|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:15
“ Pertanto, la domanda che dovremmo porci è: a che serve avere 36 Mpix, e pure ottiche iper-risolventi, se non stampiamo? „ In realtà già Mtdbo aveva dato una spiegazione interessante proprio di questo, quando scriveva della possibilità di effettuare presentazioni zoomando dall'immagine intera ai suoi particolari (e io ero tra quelli che a questa possibilità non avevano pensato), possibilità che indubbiamente trova impiego in alcune situazioni e per alcune tipologie di immagini, ma che di fatto è un'opportunità che nel 1840 era impensabile; dubito che Daguerre e Talbot non l'avrebbero presa in considerazione se avessero avuto a disposizione la tecnologia necessaria |
user90373
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:20
@ Daniele Ferrari “ @Ettore Perazzetta Vero che se esci con un rullino B/N sarai probabilmente già orientato alla stampa, ma non è detto; anche senza rimpolpare la diatriba tra sensori digitali e pellicole, i sistemi di scanner attuali erano impensabili ai tempi di Adams (e in questo condivido il discorso di Angus) e permettono di far rientrare anche i supporti "analogici nativi" in un mondo più vasto. „ Proprio quello che intendevo, ho però scelto la via di scansionare le stampe finite piuttosto che il negativo per due motivi principali 1) Prima di impegnarmi in una stampa devo essere convinto di ciò che andrà a contenere 2) mi piace pensare che vado a mettere in rete il fac-simile di un oggetto veramente esistente, un pò come il pittore che riproduce i suoi quadri per il web, il vero valore, qualora ne abbia, resta nell'oggetto non nella sua riproduzione. |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:23
“ Un conto le opinioni, altra cosa i fatti. „ Openmind, concordo, un conto sono le opinioni, un conto sono i fatti. I fatti sono che alcuni ritengono che senza stampare la fotografia non sia completamente realizzata, è un fatto che quella è una loro opinione, è un fatto che quella loro opinione è errata, come emerge chiaramente dal mondo reale. Tutto il tuo discorso successivo serve solo a sottolineare i pregi e i vantaggi della stampa fotografica, non a stabilirne l'imprescindibilità assoluta nell'universo-mondo. Se vuoi settorializzare il titolo mettendo un mare di regole e distinzioni, ovviamente troverai alcuni ambiti in cui la fotografia stampata è necessaria. Come fa Ettore che, siccome carica una LX (beato lui), è ovvio che deve stampare e quindi ne deriva che lo devo fare anche io che purtroppo una LX non l'ho mai avuta (Ettore: ti invidio un casino, Tra la Monroe e la LX avrei preso la LX) |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:26
che poi non e' sempre vero che chi carica pellicola debba per forza stampare. piu di meta' delle foto che ho scattato sono fatte in pellicola. E quelle stampate non sono molte. Viceversa son moltissime quelle digitalizzate. |
user78019
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:42
“ piu di meta' delle foto che ho scattato sono fatte in pellicola. E quelle stampate non sono molte. Viceversa son moltissime quelle digitalizzate. „ Idem per me, che però avevo/ho un "archivio" di dia per "vendere" quelle foto, e dal momento che nessun professionista vende tutte le foto che scatta, ciò non vuol dire che uno faceva dia per tenersele nei caricatori ... Chi faceva matrimoni scattava con le negative. Ma fotografava (e forse pure oggi) per "stampare", e non stampava certo tutte le foto che scattava. Chi come me ambiva a vendere all'editoria, scattava in diapositiva perché quello era il supporto che chiedevano le riviste per la stampa tipografica, previa scansione a tamburo. Se avessi venduto (e quindi stampato) tutte le dia che ho scattato in vita mia, ora sarei più ricco di Trump. Lo scopo finale era comunque vendere per far stampare altri. E oggi, se vendo una foto "nativa digitale", è per la stampa su libro o rivista. Qualche volta anche per siti, ma - ripeto - lì non serve la risoluzione. Una D100 (6 Mpix) è già troppo. Se scatto per me, le foto migliori le stampo (alla fine del processo). |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:42
@Motofoto "Sospetto però che il secondo termine "fotografia" fosse inteso dall'autore come realtà, e in questo caso non mi trova più d'accordo." Sospetti male: il significato è che conta solo il risultato. Quella frase NON è farina del mio sacco, è farina del sacco di un Ingegnere anziano della Zeiss, con la quale avevamo rapporti di lavoro, e che alcuni decenni fa la sottolineò, a me che allora ero Ingegnare giovanissimo, e parlavo dell'Araba Fenice, la perfezione delle ottiche ed altre stupidaggini, fotograficamente parlando. In Fotografia conta solo quello che è in immagine, in stampa, il come c'è arrivato, non conta nulla. |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:50
