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inviato il 19 Luglio 2018 ore 6:52
Boh... Io ancora son costretto a mettere su un cd di bestemmie tutte le volte che mi azzardo a stampare in bianco e nero... Mai fatto colore, ma se é così facile... |
user63757
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 7:27
per me vecchio Fotografo e stato una grande impresa passare al digitale era nel 1997-1998 prima scansione diapositive ancora oggi o da imparare,qualche vecchio fotografo non a mai fatto il passaggio un altro mondo per me personalmente se avrei avuto la mia camera oscura personale sarei rimasto col bianconero,oggi mi diverto col digitale |
user90373
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 8:20
Due mondi apparentemente simili, sostanzialmente diversi. |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 8:39
Fondamentalmente sono due modi differenti di fare le stesse cose, quindi è ovvio che si formino due opposti "partiti" sulla base del maggiore o minor feeling personale con i diversi procedimenti. Avendo iniziato più di 40 anni fa sono passato per ebtrambi i metodi e mi trovo benissimo anche nel passaggio al digitale; tuttavia mi rendo conto che in fase di scatto mi rimane molto della mentalità di quando si lavorava a pellicola: ad esempio non mi piace l'uso della raffica e, pur non avendo la sensibilità dei Maestri, preferisco sempre e comunque cercare di studiare il singolo scatto, magari ripetuto anche tre o quattro volte (in macro mi succede spesso), ma sempre "vissuto" singolarmente. Insomma, la scuola della pellicola ha lasciato il suo imprinting. Quella che considero la vera pecca del digitale non riguarda tanto la tecnologia in sè o il confronto tra i risultati, quanto il fatto di aver messo a disposizione di tutti le tecniche complesse, compreso il fotomontaggio, quelle in cui una volta si cimentavano solo fotografi e stampatori veramente bravi e navigati (e in genere professionisti); la differenza è che una volta anche quei lavori mantenevano una credibilità e dignità di tutto rispetto e, in genere, venivano contestualizzati correttamente e a ragion veduta, mentre oggi la grande massa di questo tipo di lavori viaggia su livelli abbastanza terrificanti (HDR inguardabili, colori che provengono da universi paralleli, timbro clone con sindrome da assuefazione che neanche l'eroina ... ecc.), e siccome è sempre la Legge dei grandi numeri a definire le regole del gioco, anziché venire deprecati, questi risultati diventano mode da seguire pedissequamente con buona pace della cultura all'immagine. |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 11:28
@tonyrigo Che ti devo dire. Sicuramente non ci hai capito molto mi spiace. Per il mio idioma.. tranquillo di professori ne ho avuti abbastanza.. è niente è che cio la locenza poetica E per essere precisi.. se ci si accontenta si vive mglio certe volte. Puoi impazzirti in camera oscura.come.in bianca.. |
user124620
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 13:09
“ Detto questo a me piace di più l analogico.. la foto esce.. il momento c'è.. e nei colori rassomiglia la.realta.. senza inpazzirsi col bilanciamento del.bianco.. saturazione.. scale r colori.. ombre.. luci.. che si fottano tutti. Ma va@@@@@@@@o „ ahahahah ti adoro ahahahhaahhahaahah straquoto |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 13:25
“ Quella che considero la vera pecca del digitale non riguarda tanto la tecnologia in sè o il confronto tra i risultati, quanto il fatto di aver messo a disposizione di tutti le tecniche complesse „ “ mentre oggi la grande massa di questo tipo di lavori viaggia su livelli abbastanza terrificanti „ Daniele sono d'accordo, in genere chi proviene dalla scuola e dal metodo analogico non si diletta a fare scempi con il sistema digitale ma cerca un'equilibrio nella tecnica e possibilmente anche un linguaggio a compendio della forma espressiva. |
user90373
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 14:34
