era pesante, l'aurora indugiava...
E lui continuava a cantare e suonare:

Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!
Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!

Finché capivano di essere in tanti
Percepivano la forza e il momento,
E marciavano per le strade delle città
Cantando che l'alba è vicina.
Abbattevano monumenti e svellevano il selciato,
- Questo qua è con noi! Quello là è contro di noi!
Chi è solo, è il nostro peggior nemico!
Ed anche il poeta era solo.

Guardava la marcia uniforme delle folle,
Taceva ascoltando il rombo dei passi,
Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano
La catena oscillava alle caviglie...
Guardava la marcia uniforme delle folle,
Taceva ascoltando il rombo dei passi,
Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano
La catena oscillava alle caviglie...

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