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Archivio Luigi Ghirri: sono io che non capisco?


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avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 9:48    

ma ad ogni richiesta di spiegazione di cosa rappresenta una certa opera, la risposta è che bisogna conoscere l'artista, la sua storia, la sua filosofia, il significato delle sue opere nel contesto dell'evoluzione artistica ecc ecc...significa, in altre parole, che l'opera singola in realtà non dice nulla.

Sono d'accordo... se una foto "me la devi spiegare" vuol dire che la foto "non funziona".

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 9:55    

Ma basta con questa che è una palese cavolata e basta fare tanti esempi.
Ma davvero vi bullate che se non capite una foto questa non funziona? avete così stima di voi?

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 10:34    

Ho trovato questa frase in cui parlano di Ghirri
"Secondo lui, i protagonisti delle fotografie dovevano essere i non luoghi, tutti quegli angoli che venivano dimenticati dalle persone, o non ritenuti all'altezza di uno scatto.
Lui preferiva fotografare una via trascurata piuttosto che un paesaggio fatiscente o una piazza piena di persone e addobbata per l'occasione.
Secondo lui erano proprio le banalità a meritare uno scatto, poiché erano queste che rappresentavano la realtà più di tutto.
Luigi Ghirri amava il paesaggio italiano, e attraverso la sua fotografia li rappresentava con bordi sfumati con soggetti lontani e in secondo piano.?"

Molto concreta, nessun giro di parole da venditore di tappeti.
Anche solo da questa, posso pensare di vedere, in quelle foto, prese tutte insieme, un filo conduttore che effettivamente esprima questo concetto.
Posso vederci la ricerca del fotografo in tal senso.
Allora posso capire che il messaggio che, in generale, Ghirri vuole trasmettere con le sue foto sia questo, cercare di portare davanti agli occhi dello spettatore la "realtà", fatta di quegli aspetti "banali" e "normali" che appunto solitamente vengono evitati nelle foto.

E ci sta...effettivamente questo aspetto si nota nelle serie di Ghirri.
E posso anche riconoscere che, per questa visione molto particolare e personale, Ghirri possa essersi anche guadagnato un posto nella storia dell'Arte.

Ma quello che rifiuto è che questo valore dell'artista venga disceso a QUALSIASI sua opera.
Prese singolarmente, è molto probabile che molte delle sue foto siano effettivamente scialbe, piatte.
O che semplicemente non piacciano all'osservatore, il quale può comunque apprezzare l'intera OPERA dell'artista.
O, ancora, che pur conoscendo quale fosse il messaggio e lo scopo dell'opera, comunque non lo si riconosca, nelle opere oppure nell'importanza.

Perchè non potrei ritenere che fotografare soggetti banali porti a realizzare foto banali. Del resto è quello che cercava Ghirri, soggetti banali. Riconosco il valore dell'artista, ma non apprezzo le sue opere.
Perchè dovrebbe essere un problema?



avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 10:37    

KK te le "significo" schematicamente.
In famiglia abbiamo / abbiamo avuto professori universitari e collezionisti d'arte. Io sono scappato diversi anni fa e faccio tutt'altro, ma ho comunque la casa piena di quadri moderni. Sappiamo qualcosa di questi ambienti.
L'università e il mondo editoriale in Italia sono territorio di caccia riservato, non dico di più perché se no si entra in politica. Una grossa parte dell'arte moderna è una costruzione con fini politici e un mercato delle vacche. Chi scrive di "oscillazioni", "percorsi introspettivi" o altre amenità fa parte del giochino, è organico a questo sistema, che è autoreferenziale per conservarsi. Qui un piccolo puntatore, ma puoi trovarne altri: daily.jstor.org/was-modern-art-really-a-cia-psy-op/
In più in Italia vogliamo sempre fare bella figura col vicino: ha lo yacht? Devo comprarlo anch'io. Non posso? Almeno ho le giacche di Armani. Non posso? Faccio "discorsi di un certo tipo", è gratis e fa tanto chic, non importa se non ne so una mazza.
Insomma, abbiamo meccanismi consolidati per fabbricare una marea di minkiate sulle cose intangibili, come l'arte o i vini, dal barone accademico fino allo zio Pino del circolo ARCI. È naturale che chi voglia capire di più su queste cose stia molto attento. È anche naturale che chi pensa di avere capito tutto di solito non abbia capito molto.
Ho posto qui, insieme ad altri, semplici domande per capire di più e non ho avuto risposte, o risposte insufficienti: purtroppo è normale; è chiaro che questo non aggiunge o toglie meriti all'autore in questione.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 10:47    

