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Fauna in Cansiglio e dintorni.


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  5. Fauna in Cansiglio e dintorni.





avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 9:07    

Saro, la tua visione mi sembra fortemente antropocentrica.
Gli animali si adattano, perché l'animale uomo non lo deve fare?
Mi risulta ci siano contributi ed indennizzi (confermato qualche anno da da un ristoratore in Abruzzo).
Le perdite domestiche attribuibili ai lupi in situazioni dove c'è una corretta protezione (recinto anti lupo, cani da guardiania, ecc...) sono bassissime se non nulle (tipico recente esempio recinto elettrificato che però al momento della predazione elettrificato non era).
Mi sembra che in Abruzzo convivano da anni con orsi lupi e cinghiali senza lamentarsi troppo (sono d'accordo che l'Orso marsicano è più mite dell'Orso bruno introdotto malauguratamente in Trentino).
Ho fatto una breve vacanza a Vallelaghi nel giugno 2024: cestini per i rifiuti strapieni attaccati agli alberi (per esempio ai Laghi di Lamar) e nessun cassonetto antiorso. Poi leggo che in quei giorni una signora coi figli ha avuto un pauroso faccia a faccia con un'Orsa con cucciolo dalle parti del Lago di Molveno.
Chiaro che gli orsi in questa maniera vengono attratti dai rifiuti e si avvicinano di più ai paesi.
Per i Lupi, normalmente quando la fauna predata diminuisce, i predatori o sì spostano o si riproducono di meno. È l'autoregolamentazione della natura. Può non funzionare in zone fortemente antropizzate dove le normali risorse trofiche vengono sostituire da prede più facili.
Ma in quel caso, perché faticare dietro Cervi e Cinghiali quando si fa prima con cani e gatti che gironzolano?
Non credo il Cansiglio abbia tali caratteristiche.
Oltre al fatto che i Cervi erano in soprannumero, per quanto già coi recinti attorno alle coltivazioni si erano un po' allontanati da certi ambiti.
Se poi l'idea è "ai Cervi ci spariamo noi e i Lupi non si devono intromettere", non credo ci sia bisogno di commentare.

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 10:54    

“ Per i Lupi, normalmente quando la fauna predata diminuisce, i predatori o sì spostano o si riproducono di meno. „

Perfetto Mauro. È necessario affermare che i lupi non potranno mai essere in sovrannumero, relativamente alla disponibilità di prede nel territorio del branco. I lupi vanno in dispersione cercando altri territori da colonizzare per riprodursi e anche perché graverebbero eccessivamente sulla disponibilità alimentare del territorio del branco di provenienza. Ma è giusto anche osservare che il 50% degli esemplari non sopravvive alla dispersione. È impensabile che i lupi riescano a sterminare tutti gli ungulati del proprio territorio, ci sono studi che lo dimostrano incontrovertibilmente. Si può solo verificare una razionale distribuzione tra predatori e le loro prede, le quali possono essere esclusivamente in evidente maggioranza per permettere la sopravvivenza dei predatori. Basta analizzare la storia della zoologia selvatica. Se i predatori avessero la capacità di sterminare le proprie prede in una determinata area, ci troveremmo con un mondo animale fatto di solo predatori, che si mangiano tra loro. Cosa che mai si è verificata, in nessuna parte del mondo, dall'origine dei tempi. Il lupo italiano era in via di estinzione, nel nostro paese. Il motivo che ha permesso l'attuale redistribuzione del lupo è proprio l'aumentata disponibilità di prede, che si è verificata sopratutto grazie all'abbandono delle aree marginali, deputate ad agricoltura e pastorizia da parte dell'uomo. Prima è evidentemente cresciuta la disponibilità delle prede e solo successivamente è cresciuto anche il numero dei predatori. Predatori che si erano ridotti fino a quasi l'estinzione, non solo per la persecuzione dell'uomo, ma anche per l'impossibilità di sopravvivere a causa della carenza alimentare.
Qualcuno auspica un controllo del numero dei lupi in natura, per mezzo di abbattimenti mirati. È una proposta fatta da chi non conosce l'organizzazione sociale di questo meraviglioso animale, tanto utile all'equilibrio ecologico. Se malauguratamente si abbatte il capobranco, i superstiti del branco riscontreranno molto limitate le capacità di procacciarsi il cibo, come in precedenza. Tale evidenza potrebbe far assumere ai superstiti comportamenti problematici per gli animali domestici e allevati, se non anche pericolosi per l'uomo. La natura si regola da se, é solo quando l'uomo interferisce che si possono verificare situazioni come quella relativa agli orsi reintrodotti in Trentino, che probabilmente diventeranno un problema ancora maggiore, sopratutto per loro stessi.

