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inviato il 12 Maggio 2015 ore 0:29
www.netmarketshare.com/operating-system-market-share.aspx?qprid=10& ovviamente no. perché OVVIAMENTE quella statistica che riporti non include tutti gli assemblati. Altrimenti non si spiegano le cifre assurdamente maggiori di windows. il ragionamento è che per fare numero, visto che hanno una diffusione bassissima, usano anche quell'espediente tristissimo che sicuramente fa alzare le vendite, dato il volume enorme di lavoro che c'è su mobile. stare in topic fa male vero? |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 0:42
Black, Black parliamo di numeri... Si parla di produttori. È chiaro che il mercato di Windows è più ampio perché è segmentato anche su una miriade di piccoli produttori che sommati tra di loro oltre ai quattro principali danno una percentuale di installato che globalmente sarà otto volte quella di Apple ma... Circa 20 milioni di Mac prodotti all'anno non sono numeri che giustificano le tua affermazioni che sono tutt'altro che soggettive. Che poi il Mac sia volutamente chiuso è un fatto. Che a te come programmatore non piaccia è noto. Che non sia il più veloce è risaputo. Che sia il male del mondo dell'informatica e soprattutto che chi lo utilizza sia un fanatico cerebroleso... per favore!!! |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 0:50
Comunque per l'ennesima volta il tutto si chiuderà senza che ci sia l'obiettività di riconoscere che fino a che Apple era un'azienda di nicchia si poteva ipotizzare che i suoi "seguaci" fossero una combriccola di fricchettoni dediti a pratiche lisergiche. Ora che è tra i primi 5 costruttori di computer al mondo ed uno dei primi per gli smartphone (manco fossero tra i primi ad averli prodotti). Deve diventare l'oscuro grande fratello con un seguito di utonti. Preferivo essere tra i fricchettoni |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 1:00
bah scusa eh non è che voglio discutere ANZI cercavo proprio di evitarlo ma sembri ignorarlo; non mi interessa parlare per niente di quello che a me non piace dei dispositivi e computer Apple ma di come le sue politiche mirino a rompere le palle a tutti, non solo ai suoi clienti e tu vai avanti a dire che stiamo discutendo di gusti o di altro - che non ho riportato io nella discussione - rispondendomi solo su quello che è una parentesi offtopic. Guarda Apple vende tantissimi computer è bellissimo quello che fa ed è noto per l'enorme libertà di quello che offre - vediamo se così funziona - ... TUTTAVIA a me rompe le palle perché attua politiche che possono limitare la mia libertà di utente NON Apple. ecco dimmi che sbaglio parlando di QUESTO, almeno ho la sensazione che non sia inutile rispondere |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 1:05
Qui mi sento d'accordo con Filo63; ogni grande azienda cerca di portare acqua al proprio mulino... e non stupisce che il profitto sia il fine di questi colossi. Il sistema iTunes non è proprio la cosa più aperta di questo mondo, però non impedisce di riversare i propri mp3 o cd nel database personale. Se poi ti servi da loro il tutto diventa molto più semplice, ovvio. Non saprei... francamente le cose che detesto di Apple sono altre; e non la considero certo il male dell'informatica, anzi. A me farebbe piacere vedere da parte loro una attenzione maggiore al lato professionale, per il resto... iTunes non mi ha mai dato troppo fastidio. Per inciso... dopo la morte del mio iPhone4 ho preso il 6, non so se ho fatto bene; però mi serviva al volo e volevo essere sicuro che funzionasse tutto. Ovvio che il sistema proprietario Apple ha influito sulla mia scelta... ho scelto la via più facile perché non volevo sbattermi a ricercare app equivalenti, e ricostruire la rubrica il calendario... ecc. Potevo prendere un altro telefono, Android o Microsoft; però ho ripreso l'iPhone e non è che avevo dietro un impiegato Apple che mi puntava una pistola nelle scapole, ho scelto io... nel bene e nel male. E a pensarci bene l'inerzia di passare da un sistema all'altro è reciproca. A me non fa incavolare quello che Apple offre attualmente, ma quello che non offre; ossia desktop professionali e monitor per fotografia. Mi fa orrore vedere un iMac impiegato per fare editing fotografico, non perché è un Apple, ma perché è un hardware completamente inadeguato. Ci fosse scritto sopra Lenovo sarebbe un altro aborto pure peggiore. |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 1:33