Io ho due bambini di 6 e 9 anni e più volte abbiamo giardato opere di Rothko, Pollock, Kandisky, Magritte e simili. E' fantastico vedere come, chi non guarda il mondo partendo dalle proprie convinzioni personali possa "vedere" un'opera astratta e recepire un messaggio personale certamente, scevro da preconcetti.

Quindi, se siamo aperti e ci liberiamo dai nostri preconcetti (facile a dirlo...) possiamo vedere le opere e "sentire" quello che ci dicono secondo la nostra personalità.


Infatti bambine e bambini sono molto più ricettivi di quanto gli adulti suppongano.
Per esempio a me capitò di vedere a Parigi una grande mostra su Picabia, ero molto piccolo, non sapevo nemmeno scrivere, quindi avrò avuto 4-5 anni. Ero esaltato dalle macchine immaginarie dipinte da Picabia e dai calligramme e ricordo ancora che in mostra avevano portato una delle sue automobili bianca scintillante dalla forma allungata. Poi a casa anche se non sapevo scrivere mi esercitavo a comporre calligramme. Quindi fai benissimo a mostrare ai figli l'arte moderna senza il pensiero paralizzante che se si è piccoli non si apprezza niente, non si capisce niente.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 10:54    

Una grossa parte dell'arte moderna è una costruzione con fini politici e un mercato delle vacche. Chi scrive di "oscillazioni", "percorsi introspettivi" o altre amenità fa parte del giochino, è organico a questo sistema, che è autoreferenziale per conservarsi


Quindi seguendo questo ragionamento un fotografo fa scrivere una recensione prezzolata e come d'incanto tutti a osannare il fenomeno?, beh credo non sia così, ognuno di noi giudica secondo le proprie capacità e non c'è nulla di male a dire a me non piacciono, ma qui stiamo parlando di un fotografo che ha rivoluzionato la fotografia di paesaggio, è riconosciuto in tutto il mondo e direi che merita considerazione per il lavoro che ha svolto e per l'impronta che ha lasciato.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 11:09    

Quindi seguendo questo ragionamento un fotografo fa scrivere una recensione prezzolata e come d'incanto tutti a osannare il fenomeno?


per una recensione no, ma se la recensione viene poi ripresa da altri, allora si...poi si innesca questo meccanismo di autoreferenza per cui siccome l'ha detto tizio, anche caio lo ribadisce...e sempronio, non fosse che per non apparire insensibile e ignorante, lo ripete.

e infatti
è riconosciuto in tutto il mondo

mondo che, però, casualmente fa parte di quel famoso giochino...


avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 11:16    

Esatto Angor, basta avere qualche amico artista o mercante di arte per sapere come funziona.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 11:46    

infatti, io conosco personalmente un pittore che ha vissuto e vive tutt'ora, a 90 e passa anni, solo ed esclusivamente della sua arte.
Ma, caratterialmente, è un orso, ha sempre rifiutato di vendersi a critici e mercanti...e infatti nessuno lo conosce nonostante la sua pittura si adatterebbe benissimo al mercato dell'arte moderna: piacevole da vedere, sufficientemente figurata e astratta da poter adattargli facilmente qualsiasi discorso astruso della critica.

