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fotografia senza fotocamera


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avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 17:18    

beati gli ultimi se i primi saranno onesti.
non dimenticatelo.

se c'è quel 2% che furbeggia e stiamo su livelli di buonismo che "dovresti dirlo" penalizzi il rimanente 98%.

rassegnatevi, non lo scoprirete + con i mezzi sofisticati di oggi, se è fotomontaggio.

se invece la liberalizziamo sta droga, che non devi dimostrare nulla e che non devi sottocategorizzare in "fotomontaggi", sarebbe meglio per tutti.
soprattutto per gli onesti.

user203495
avatar
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 17:21    

Tutto il resto è come discutere sul sesso degli angeli. Buona luce


Tanto poi magari arriva un altro Maometto II con le sue truppe.MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 18:04    

@Ooo:
se invece la liberalizziamo sta droga...

non c'è nulla da liberalizzare, è già ora una droga libera! MrGreen

Il lato positivo è che tutti ne possono usufruire liberamente senza dover render conto a nessuno,
il lato negativo è che si crea assuefazione e quindi i bei paesaggi con belle luci e bei colori non impressionano più nessuno, tanto più che la maggior parte di questi è ottenuta in modo artificiale e corrisponde ben poco alla realtà.

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 18:04    

hai ragione, un certo McBrandon mi aveva depistato.

Guarda, io sto iniziando a dubitare di capirci qualcosa con tutte queste definizioni... MrGreen;-)
Più ci penso e meno mi sembra di capire. MrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 18:06    

Perché non parliamo delle fotografie invece che delle definizioni?
Non vedo la necessità di categorizzare sempre tutto ;-)

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 18:10    

Hai ragione Skylab59, come ha ragione anche Madrano. Sorriso
Forse cercando di capire vogliamo gettare delle linee guida sui vari significati e le varie tipologie di correnti di pensiero le quali alla fine forse ci creano solo confusione e ci mettono dei paletti alquanto limitanti.
Manco fossimo artisti che si ritrovano in qualche caffé letterario. MrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2020 ore 18:24    

Parlare va benissimo, mettere dei paletti NO!
Siamo Fotoamatori, il nostro scopo è alimentare la nostra passione e con questa divertirci.
Quindi ogni mezzo è lecito, e ognuno faccia quello che vuole.

L'ambito dei concorsi è invece un'altra cosa. Il premio va alla bravura col mezzo fotografico (non agli smanettatori col PC, per questi probabilmente ci sono altri concorsi).
Come nello sport il premio va alla prestazione pulita. Perciò i concorsi fotografici richiedono il RAW, e nello sport ci sono i controlli antidoping.

Nel privato ognuno fa quello che vuole, anche in ambito sportivo (sopportandone poi le conseguenze sulla salute).

user1856
avatar
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 0:19    

E come si fa? Dici tagliando pezzi di quella foto e mescolandoli mettendo i vari pezzi in posizioni diverse?

Si esattamente.
E concettualmente non è diverso da usare il timbro clone.
Cloni alcune parti, altrove.
Se prendi una porzione più grossa e la duplichi, concettualmente è la stessa cosa.

Di fatto la sua fotografia è forse più una fotografia concettuale o surrealista e quindi, di conseguenza, anche artistica?

È semplicemente non reportagistica.
Make a photo.

Insomma, se fotografo un cielo azzurro con le nuvolette bianche e grigine, e il risultato finale è un tramonto da sogno

Ma ti riferisci alle foto tipo quelle di Adams?

Perciò i concorsi fotografici richiedono il RAW


Solo quelli reportagistici (street, reportage, natura, etc)
Tutti i concorsi di altre categorie non richiedono il raw.
Anzi, è a volte ammesso anche l'uso in parte di cgi.
Sarebbe come valutare gli ingredienti crudi in una gara al miglior Chef...
Tendenzialmente chiedono il raw i concorsi o le categorie del "take a photo".
Nel "make a photo" non viene generalmente chiesto nulla.

avatarsenior
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 7:29    

Sarebbe meglio "build a photo" ... il "make a photo" potrebbe essere frainteso e portare a credere che siano vere.

avatarsenior
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 11:34    

Tutta questa "tecnologia" sta un po' facendo scemare il mio interesse per un certo tipo di fotografia (specialmente paesaggistica).
Non sono più in grado di valutare correttamente quello che sto osservando... ma è un problema mio Confuso

avatarsenior
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 11:47    

Si esattamente.
E concettualmente non è diverso da usare il timbro clone.
Cloni alcune parti, altrove.
Se prendi una porzione più grossa e la duplichi, concettualmente è la stessa cosa.

In effetti...

È semplicemente non reportagistica.
Make a photo.

Non solo non è reportagistica, ma in alcuni casi è proprio stravolgimento della realtà: tra foto pesante post prodotta e fotomontaggio (o immagine irreale) il passo rischia di essere breve.
Anche se il concetto è presente anche in pittura: pittura realista, pittura astratta, pittura surrealista...

...ma è un problema mio

E' un po' un problema di tutti. Per alcune foto non è facile capire sempre se ci sia poca o molta post produzione.

user1856
avatar
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 12:24    

e portare a credere che siano vere.


Intendi portare a credere che siano vere foto o portare a credere che quello che si guarda è vero ?

user1856
avatar
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 12:32    

Tutta questa "tecnologia" sta un po' facendo scemare il mio interesse per un certo tipo di fotografia (specialmente paesaggistica).
Non sono più in grado di valutare correttamente quello che sto osservando... ma è un problema mio


Questa foto del sorgere della luna a Hernandez è uno scatto famosissimo di Ansel Adams:





Il cielo è scuro e la luna risplende in questo paesaggio notturno.
Una foto di paesaggio che ha fatto la storia della fotografia!

Peccato sia stata scattata nel primo pomeriggio! MrGreen

Qui con una stampa normale ed una postprodotta schermando e bruciando in modo da rendere l'immagine come di notte.
Menzogna appunto!





Menzogna che è storia della fotografia.
E non di adesso ma di tanti decenni fa.

user1856
avatar
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 13:01    

il "make a photo" potrebbe essere frainteso e portare a credere che siano vere.

in alcuni casi è proprio stravolgimento della realtà: tra foto pesante post prodotta e fotomontaggio (o immagine irreale) il passo rischia di essere breve.


Ma la realtà è un concetto vero solo nel reportage e nei settori documentaristici!
La realtà è ciò che vuole far passare il fotografo e mai ciò che si ha davanti la fotocamera!

Il concetto di vero è soggettivo di per se in fotografia.

Una qualsiasi "vera" foto di qualcosa di finto, porta a credere sia appunto vera anche se non lo è e non serve null'altro per raccontare la bugia!

Pure i torsoli mangiati di mela sono, a volte, totalmente finti e fatti in resina...

Eticamente a ben vedere si potrebbe dire che una "falsa" foto di qualcosa di vero sia più corretta di una "vera" foto di qualcosa di falso. (tipo a differenza che qui in Europa, negli USA non puoi usare mockup del soggetto - se cibo - in una foto commerciale ma solo dei comprimari; qui tutto può essere finto, come appunto quasi sempre è)

In ogni caso di vero c'è nulla in tanti ambiti: quando ricrei una stanza in uno studio e fotografi quel preciso angolo, l'osservatore è portato a credere che quella stanza sia vera.
Che esista il luogo!
Ed è ovviamente tutto falso!

Ti metto un vecchio lavoro di un collega commerciale padovano di quando i budget erano più alti (per uno scatto conta quanti ci stanno lavorando solo in fase di produzione e considera la pre e la post):

Tu da osservatore guardi poi il doppia pagina sulla rivista... ti immagini, chessò, lo spazio che ha quella casa o il dov'è e sei portato a pensare che ovviamente è vera la stanza! Magari non ti piace, magari si, magari ti colpisce qualcosa!
E invece... è un set come tutti gli altri!
Non è mai esistita quella stanza ma esiste la percezione di quella "finta" stanza.

Altro esempio di uno studio che stimo tantissimo:




Dov'è stata fatta? In un casolare di campagna?
O in uno studio ricreando tutto il set e l'ambientazione?
Guarda dove le pareti si uniscono.
Guarda l'infisso. E poi guarda queste due, magari affiancando il tutto:

www.studiogammaparma.it/media/studiogammaparma.it/home-grid/311-m-vasc
www.studiogammaparma.it/media/studiogammaparma.it/home-grid/260-k-mort

Tre set diversi che fanno pensare a tre location diverse da quanto bene son state fatte al primo sguardo.
Ma poi i muri non combaciano mai perfettamente, l'infisso è sempre quello etc etc.
Lavori bellissimi tutti in studio!

La bravura richiesta a tanti fotografi spesso è solo quella di rendere più vero del vero, ciò che vero non è!

Come quando appunto fuori piove a dicembre e tu devi ricreare la luce del sole primaverile.
Con sfondi finti tenuti su con autopole o similari (quand'anche stampati e retroilluminati), con soggetti spesso finti, con tutto finto.
E il tutto deve essere più reale del vero.

Per alcune foto non è facile capire sempre se ci sia poca o molta post produzione.


Al di là della postproduzione vorrei porre l'accento su altro: si è sicuri che ciò che si vede è realmente quello?
Postprodotto o meno intendo!
Tipo, NON leggere le didascalie a destra ma guardiamo solo l'immagine: www.instagram.com/p/B9ZblxBKf0h/

Ecco, ora possiamo leggere a destra.

E' il lavoro di uno studio di mockup artist di Milano tra quelli che più apprezzo.
Finirà, anzi è finita, in qualche foto o video.
Quanti capiranno che è silicone o resina e quanti invece pasta?
Oh, questo non centra nulla con post/non post, digitale, analogico etc.
Ma è fondamentale considerando il fatto che la fotografia è anche questo e non solo reportage.

Ora, quanto è importante che ci sia o meno post o il montaggio magari di un pezzo di guanciale in quella foto?
Quanto rende meno "vero" il finto piatto di spaghetti?



avatarsenior
inviato il 16 Dicembre 2020 ore 13:09    

Quando parlavo in alcuni post di Fotografia "onesta", mi riferivo a questo : una fotocamera, una pellicola, uno sviluppo, un ingranditore una carta a gradazione variabile. Nient'altro ... e pazienza se avrò pelato un po' le luci o tappato un filo le ombre; tutto da riferirsi ad un fotografo amatorial/dilettante (imho naturalmente).

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