Un fotografo, con attrezzatura adeguata per risolvenza e terapixel, potrebbe condensare in una singola immagine un intero racconto. Un paesaggio ameno pieno di altre sottoimmagini da scoprire navigando dentro l'immagine. L'impatto sarebbe completamente differente rispetto ad una serie di fotografie. Catturare un istante in cui si vede il contesto e il dettaglio di mille azioni svolte in quel contesto. Omicidi, alienazione, felicità, noia, paranoia, vita quotidiana, paesaggio, catturati tutti in un singolo istante. In naturalistica, pensate alla possibilità di avere la classica foto del martino visibile in ogni micro dettaglio mentre pesca ma con la possibilità di zoomare fino a vedere l'intero ecosistema in cui vive e nidifica, vedere il predatore che intanto scruta il martino, la massaia che intanto entra in un supermercato a 2 km dal martino. Ma siamo proprio sicuri che solo la stampa chiude il cerchio? |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 10:54
Vendo ritratti al Carnevale di Ivrea. Prima migliaia, poi centinaia..... Ora molti preferiscono non prendere la stampa ma prendere il file. I tempi cambiano. |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:09
“ Un fotografo, con attrezzatura adeguata per risolvenza e terapixel, potrebbe condensare in una singola immagine un intero racconto. Un paesaggio ameno pieno di altre sottoimmagini da scoprire navigando dentro l'immagine. L'impatto sarebbe completamente differente rispetto ad una serie di fotografie. Catturare un istante in cui si vede il contesto e il dettaglio di mille azioni svolte in quel contesto. Omicidi, alienazione, felicità, noia, paranoia, vita quotidiana, paesaggio, catturati tutti in un singolo istante. In naturalistica, pensate alla possibilità di avere la classica foto del martino visibile in ogni micro dettaglio mentre pesca ma con la possibilità di zoomare fino a vedere l'intero ecosistema in cui vive e nidifica, vedere il predatore che intanto scruta il martino, la massaia che intanto entra in un supermercato a 2 km dal martino. Ma siamo proprio sicuri che solo la stampa chiude il cerchio? „ Per me la fotografia non è solo realtà o iperrealtà (anzi) c'è ben altro. |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:10
Ettore, capisco perfettamente il tuo punto di vista e non ho nessuna obiezione su quel modo di operare, anche perché ha una sua logica legata alle caratteristiche del mezzo e del supporto utilizzati: partendo direttamente in digitale il discorso prende una piega che solo negli anni '80 o '90 sarebbe stata imprevedibile e impensabile. Certo, se scegliamo di utilizzare la pellicola o il digitale seguendo esclusivamente le loro peculiarità originarie, avremo differenze significative anche nella tipologia dei rispettivi prodotti finiti; questo dovrebbe però costituire un arricchimento, mentre invece, quando spunta un nuovo mezzo/strumento/modalità operativa c'è sempre questo timore (speranza, per alcuni) che il nuovo sostituisca il vecchio, finché ci si rende conto che le due cose, proprio perché presentano caratteristiche e potenzialità differenti, possono convivere arricchendo un linguaggio almeno in parte condiviso (proprio in questi giorni sono riusciti a datare alcune pitture parietali di una grotta spagnola; la datazione ha dato un'età di circa 64.000 anni, quindi sono le prime tracce sicure di manifestazioni artistiche attribuibili ai Neanderthal; eppure carboncini e ocra rossa vengono tutt'ora utilizzati anche da artisti moderni ) |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:13
“ La fotografia non è solo realtà o iperrealtà (anzi) c'è ben altro. „ Verissimo, convivono milioni di cose: dall'artista pazzoide al fotografatore di mutande per il postalmarket. Difficile chiudere in un recinto elettrico LA fotografia. Il mio discorso non è solo realtà ed iperealtà, un artista potrebbe comporre un suo racconto in maniera totalmente diversa. Immagino Bergman (che era un regista, ovviamente) fare una fotografia della sua Svezia (da wipedia: « In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà ») |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:21
@Mtdbo...Antonioni ti folgoró con blow up Tutti interventi interessanti, grazie! Anche io vendo piú file che stampe! Questo non vuol dire nulla! Infatti, per accrescere interesse nel committente, mostro le stampe! Poi magari lui compra solo i file! 15 pagine non bastano, a spiegare cosa intendevo, perché sono uscite cose nuove, alcune interessanti, altre solo per cercar di fare polemica! Io é sottolineo io, credo Che senza arrivare alla STAMPA , si stai perdiendo un pezzo importantísimo della fotografia! Sia esos un ricordo o un opera d arte! Comprereste il file di un quadro? Io NO! |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:26
“ Antonioni ti folgoró con blow up „ azz! Hai ragione! Da brividi, fotocamera inclusa. “ Comprereste il file di un quadro? „ No mai, ma potrei comprare un file pensato per essere un file. E poi, compreresti a milioni di euro la stampa fotografica di un van gogh? |
|
|
inviato il 24 Febbraio 2018 ore 11:40
Io un file della Gioconda, fatto con tutti i crismi, con una medioformato digitale, a piena risoluzione, per una cinquantina di euro potrei pure prenderlo. Così magari riesco a vedere la Gioconda, visto che al museo avevo una barriera invalicabile di turisti e pure un vetro pieno di riflessi. Magari me lo zummo pure, visto che ci sono |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |