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inviato il 03 Maggio 2018 ore 9:04
“ forse perche vivere... al netto di qualche attimo di felicita', e' una faccenda piuttosto dolorosa... „ esatto, e questo agisce sulla nostra interpretazione di qualunque intuizione in modo molto più forte dell'intuizione stessa. Ne deriva che in base ad un'intuizione possiamo credere o non credere in qualcosa dopo la morte, ma tutte le interpretazioni che diamo di quel credo sono poi pesantemente viziate dall'esperienza in "questa" vita e dalle aspirazioni dell'uomo. Ammesso che effettivamente esista qualcosa dopo questa vita, non c'è modo di averne qualche brandello di effettiva conoscenza che ci permetta di "sapere" con un minimo di certezza cosa troveremo |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 9:16
Di certezze non ce ne sono. Le fedi sono la morte del dialogo e del ragionamento, le religioni causa di incomprensione e di odio. Perche' non vivere il presente come non ci fosse per noi un domani? Ci sarebbe comunque per gli altri, per le persone che ci sono care.... Noi siamo materia e questo e' certo, che siamo anche spirito e' tutto da dimostrare, ma dimostrarlo a che serve? La mia personale idea e' che eravamo materia inerte e incosciente e cosi' torneremo ad essere, o forse no, ma che importa? Buona vita a tutti!   |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 9:41
Sono scettico e sono sempre stato scettico si questi discorsi ma vittime e testimoni del paranormale sono stati miei parenti e più precisamente mio nonno, mia nonna, mia zia e il marito, mio zio e la moglie, quattro dei miei cugini. Che dire, non ci volevo credere a quello che mi è stato raccontato... Ho pensato addirittura che avessero involontariamente assunto una qualche sostanza allucinogena.. ma purtroppo, poi, ho dovuto crederci. Perché non si trattava di credere a radio o candele che si accendono da sole , che già di per se é alquanto inquietante, ma di una presenza in casa dei miei nonni... un angioletto (o diavoletto) con le sembianze di un putto che ha interaggito con i miei famigliari. Non ha fatto del male, questo lo posso confermare ma non è certo che sia stato qualcosa di buono anzi.. Visto che all'arrivo dei religiosi attirati dal fatto, il putto divenne un demonio furioso e li scacciò. Ripeto, non sono credente, anzi, sono sempre stato scettico su questi discorsi e vi sto scrivendo nel pieno delle mie capacità fisiche e mentali. Ho raccontato la storia in maniera approssimativa per non tediarvi. Pace e bene |
user35763
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 10:05
A me l'idea di vita eterna, reincarnazione, metempsicosi et similia robe, mi ha dato sempre assai fastidio, come una punizione, una gabbia. Cioè non si finisce mai? Piglia e si ricomincia ogni volta? Bel rompimento di minchia! Pare una dannazione eterna come cosa, altro che felice speranza. Capisco la visione e ricerca buddista del Nirvana, della liberazione nella Moksha (che l'esistenza è dolore -dukha- , ' una rogna e una pena, sempre e comunque) del finirla con il ciclo del samsara, delle rinascite e liberarsi, affrancarsi nel nulla; ma te la fanno troppo difficile da raggiungere, un lavoraccio millenario, e questo me li fa stare sul caxxo! A sentire loro, e quando ti riesce?! Ovviamente nella metempsicosi - buddhista, vedica, giainista, induista, eterni ritorni nietzscheani, o gnostico-pitagoricazzate varie- quando si parla di reincarnazione non ci si riferisce all' Io e alla coscienza individuale come comunemente si tende a credere e a semplificare, ma a un SE profondo che nulla ci ha a che fare. Quindi il rinascere o meno, a te e a me individuo, farebbe poca differenza, E' più una cosa del quadro generale. Epperò son sempre discorsi antipatici, sta cosa che non si finisce mai, questa fantasia di autocondannarsi, chi col karma e il samsara, chi col peccato originale, originale beninteso! Mica quello tarocco dei cinesi. Una bella nullificazione nell'indifferenziata quando si muore e vaffa-nculo no? Non piace? Troppo semplice? Troppo facile? Troppo ragionevole? Sadomasochisti del bigolo! I fantasmi, gli spiriti, la vita dopo la morte, addirittura eterna.....ma ottanta,novant'anni non vi bastano? Di cui gli ultimi decenni sono pure una fetenzia.... Non ve li rompete mai i coglioni dell'averci coscienza, dell'esserci, di tutto e di voi stessi? Qualcuno - forse James Matthew Barrie, non ricordo- disse che passati i dodici anni non valeva più la pena vivere, un pochino di ragione forse forse che c'e l'aveva. |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 10:32
