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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 14:22
Penso che il contrasto sia fondamentale agli occhi della macchina, la cosa più importante... Però, a dire il vero, sto facendo delle ipotesi dato che non uso quasi mai più punti di messa a fuoco (Proprio perchè ci sono rimasto scottato in passato) Per tutte le foto che ho messo era attivo solo il punto centrale... che non sbaglia mai. |
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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 14:35
Però con il punto singolo, se non mi sbaglio, la macchina non tiene in considerazione i settaggi della commutazione area, giusto? |
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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 17:18
Aaaahh... non lo so... Commutazione area? E cos'è? |
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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 22:16
@Robinik preferisco più questi fotografi Cool Storici: Robert Frank Garry Winogrand Saul Leiter Contemporanei: Harry Gruyaert Alex Webb Andrea Bernesco Joel Meyerowitz Mi sono espresso male, intendevo fotografo che usa materiale Fuji....e mi piace l'approccio che ha nei confronti del lavoro che svolge..... relativo al reportage di matrimonio. Poi per tornare a noi.....cioè autofocus si, autofocus no........sia tu che Istoria state entrambi scrivendo cose sensate e condivisibili.......solo che vi ostinate considerare il vostro personale punto di vista....l'unico possibile, mentre invece è relativo alla vostra esperienza personale e al tipo di fotografia che praticate. E come sempre, la verità non sta mai ne da una parte ne dall'altra, ma ha varie sfaccettature! |
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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 23:36
@Denoise “ Però con il punto singolo, se non mi sbaglio, la macchina non tiene in considerazione i settaggi della commutazione area, giusto? „ Vedi è esattamente qui l'arcano che si DEVE comprendere sul funzionamento della modalità AF-C di Fuji... S sta per "static" (immagino) mentre C sta per "continuos". Tradotto in soldoni se premi a metà il pulsante di scatto con la modalità S il fuoco si ferma nel punto in cui ha trovato la maf e da li non si sposta più... Quando Vincio faceva riferimento al vecchio metodo del fissaggio e ricomposizione (che si usava con le reflex che avevano pochi punti a croce a volte anche solo il centrale) confondeva questa modalità. Riducendo la necessità di calcolo (perchè non deve prepararsi a nessuna variazione una volta trovato il giusto contrasto) questa è la modalità indicata per i soggetti statici o "semi" statici nel senso che si tratta di soggetti che non riescono a compiere movimenti significativi in breve tempo. E' l'ideale e la più proficua anche in condizioni di illuminazione scarsa o controluce. E' la modalità in assoluto con la miglior precisione, solo che non va bene per soggetti in leggero movimento. Ti faccio l'esempio di una goccia su un filo d'erba col vento... con AFS se non hai tempi di scatto più che rapidi e sei abbastanza vicino al filo d'erba rischi di prendere il fuoco sulla goccia ma quando arrivi a scattare una frazione di secondo in ritardo ti troverai un fuori maf perchè si sarà spostata a causa del dondolio. Se imposti in AF-C avrai (con la XT5 ma non ad esempio allo stesso livello con la XT3) l'AF che segue il dondolio della goccia anche dopo che avrai premuto il pulsante a metà. La precisione sarà (ripeto in una XT5) simile anche se inferiore all'AFS ma sarai certo che se la goccia si sposta nelle vicinanze del quadrantino lui sarà in grado di seguirla. Chiamiamolo "tracciamento in profondità" con una minima capacità di scarto anche laterale (mantenendo la stessa identica inquadratura, ovviamente). Ma siamo già in modalità "C" quindi anche in questo caso se tu avessi due soggetti che entrano nell'orbita del quadrante lui sceglierà quello anteriore o posteriore a seconda di come avrai customizzato l'AF. Ergo la risposta al tuo quesito è che, invece, ne tiene conto. Data questa spiegazione veniamo a @Roby “ solo che vi ostinate considerare il vostro personale punto di vista....l'unico possibile, mentre invece è relativo alla vostra esperienza personale e al tipo di fotografia che praticate. „ Io non mi ostino a nulla se non a far capire che ci sono "tante modalità" ma a seconda di quella che si usa si possono ottenere rating diversi. Ed è SBAGLIATO pensare che l'AF a ZONA di Fuji sia in grado di tracciare restituendo dei rating simili a quelli degli altri brand. Se lo si usa con quella premessa non si può che uscirne insoddisfatti nel paragone. Il metodo che propongo io NON L'HO INDICATO per tutti i tipi di fotografia dinamica ma solo per contesti (solo...) che lo permettono. E' chiaro che, SAPENDO QUELLO CHE DICO, non indicherei mai di scattare in una situazione "veramente" imprevedibile e talmente dinamica da passare da una parte all'altra del frame in una frazione con AFC e quadrante piccolo. Ma ti assicuro che in tantissime situazioni puoi "previsualizzare" lo scatto e partire con il quadrante piccolo (che è quello che riducendo maggiormente l'area restituisce il rating più preciso), IN QUEI CASI, il rating che ottieni e che ottengo è superiore a quello dei miei colleghi che usano altri Brand. Il fatto è che devi sapere come fare, richiede una conoscenza del mezzo ed un esercizio che portano una curva di apprendimento molto più lenta. Sabato sera ho fatto un 40mo tutto scattato in AFC con quadrante piccolo, altissimo rating. Sarebbero stati in grado di ottenerlo tutti? Probabilmente no perchè ripeto ci vuole tempo per impararlo (e magari anche essere predisposti). Nell'AFC a ZONA il QUADRANTE non è riducibile oltre una certa dimensione quindi se