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inviato il 07 Settembre 2016 ore 16:25
Il vinile non si butta mai, conserva il suo valore nel tempo e, se è raro, lo aumenta. I file digitali invece con il tempo vengono superati da versioni migliori, quindi non valgono più nulla. |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 16:50
Da appassionato di musica e hi-end di vecchia data, non posso che quotare l'analogia. E anche qui... non per fare guerre di dottrina o per determinare vincitori e vinti Ho ascoltato set-up strabilianti con tutti i tipi di sorgenti, e non potrei non riconoscerlo, per onestà intellettuale. Poi, detto ciò, c'è la scelta, la direzione che appartiene a noi, per noi. E a casa il pezzo migliore del set-up attuale è certamente quello analogico, felicemente (e che poi sia meglio o peggio in virtù di qualche testabile verità... m'importa poco davvero ). |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 17:00
La 'magia' è anche direttamente proporzionale alla cifra spesa... Da audiofilo di veeeeccchiiissiiima data posso affermarlo... soprattutto nell'analogico se non spendi una cifra adeguata hai solo delusioni... Nell'ottica uguale. Guarda caso le lenti 'maggiche' hanno sempre cifre di acquisto altrettanto 'maggiche' |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 17:23
“ La 'magia' è anche direttamente proporzionale alla cifra spesa... Da audiofilo di veeeeccchiiissiiima data posso affermarlo... „ Ahimè.... si. E spese piuttosto preoccupanti.... |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 19:49
Nell'hi-end i prezzi sono spropositati. Due anni fa vendetti ad un rivenditore il mio lettore cd per 9000 euro...... Con quei soldi ho incominciato a divertirmi di nuovo un po con la fotografia. |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 20:39
Il vinile ha un valore aggiunto sulla musica suonata. Su quella campionata vince il digitale. Un album dei Daft Punk o di Vitalic, su vinile perdono l'affilatura. Un album dei Cream o degli ELP, ascoltati su CD, perdono l'anima e il tocco calloso dei polpastrelli sulle corde. |
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 21:36
mi trovi d'accordo, ogni pezzo è stato fatto per il supporto che lo conterrà, tutte le sfumature sonore che danno i circuiti in cui passa il suono seguono l'epoca ed il gusto del tempo. imprimere su vinile quello che è stato pensato per diventare un mp3 o meglio un flac ormai non ha più senso. |
user80653
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inviato il 07 Settembre 2016 ore 23:28
Il carattere di una lente possiamo senz'altro paragonarlo alla sensualità di una donna. Una sensualità che non tutti notano o sanno apprezzare. Una sensualità che può essere presente e affascinare anche in assenza di "misure" perfette e che non può essere spiegata. Qualcuno fa la sua scelta basandosi sulle sole misure e forme. Qualcun'altro mette le misure e le forme in secondo piano e mette invece al primo posto la sola sensualità. Preferisco le lenti (e le donne) sensuali, perchè quelle che hanno solo le curve al posto giusto a lungo andare annoiano. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 0:21
...ormai Juza è come feisbuk.........con gli aforismi spieghi tutto......persino la stessa Esistenza.........   |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 0:37
Forse per via della mia passione per l'hi -end, ritengo che meno colorazione c'è , meglio è. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 0:41
Leggo sempre divertito questo genere di post. Mi riporta ai tempi dell'analogico quando ci si accapigliava tra il 35mm e i formati maggiori; poi c'era gente che ha realizzato foto splendide indipendentemente dal formato. I tempi e la tecnologia cambiano ma un certo tipo di mene no. Guelfi vs Ghibellini.. Foto-grafia, scrittura con la luce. Di che mezzi dispone uno scrittore per scrivere un libro? Carta e penna, macchina da scrivere, pc, graffiti.. Per scrivere un buon libro non gli serve altro, a parte le idee. Mi viene in mente quello che rispose Picasso ad un giornalista che gli chiese cosa avesse ispirato il suo "periodo blu": "era il colore che costava meno". Questo per dire che, indipendentemente dal mezzo che abbiamo a disposizione, è poi il "manico" che fa la differenza ma guarda che ovvietà! Se sei una capra, anche con l'obiettivo ultra super mega nitido e con la fotocamera da millemila picsel farai foto del menga, ultrasupernitidissime ma sempre foto del menga. Stesso discorso vale per gli obiettivi vintage.. Ho appena acquistato un obiettivo che fa le "bolle", aspetto di testarlo sul campo, credete che le mie foto saranno più belle? No nel modo più assoluto, solo se riuscirò ad esprimermi usandolo, forse, e sottolineo forse. Per me l'importante è conoscere bene il materiale che si ha a disposizione e saperlo sfruttare al meglio, per esprimersi pienamente, e non altro. La magia sta tutta qui. Buoni scatti a tutti! R. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 0:55
Ma infatti....quello su cui si può discutere sono solo i "numeri"......la magia è solo nei neuroni di chi li sa usare. |
user80653
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 1:05
Sono d'accordo con Giuliano sul fatto che "neutro è meglio" anche se ci sarebbe da dire che la neutralità è tale per alcuni e non lo è per altri. Dipende dalla percezione dei colori, variabile da persona a persona. Mi è capitato più volte di sentir elogiare la neutralità di certe lenti Zeiss che io invece, coi miei occhi, vedo eccessivamente "fredde", cioè non neutre. |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 1:05
“ Ma infatti....quello su cui si può discutere sono solo i "numeri"......la magia è solo nei neuroni di chi li sa usare. „ Io voglio "laicamente" ritenere che.... dipende Non parlo da una posizione personale: se guardi le mie gallerie, vedi subito che qualunque vetro e qualunque macchina degli ultimi venti anni avrebbero prodotto risultati più o meno analoghi credo. Per cui, soggettivamente, dovrei sottoscrivere il tuo pensiero Rigel. Anzi, partendo da posizione personale, dovrei praticamente dire che non importano manco i numeri... Però credo che in altri ambiti (se si accetta l'idea di "carattere", sennò ovviamente no) e per altra fotografia possa essere diverso. Non nel senso che una lente possa sostituire il neurone ovviamente (questo possiamo darlo per implicito vorrei sperare), ma nel senso che può forse "assecondare" maggiormente quel che dai neuroni fuoriesce... Così, come sensazione... |
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inviato il 08 Settembre 2016 ore 1:45
Boh, giusto per dire la mia: avevo su 5d mark III il 24 art, il 35 art, il 50 art e il 135L. Ho venduto il 35 art e sono passato al 35 Canon L I. Ieri ho dato via il 50 Art e venerdì dovrebbe arrivare a casa il 50 1.2 L. Perché questo cambio? Per la resa. Lavoro in uno studio in cui sono presenti diversi 50 1.2 L e diversi 50 Art. Ho saggiato sulla mia pelle le differenze di resa, e ho deciso di spostarmi verso la linea rossa. Il 50 Art mi ha dato grandi soddisfazioni; il 35 art ok, bello, ma non mi ha mai entusiasmato, sebbene sia funzionale al suo scopo. Le immagini che restituiscono queste lenti sono tutte diverse tra loro e si finisce sempre sul campo del gusto: a mio avviso il 50L regala una resa cromatica ben differente dal Sigma e una morbidezza negli stacchi di tutt'altro tipo. Poi insomma, tutte belle queste lenti, ma si sa: non è bello ciò che è bello, ma è bello quel che è bello bello bello. |
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