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Paesaggi come ritratti


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avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 19:33

Certa fotografia io però faccio fatica a comprenderla. Troppo introspettiva e concettuale forse, gli voglio dare il beneficio del dubbio. Mi aiuti a comprenderla Matteo?

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 19:44

Parli con me? Quale autore ti interessa?

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 21:39

Parlavo a Matteo di Giulio, quella fotografia degli alberi non la capisco. Io le butterei quelle foto o forse non le scatterei nemmeno

avatarjunior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 21:55

è un idea abbastanza banale applicabile a molti soggetti, potrebbe essere un "qualcosa da fotografare" quando non c'è nulla da fotografare come approccio.. resta ben realizzato, a supporto di ciò c'è quasi sempre per quel che intravedo qualche elemento umano (edifici, poltrona etc) a supporto tra il vedo/non vedo che contribuisce a dare una sorta di "mistero" alla fotografia lasciando l'immaginazione correre verso cosa altro ci sia intorno.. lo trovo carino, niente di eccezionale, ma ben fatto.. una foto singola direbbe poco, messe insieme mi appaiono "simpatiche"

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 21:56

È semplicemente una serie di scatti in cui si è voluto evidenziare il lato morfologico degli alberi. Come se fossero, appunto, modelli con una loro individualità.

Certo che se uno nelle foto di natura cerca sempre e solo la profondità spettacolare dello scenario...si perde poi in un bicchier d'acqua.

avatarjunior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 21:57

A proposito di alberi come modelli, il Groppi aprì questa discussione su questo fotografo Coreano.
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4906508

avatarjunior
inviato il 08 Agosto 2025 ore 23:12

@Andrea.Perini: da un lato apprezzo l'approccio estetico differente, con gli alberi protagonisti come fossero modelli di un paesaggio/ritratto; ma soprattutto sono fotografie fortemente politiche, visto che quegli olivi sono il simbolo della Palestina e le foto sono state scattate in un arco di diciotto mesi nei territori occupati.

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 6:44

Ecco grazie Matteo. Qua si apre un discorso filosofico che forse va off topic. Però forse no. In queste foto come in quelle di ritratto il significato non immediatamente percepibile può dare un senso a tutto il lavoro e "salvarlo" dalla mediocrità.
Un ritratto, un banale primo piano senza arzigogoli tecnici di illuminazione da premio Nobel può diventare interessante perché magari il soggetto ha qualcosa di speciale anche se dalla foto non si può sapere?

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 8:17

Il Tanaro a Masio, di Vittore Fossati
[IMG]https://i.postimg.cc/Tw92g7wd/Vittore-Fossati-Il-Tanaro-a-Masio-2010-18-1.webp[/IMG]

www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2023/04/mostra-vittore-fossat

P.S. a prescindere dal significato metaforico, di cui sono venuto a conoscenza in un secondo momento, quel libro Anchor in the Landscape e quelle foto sono estremamente belle.
Siamo sempre lì: la fotografia Coca Cola e la fotografia Barolo, come le si beve ed apprezza queste due bevande, la classicità della tragedia greca o l'effettismo della truculenta e decadente tragedia romana?

Ci sarà una ragione se ancora oggi tutti si ricordano, leggono e rappresentano, Eschilo Sofocle ed Euripide mentre nessuno più si incul4 Pacuvio ed Accio.


avatarjunior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 9:30

@Andrea_Perini:

In queste foto come in quelle di ritratto il significato non immediatamente percepibile può dare un senso a tutto il lavoro e "salvarlo" dalla mediocrità.


L'autore decide quali informazioni mettere a disposizione dello spettatore. Se l'immagine è presentata da sola senza didascalia o al contrario come serie con un'introduzione c'è una bella differenza. Lo spettatore, se vuole fruire della fotografia e non solo osservarla, prende atto delle informazioni e le elabora per il suo giudizio.

Faccio alcuni esempi di come io percepisco queste intenzioni:
Ci sono fotografi che scrivono esplicitamente i dati exif a lato della foto. Da spettatore sono esortato a osservare la foto soprattutto da un punto di vista tecnico, cercando di capire come sia stata realizzata.
Ci sono fotografi che mostrano una serie completa: una singola foto può ovviamente essere anche da sola espressivamente significativa, ma la volontà è che sia vista come parte di un progetto.
A volte le fotografie vengono corredate con testi - più o meno poetici: l'immagine senza testo è nelle intenzioni dell'autore incompleta.
Una foto senza titolo lascia libera interpretazione.
Un ritratto dove il titolo è il nome della modella/del modello mi spinge a concentrarmi sulla persona in quanto tale, nella sua umanità.
La dimensione della stampa, così come la carta o la tecnica usata, indica a sua volta una specifica intenzione ed è una scelta ben precisa.

Io credo che la fotografia vada oltre l'immagine stessa, anche quando è presentata singolarmente e senza alcuna informazione di corredo (la biografia di un autore esposto, per esempio, o il suo percorso artistico: si pensi a Van Gogh o a Picasso; ma anche a Cartier-Bresson o Herbert List), a patto che il fotografo possieda una propria autorialità di cui è consapevole.

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 14:59

Più che altro è l'immagine ad andare oltre la fotografia :)

avatarjunior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 15:45

quelle foto sono estremamente belle.

In che modo queste foto:







Sarebbero "estremamente belle" o "fotografie barolo"?

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 15:50

Troverai che ti dirà che mancano i neri (ed è un dato di fatto) e chi si sofferma sulla filosofia che sta dietro a un'idea che esclude i neri. Chi dà più i portante alla forma e chi alla sostanza

avatarjunior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 15:53

@Gfirmani in che modo l'esclusione dei neri fa diventare una fotografia "estremamente bella" o "fotografia barolo"?

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2025 ore 15:55

Se anche ci si aggiungessero i neri, la sostanza di queste foto non cambierebbe di una virgola.

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