C'era solo un critico che lo sosteneva, occasionalmente....ebbene, in quelle occasioni vendeva in pochi giorni gli stessi quadri che, senza supporto del critico, restavano ignorati e snobbati in altre mostre.

Esiste la possibilità che le persone più sensibili e culturalmente preparate si siano sempre presentate solo assieme al critico, ma ci credo poco.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 11:58    

Perchè non potrei ritenere che fotografare soggetti banali porti a realizzare foto banali. Del resto è quello che cercava Ghirri, soggetti banali. Riconosco il valore dell'artista, ma non apprezzo le sue opere.
Perchè dovrebbe essere un problema?


Addirittura? Lasciando da parte Ghirri, non c'è una sola fotografia che riprenda un soggetto banale senza apparirti tale anch'essa?

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 12:06    

Lasciando da parte Ghirri, non c'è una sola fotografia che riprenda un soggetto banale senza apparirti tale anch'essa?


ho fatto passare quelle che sono pubblicate sul suo sito...alcune le ho apprezzate, perchè ritengo che in quelle sia riuscito a valorizzare e dare un significato ad un soggetto, di per sè, "banale"...molte altre no, anche se ne conosco lo scopo perchè non credo sia stato raggiunto: il soggetto è banale e anche la foto lo è.

Volevo linkare un paio di esempi, ma non si riesce...comunque è poco rilevante, perchè al 99% i giudizi non concorderebbero in ogni caso.


avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 12:33    

Esatto Angor, basta avere qualche amico artista o mercante di arte per sapere come funziona.


Se così fosse qui dentro saremmo tutti dei novello Salgado ma la verità che raccontare qualcosa di interessante con la fotografia è molto difficile e pochissimi ci riescono e sì puoi trovare qualcuno prezzolato che ti incensi ma da qui ad essere famoso ne corre..

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 12:47    

Tra l'altro Ghirri fu stroncato dalla critica, leggete le parole crudeli scritte da Franco Vaccari in occasione della sua prima mostra (1972):


“Certo Ghirri ha sbagliato tutto, ha sbagliato ad interessarsi di quello che potrebbe definirsi il banale quotidiano, ha sbagliato a ricercare un'ottica adatta ai nuovi spazi invasi dall'urbanizzazione… La sua fotografia è asciutta, guarda direttamente alle cose; non allude. non ammicca, non cerca la complicità di chi guarda e l'osservatore viene lasciato con i suoi tic estetici. Ma è alla sua prima mostra dopo due anni di ricerca. Si ravvederà?”


Considerando che Ghirri non si ravvedette affatto, possiamo concludere che la sua storia critica inizia e finisce con questa considerazione di Vaccari, un vero e proprio epitaffio stilato alla nascita. Vaccari aveva capito che il pubblico del futuro non avrebbe accettato di farsi prendere per il culo da quel geometra improvvisato fotografo...


avatarjunior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 12:58    

@Canti del Caos,
bellissima la citazione di Vaccari, che non è proprio l'ultimo arrivato.
Paradossalmente, nel criticare aspramente Ghirri, dimostra di averlo capito molto bene. Io traggo conclusioni opposte, sono affascinato dal suo linguaggio fotografico.

Questo è esattamente quello che Ghirri aveva intenzione di mostrare:

"La sua fotografia è asciutta, guarda direttamente alle cose; non allude. non ammicca, non cerca la complicità di chi guarda e l'osservatore viene lasciato con i suoi tic estetici"

Che piaccia o meno dipende da noi, ed entrambe le risposte sono giuste.

avatarsenior
inviato il 12 Dicembre 2022 ore 13:08    

Oggi sui social si guardano foto pompatissime con effetto wow! e foto come quelle di Ghirri spiazzano (nella migliore delle ipotesi) chi le guarda e la citazione riportata da Canti del Caos e Luca calza a pennello

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