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inviato il 28 Aprile 2026 ore 18:27
“ Se a quella di quest' anno scrivi Houston, Los Angeles o Boston 2026... In questo caso non chiarirebbe nulla e senza una dettagliata didascalia non si avrebbe certezza che la disperazione della donna non sia per il figlioletto morto per un pirata della strada mentre stava giocando davanti casa ... E questo non è certo un elemento irrilevante e che giochi a favore. „ concordo con te |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 19:08
“ Perbo tu parli sempre degli estremi, ovvio che nessuno è contro la didascalia, ma non credo che nel tuo lavoro di fotogiornalista fornivi foto che non raccontavano un ca22o?? o no? sempre parlando per estremi se una foto si regge esclusivamente sulla descrizione è una foto "debole". „ dipende dalla foto. Questa è una foto forte:
 e la didascalia serve per capirne il contesto, ma la foto dice molte cose anche senza informazioni aggiuntive. Questa invece sarebbe schifata dalla maggior parte delle persone che frequentano il forum, verrebbe etichettata (nella migliore delle ipotesi) come "foto debole":
 E' tratta da il bellissimo (e giustamente premiato) lavoro "Abducted Nigerian School Girls" di Glenna Gordon, che ha deciso di documentare il rapimento di 276 ragazze nigeriane da parte di Boko Haram fotografando i loro oggetti personali rimasti. Ha reso visibile in questo modo la loro assenza, evitando che diventassero solo un numero. La didascalia (o una descrizione del contesto) serve, per comprenderla? assolutamente sì. E' per questo una foto debole? assolutamente no, anzi! Guardatele tutte, io le trovo potentissime: www.lensculture.com/articles/glenna-gordon-abducted-nigerian-school-gi E questo è solo un esempio, ci sono molti altri lavori che non "parlano" immediatamente, ma va capito il contesto per apprezzarli. So che in un forum di hobbysti è strano da capire, perché (e mi ci metto anche io, che fino a una decina di anni fa vivevo la fotografia solo come una passione e non un lavoro) nella maggior parte dei casi l'appassionato fa foto a sé stanti, cioè cerca lo scatto bello, l'effetto wow, il momento colto, etc etc. Ma chi fa reportage racconta una storia, di solito lunga (sulle mie ci lavoravo mesi, c'è chi fa progetti lunghi anni), con una serie di scatti la cui scelta e successione sono frutto di scelte molto ben ponderate (e faticose). Non devono essere tutte foto forti, devono però essere (ovviamente) foto buone. Poi magari partecipa al WPP con una foto singola perché pensa che possa funzionare, ma le didascalie sono parte fondamentale del lavoro. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 19:46
Bell'intervento. Chiaro, ben argomentato e costruttivo. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 19:58
Qui rode il contenuto mica il contenitore |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 20:01
la foto con il fuoco ha sicuramente un grande impatto, proprio per la presenza del fuoco non potrebbe essere altrimenti data la sua forza ancestrale, il momento colto è sicuramente interessante, due righe di didascalia e siamo a posto. la seconda foto invece ha bisogno di più supporto, inteso sia come la presenza di altri scatti, che di un testo adeguato a contestualizzare la questione. quindi da sola sì è più debole. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 20:51
“ Qui rode il contenuto mica il contenitore „ Che poi è la migliore prova della forza dell'immagine. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 21:26
“ Che poi è la migliore prova della forza dell'immagine. „ questo forum ha ancora qualche contributo intelligente, non tutto è perduto sì, la foto ha disturbato, e ha generato una discussione, e un fastidio. quindi ha funzionato. “ La didascalia (o una descrizione del contesto) serve, per comprenderla? assolutamente sì. „ Aggiungo una considerazione banale ma che in questo luogo pare essere necessaria, visti alcuni commenti. Spesso foto che mostrano realtà per noi non troppo conosciute, o completamente sconosciute, ci portano ad approfondire e a informarci su quei contesti. La foto non spiega (come vorrebbe qualcuno), ma stimola, turba, interroga: a spiegare ( o a suggerire un percorso di conoscenza) è la didascalia. La fotografia è ancora oggi un formidabile strumento di conoscenza, pure in un contesto folle,l'immaginario è ipersaturato di stereotipi (e di schifezze). È come essere in un'enorme e infinita discarica dove il minimo luccichio brilla come fosse un'enorme pietra preziosa. Sto facendo un discorso generale, non faccio riferimento alla foto vincitrice di cui si parla (che non mi ha fatto impazzire, o incuriosire). |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 21:42
