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Ma davvero scattate tutti in raw? (parte seconda)


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avatarjunior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 16:52    

dipende cosa vuoi ottenere... non sempre la foto vuole essere una rappresentazione fedele della realtà... anzi... se scatto, putacaso, con un 85mm 1.2 a ta un soggetto medio lontano sfocando tutto il resto, come può essere simile alla realtà? il mio occhio non potrebbe mai vedere una scena simile... se questa foto la scatto in jpg diventa reale rispetto ad una elaborazione? e un jpeg, ad ora, non si avvicina ai colori della realtà... prova a scattare un tramonto in jpg, i colori non saranno minimamente simili e ci saranno, in base a dove esponi, parti nere o bruciate che non lo sono in realtà, perchè il nostro occhio ha una gamma dinamica superiore... non è che scattando in jpg imbrogli la realtà, semplicemente provi a darne una tua PERSONALE visione... che poi pompando si facciano cazzate, le mie foto qui ne son l'esempio, ma si può sempre migliorare tutti

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 17:04    

Certo!
Il fatto e' che molti usano a loro 'discolpa' la carta del >quando ho scattato la foto, i miei occhi vedevano quello<.

Quello che vediamo, in realta', e' frutto di una elaborazione cerebrale.
Come diceva il maestro Miyagi in Karate Kid: "prima fai quadro nella tua testa, e poi fai quadro con le tue mani".
;-)

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 17:17    

Si.....però gli asini non volano.
Certe foto vengono unanimamente riconosciute come naturali ed altre no.

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 17:20    

Certo!

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 17:55    

Quando lavori il raw, schiarendolo o scurendolo (volgarmente parlando, anche se in realta' e' sufficiente aumentare o ridurre le percentuali di nero dalle tinte), di fatto interpreti la realta', poiché il diaframma in PP non lo si puo' modificare (meccanicamente parlando) e nemmeno i tempi di ripresa (fisicamente parlando), quindi il risultato finale del salvataggio in formato jpg (da raw), e' una variante della realta', anche nel caso in cui si disponga di una memoria fotografica infallibile: cio' che e' stato durante lo scatto, e' un ricordo rielaborato ed approssimato.
Per questo e' fondamentale una buona dose di buonsenso ed anche buongusto, in fase di sviluppo, ed ancor di piu', in fase di fotoritocco.

Esattamente!
Poi è ovvio che se lo scopo prefissato è quello di creare qualcosa di visibilmente irreale puoi fare tutto, ma devi esserne consapevole, così da rendere evidente il tuo intento e non creare cose del tipo "vorrei, ma non posso"; credo che invece a molti manchi proprio questa consapevolezza (ed evidentemente anche l'occhio, perché è difficile non accorgersi di aver fatto certi pastrocchi su un paesaggio, ma loro ci riesconoMrGreen)

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 18:18    

Altra questione:
usare il formato jpg, quando di fatto si fa 'pre-produzione' on camera (impostando livello di contrasto, di nitidezza, di resa cromatica, e sensibilita' iso oltre la ragionevole equilibratura della triade diaframma-tempi-sensibilita'...).

Un jpeg gia' pronto, ma elaborato a priori, e' da considerarsi concettualmente diverso da un raw corretto a posteriori?


Non lo so se preimpostare gli stili è "concettualmente simile" a postprodurre il raw.

Ma di sicuro è "concettualmente simile" a caricare il rullino a velvia o kodachrome, piuttosto che a Fuji provia.


avatarsupporter
inviato il 06 Maggio 2016 ore 18:21    

dipende cosa vuoi ottenere... non sempre la foto vuole essere una rappresentazione fedele della realtà... anzi... se scatto, putacaso, con un 85mm 1.2 a ta un soggetto medio lontano sfocando tutto il resto, come può essere simile alla realtà? il mio occhio non potrebbe mai vedere una scena simile... se questa foto la scatto in jpg diventa reale rispetto ad una elaborazione? e un jpeg, ad ora, non si avvicina ai colori della realtà... prova a scattare un tramonto in jpg, i colori non saranno minimamente simili e ci saranno, in base a dove esponi, parti nere o bruciate che non lo sono in realtà, perchè il nostro occhio ha una gamma dinamica superiore... non è che scattando in jpg imbrogli la realtà, semplicemente provi a darne una tua PERSONALE visione... che poi pompando si facciano cazzate, ...


