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Mury di Jacek Kaczmarski è derivata da L'estaca di Lluís Llach. Scritta dieci anni prima, nel 1968, L'Estaca era già diventata un simbolo non solo dell'indipendentismo catalano e dell'opposizione al regime franchista in Spagna, ma anche, in generale, della lotta e dell'unione contro ogni forma di oppressione.
I muri
Lui era giovane ed ispirato, Nessuno riuscirebbe a contarli. Lui con la canzone dava loro forza, Cantava che l'alba era già vicina. Gli accendevano migliaia di candele, Si alzava il fumo sopra le loro teste, Cantava che era ora che il muro crollasse E loro cantavano insieme a lui:
Strappa le inferriate dai muri! Rompi le catene, spezza la frusta! Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno E seppelliranno il vecchio mondo! Strappa le inferriate dai muri! Rompi le catene, spezza la frusta! Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno E seppelliranno il vecchio mondo!
La canzone l'hanno presto imparata a memoria E anche la musica da sola, senza le parole, Portava con sé l'antico richiamo, Brividi attraversavano i cuori e le menti. Cantavano allora, battevano il ritmo con le mani
Il loro battimano echeggiava come le cannonate, La catena era pesante, l'aurora indugiava... E lui continuava a cantare e suonare:
Strappa le inferriate dai muri! Rompi le catene, spezza la frusta! Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno E seppelliranno il vecchio mondo! Strappa le inferriate dai muri! Rompi le catene, spezza la frusta! Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno E seppelliranno il vecchio mondo!
Finché capivano di essere in tanti Percepivano la forza e il momento, E marciavano per le strade delle città Cantando che l'alba è vicina. Abbattevano monumenti e svellevano il selciato, - Questo qua è con noi! Quello là è contro di noi! Chi è solo, è il nostro peggior nemico! Ed anche il poeta era solo.
Guardava la marcia uniforme delle folle, Taceva ascoltando il rombo dei passi, Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano La catena oscillava alle caviglie... Guardava la marcia uniforme delle folle, Taceva ascoltando il rombo dei passi, Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano La catena oscillava alle caviglie...
Il testo di Patria y Vida è molto lungo come si addice ad una canzone rap. Tra le tante frasi mi ha colpito: "Cosa celebriamo se la gente va di fretta scambiando Che Guevara e Martì per moneta straniera
E' questa la fine della rivoluzione cubana (pur stretta dal mortale blocco americano, sia repubblicano che democratico) ridotta a scambiare Che Guevara e Josè Martì per valuta staniera.
Patria y Vida
E sei tu il mio canto di sirena perchè con la tua voce se ne vanno le mie sofferenze e questo sentimento è ormai vecchio mi fai soffrire tanto anche se sei lontana. Oggi ti ivito a camminare per le mie rovine per farti vedere a cosa servono i tuoi ideali siamo umani anche se non la pensiamo allo stesso modo non trattiamoci e non facciamoci male come animali questo è il mio modo per dirtelo. Il mio popolo piange e io sento la sua voce Tu cinque nove, io doppio due 60 anni bloccati a domino. Molta enfasi ai 500 anni dell'Avana mentre nelle case nelle pentole non c'è cibo Cosa celebriamo se la gente va di fretta scambiando Che Guevara e Martì per moneta straniera Tutto è cambiato e non è più lo stesso Tra me e te c'è un abisso Pubblicità di un paradiso a Varadero mentre le madri piangono per i loro figli che se ne sono andati
E' finita. Tu cinque nove, io doppio due E' finita. 60 anni bloccati al domino E' finita. Tu cinque nove, io doppio due E' finita. 60 anni bloccati al domino
Siamo artisti, siamo sensibilità la vera storia non quella raccontata male Siamo la dignità calpestata di un intero popolo con pistole puntate e parole che non significano niente Basta con le bugie Chiediamo solo libertà, basta con le dottrine Non gridiamo più patria o morte ma patria e vita e iniziamo a costruire quello che sognavamo ciò che hanno distrutto con le loro mani e smetta di scorrere il sangue, per il fatto di pensarla diversamente Chi vi ha detto che Cuba è vostra se la mia Cuba è di tutta la mia gente.