il mecccanismo di itunes funziona effettivamente con 2 click se uno non ha esigenze particolari. il fatto è che appunto se non ho una app che sincronizza sono fregato - salvo uso di dropbox - o voglio non fare passare i miei contenuti per itunes sono costretto a farlo lo stesso - e sono abbastanza propenso a credere che le info sui miei contenuti vengano vendute tanto quanto quelle di google o facebook -. e tra l'altro - per restare OFF topic - se tu carichi un file su dropbox, vai su mobile e cerchi di aprirlo, ti chiede con quale app, nel caso tu ne abbia più di una compatibile. tu però non puoi dire alle singole app dove cercare, quindi nel momento in cui da dropbox vuoi aprire il file, se non ricordo male, te lo copia in automatico nello spazio della app scelta. se dopo vuoi riaprirlo in un'altra app, dovrebbe duplicartelo nello spazio di quest'ultima con assurdo spreco di spazio. Questo ricordo quando avevo cercato di usare l'ipad per leggere pdf - alla fine ho usato Acrobat Reader e dropbox perdendo un sacco di tempo nell'upload quando con un cavetto usb e android mi passa in 2 secondi -. Dopo ancora ho preso un note 2014 e non ho più usato l'ipad neanche per quello. Dubito - non lo escludo ma non ricordo che programmando si potesse fare - che quei file scaricati da dropbox potessero essere linkabili con dei puntatori copiati poi nello spazio delle app. ma se uno si trova bene così... faccia pure. non sono queste le cose che sto discutendo |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 5:53
Bene...possiamo dire che il sistema messo in piedi da Apple col suo negozio multimediale è comodo. Può non piacere dover usare iTunes, ma rappresenta una comodità. Non impedisce di acquistare cd musicali e poi copiarteli nella libreria e neppure file mp3 presi chissà dove. Offre pure la possibilità ulteriori a pagamento. Formule come Spotify invece offrono un servizio di ascolto che si sostiene sulla pubblicità (un po' come le nostre TV private...) salvo incentivare (magari aumentando gli spot?) la sottoscrizione di abbonamenti Premium com'è ovvio. Anche qui sono vincolato però ad usare la loro app. A me sembra che in entrambi i casi dei compromessi si debbano accettare |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 10:34
“ se non ricordo male, te lo copia in automatico nello spazio della app scelta. „ Questo e` perche', detto in parole semplici, ogni app ha uno spazio disco ben definito da cui non puo` "sconfinare", quindi nessuna app puo` andarsi a leggere file su spazi altrui. In altre parole, se scrivo un documento con l'app x che poi voglio leggere con l'app y, non posso far altro che "passare" una copia da x a y che pero`, come detto, e` una replica. Il passaggio da x a y, deve essere previsto dalle app che devono utilizzare delle specifiche API (e, ovviamente non tutti le fanno). Fanno eccezione le foto, che sono gestite dal sistema attraverso un "rullino" da cui e` possibile pescare e inserire immagini. iOS e` fatto cosi`, non si puo` cambiare, neanche con il JB che supera solo alcune di queste limitazioni. Questo sistema ha vantaggi e svantaggi. Il primo vantaggio che mi viene in mente e` la maggiore sicurezza che esso garantisce. Il primo svantaggio che mi viene in mente e` la rottura che comporta il condividere file tra app diverse (creazione di repliche con conseguente spreco di spazio, meccanismi piu` macchinosi per passarsi i file, ecc.). Quanto ad iTunes, anche io non lo considero il male assoluto. Trovo piu` limitante l'impossibilita` di collegare una chiavetta USB al mio tablet. Durante le ferie trovo estremamente utile caricare sull'iPad qualche cartone per le mie bimbe. Apple mi limita ai 12GB che ho liberi sul mio dispositivo, e mi impedisce di caricarli dalle mie chiavette USB. Al contrario, con il mio Nexus 7 (che ho acquistato anche per superare questo limite) lo posso fare tranquillamente. Per inciso, le performance di iTune nel caricare i contenuti sul dispositivo sono decisamente scarse se paragonate con un'alternativa che ho trovato (e usato): montare il dispositivo iOS su Ubuntu e trasferire i file nello spazio disco dell'app. Come ogni cosa, l'ecosistema chiuso di iOS ha vantaggi e svantaggi. Basta conoscerli e scegliere (consapevolmente) di conseguenza. |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 12:21