Quando entrano in ballo i concetto di "naturalezza","realismo" e "verità" in fotografia io puntualmente tiro in ballo Andreas Feininger, uno (se mi passate l'espressione retorica) dei più grandi fotografi di tutti i tempi (a mio parere il più grande nel paesaggio urbano) e i cui testi rappresentano per me il miglior approccio alle tematiche essenziali della fotografia.
Scrive ne "L'occhio del fotografo" (Milano, Garzanti, 1976 - Op. orig: "Photographic seeing", 1973) a pp. 22-23:






A tal proposito ha elaborato il concetto di "menzogne positive della macchina fotografica" (da Op. cit., pp. 66-68):










Per quanto riguarda la post-produzione, la mia modestissima opinione, cioè quella di un fotoamatore che saprà usare, ad essere ottimisti, Photoshop al 20% delle sue potenzialità, è che la miglior PP è quella che non si vede, ma ottenerla è più impegnativo che non produrre a gogò effettazzi sopra le righe.
Diceva Lord Brummell: "mi occorre un bel po' di tempo ogni mattina perché la mia cravatta appaia annodata con noncuranza".

user14286
avatar
inviato il 06 Maggio 2016 ore 18:33    

e un jpeg, ad ora, non si avvicina ai colori della realtà... prova a scattare un tramonto in jpg, i colori non saranno minimamente simili

questa non l'ho capita...
e da raw invece i colori appariranno più realistici...in base a cosa???

domanda: hai mai fotografato un tramonto in jpg?

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 18:34    

Roberto, questo rientra perfettamente nella mia sintetica definizione di buonsenso e buongusto.
C'è un programma di correzione dei volti nei ritratti (non ne ricordo il nome), che ho provato ad usare una volta sola.
Risultato: effetto Chi, Gente, Novella2000, ecc...
Epidermide polimerizzata, occhi vitrei, ciglia e sopracciglia posticce, colori acrilici...
Preferisco tirare via due/tre imperfezioni 'a mano' con Phs (brufoletti, pellicine, nei brutti...) e senza lasciare il segno del mio intervento, piuttosto che sfornare risultati dove Sabrina Ferilli potrebbe tranquillamente essere scambiata per Mara Venier.

avatarsupporter
inviato il 06 Maggio 2016 ore 18:55    

Qualcosa del genere l'ho constatato anch'io nelle mie foto di architettura e paesaggio, dove spesso faccio un passo indietro; ad esempio mi accorgo di aver aperto troppo le ombre di alcuni alberi in controluce con Camera Raw, e l'effetto è "innaturale" (o meglio, per dirla con Feiniger, di "menzongna non positiva"), perché se sono in controluce è bene che appaiano come tali, e poi aprendo le ombre salta fuori il verde degli alberi in questione e mi accorgo che ci sono troppi colori e non armonizzati tra loro.
Un esempio è questa foto in cui ho individuato delle criticità che ho descritto in didascalia (facendo riferimento, come al solito, al buon vecchio Feininger):
www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1568041
In questa, che ho scattato cinque minuti dopo, ho evitato di aprire le ombre degli alberi che ho tenuto come silhouette, e mi pare che funzioni molto meglio:
www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1568063

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 19:12    

Sono d'accordo sulla scelta tra le due.
Anch'io ho la tendenza a schiudere le ombre, e a ridurre il contrasto.
Spesso esagero, slavando le foto.

Esmpio:
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1820232&l=it

avatarsupporter
inviato il 06 Maggio 2016 ore 19:19    

Beh... nel ritratto, particolarmente di un soggetto femminile, un'elaborazione soft come questa penso che sia più che legittima.
In architettura invece non si scende più di tanto col contrasto.
Nel paesaggio dipende; ad esempio in una veduta invernale della campagna, con la foschia che fluttua sul suolo, un trattamento molto soft può funzionare.

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 19:43    

Roberto, sei l'esatto opposto di tanti cialtròni che bazzicano, ahimè, questi forum.
Ti presti alle discussioni, sei di reale utilità alla comprensione, mostri dei contributi personali...
E come te ne apprezzo tanti altri, seri ed educati (non ho bisogno di fare nomi, lo sapete già).
In questo momento, ad esempio, alcuni rosiconi che non hanno la nuova Nikon D5, stanno massacrando un utente che ha chiesto semplicmente delle delucidazioni in merito al suo nuovo acquisto (la D5, per l'appunto), soltanto perchè egli fa foto non 'eccellenti' (a detta loro).
Pazzesco.

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2016 ore 19:53    

Roberto p: anch io mi sono formato sui libri di Feininger.....
In tedesco!!!!!

avatarsupporter
inviato il 06 Maggio 2016 ore 20:26    

@ Caneca

Grazie per l'apprezzamento dei miei interventi.
Si, ho intravisto quella discussione. Seguo distrattamente le prove delle varie D5 o 1DX II come, quando mi capita in mano Quattroruote, leggo le prove di Ferrari e Aston Martin.
Mi pare di aver capito che questa D5 ha prestazioni record agli altissimi Iso a discapito della gamma ai bassi, quindi una macchina altamente specialistica, altrimenti c'è ancora in listino la D4s. E a questo punto stop, discorso chiuso, ciascuno prenda quel che gli serve.
Quel malcapitato ha probabilmente fatto una scelta avventata cambiando la d750 con la d5 senza averla provata, ma è un errore che paga LUI con i SUOI soldi.
Poi non capisco il discorso che se uno prende un'ammiraglia debba per forza fare foto da ammissione alla Magnum; come se tutti quelli che comprano una Ferrari dovessero fare il tempone al Nürburgring. Possibile che uno non possa spendere I PROPRI soldi come meglio crede?...
Se anche uno acquistasse un'Hasselblad H6D per usarla come soprammobile: E' UN SUO DIRITTO.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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