"La foto non spiega (come vorrebbe qualcuno), ma stimola, turba, interroga: a spiegare ( o a suggerire un percorso di conoscenza) è la didascalia". Esatto. E tanto per essere chiari anche la foto della macchina incidentata non spiega nulla e non dice nulla a qualcuno che non sia un anziano appassionato di corse automobilistiche, che già non sappia chi fosse Lauda, come fossero fatte le Ferrari formula uno del 1980 e che cosa sia successo. In altre parole mostra quella foto, peraltro piuttosto brutta, ad una persona di vent'anni e vediamo che cosa ne tira fuori. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 21:50
già il fatto che pure tu dici che è un auto da competizione incidentata già è un racconto,per sapere il pilota basta leggerlo sull'auto, che poi non tutti possano ricavare ulteriori dettagli narrativi è ovvio, ma decine di migliaia di persone nel mondo comunque sì... a differenza di una foto dove al massimo il soggetto è conosciuto solo dai suoi famigliari e non si capisce dove sia e cosa stia facendo. comunque Taiana le chiacchere stanno a zero ... alla fine ti ho accontentato la foto te l'ho portata, e ce ne sono centinaia basta cercarle. poi brutta o bella, giornalisticamente è irrilevante. |
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inviato il 28 Aprile 2026 ore 23:22
“ dipende dalla foto. „ Direi che la stragrande maggioranza delle foto storiche senza una descrizione è incomprensibile. Se sappiamo cosa succede nella maggior parte di esse è semplicemente perché quando se ne parla viene data la spiegazione e citato il contesto. Buona fortuna a capire cosa ci sia dietro a questa semplicemente guardandola, o anche solo a capire il periodo storico visto che potrebbe tranquillamente essere una foto degli anni '30 o degli anni '70.
 Sinceramente però mi pare si voglia fare polemica sul nulla semplicemente perché non si è d'accordo con il contenuto della foto. In ogni caso mi aspettavo questa come vincitrice (sempre lì siamo come argomento, forse ancora più emblematica visto l'attacco diretto alla stampa), anche se non so come vengano fatte le selezioni.
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 0:09
"Alla fine ti ho accontentato la foto te l'ho portata" Cosa hai portato? Hai portato una foto che non dice nulla a chi non sappia già tutto. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 3:53
“ La didascalia (o una descrizione del contesto) serve, per comprenderla? assolutamente sì. E' per questo una foto debole? assolutamente no, anzi! Guardatele tutte, io le trovo potentissime: „ Si può eventualmente concordare solo di fronte a tutta la serie dalla quale hai estrapolato quella maglietta. Se invece avesse dovuto concorrere tra le foto singole, per eleggere quella dell'anno, in solitudine sarebbe risultata debolissima, forse appena buona solo per un annuncio su Vinted, direi. Comunque in quella serie si potrebbe anche dire che il valore della didascalia è pari se non addirittura superiore alle foto stesse. Il valore è giornalistico per la storia che c'è dietro. Ma se ci si limitasse al solo fotografico, il valore si vedrebbe ridimensionato e anche di molto... Al pari, appunto, di una serie di abiti che vuoi vendere su Ebay o Subito. Anche semplici, o meglio banali, ritratti realizzati come simil-fototessera, di per sè varrebbero assai poco. Ma se invece venisse descritto che quelle fototessere-style sono state realizzate nel braccio della morte di un carcere americano, pochi giorni prima che i soggetti vengano "giustiziati"... Ugualmente cambierebbe tutto l'impatto di quel lavoro, anche se le foto sono sempre le stesse, di quel primo impatto debole, senza il beneficio del supporto descrittivo. Al pari di quegli abiti, per la quale il principio resta lo stesso di questo esempio. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 4:01
Quanto alla foto della Lange, tutto è già racchiuso nella foto che ne decreta tutta la sua potenza e drammatico spessore. Sapere che sia stata scattata in una tenda di un campo profughi aggiunge solo informazioni che potrebbero anche non essere necessarie, per il valore della foto che ha già autonomamente. Il suo valore resterebbe intatto anche se fosse stata fatta in una sala d'aspetto, in un retrobottega, o nel cortile di casa sua. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:22
Secondo me la foto della Lange, quel primo piano che citate, risulta così forte perché sapete benissimo a priori quello che rappresenta e quello che c'è dietro. Presa da sola, senza sapere l'autore, avrebbe lo stesso valore giornalistico di un qualsiasi ritratto di strada ben fatto in qualsiasi epoca storica ad un persona in difficoltà (quale difficoltà risulta difficile capirlo, sfollata, semplicemente povera contadina del dopoguerra, ecc..). |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:53
“ Quanto alla foto della Lange, tutto è già racchiuso nella foto che ne decreta tutta la sua potenza e drammatico spessore. Sapere che sia stata scattata in una tenda di un campo profughi aggiunge solo informazioni che potrebbero anche non essere necessarie, per il valore della foto che ha già autonomamente. Il suo valore resterebbe intatto anche se fosse stata fatta in una sala d'aspetto, in un retrobottega, o nel cortile di casa sua. „ Vale anche per la foto d'apertura. |
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