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inviato il 30 Novembre 2015 ore 9:27
Per questo fine settimana chi ci sarebbe e in che giorni per organizzare una bella escursione ? Sarebbe un modo per conoscerci tra appassionati di rapaci e vedere posti nuovi |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 10:38
Hai ragione Marco, adesso che me lo ricordi ti confermo che ci siamo conosciuti per il 100-400mm. Spero di incontrarti prima o poi per una escursione ...anche dalle tue parti. Fammi sapere, ciao Federico |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 10:44
Sarebbe interessante monitorare gli eventuali siti e nidi in quota per preparare un eventuale postazione... Il pericolo purtroppo è trovarsi fotografi assatanati che disturberebbero la cova...già successo purtroppo. Qualcuno conosce un sito (Arena) per osservare il Gallo Forcella ? Federico |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 12:00
Nidi? Personalmente consiglierei sempre di stare ben alla larga dai nidi.. |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 12:37
Sicuramente d'accordo, dipende come li monitori....binocolo da distante e chiedendo alle guardie forestali prima. Riesci cosi nella stagione giusta a intercettare la direzione di volo magari, ciao |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 12:37
per quello che so i siti di riproduzione sono ben monitorati, sopratutto in francia, e gli eventuali disturbatori rischiano grosso. Purtroppo succede, ed io ne son stato testimone questa primavera ma, per fortuna, il fotografo si è stufato prima dell'arrivo degli adulti al nido. Invito chiunque si trovi ad osservare adulti che trasportano rami, foglie, pelli di pecora ecc, a comunicarlo al relativo parco più vicino o direttamente a me in MP. grazie. Per il WE dovrei essere in valle Maira sabato e, forse, anche martedì 8 ma è da confermare. Se qualcuno volesse salire è il benvenuto. ciao |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 12:57
Anche io starei alla larga dai nidi, magari anche in buona fede senza accorgersene si potrebbe recare disturbo...tra l altro molti del forum lo vanno a fotografare nel versante piemontese del pngp, e mi pare in quella zona non siano noti nidi! |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 13:08
Marco ti faccio sapere se riesco a venire Mi piacerebbe molto |
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 22:45
Purtroppo nelle valli adiacenti alla Val Pellice c'erano stati diversi avvistamenti di aquile reali negli anni passati, purtroppo nuovi insediamenti agrituristici e percorsi gara "sky runner" ne hanno determinato la scomparsa. Ultimamente qualche avvistamento si è ripresentato, e questo fa ben sperare. A mio avviso (nella nostra realtà) è importante monitorare i nuovi individui e segnalare gli eventuali nidi ai guardia parco per preservare l'eventuale nidificazione e involo di qualche "giovane". PS: Marco se vai martedì in Valle dimmelo magari riesco a liberarmi... Federico |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 9:28
per la mia modesta esperienza (inerente sopratutto alla valle Maira) credo che la scarsa presenza di un animale come l'aquila (o come anche il gipeto) sia imputabile maggiormente alla scarsità di cibo o alle condizioni meteo-territoriali. La presenza dell'uomo ha più influenza su animali "terrestri" che non sui volatili. Questi ultimi hanno uno spazio enorme e quasi inviolabile, mentre gli altri sono più direttamente minacciati. Quando ero ragazzino era una rara occasione vedere un camoscio o un'aquila. Oggi è una consuetudine. Sono cresciuti di pari passo negli anni. Per quanto riguarda i nidi...