Trovo l'analisi di Raamiel condivisibile. Vorrei però aprire una riflessione: il Mac non è mai stato un computer PRO, nella filosofia dell'Apple c'è sempre stato un concetto più consumer del computer. Il desktop publishing, che è all'origine di questa convinzione, è un fenomeno che è più da ricercare nelle origini di Adobe ed Aldus che in Apple stessa. La scelta del Mac è stata più una conseguenza che una scelta. I "creativi", notoriamente meno propensi alla tecnologia, avevano più affinità con un'interfaccia come quella del system piuttosto che con quella del Dos, motivo per cui i Mac furono scelti da queste software house per la loro "rivoluzione" Un certo edonismo "fricchettone californiano" e l'attenzione al design hanno completato l'opera. I modelli di riferimento dell'Apple sono stati più quelli della Braun per il design (grande scuola di razionalismo progettuale) e dell'italiana Olivetti... anche se di quest'ultima non credo che abbiano preso l'attenzione per i dipendenti! Il mercato Pro negli anni '80/'90 è sempre stata prerogativa di aziende come Silicon Graphics, Sun, Quantel, Crosfield, Agfa... tutte o quasi completamente scomparse. Apple ha lavorato soprattutto sul motore del colore "colorsync", ma il resto era esterno come le schede video RasterOps, Radius e Supermac... idem per i monitor fino ad arrivare al RE, Barco Calibrator. Nel mondo 3D della modellazione solida, il divario era ancora più ampio e Windows è arrivato prima di Apple. Paradossalmente il periodo di NEXT e PIXAR, ha avvicinato Steve Jobs al concetto di workstation grazie all'uso di UNIX e del linguaggio video Postscript. Alcuni software tra cui l'italianissimo SolidThinking sono nati proprio sotto NEXT. Certo il mondo delle workstation UNIX è completamente tramontato in favore di prodotti più prosumer, ma per un tempo relativamente lungo, le schede video Nvidia e AMD non sono state all'altezza delle vecchie RasterOps e altre che erano scomparse dal mercato. Il periodo chiave è quello in cui Motorola ed IBM non furono più in grado di sostenere un processo di sviluppo adeguato dei processori PowerPC. Adobe ed altri investirono maggiormente su Windows ed Apple iniziò ad acquisire e sviluppare software proprietari, in ambito video e fotografico, per dimostrare e sostenere il proprio mercato. Se vogliamo, l'identificare il Mac come il computer per pochi creativi, fu più un insuccesso che un successo per chi come Jobs si proponeva un computer in ogni famiglia! Per la fotografia l'uso del Mac, nell'immaginario collettivo, è più conseguenza di una vicinanza al mondo della grafica e del DTP che ad una ragione più squisitamente tecnica. Nel mondo della comunicazione visiva i fotografi sono stati gli ultimi ad aver abbracciato la realtà digitale. Fino a che si è lavorato con l'analogico, il fotografo era prevalentemente in contatto con gli Art Director, con i grafici o con gli editori che portavano le dia nelle fotolito per poi ottenere i file da impaginare nei propri Mac. Prima delle chiavette e dei CD, si girava con i dischi magneto-ottici (http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_magneto-ottico) e si discuteva di maschere di contrasto davanti a monitor dei Mac per cui il passaggio il passaggio è stato quasi "obbligato". Premesso tutto questo, credo che con una certa onestà intellettuale si può affermare che non è tanto una questione di predominanza tecnologica (a parte colorsync) o prestazionale che favorisce negli ambiti creativi l'uso del Mac, quanto l'abitudine e soprattutto una certa affinità alla logica chiusa del sistema operativo che è alla base del marchio. I creativi continuano ad essere per loro natura meno tecno-logici. Anche chi ama costruirsi il PC lo fa soprattutto per una questione di abitudine, acquisita nell'esperienza da "gamer" relativa ad un determinato periodo storico. I giovani di oggi, per la maggioranza, non si costruirebbe più nulla e forse immagina un futuro più touch che di processori raffreddati a liquido. Per cui, tanto è giurassico il pensare che il Mac sia meglio per un creativo, quanto lo è pensare che assemblarsi un PC sia la cosa migliore... ovviamente tutto in funzione di attualità di mercato. E per ritornare in tema, Itunes/beats vs Spotify oggi e qualche altro standard abitudinale domani. Black non "spaventarti" ;), Apple non ti toglierà la musica, domani userai altro! |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 12:33
