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“ Se a quella di quest' anno scrivi Houston, Los Angeles o Boston 2026... In questo caso non chiarirebbe nulla e senza una dettagliata didascalia non si avrebbe certezza che la disperazione della donna non sia per il figlioletto morto per un pirata della strada mentre stava giocando davanti casa ... E questo non è certo un elemento irrilevante e che giochi a favore. „
“ Perbo tu parli sempre degli estremi, ovvio che nessuno è contro la didascalia, ma non credo che nel tuo lavoro di fotogiornalista fornivi foto che non raccontavano un ca22o?? o no?
sempre parlando per estremi se una foto si regge esclusivamente sulla descrizione è una foto "debole". „
dipende dalla foto.
Questa è una foto forte:
e la didascalia serve per capirne il contesto, ma la foto dice molte cose anche senza informazioni aggiuntive.
Questa invece sarebbe schifata dalla maggior parte delle persone che frequentano il forum, verrebbe etichettata (nella migliore delle ipotesi) come "foto debole":
E' tratta da il bellissimo (e giustamente premiato) lavoro "Abducted Nigerian School Girls" di Glenna Gordon, che ha deciso di documentare il rapimento di 276 ragazze nigeriane da parte di Boko Haram fotografando i loro oggetti personali rimasti. Ha reso visibile in questo modo la loro assenza, evitando che diventassero solo un numero. La didascalia (o una descrizione del contesto) serve, per comprenderla? assolutamente sì. E' per questo una foto debole? assolutamente no, anzi! Guardatele tutte, io le trovo potentissime:
E questo è solo un esempio, ci sono molti altri lavori che non "parlano" immediatamente, ma va capito il contesto per apprezzarli.
So che in un forum di hobbysti è strano da capire, perché (e mi ci metto anche io, che fino a una decina di anni fa vivevo la fotografia solo come una passione e non un lavoro) nella maggior parte dei casi l'appassionato fa foto a sé stanti, cioè cerca lo scatto bello, l'effetto wow, il momento colto, etc etc. Ma chi fa reportage racconta una storia, di solito lunga (sulle mie ci lavoravo mesi, c'è chi fa progetti lunghi anni), con una serie di scatti la cui scelta e successione sono frutto di scelte molto ben ponderate (e faticose). Non devono essere tutte foto forti, devono però essere (ovviamente) foto buone. Poi magari partecipa al WPP con una foto singola perché pensa che possa funzionare, ma le didascalie sono parte fondamentale del lavoro.
la foto con il fuoco ha sicuramente un grande impatto, proprio per la presenza del fuoco non potrebbe essere altrimenti data la sua forza ancestrale, il momento colto è sicuramente interessante, due righe di didascalia e siamo a posto.
la seconda foto invece ha bisogno di più supporto, inteso sia come la presenza di altri scatti, che di un testo adeguato a contestualizzare la questione. quindi da sola sì è più debole.
“ Che poi è la migliore prova della forza dell'immagine. „
questo forum ha ancora qualche contributo intelligente, non tutto è perduto
sì, la foto ha disturbato, e ha generato una discussione, e un fastidio. quindi ha funzionato.
“ La didascalia (o una descrizione del contesto) serve, per comprenderla? assolutamente sì. „
Aggiungo una considerazione banale ma che in questo luogo pare essere necessaria, visti alcuni commenti.
Spesso foto che mostrano realtà per noi non troppo conosciute, o completamente sconosciute, ci portano ad approfondire e a informarci su quei contesti. La foto non spiega (come vorrebbe qualcuno), ma stimola, turba, interroga: a spiegare ( o a suggerire un percorso di conoscenza) è la didascalia. La fotografia è ancora oggi un formidabile strumento di conoscenza, pure in un contesto folle,l'immaginario è ipersaturato di stereotipi (e di schifezze).
È come essere in un'enorme e infinita discarica dove il minimo luccichio brilla come fosse un'enorme pietra preziosa.
Sto facendo un discorso generale, non faccio riferimento alla foto vincitrice di cui si parla (che non mi ha fatto impazzire, o incuriosire).
"La foto non spiega (come vorrebbe qualcuno), ma stimola, turba, interroga: a spiegare ( o a suggerire un percorso di conoscenza) è la didascalia".
Esatto. E tanto per essere chiari anche la foto della macchina incidentata non spiega nulla e non dice nulla a qualcuno che non sia un anziano appassionato di corse automobilistiche, che già non sappia chi fosse Lauda, come fossero fatte le Ferrari formula uno del 1980 e che cosa sia successo. In altre parole mostra quella foto, peraltro piuttosto brutta, ad una persona di vent'anni e vediamo che cosa ne tira fuori.
già il fatto che pure tu dici che è un auto da competizione incidentata già è un racconto,per sapere il pilota basta leggerlo sull'auto, che poi non tutti possano ricavare ulteriori dettagli narrativi è ovvio, ma decine di migliaia di persone nel mondo comunque sì... a differenza di una foto dove al massimo il soggetto è conosciuto solo dai suoi famigliari e non si capisce dove sia e cosa stia facendo.
comunque Taiana le chiacchere stanno a zero ... alla fine ti ho accontentato la foto te l'ho portata, e ce ne sono centinaia basta cercarle.
poi brutta o bella, giornalisticamente è irrilevante.
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