E'finita, è già scaduto il vostro tempo, si è rotto il silenzio E' finita, son finite le risate e le lacrime stanno scorrendo E' finita, non abbiamo più paura. è finito l'inganno E' finita, 62 anni facendo danni
Viviamo con l'incertezza del passato, abbandonati Quindici amici in posizione, pronti per morire Issavamo ancora la bandiera mentre la repressione del regime continuava tutti i giorni Anamely Ramos continua con la sua poesia Omara Ruiz Urqiola ci dà un alito di vita Hanno rotto la nostra porta e violato il nostro tempio Il mondo è cosciente che i movimento San Isidoro continua nella sua posizione Continuiamo allo stesso modo, la sicurezza a reprimere Queste cose mi indignano, è finito l'enigma della tua rivoluzione è maligno Sono Funky Style, ecco la mia firma Voi siete di troppo, ormai vi rimane poco, state già cadendo La gente si è stancata di sopportare, una nuova alba stiamo aspettando
E' finita. Tu cinque nove, io doppio due E' finita. 60 anni bloccati al domino E' finita. Tu cinque nove, io doppio due E' finita. 60 anni bloccati al domino
Sì, anche se poi comprendersi 9 volte su 10 è sempre un fallimento
Comunque almeno ti do atto che hai un discreto senso dell'umorismo...qua c'è gente che non accetta nemmeno una battutina innocua e ti blocca per niente. Probabilmente è gente che non è capace di sorridere manco se gli fai il solletico
“ La libertà è come la pelle dei coglioni, dove la tiri va. Ho detto. „
A questa forbita definizione di libertà, nello stesso linguaggio usato oggi anche da ministri della Res Publica, contrappongo il ricordo dei versi del primo canto del purgatorio: "Libertà va cercando, ch'è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta» rendendo omaggio a chi ce l'ha lasciata in eredità.
Definire il concetto di Libertà alla fine della nostra discussione è improbo, ma qualcosa si può tentare.
- La libertà è tra i diritti fondamentali dell'umanità: diritto alla vita, alla salute, all'istruzione, alla proprietà, a muoversi e ad associarsi, a difendere le proprie opinioni. - La libertà è pero tale se associata ai doveri: la responsabilità delle proprie azioni verso l'altro e la collettività. - La libertà oggi non è solo minacciata dalle guerre ma anche dalla tecnocrazia: la tecnologia quando viene usata per dominare e condizionare la nostra coscienza, diventa “tecnocrazia” e non è più strumento di liberazione dai nostri bisogni, ma è causa di asservimento e di ostacolo alla realizzazione della nostra libertà.
A conclusione di questa disamina, ecco una bellissima canzone di Guccini sui sopravvissuti ad un futuro disastro atomico o ambientale. Tocchiamo pure ferro (o altro ) ... ma stiamo andando in quella direzione, fischiettando con nonchalace. Quantomeno la canzone d'autore ci mostra i pericoli di un angosciante futuro distopico a cui contrapporre un'utopia, seppur da costruire.
Francesco Guccini - Il Vecchio e Il Bambino
Alcuni versi della canzone:
e tutto d' intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo
E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell' uomo e delle stagioni"
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
“ - La libertà è tra i diritti fondamentali dell'umanità: diritto alla vita, alla salute, all'istruzione, alla proprietà, a muoversi e ad associarsi, a difendere le proprie opinioni. „
questo è l'ideale di libertà occidentale, europeo e americano in particolare. Non è per nulla condiviso in tutto il mondo e, volendo essere pignoli, nemmeno lo sarebbe in occidente se le religioni avessero ancora la forza di un tempo.
L'ultimo punto, poi, vale solo se le opinioni sono allineate con quanto definito essere giusto. Ho alcuni esempi di opinioni che non si ha diritto di difendere, in quanto appunto non giuste. Per alcune si rischia solo linciaggio pubblico,anche se formalmente non si viola nessuna legge...altre, sono state persino vietate con legge.
Quindi, il concetto di libertà è tutto fuorchè così universale come piacerebbe considerarlo. Per inciso, praticamente tutte quelle canzoni di protesta, vanno a contrasto dell'idea di "giusto" di altre persone.
Non esiste un "giusto" unico, e quando se ne afferma uno, sicuramente si sta calpestando l'idea di giusto di altri.
"Non esiste un "giusto" unico, e quando se ne afferma uno, sicuramente si sta calpestando l'idea di giusto di altri" Ad esempio? Senza esempi concreti è fuffa però.
Vietare un'idea che incita alla violenza ad esempio non calpesta un valore alternativo, ma tutela la convivenza.
“ Vietare un'idea che incita alla violenza ad esempio non calpesta un valore alternativo, ma tutela la convivenza. „
convivenza di chi? che differenza c'è tra usare la violenza per mantenere un regime o usarla per rovesciarlo, instaurandone semplicemente un altro?
io vedo che la violenza è condannata sempre e solo quando non è a proprio favore, praticamente mai da chi la vede usata per i propri ideali.
ora, non vorrei essere cinico, ma sarei curioso di sapere cosa cantavano quei ragazzi palestinesi quando erano gli israeliani a morire sotto i colpi delle milizie di hamas nel massacro del concerto del 2023.
Per avere una nozione condivisa di libertà il primo passo è quello di prepararsi ad accettare anche ciò che si ritenga sbagliato. Altrimenti, la violenza arriverà. Ci sarà chi vince e comanda e chi perde e subisce.
Ma siccome appunto pochi sono disposti ad accettare quello che ritengono sbagliato, ecco che la "libertà" o la "giustizia" avranno sempre bisogno di quella "violenza" che, in buona fede ma ×mente, si vorrebbe eliminare dal mondo.
“ La vera libertà non è quella del più forte „
invece si, è così: ciascuno pensa che il suo concetto di libertà sia quello giusto, per cui o accetta quello di altri, anche se sbagliato, oppure cerca di imporlo. E se ci riesce, significa che è il più forte.
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