Sono d'accordo con il tuo discorso Filo63; ma infatti l'iMac sta bene li dov'è. Capisco benissimo che sia un loro cavallo di battaglia e che sia un prodotto dalle vendite molto appetibili. Però se Apple scompare dal mercato pro ci rimangono solo i PC Windows, che a quel punto avrebbero il monopolio; io preferirei avere una valida alternativa nel mondo Apple. Alla fine anche per un discorso meramente di design dove Apple punta molto.... se a qualcuno piace il design del MacPro e vuole un ambiente omogeneo è praticamente costretto a prendersi un monitor indecente per la fotografia, oppure a prendersi un Eizo, che però fa a ×tti con lo stile Mac. Perché non dare all'utente anche la scelta di un monitor veramente serio e sempre nel loro design? |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 12:50
L'iMac con secondo monitor Pro non è una cattiva soluzione. Io non sono mai riuscito a comprare un monitor Apple a parte il primo 13" a colori... al tempo non so neanche se era possibile montare altro. Quello che dici ha una logica. Forse un monitor pro toglierebbe mercato ad altri, trasformandoli in inutili avversari? Guarda la LG crea molti schermi usati su Eizo, Nec, Dell ma non ne presenta uno a suo marchio, almeno in ambito Pro. Poi, e forse mi ripeto, anche l'attuale MacPRO è in parte anacronistico. La scelta delle due schede video AMD che non sono state del tutto sposate nel mondo 3D è un azzardo? Qualcuno si è tirato indietro? Qualcuno ha tradito? Poi vedi che Revit va uguale su un i7 quanto su un Xeon a 35mila Core!!! Mari della TheFoundry vola su un MacPRO e lo sfrutta in pieno. Molti motori di rendering vanno su GPU ma altri altrettanto Pro come KeyShot usano la CPU. Ti rendi conto che non è tanto il momento delle workstation ed ogni progetto rischia di essere zoppo, come purtroppo molti investimenti. Il gap prestazione negli ultimi anni non è stato così ampio... una macchina di 5 anni fa non è così sorpassata e l'unica innovazione che ti fa realmente percepire il fattore temporale è l'SSD. Comunque hai ragione un bel Nec o Eizo carozzato Apple sarebbe più bello! |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 13:22
Condivido la vostra disamina, aggiungo che, oltre ad un paio di monitor seri, manca anche una work station classica, come lo era il vecchio mac pro, così come una macchina 'di mezzo' tra il mac pro e l'imac, come lo era il vecchio mini, magari con una scelta di personalizzazione più ampia, dischi ssd di serie e non quella inutile invenzione che è il fusion drive, schede video discrete, porte in out adeguate e magari un prezzo decente. |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 13:25
"magari un prezzo decente" ecco dove casca l'asino, quella compagnia fa prodotti di nicchia che ormai sono considerati maistream, ma con prezzi di nicchia.. Vorresti una mercedes che fa prodotti a prezzi decenti? Esce la prima classe A e fanno un danno alla loro immagine enorme... come è stato.. Se vuoi mantenere il brand ad un certo livello, devi evitare uscite come il 5c o simili, senno rischi di danneggiare anche i top di gamma come immagine.. |
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inviato il 12 Maggio 2015 ore 13:27
Raamiel ti offro un altro spunto di riflessione (conoscendo la tua preparazione ma non la tua professione) Nella fotografia professionale sviluppata per la comunicazione visiva, entro certi limiti ovviamente, si ha meno attenzione alla calibrazione "fine" perché si ha la consapevolezza che le immagini vengono successivamente manipolate da altri che hanno un'alta e si spera maggiore preparazione alla cromia e al bilanciamento globale dell'immagine. Durante un servizio fotografico si parla molto di più di composizione, di inquadratura, di luci e di Mood che di altri caratteri tecnici dello scatto. La fotografia "artistica" e fotoamatoriale al contrario è più controllata dal fotografo per cui è più sentita la necessità di quanto tu molte volte spieghi. Per questi motivi (oltre a quelli dei miei precedenti post), molte volte, vedi tanti iMac negli studi fotografici. Nella post produzione editoriale e nella grafica per esempio il NEC è più "fedele" dell'Eizo che è invece più adeguato alla fotografia. Il fedele è virgolettato perché nella riproduzione dei colori, soprattutto nelle tonalità pastello, non ci siamo ancora. I vecchi Barco erano meglio come pure gli scomparsi Quato che ne erano gli eredi a livello tecnologia non a tubo catodico. Altro fattore determinante è che nella produzione, gli standard di riproduzione del colore si sono per così dire globalizzati con l'avvento del digitale (parlo soprattutto di stampa e colore di prodotto), per cui tanta teoria del colore si è letteralmente fottuta    |
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