“ .....ma ottanta,novant'anni non vi bastano? „ Avanzano, a me ne basterebbero 60 vissuti bene, la vecchiaia non mi piace. “ Non ve li rompete mai i coglioni dell'averci coscienza, dell'esserci, di tutto e di voi stessi? „ Come no, io odio la ripetizione in generale, la monotonia, ed il mondo è monotono, il giorno, la notte, le stagioni, sempre tutto uguale, devi sempre essere tu a cambiare qualcosa, banale forse, ma stressante e palloso. “ Qualcuno - forse James Matthew Barrie, non ricordo- disse che passati i dodici anni non valeva più la pena vivere, un pochino di ragione forse forse che c'e l'aveva. „ E ci credo, vorrei vedere, a quell'età chissà cosa ti aspetti dalla vita, cosa pensi che sia, poi cresci metti coscienza ed il sogno finisce. |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 10:39
Chiaramente c'è chi concorda e chi dissente, è nell'ordine delle cose, altrimenti vivremmo in una di quelle società piatte e lobotomizzate, pervase da felicità diffusa -o più spesso apatia lobotomizzata- teorizzate da tanti scrittori di fantascienza... Viceversa la razza umana, ed il mondo a cui è destinata, è contraddistinta da un continuo fermento... Una delle ipotesi [che per alcuni è una teoria, per altri un credo, per altri ancora assume i contorni di religione] riguardanti la reincarnazione a grandi linee si sviluppa cosi: lo spirito è un'entità incorporea che si incarna in un corpo e tramite esso vive esperienze terrene. Esso non nasce puro, ma non in senso di colpe come qualche religione ha ipotizzato, piuttosto direi privo di esperienze positive, neutro se vogliamo, incline sia al bene che al male. Ma tende alla perfezione, che potremmo identificare con il "buono" laddove per buono, estremizzando al massimo con un esempio terra terra, intendiamo non uccidere, non fare del male, mentre uccidere o fare del male possiamo dire con certezza che sia un "fare" cattivo. Dunque dicevo che lo spirito tende al buono, ma è gravato dalla sua corporeità e con essa tutte le pulsioni e le spinte materiali che contraddistinguono la fisicità dell'esistenza, quelle che per alcune religioni sono definiti vizi. Dunque uno spirito, al suo stadio iniziale, diciamo che agisce "pilotando" il suo corpo e viene sottoposto a prove, a scelte, a bivi. A seconda di come reagisce migliora il suo livello di purezza oppure no. Gli spiriti che superano le prove alla successiva reincarnazione ne avranno altre, man mano più difficili, che gli verranno riproposte di vita in vita -con leggere variabili- fintanto che non vengono superate... Quindi potremmo riassumere dicendo che le persone più buone in vita sono spiriti che hanno alle spalle un lungo percorso di miglioramento ed elevazione, mentre quelli che compiono azioni cattive sono spiriti "giovani" o che ancora hanno avanti un percorso impervio, o che non riescono a superare le prove. A quanto sopra si può credere oppure no, ma la logica è banalmente semplice: possiamo credere che nell'universo, nella creazione, nell'immensità [potenzialmente infinita] di tutto ciò che ci circonda sia il caso a stabilire che un essere senziente, dotato di anima e identità, nasca in uno slum di nairobi, con aspettativa di vita [una vita di m****a peraltro] veramente ridicola, mentre un altro che nasce nello stesso istante per esempio sia figlio di una facoltosa famiglia svedese e crescerà in una società giusta ed appagante? Non può essere cosi, è incoerente crederlo... Possibile che sia tutto riconducibile ad un lancio di monetina? Invece, applicando la teoria della reincarnazione, un giorno si nascerà nel disagio, affrontando quelle prove là, un altro si nascerà nel benessere, affrontando prove di natura differente ma comunque presenti... ed entrambe queste vite -ed innumerevoli altre- contribuiranno a formare lo spirito nella sua ascesa verso la purezza... Tutto questo presuppone la presenza di una Entità superiore e creatrice che potremmo identificare con Dio, volendola per comodità inquadrare in un recinto ideologico familiare e comprensibile ma che ritengo sia riduttivo e che comunque non corrisponde al "Dio" delle religioni a cui siamo abituati a pensare. Spazi e modalità non mi permettono una dissertazione più definita, scusate per la grossolana esposizione. |
user35763
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 10:53
