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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:14
Hanno scelto un nome che fa pubblicità come quando hanno scelto la chapelle o McCurry |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:20
Sicuramente, ma fuori dal mondo della fotografia fa così tanta pubblicità da garantirgli il rientro della spesa? Sono sicuro che il calendario Pirelli a 10/15€ gli fa molto più incasso e sicuramente non per il fotografo che le scatta... |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:21
Il calendario Pirelli non è comprabile,la distribuzione è gestita direttamente da Pirelli e non avviene tramite canali commerciali In ogni caso direi che negli ultimi anni ha subito un sicuro calo di popolarità |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:32
Credo di avere decifrato sia l'esigenza che la finalità di Matteo, per cui dividerò in due la risposta. A livello umano, mettere in mostra le vulnerabilità, ci espone al giudizio ma anche alla richiesta di corrispondenza, di scambio meglio. In questo rispondo che per le immagini che non corrispondono a questo criterio, questo ed altri posti sono utili, anzi ideali. Per il tuo genere di espressione, il libro rimane ancora l'unico mezzo ( assieme alla esposizione) dove puoi comunicare singolarmente, con i tuoi tempi e metodi. La seconda parte riguarda l'uso della lamentazione o del catturare l'attenzione che le immagini hanno di fatto imbrigliato. Iper sollecitando i nostri nervi e col tempo anestetizzando il sistema periferico. Quindi se qui, cerchi di essere conduttore di un messaggio e non ti senti sicuro, stai sicuramente sbagliando. Perché non puoi permetterti di giudicarlo, di farti vedere dubbioso. È il tuo × veicolo nella tua fottuta rotta. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 18:36
“ Certo che è un loop ma lo scopo del topic non è dare una risposta ma dire: ci state pensando o facciamo sempre gli struzzi? „ io ovviamente no ma credo che chiunque si consideri un creativo (non solo fotografo) la domanda se la dovrebbe porre Anche perché, se restiamo nel campo della generazione tramite AI, il processo creativo non è che scompare ma semplicemente cambia. Un paio di anni fa ho visto una mostra con delle installazioni in cui l’autore aveva addestrato l’AI con proprie opere (poesie, disegni, quadri) o con quelle di artisti che lo avevano influenzato, e poi l’AI generava “nuove” opere in linea con quelle su cui era addestrato. Questo è un processo creativo. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 18:51
No non lo è. Il procedimento è lo stesso di spot paintings di Damian. Che venivano fatti da altri in atelier. Umani È l'idea della trasformazione l'atto creativo non la realizzazione. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 18:52
“ È l'idea della trasformazione l'atto creativo non la realizzazione. „ Esattamente. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:17
“ Però, Matteo, non credi che guardando unicamente al fine (puntare ad usare l'AI per comunicare) cancelli con un colpo di spugna l'esperienza che fa parte del processo creativo? Cioè, mi sembra che tu stia trascurando molto il lato umano dell'usare il linguaggio fotografico. Nel senso che mettendo le mani in pasta per fare delle cose manualmente hai anche modo di riflettere e processare meglio quello che stai facendo e il modo in cui questo ti fa prendere consapevolezza di te stesso e/o di come stai cambiando, maturando, crescendo. Tutto questo non so se la scorciatoia dell'AI te lo permette. „ Grazie. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:24
E' un pò banale, ma si tratta di decidere se, in un viaggio, conta solo la destinazione, oppure conta anche il percorso. Non si tratta solo di cosa vedono gli altri, ma di come ci arriviamo noi. Io ho bisogno prima di tutto di guardare dentro, al mio percorso personale, quello che succede fuori viene dopo. Si torna al discorso delle motivazioni, non per tutti la priorità è fare in fretta e agevolmente. Se per qualcuno la fotografia è uno strumento superato, e se ritiene che l'AI gli consenta di esprimere meglio la sua creatività, venda tutto intanto che prende ancora qualcosa, e usi i soldi per gli abbonamenti. Mi sembra la scelta migliore, ma non deve essere per forza la scelta di tutti. Lo dico senza pregiudizi, quando ritengo di averne bisogno uso anche io quello strumento, sebbene in altri ambiti. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:32
E ti ripeto quanto detto se il viaggio é per te vale tutto, se lo condividi con altri magari non frega nessuno della descrizione dei tuoi 30 km a piedi |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:37
“ No non lo è. Il procedimento è lo stesso di spot paintings di Damian. Che venivano fatti da altri in atelier. Umani È l'idea della trasformazione l'atto creativo non la realizzazione. „ E quale la differenza concettuale rispetto a un fotografo che, invece di allestire un set da solo, lo fa allestire al suo staff? o più in generale con un regista? |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:38
Matteo evidentemente partiamo da approcci completamente opposti, tu pensi prima agli altri, io a me stesso. Se lavori per vendere devi andare incontro ai clienti, se il tuo scopo è un'altro cambia anche la prospettiva. Cose che per te sono importanti per me non contano nulla, e non è detto che io debba per forza raccontare il viaggio a tutti. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:40
Tra l'altro non è nemmeno vero che i 30 chilometri non interessano a nessuno, nei video di viaggio che vedi in giro spesso ci si sofferma in maniera estesa anche sul percorso, specie per quanto riguarda moto e camper, ovvero i mezzi che mi interessano di più. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 19:58
Non vendere pubblicare o mostrare. Nel momento che lo fai lo fai per gli altri non per te |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 20:03
che poi forse e' la differenza sostanziale tra un artigiano ed un artista. |
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