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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:16
“ Più leggo gli interventi di tutti più i dubbi e le domande aumentano „ Già, perché in fondo cerchiamo tutti la stessa cosa, ma ci rendiamo conto di non riuscire a farlo nel medesimo modo: disorienta un po'. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:22
“ Ma non esiste alcun senso se tutto l'universo si è generato dal nulla, da una singolarità adimensionali in frazioni brevissime di secondo e la terra , l'uomo non rappresenta che una caccola infinitesimale in questo universo. Abbiamo uno scopo? ma quale scopo se non quello di ritornare a essere alla fin fine delle particelle elementari dell'universo. Ne abbiamo coscienza o ne avremo mai quando ritorneremo a essere particelle elementari? „ Appunto. Immaginando che, per il calcolo delle probabilità, in un universo infinito possano esistere potenzialmente varie (se non infinite forme di vita), allora o tutte le forme di vita hanno un senso o non ce l'ha nessuna forma di vita. E se ce l'hanno tutte il senso sarebbe solo quello di nascere, nutrirsi, riprodursi e morire? O forse il senso degli esseri umani è solo quello di cercare di essere felici nel momento in cui esistiamo circondati dalle persone che scegliamo e a cui vogliamo bene e che ricambiano i nostri sentimenti (questo senza danneggiare le altre persone)? |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:23
cosa significherebbe avere o non avere un senso? cosa intendi per "avere un senso" oppure con "non averlo"? non mi è chiaro. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:27
Il problema del senso della vita è sempre finalistico: paradiso, illuminazione o qualunque altra cosa che ponga una fine, in senso positivo, alle avversità della vita stessa. Per chi non crede in una continuazione dopo la morte, è la morte stessa che pone fine a quelle avversità, dunque è essa stessa il senso della vita, per paradossale che possa apparire. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:30
e invece non avere un senso che significa? |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:34
Ooo, intendo dire se esiste un senso nella vita o se la vita esiste per caso fortuito. Nel caso in cui un senso esista dovrebbe essere valido sia per gli esseri umani sia per tutte le forme di vita esistenti nell'universo. Se invece non c'è un senso non esiste per nessuna forma di vita: mi risulta difficile credere che sia solo ad appannaggio del genere umano. Questo ammesso che un senso esista. E nell'ipotesi che tale senso non esista per forza forse non si pone nemmeno la questione religiosa. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 22:47
ah, ma era tutto lì. dai, è semplice. la vita è la vita, non ha senso fare distingui tra batteri, lumache, alieni e uomini. La vita NON è un caso fortuito ma è una naturale evoluzione e coagulazione energetica che è materia vivente. è estremamente diffusa nell'universo proprio perchè è nella natura dell'universo il verso verso l'evoluzione. La vita ha delle caratteristiche rispetto alla materia inanimata che sono la possibilità di dare origine a repliche inesatte, e tali difformità danno una accelerazione notevole all'evoluzione. Una delle spinte notevoli la si ottiene quando la vita prende coscenza di sè e si interroga su sè stessa. A quel punto prima o poi si accorge che la materia è ben poca cosa e fatta quasi di nulla, e fa tramite alla possibilità d'esperire in modo particolare e isolato rispetto alla comunione energetica. In tal modo la vita rende possibile un ulteriore passo avanti alla conoscenza ed accelera ancora l'evoluzione. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 23:04
Quindi, se capisco bene, in sostanza il senso della vita è costituito da 1) l'evoluzione stessa e 2) anche dal fatto di essere una sorta di nutrimento (non so cosa sia la comunione energetica) o fonte energetica che porti alla nascita ed alla crescita di tutte le altre specie? E ciò vale per tutte le specie. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 23:12
un fiume parte dal monte e scende a valle fino poi al mare, ha un verso, non un senso. la comunione energetica la intendo come lo stato in cui sei solo energia. è come essere goccia in un mare, non sei distinto, sei assieme a tutte le altre gocce perchè l'io non esiste, e le singole gocce non esistono più. della vita fa pure parte il divorarsi l'un l'altro, può sembrare assurdo solo perchè si dà troppo significato all'io. |
user175007
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 0:40