avatarjunior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 12:30    

Esiste pure la legge dei minimi di Humboldt, i lupi non si espandono all'infinito

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 12:55    

Purtroppo qui si parlano due lingue completamente differenti per cui l'intervento di uno viene tradotto come sconclusionato e viceversa ovviamente da entrambe le parti,

tutto nasce dal fatto che già mettere Abruzzo e Trentino sullo stesso piano porta a conclusioni non attinenti alle due realtà e le possibili soluzioni suggerite seguono a ruota,

io vorrei tanto vedere uno che mi propone recinti elettrici e cani che mi fa un paio di anni in alpeggio montano come attività di reddito, quindi parliamo di bovini, cavalli, asini e capre e non uno per tipo tanto da mollarli fuori due ore come attira pollo che pensa di comperare il prodotto di alta quota ma come attività che ti deve sostenere in tot per 365 giorni all'anno compreso l'inverno quando devi scendere e cambiare sistema di lavoro,

due anni e poi vediamo se la pensa ancora uguale, io non credo, non mi metto a fare l'elenco di come si opera perché per chi lo ha fatto ancora non serve e per chi non lo ha mai fatto temo sia tempo perso.

Sul fatto dell'ultima frase che ho letto poco sopra e cioè: "Se poi l'idea è "ai Cervi ci spariamo noi e i Lupi non si devono intromettere", non credo ci sia bisogno di commentare." invece ci sarebbe molto da commentare, nessuno dice che sarebbe da fare per puro divertimento come poi lo avevo scritto ma per una gestione sicuramente migliore e qualitativa e non da poco come fonte di reddito per parchi e popolazione vivente il loco,

se invece vale di più il concetto che tu che hai mantenuto il territorio per anni e anni ora o ti adatti o te ne vai allora qui non saprei se su questo esiste la convenienza a mettersi a commentare, per me sicuramente no e non sono il solo,

sul fatto poi che certe gestioni venatorie siano fatte alla pene di segugio questo è un dato di fatto ma questo non vuol dire che non possano venire migliorate ma purtroppo questo ultimo DDL non lo ha dimostrato per niente e solo per questo io in questo 2026 dopo quasi 50 anni di licenze non ho rinnovato il tesseramento FIDC.

Sul fatto dei cestini io qui mi metto a ridere dai, non siamo a Yellowstone dove Yoghi e Bubu vanno in cerca del cestino da fregare, quello scende ugualmente e se non trova il cestino cerca e trova altro, scende perché non considera l'uomo come suo pericoloso antagonista e questo lo si vede dal suo comportamento, se poi ci mettiamo a dare la colpa a noi che stiamo modificando il suo comportamento allora si continua a ridere, tre giorni dopo che ci li hanno mollati qua in mezzo alle balle erano già in giro per le strade e da 10 sono diventati 200 mentre stranamente giù in Abruzzo da diverse decenni sono sempre li con lo stesso numero: poca fertilità? qualche sorta de remigrazione? cambio climatico?

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 13:36    

Saro, sono ben noti i problemi per cui l'Orso marsicano - ammesso che ci riesca - cresce molto lentamente di numero; ed il bracconaggio non è certo al primo posto.
I cassonetti antiorso sono fondamentali; anche se non risolveranno il problema completamente.
L'interesse dell'Orso verso i centri abitati, per quanto possa essere un animale curioso, è dato dalla disponibilità di cibo. E dato che l'Orso non preda cani e gatti, cassonetti idonei sono fondamentali.

Non ho scritto che gli alpeggi devono chiudere.
Ma dato che la situazione è cambiata, ci si deve adattare.
Quante volte ho visto greggi di 50 /100 pecore con un border collie? Poi ci si lamenta delle predazioni.

Sono d'accordo con Grohmann sulla pericolosità degli abbattimenti controllati, e molto pessimista sul controllo.