è assai difficile riuscire adindividuarne uno, sopratutto per via della loro ubicazione ostica. La riproduzione di questi volatili è complicata in un modo esagerato e anche decidere quanto sia la distanza di "non disturbo" è un compito arduo. Per il mio modo di vedere la cosa se mi trovo a osservare il trasporto di materiale al nido lo comunico direttamente al parco e mi tengo lontano dalla zona. Se mi ritengono affidabile, sono poi loro ad invitarmi a partecipare al monitoraggio, seguendo regole ben precise. Le precauzioni sono sempre molte ma non si ha mai la certezza che siano sufficenti. Per i gipeti il discorso è ancora più complicato in quanto, essendo raro, è alto il rischio di fotografi arrivisti che possono tentare di arrivare nelle vicinanze per qualche scatto. Motivo per cui ho consigliato di rivolgersi ai parchi e non tentare di fare osservazioni con amici vari. Il passaggio o la presenza di un gipeto è ben diverso da una coppia nidificante. Va bene cercare di fare qualche scatto al primo, discorso diverso per i secondi. Le coppie riproduttrici sono ben note e monitorate (sopratutto in francia) e non permettono l'acceso ai fotografi proprio per questo tipo di rischio. Per le aquile il discorso è ormai lasciato alle regole della natura. Spetta a noi saperle e volerle rispettare a loro beneficio. |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 17:10
Hai ragione sulla presenza di cibo, due anni fa tra la val germanasca e il versante Francese una slavina uccise alcuni animali e in breve tempo arrivarono alcuni esemplari di grifone e poi una copia di gipeti che per un po' si insediarono per poi scomparire la stagione dopo. Però in alcuni luoghi dove per anni nidificava l'aquila hanno aperto deigli agriturismi e inoltre passa da alcuni anni la "Tre rifugi"...risultato...aquile scomparse. Per quanto riguarda il controllo degli animali volatili abbiamo in valle un guardia parco appassionato e scrupoloso che con l'aiuto di volontari monitora il passaggio anche delle specie più piccole (passeriformi ecc.) . Esegue inanellamenti di alcune specie per poi studiarne la migrazione.... Se ti interessa possiamo una volta combinare di andare ad aiutarlo. Ciao |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 17:55
anche la valle maira è diventata super frequentata e meta di gare varie, nonchè di scialpinisti(c'è sempre la coda ovunque...). Per questo non credo dipenda dalla presenza dell'uomo. Più probabile che che siano vere e proprie fasi naturali. L'anno scorso, in un meeting sui gipeti, un amico degli Ecrins mi diceva che fino a pochi mesi prima avevano almeno 3 coppie di gipeti da monitorare. Poi si sono allontanate tutte, senza motivo e senza disturbi, e non ne hanno più visti per mesi. Io sostengo che dipenda anche dalle condizioni meteo, ossia dalle correnti che, a seconda dei periodi, risultano essere molto perturbate e richiedono al gipeto parecchia energia per dominarle. Non per niente con vento forte si vedono di meno. Ipotesi, ovviamante, da dimostrare...!! Per il controllo ed il monitoraggio...i guardiaparco diffidano di noi fotografi bisogna guadagnarsela la loro fiducia...e non è facile, sono molto diffidenti...come le aquile!!! |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 18:13
Ciao, sono appassionato di rapaci. Trovo questa discussione molto interessante. Seguo con piacere |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 23:03
Si i Guardiaparco sono diffidenti e non vogliono turisti o fotografi tra i piedi, però se capiscono che ami gli animali e cerchi di preservarli da qualunque fonte di disturbo ti accettano. Per questo che da anni vago per i monti solo o con loro e ho accettato di non portare nessuno (il cane quando mi lasciano). Quest' estate mentre osservavo due bei esemplari di Stambecco adulto non ho visto una buca e ho preso una distorsione notevole alla caviglia. Mi sono trascinato a valle con grossa difficoltà e da allora sto meditando di trovare un compagno di merende, almeno quando vado da solo....non si sa mai. Leone Giuliano.... mi ricorda l'autore di un bel articolo sulle aquile di qualche anno fa....magari mi sbaglio ? Forse sulla rivista "Uccelli in Natura"...che purtroppo hanno smesso di pubblicare. |
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inviato il 01 Dicembre 2015 ore 23:09
Ho trovato l'articolo, in effetti è di Leone Giuliano Pidalà....magari un omonimo |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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