@ Daniele Ferrari Sono d'accordo e aggiungo che la tecnologia, nei suoi vari risvolti, ha tolto dignità al lavoro dell'uomo in quanto " certe cose oggi riescono a farle anche le macchine " e, contemporaneamente, aggiunge valore ai suoi risultati in quanto " questo una volta lo facevano gli uomini, quelli bravi ". L'unica nota positiva è che siamo ancora convinti di aver il pieno controllo della situazione. |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 17:57
Concordo pienamente con la fredda e lucida analisi di Daniele Ferrari, di mio aggiungo solo questa semplice considerazione: la tecnologia digitale consente delle soluzioni semplici e relativamente immediate a problemi estremamente complessi, l'inghippo nasce dal fatto che se non sei passato per la complessità (e a volte anche l'impossibilità fisica che impedisce di fare certe cose) non sei in grado di valutare appieno quelle che sono le immense potenzialità del digitale ... e quindi finiscono per prendere piede degli stravolgimenti assurdi come l'incontrollato abuso dell'HDR, per esempio! |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 19:27
Io, ad esempio, quando mi avvicino ad una nuova procedura con Photoshop, cerco le prime volte di applicarla passaggio per passaggio e strumento per strumento, in modo da capire il più possibile cosa avviene in ogni fase e come ciascuna incida sul risultato finale; solo quando mi sembra di aver sufficientemente afferrato la logica dell'intero processo mi costruisco una "Azione", o ne scarico da Internet una già compilata. Insomma ritengo che, anche se poi andremo ad applicare dei procedimenti in gran parte automatizzati, occorra mantenere una mentalità da "artigiano" nell'accostarsi agli strumenti offerti dai sw; solo così mi pare di riuscire, per quanto possibile, ad acquisire la padronanza sufficiente a capire se, come e quando applicarli e (soprattutto) dosarli. Il modo di agire degli strumenti è un'altra differenza importante tra la vecchia pellicola e il digitale; un tempo avevi in mano attrezzi assolutamente inerti: eri tu che dovevi fargli compiere ogni mossa. Adesso invece basta un click per mettere in moto processi che procedono automaticamente; ma così succede che la maggior parte di chi inizia solo ora a fotografare non sa con esattezza cosa sta facendo: come puoi controllare un processo che non conosci? |
user117231
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 19:36
Oggi abbiamo come nuova entrata....Captain Harlock !!!!  Quando sono passato dal fotografare a pellicola al fotografare in digitale, per me è stato semplicissimo e senza nessun trauma. Non avevo mai visto un rullino prima... |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 19:51
Beh se l'hai visto dopo è già qualcosa! |
user117231
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 19:53
Mai visto. Ho sempre sentito parlare di gente che quando tornava dallo sviluppo.. o erano bruciate o erano nere o erano mezze bruciate e mezze nere, e mi sono sempre chiesto " Ma questi sono masochisti veri o fanno finta ?!!! " Poi è arrivata l'era del digitale... dovremmo tutti ringraziare. |
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inviato il 19 Luglio 2018 ore 21:02
Sicuramente, gattaccio, il digitale ha un potenziale inimmaginabile ai tempi dei bagni di sviluppo e degli ingranditori. Non mi sognerei mai di affrontare alcun incarico, fosse anche una festa di compleanno di un amico, con la pellicola. Scatto, col WiFi passo le foto sul cellulare, pronte per essere condivise o spedite per email. Con i raw, invece ci lavoro su e restituisco foto più o meno elaborate, ma solo dopo che la fame del tutto-è-subito si è placata. Il brutto di sto× di ventunesimo secolo è che bisogna avere tutto nell'immediato, senza esitazioni. La frenesia di avere per poi non godersi nulla. L'altra visione, quella all argento, comporta tempi lunghi, fasi di autoconvincento, calcoli, misurazioni. E, se va bene, ricavi una stampa decente, di quelle che ti hanno pelato dal portafogli svariati euro di materiale ed una condanna per scomunica per la quantità di bestemmie pronunciate. (vedasi display del cellulare che si illumina per una chiamata...) |
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