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inviato il 24 Maggio 2017 ore 11:34
vero, il mio esempio non calza benissimo per mccurry, ma il discorso non cambia.. a quei livelli credo sia inevitabile scendere a compromessi, con se stessi e con il pubblico.. sia nel caso di un fotografo emergente sia nel caso di uno affermato che deve dare una certa continuità e "stile" al suo lavoro.. quindi pur non condividendo nel caso del reportage lo scatto costruito posso capire chi ne fa uso.. anche perché in ogni caso il fotografo è li e non a casa sul divano, ricostruito potrebbe semplicemente voler dire replicare una scena vista il giorno prima in un luogo più interessante o con più luce o eliminando soggetti di disturbo.. |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 11:38
Sulla ragazza Afghana ammetto di avere avuto una reazione simile Per Salgado non ho provato le stesse emozioni...Soprattutto mi ha deluso vedere come in non essere egli stesso un post producer, vi sia una variazione di stile tra gruppi di fotografie differenti, dovute al fatto che talvolta si appoggiava ad un professionista, talvolta ad un altro...Credevo ceh la discrepanza fosse solo dovuta al fatto che in molti scatti erano a pellicola ed alcuni digitali...Informandomi con una guida della mostra ho capito ceh non era così.... |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 11:46
La tua osservazione mi incuriosisce, ci farò attenzione la prossima volta. Su Salgado farei distinzione tra epoca sociale/impegnata (pre-genocidio Uganda) e Genesi, che considero leggermente inferiore come produzione. Ha attraversato talmente tante ere fotografiche che immagino abbia pure variato i gusti ma, come detto, non avevo colto quanto dici e sono curioso di verificare perché magari hai ragione ed è un buono spunto di ragionamento. Sulla ragazza afghana: non ero preparato, sono andato a vederla dicendo, vabbeh, tanto è un ritratto, echessaramai? A me McCurry piace ma c'è di molto meglio! E invece... uno baccalà sono diventato li davanti. |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 11:57
Si scusa...Mi riferivo a Genesi... |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 13:54
non si è capita una cosa temo. il problema non è la post www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1523119 il problema è il timbroclone per mettere e togliere cose e persone nella fotografia documentaria. suona abbastanza definita come nota o serve un trombone per farla sentire? |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:08
Il problema è che nella vita reale non c'è il timbro-clone: sparirebbero parecchi cartelli stradali addossati a posti meravigliosi. Ce n'è a sufficienza per fare un progetto fotografico intitolato "Sindaco, ma come ...zzo ci pensi!" |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:12
“ Il problema è che nella vita reale non c'è il timbro-clone: sparirebbero parecchi cartelli stradali addossati a posti meravigliosi. „ magnifico, mi congratulo. che significa anche che se io voglio la notizia piuttosto che il signore degli anelli, devo vedere senza spostamenti di persone via clone nell'inquadratura che scegli di portare al pubblico. |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:27
Ma perchè rimanete chiusi solo in un singolo genere fotografico? |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:27
@ Ooo? Non ho capito (forse ho capito, guarda che era una battuta, ho sempre detto che ho fatto mio il concetto di "ambito". Resta il fatto che si trovano i peggio cartelli nei posti più belli) @Labirint, cioè? EDIT: sto facendo un casino con l'edit I beg your pardon |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:36
ma come non ho capito? strage di Capaci, tanto per rispettare la ricorrenza.
 siccome mi fa più figo metto un drappo rosso al posto di quello militare e metto due mazzi di fiori al posto di uno. che dici, si può fare nella foto documentaria? |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:40
ASSOLUTAMENTE NO! (ho editato la mia risposta sopra prima del tuo commento: l'ambito va salvaguardato) Se voglio aumentare l'impatto visivo posso aggiungere elementi che siano chiaramente identificabili come aggiunti dopo ma non documento più. |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:44
e quindi se mi passi un'immagine come reportage (notizia) non voglio che mi sposti gli oggetti con il timbroclone, cosa che posso accettare in una foto fantasy (signore degli anelli). ora sarà chiaro. |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:45
Ho letto solo alcuni interventi iniziali, quindi scriverò probabilmente di cose già trite e ritrite; in fotografia "LA" verità completa, integrale e univoca non esiste, per il semplice fatto che basta soffermarsi sul concetto di inquadratura per capire che il fotografo ci fa vedere "solo" ciò che vuole, e questo può modificare parecchio la percezione che l'osservatore "remoto" ha della situazione come gli si presenterebbe se si trovasse "sul posto". Tuttavia esiste la verità di quello che il fotografo inquadra, esiste la possibilità di "scegliere" di non modificare almeno quella (chi mi conosce sa che da questo punto di vista non faccio differenze tra la modifica sul posto, prima dello scatto, e quella in pp). Questo significa che il fotografo può sempre scegliere di farci vedere la sua porzione di verità (cioè il suo giudizio), per quanto parziale e ideologizzata possa essere, piuttosto che un'invenzione. Entrambe le cose possono e devono essere lecite e consentite, purché l'osservatore venga messo in grado di capire cosa gli si sta mostrando, ovvero, come giustamente osserva Ooo, la notizia piuttosto che il signore degli anelli. La cosa è un po' come per il giornalismo scritto: un giornalista "di parte", ma corretto, darà un suo giudizio sulla notizia, evidenziando probabilmente solo i particolari che servono a corroborare questo giudizio, ma non modificherà i fatti così come si sono presentati ai suoi occhi; il giorno in cui quello stesso giornalista decidesse di scrivere un romanzo di fantasia, sia pur prendendo spunto da fatti realmente accaduti, non commetterà alcun illecito purché divulghi quello scritto come "romanzo" e non come "notizia". Si sarà capito che io sono per la giusta contestualizzazione delle foto? |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:46
Ok, perfetto... Teniamo presente però che tra la foto giornalistica e il fantasy c'è di mezzo tutta una serie di cose che praticamente definisce il 70-80% della produzione fotografica, però... |
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inviato il 24 Maggio 2017 ore 14:46
ooo non ho capito a chi non era chiaro e chi ha espresso un'idea differente, mi sono perso o non ho capito qualcosa? “ Teniamo presente però che tra la foto giornalistica e il fantasy c'è di mezzo tutta una serie di cose che praticamente definisce il 70-80% della produzione fotografica, però... „ esatto |
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