“ La vita NON è un caso fortuito ma è una naturale evoluzione e coagulazione energetica che è materia vivente. è estremamente diffusa nell'universo proprio perchè è nella natura dell'universo il verso verso l'evoluzione. „ con queste due affermazioni si potrebbe dibattere fino allo sfinimento per me la vita non è di questo luogo inteso come universo, non credo all'evoluzione o al caso che porta alla vita perché della materia che si organizza per replicarsi contravviene una legge fondamentale dell'universo, non so dove sia successo, non so come sia successo, ma qualcosa o qualcuno ha innestato la vita in questo universo aggirando l'entropia poi io comincio a supporre che siamo soli e se anche non lo siamo comunque non lo scopriremo mai |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 2:26
l'idea dell'entropia applicata all'universo è stata di una bestialità sconcertante. si prende un sacco di sabbia nera ed un sacco di sabbia bianca e le si versano su un piazzale. Per causa dei piccioni, del vento, delle formiche, dei passanti, ecc... si dirà che c'è tendenza al disordine, quindi + entropia. Si prende del ghiaccio ed una pentola d'acqua bollente, si rovescia tutto in un catino e si dirà che c'è tendenza all'omologazione della temperatura per effetto dell'entropia. Da questi principi semplici della termodinamica applicata sul Pianeta qualcuno ha creduto di capire tutto e ha applicato gli stessi principi avvalendosi della quantistica e dell'astrofisica. Si è dimenticato evidentemente che in astrofisica agiscono forze che nelle circostanze prima osservate sono irrilevanti. Le stelle bruciano per gravità, e negli esempi precedenti la gravità è irrilevante ai fini della termodinamica. La gravità concentra la materia e la rarefà rimuovendola da alcune parti, facendo esattamente il contrario di quello che invece qualcuno si aspetterebbe dai principi dell'entropia applicata all'universo. L'universo così è sempre meno una nube materica omologata in sostanze e temperatura, ma è sempre più la differenziazione di sostanze e temperature. Quindi, checchè ne dicano i teorici matematici e fisici dell'entropia, applicarla all'universo è una boiata pazzesca. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 8:08
@Felix “ Ma d'altronde abbiamo una sola certezza.. dopo essere nati, si muore. „ Sono d'accordo su questo punto. “ Basta identificare in questa unica certezza una porta d'uscita da qui e d'entrata da qualche altra parte, e tutto di colpo diventa più semplice. „ In base a cosa dovrei fare questa identificazione? Perché? Solo perché non trovo altre soluzioni? “ Non avrebbe senso nascere, vivere, morire. Non avrebbe senso esistere. „ Ma perché dovrebbe avere un senso? Magari è questo il senso dell'universo! “ A me basta per avere la certezza.. che siamo fatti di qualcos'altro. „ Non puoi avere questa certezza, è solo una ipotesi! |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 8:12
@McBrandon “ Tutti cercano il senso, ma se invece non ci fosse alcun senso? Se semplicemente si nascesse, si vivesse e si morisse senza che ci debba essere per forza un senso? Il senso potrebbe anche esserci, ma se invece non ci fosse proprio? „ Sono d'accordissimo! |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 8:35
Che poi il senso sempre rispetto al nostro modo di intendere l'universo rispetto a migliaia di esseri viventi solo sul nostro pianeta. Ma non è da presuntuosi? Non è una visione omocentrica avere la presunzione che l'intero universo è a nostra disposizione solo per essere l'unica o una delle tante tappe di una nostra "evoluzione" verso qualcosa di migliore, o verso un luogo "altro" di felicità eterna, chiamiamolo Paradiso, Nirvana o come ci pare. Ma perché? Solo perché non vogliamo accettare l'idea che con la morte per noi finisce tutto? E allora ci costruiamo ipotetici luoghi da raggiungere "dopo", percorsi da intraprendere "durante".... La cosa più "normale" da pensare è che siamo una parte infinitesimale dell'universo, che come milioni di esseri viventi (animali e vegetali) nasciamo fatti di pezzettini di questo universo, viviamo, moriamo e a piccoli pezzettini ritorniamo a far parte della materia dell'universo. Non vogliamo accettarlo e ci costruiamo mentalmente qualcosa per il dopo. Migliaia di anni fa non eravamo a conoscenza dei fenomeni della natura e abbiamo creato delle divinità per ogni cosa che non comprendevamo, poi con le conoscenze acquisite stiamo smantellando tutto quanto avevamo "costruito", ma in fondo non vogliamo credere che con la morte finisca tutto e ci "inventiamo" un prosieguo. Non ci vogliamo rassegnare, possiamo chiamarlo istinto di sopravvivenza? |
user117231
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 8:36
Non se ne esce. Chiediamo l'aiutino da casa. Chi ha il numero di telefono del Creatore ?! |
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