Sarò, io normalmente ti leggo volentieri ed apprezzo la tua competenza fotografica. Ma su questi argomenti mi sa che è difficile confrontarsi.

avatarsupporter
inviato il 21 Settembre 2026 ore 13:52    

Mauro ti riporto questa notizia:
Il bilancio si aggrava: altri lupi trovati morti nel territorio del Parco
Proseguono le attività di rastrellamento e perlustrazione del territorio
( Pescasseroli, 22 Aprile 2026 )
Una settimana fa vi abbiamo raccontato dei 10 lupi trovati morti: 5 nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Da allora, senza sosta, sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il nostro personale e il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti. Il tutto, ovviamente in raccordo con la Procura di Sulmona.
Purtroppo sono stati trovati altri animali morti: a Pescasseroli, sono stati rinvenuti 3 lupi in una zona diversa dalla precedente, e soprattutto un altro "focolaio" è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati 4 lupi, ma anche 3 volpi e 1 poiana. Infine un altro lupo è stato trovato a Barrea.
Il quadro che emerge è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all'avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. Siamo al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini.
La situazione è drammatica per dimensione del fenomeno che è difficile anche solo doverne parlare.
La delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all'incredulità. In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità.
Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo.

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 14:18    

“ Non ho scritto che gli alpeggi devono chiudere.
Ma dato che la situazione è cambiata, ci si deve adattare. „

Gli allevatori degli alpeggi sono sostenuti economicamente da un sistema integrato che fa capo a Regioni e Province, che distribuiscono i fondi di Unione Europea e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (premi di manticazione, investimenti strutturali, eccetera). L'utilità di tali allevamenti in aree marginali è indubbia ed è giusto che vengano finanziati per la funzione sociale, ambientale e territoriale che svolgono. Ma quella parola che sta nel mezzo dell'ultima frase che ho scritto: "ambientale" non può prescindere dal mantenimento di un adatto equilibrio ecologico che l'ambiente "deve" avere, adatto a salvaguardare la flora, la fauna e perché no? Anche il portafoglio dell'allevatore. Quindi il problema non è il lupo in se, piuttosto è relativo a un sistema che non ha ancora saputo completamente adeguarsi al suo ritorno (anche se negli ultimi anni la situazione è evidentemente migliorata). Buttare l'acqua con il bambino dentro non è la soluzione. I lupi sono sempre stati parte integrante della fauna delle nostre montagne, non sono stati paracadutati da Putin o da Trump per farci un dispetto, si sono solo moltiplicati perché l'ambiente lo permetteva. Troveremo senz'altro il modo di risolvere le attuali incongruenze, senza far alzare le doppiette per distruggere la piramide ecologica che fortunosamente, ma fortunatamente, è venuta autonomamente a ricrearsi. Il vero nemico non è il lupo, piuttosto la lentezza della politica e della burocrazia.

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 14:37    

“ Sono d'accordo con Grohmann sulla pericolosità degli abbattimenti controllati, e molto pessimista sul controllo. „


Li se non si è nel settore in modo attivo e non solo come addetti a prelievo ma anche come osservatori e operatori nei censimenti e magari anche in corsi fatti per puro bagaglio personale è molto facile e anche comprensibile che si arrivi a conclusioni errate aggravate anche dal fatto che in alcune zone d'Italia vengono fatte delle immani cagate senza alcuna competenza,

qui vorrei mettere in evidenza il sistema alto atesino di derivazione austria per la gestione fauna dove per tanti decenni senza l'apporto di nessun predatore si è sempre mantenuto un livello molto alto di presenze di ungulati e qui non parlo di numero alto comodo per puro prelievo ma mantenimento della struttura in giusto numero in modo da preservare salute delle specie e nello stesso tempo della flora il tutto fatto con regole molto accurate e questo anche reso facile dalla ampia collaborazione di tutti dai cacciatori agli allevatori compresi i contadini, purtroppo questo non succede in tutte le regioni e quindi poi è facile fare di tutta l'erba un fascio,

in quelle valli si sono sempre potuto notare la presenza di tanti animali anche nelle zone di prelievo perché appunto il prelievo non era certo indirizzato al mantenimento del freezer ma pianificato in modo da avere una continuità più a lungo possibile,

poi però se a chi questo non lo vive di persona gli mostri che di inverno in condizioni difficili c'è qualcuno che magari provvede a foraggiamento o aiuti vari ti dice che lo fai solo perché poi nell'estate successiva te lo vuoi mangiare, oltre quel ragionamento li non riescono ad andare appunto perché totalmente fuori del contesto e affetti da pura ignoranza sul tema.

Ripeto: prendevi una malga, lavorateci un paio di anni ricavandoci da vivere, poi tornate qui che ne ripariamo, stare fuori ad applaudire per un ritorno all'800 senza subirne nessun effetto non è gran cosa.

avatarjunior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 16:54    

A me, onestamente, non pare che il lupo stia minando l'attività pastorale italiana. Penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che negli ultimi anni il numero dei lupi, in Italia, sia andato a incrementarsi considerevolmente, ma se si prendono i dati ISPRA sui danni da lupo nel periodo 2015-2019, solo lo 0,7% degli allevamenti ovicaprini registrati in Italia, ha subito un attacco accertato. Voglio considerare un altro punto percentuale in aumento negli ultimi anni e arrivare anche al 2% ma mi chiedo di cosa stiamo discutendo. 2 allevatori su 100? Il rischio imprenditoriale esiste in tutte le attività e siccome non siamo più nei primi del 900, basterebbe organizzarsi seriamente, e sottolineo, seriamente, per ovviare ai problemi derivanti dall'attacco dei lupi. Per quella che è la mia esperienza, in Appennino, tutti gli allevatori che conosco, mi hanno confidato che gli attacchi avvengono solo ed esclusivamente in assenza del pastore (sebbene spesso e volentieri avvengano nonostante i cani da guardiania). Ora inizio a chiedermi se il problema vero sia l'incapacità di gestire correttamente l'attività piuttosto che il sovrannumero di lupi. La stessa ISPRA nelle indicazioni tecniche (per esempio relativamente al Piemonte) raccomanda la presenza del pastore durante le ore di pascolo per scongiurare gli attacchi del predatore; inoltre, sempre l'ISPRA descrive esplicitamente, sulle Alpi, la necessità di ricorrere a ricoveri notturni sicuri, insieme all'utilizzo di cani da guardiania e all'abbandono dell'allevamento allo stato completamente brado. Anche la letteratura tecnica europea considera il confinamento notturno degli animali una delle misure più efficaci per ridurre le perdite da predazione. Vogliamo parlare, invece, di quante greggi con relativi cani da pastore, di giorno, praticamente ovunque, pascolino senza vedere il pastore più di una volta a settimana? Con questo non voglio minimizzare il problema che evidentemente c'è e il trend vede un peggioramento della situazione, ma mi sembra che l'allarmismo attuale serva anche a convogliare voti ad una certa area politica che da sempre viene supportata dalla categoria dei cacciatori.

avatarjunior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 17:28    

......il cambiamento climatico ha cause antropiche o naturali? (scusate non son riuscito a trattenermi)

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 19:56    

E si continua ad elencare: mi hanno detto - ho letto - ho sentito dire - che vuoi che sia per quei pochi che ci perdono - dovrebbero fare così invece che cosà - ....

manca ancora un "ma che vadano a fare altro che oramai non siamo più nel 900" e poi c'è tutto quello che può arrivare da un comodo sofà.Triste

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 21:06    

i lupi e molti rapaci svolgono un controllo sulla fauna in modo naturale e senza provocare danno a nessuno.. probabilmente da fastidio a chi si eleva a difensore armato della biodiversità.
un ecosistema si mantiene da solo. se l'uomo ci mette lo zampino per elevarne la qualità (cacciagione) probabile che commetta errori che poi pagano tutti compresi gli allevatori e malgari vari.
in lombardia vengono forniti i recinti elettrificati a chi ne fa richiesta. i danni da predazione lupo e orso vengono risarciti. orso (presente nel bresciano) e lupo (dai monti alla bassa pianura).
ma tutto sto allarmismo, con alpeggi a rischio chiusura non c'è.
le greggi adesso iniziano a transumare verso le pianure.
i pastori sono organizzati e nessuno grida al lupo.
forse i trentini devono chiedere consiglio ai lombardi.
scusate l'O. T.
e ringrazio chi torna a parlare del cansiglio

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 21:32    

“ forse i trentini devono chiedere consiglio ai lombardi. „

Battuta o discorso serio?

Vogliamo chiedere magari dei consigli faunistici al settore Bresciano?

Dai per favore, almeno risparmiamoci certi sfondoni.

“ le greggi adesso iniziano a transumare verso le pianure.
i pastori sono organizzati e nessuno grida al lupo. „


L'ha detto google o AI?

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2026 ore 21:37    

mi dispiace per te e i tuoi sfondoni da verità in tasca. niente ai ho un migliaio di pecore accampate vicino casa e abito in pianura

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2026 ore 6:53    

Allora di più non serve, una volta viste le pecore dalla finestra c'è tutto quello che serve.

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