“ Possibile che sia tutto riconducibile ad un lancio di monetina? „ Possibile si! Perché no? Antropomorfizziamo tutto, e dobbiamo dare un senso a tutto, come un vizio; ma sicuro che questa mania dell'appiccicare significati e sensi abbia senso? Che altro non sia che un nostro limite e bisogno? Perché ci dovrebbe essere un senso? Non possiamo che -soltanto- ridurre e limitare tutto alla nostra relativa possibilità percettiva e comprensiva di specie (specie tra le tante), alla nostra limitata mente, alla nostra psyche, alle nostre parole, ai nostri desideri, bisogni, paure.... Perché dovrebbe esserci un senso umano al tutto? Perché tutta questa infantile auto attestazione d'importanza? Pensiamo davvero che una possibile dimensione metafisica sia concepibile con umani pensieri e umane parole? Sia piegabile alla nostra specifica misura? Cos'è il linguaggio? Le nostre umane parole son forse le cose? C'hanno davvero attinenza? Perché mai? Cos'è il pensiero? Il pensare? Pensiamo con le parole? O ce le appiccichiamo? Lo stesso che per le parole, parrebbe coerentemente valere per le immagini, e visioni; limite e peculiarità specifica-organicistica anch'esse;,nonché mediate dal sistema culturale d'appartenenza. Arbitrari vestiti interpretativi con cui ricoprire astratte sensazioni, variazioni, flussi? Vediamo, e immaginiamo, quello che possiamo, umanamente interpretando. Non siamo l'universale misura del fisico, tanto meno possiamo esserlo del metafisico. Perché ci dovrebbe essere un senso? E se c'è, è un senso che ci compete poter concepire e comprendere, e ci riguardi? |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 10:59
parto da sotto “ Qualcuno - forse James Matthew Barrie, non ricordo- disse che passati i dodici anni non valeva più la pena vivere, un pochino di ragione forse forse che c'e l'aveva „ . qualcun'altro ha detto questo che si ariallaccia a quanto sopra: “ chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. „ quindi per deduzione se vuoi che valga la pena vivere la vita, torna bambino.... “ quando si parla di reincarnazione non ci si riferisce all' Io e alla coscienza individuale come comunemente si tende a credere e a semplificare, ma a un SE profondo che nulla ci ha a che fare. Quindi il rinascere o meno, a te e a me individuo, farebbe poca differenza, „ corretta analisi ma conclusione discutibilissima sul fatto che rinascere o no non fa differenza, dipende cosa si torna a fare quì... ciao rob |
user35763
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 11:05
Non lo so rob, mi pare troppa responsabilità come gioco, (cavoli quanta umana troppo umana burocrazia ci trovi nella metafisica di queste cose teosofiche, steineriane, newageiane ecc.) anzi un videogioco con livelli infiniti da superare... Non ci volevo venire! Se è così che stanno le cose, a chi posso fare domanda per l'esenzione? |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 11:20
“ Se è così che stanno le cose, a chi posso fare domanda per l'esenzione? „ ufficio samsara ...settimo piano di fronte al sahasrara chakra. Attento non devi prendere ne la ida nadi ne la pigala nadi ma la sushumna nadi arrivato al sahasrara chakra è fatta sei illuminato puoi fare il dito ai poveracci che accumulano karma nella lussuria, spendendo danari e sco@@ndo ragazze stupende . Un pochino di tantra prima di crepare non ti farebbe male arriveresti preparato. |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 11:30
in pochissimi giorni questo thread proposto da I.Felix è arrivato quasi alla fine. Il suo autore (I.Felix) mi ha fatto venire in mente un romanzo di fantascienza che ho letto da ragazzo... xxxanta anni fa. Si parla dell'equipaggio su una nave spaziale, uno dell'equipaggio apparentemente non c'entrava nulla con la spedizione: non era uno scienziato, faceva scherzi , non era mai al suo posto , diceva cose strane ... insomma apparentemente era lì per sbaglio ... e invece !! poi si scopre che era lui il vero comandante della nave spaziale e il suo compito era quello di rendere sopportabile il lungo viaggio. I.Felix confessa !! Sei tu il capo di tutti noi ? |
user86191
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 12:33
interessante notare che si parla di vita oltre la morte e di Dio si accenna appena, la spiritualità individuale ha preso il posto della religione, comunque vada a finire il dopo, Dio é morto e non credo risorgerà |
user14286
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 12:39
“ Non può essere cosi, è incoerente crederlo... Possibile che sia tutto riconducibile ad un lancio di monetina? „ Possibilissimo. e perfettamente logico. “ Tutto questo presuppone la presenza di una Entità superiore e creatrice che potremmo identificare con Dio „ secondo il buddhismo, ad esempio, no. |
user14286
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 12:48
“ corretta analisi ma conclusione discutibilissima sul fatto che rinascere o no non fa differenza „ Credo che Silvano intendesse che dal punto di vista di individuo non fa alcuna differenza perchè noi come IO moriamo comunque e non rinasceremo. per lo stesso motivo cosa si "torni" a fare è altrettanto irrilevante... |
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inviato il 03 Maggio 2018 ore 12:57
“ ma quando finisce sto thread!!! „ Come tutte le cose, anche questo sta finendo |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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