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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:28
No, Cencio. Non hai capito. Sto parlando unicamente della proposta di postare delle foto che si ritengono qualitative e sto dicendo che non ha senso prenderle come esempio per i motivi sopracitati. Riguardo alla fruizione è inevitabile che ognuno vede quello che può. Ma è un altro discorso. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:30
“ Si va contro quel comandamento che recita:- "Quel che conta è il risultato, il resto è noia” “”””””””””””””””””””””””””””””””””””” Non sono d’accordo: il risultato finale è certamente importante, ricordandoci che verrà giudicato secondo metri e sentimenti personali sia chiaro, ma l’assenza di un percorso lo riconduce a un mero esercizio di retorica. Se é questo quello che ci interessa allora ben venga ogni campo fiorito di castelluccio di Norcia, ogni maschera di Venezia è ogni stangona tatuata che possiamo vedere qui e altrove. Gli esempi citati sono solo, appunto, esempi: la lista poteva essere molto più lunga. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:32
Esatto, Ramirez. Il rischio di parlare di esempi di foto qualitative è che si sfoci nel manierismo e nell'emulazione. Cosa che snaturerebbe totalmente la validità di certi lavori. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:35
Ovviamente io parlo di foto che rivelano una personalità e una ricerca individuale. Se si vuole parlare di foto cliché allora il discorso cambia. Ma di quelle ne abbiamo esempi a milioni sotto gli occhi, non serve postarle qui. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:46
Sono anch'io un peccatore , al punto che a volte ritengo più interessante il percorso rispetto alla meta. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:53
Non capire lo metto sempre in conto, ancora di più nella fotografia. E proprio per capire meglio mi avrebbero fatto comodo degli esempi. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 20:35
Scusandomi per la tardiva risposta, @Meini Fausto, per la bellissima spiegazione qui sopra da te riportata (esaustiva, completa e pure personale), ti ringrazio da in piedi del soggiorno di casa dove sono ora, nei dintorni di Reggio Emilia. Una sostanziosa fetta di umiltà condita da quei particolari che hanno soddisfatto la mia curiosità ma, soprattutto, il racconto "della storia" che ha concorso alla creazione della tanto discussa fotografia. Forse, qualcuno storcerà il naso, altri, mi daranno un po' del parachiulo, ma in questa sede, non mi importa un granché. Sono venuto a conoscenza di quanto volevo approfondire. Grazie a te ed a tutti gli intervenuti. Nessuno escluso. Buona serata e buona Luce. |
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