non c'è abbastanza contrasto oppure se ci sono oggetti di simile dimensione il sistema si incasina di più dando dei falsi positivi per il semplice motivo che l'area di calcolo è maggiore. Io uso la modalità a ZONA in determinate situazioni ma lo ribadisco, con immutata consapevolezza, non è la modalità più precisa nemmeno se si seguono tutte le indicazioni e configurazioni possibili. Bisognerebbe cercare di capire e "sfruttare" quello che sto condividendo senza fare inutili confusioni mescolando le cose che scrivo cercando di capire. Queste differenze sono ancora più amplificare nella sezione video... dove spesso mettendo a zona con quadranti larghi il sistema non è in grado di realizzare il contrasto tra gli oggetti e non fa proprio muovere l'AF. Pertanto esiste un solo ed unico punto di vista: più è piccolo il quadrante e meno il sistema fatica. Meno calcoli lo costringi a fare e più è preciso. Che poi uno decida di non usarlo perchè non lo sa usare (perchè o non ha capito come o perchè non ha esperienza) non cambia il fatto che in Fuji esiste, ad ora, un unico modo di utilizzo che si avvicina a quello degli altri brand... AFC , Joistick e quadrante il più piccolo possibile (perchè riduce l'area di analisi). Stop il resto sono pagine perse per nulla. |
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inviato il 12 Gennaio 2026 ore 23:38
Se poi può essere utile si può anche stilare una tabella d'uso in base al contesto, sono benissimo in grado di farla ma non ora che devo consegnare il lavoro di sabato ;) Alla fine si tratta solo di usare le levette C,S usare Zona o Singolo e configurarsi un pulsante per attivare/disattivare gli ausili. |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 10:31
Grazie Istoria della spiegazione, ora è più chiaro. Ma effettivamente come ho scritto qualche post fa, io utilizzo punto singolo e zona. Punto singolo quando so cosa fa il giocatore (tiri liberi ad esempio o espressioni o momenti particolari), nelle azioni pure uso la zona ed infatti è lì che ho più messe a fuoco fallaci... tutto torna. Ci tengo a precisare, come è stato precisato anche a me, che le ottiche giuste fanno comunque la differenza. Io avevo ottime ottiche, ma non adeguate alle aesigenze, cambiandole è cambiato anche il rating. Insomma, è il caso di dire che tecnica e attrezzatura, lavorando in sinergia, fanno la differenza, è banale, ma è così |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 12:17
La tecnica è giusta se si adatta alla tecnologia disponibile, non succede viceversa |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 14:21
Comunque non ho fatto alcuna confusione, la tecnica del punto singolo in AF-S con ricampionamento è valida tutt'oggi. Che poi non la si usa più per comodità per via degli automatismi che nascono per semplificare è un altro discorso. Quello che viene detto, in parte è corretto e in parte no. Ha un “nocciolo” corretto (AF-C + punto piccolo = massimo controllo e massima precisione quando riesci a tenerlo sul soggetto), ma rimangono le semplificazioni su affermazioni assolute. Cosa ha senso: - AF-S vs AF-C: corretto che in AF-S il fuoco “si blocca” quando aggancia (a metà corsa o con back-button), mentre in AF-C continua ad aggiornare finché mantieni il comando di AF. Questo è il motivo per cui AF-C è più adatto a soggetti che si muovono anche poco. - Punto piccolo = più precisione “geometrica”: vero nel senso pratico: se inquadri una goccia su un filo d’erba, un punto piccolo riduce la probabilità che la camera agganci lo sfondo o un dettaglio vicino più contrastato. Quindi per soggetti piccoli/precisi e sfondi “pericolosi”, ha senso. - Su Fuji, specie senza subject detection, la tecnica conta: anche qui, vero. Se non usi riconoscimento soggetti, il risultato dipende parecchio da quanto bene riesci a “pilotare” l’AF col joystick e a mantenere il punto dove serve, ma rallenta molto il processo. (Per capire senza che sto a postare altri video, andatevi a vedere l'ultimo video di Damiano Durante "riflessioni fotografiche" intitolato "Fujifilm XF 18-120mm PZ WR + X-T5 (prova sul campo)" e guardate quanto tempo ci impiega a comporre, spostare il joystick e scattare) Dove sta esagerando (o rischia di confondere) - Più piccolo = sempre meglio”: no. Più piccolo è spesso più preciso, ma anche: - Più facile “perdere” il soggetto se si muove lateralmente o accelera, - più fragile in bassa luce/ basso contrasto, - più soggetto a micro-errori se il soggetto non offre texture netta esattamente sotto il punto. In molte situazioni (sport imprevedibile, animali erratici, gente che ti attraversa il frame), una zona ben scelta può aumentare la percentuale di scatti utili proprio perché tollera l’errore umano di puntamento. - “La zona fa più falsi positivi perché l’area di calcolo è maggiore”: è una lettura parziale. Sì, una zona più grande può agganciare il soggetto “sbagliato” se ci sono elementi competitivi. Ma è anche vero il contrario: una zona offre più “materiale” per trovare contrasto e può essere più affidabile quando il soggetto è poco contrastato o quando tu non riesci a tenere il punto perfettamente. La parte su “commutation area / zone area switching” col punto singolo: qui attenzione. In generale, le impostazioni legate al cambio di area dentro una zona hanno senso quando… stai usando una zona. Con punto singolo molte di quelle logiche diventano irrilevanti (perché non c’è una “zona” in cui scegliere fra più punti). Restano invece sensate le impostazioni tipo “sensibilità tracking / reattività”, che influenzano quanto facilmente l’AF-C molla il soggetto o reagisce ai cambiamenti. La frase che convince meno: “Esiste un solo punto di vista: più piccolo il quadrante e meno il sistema fatica, più è preciso.” È un’assolutizzazione. La precisione non è solo “fatica computazionale”: è compromesso tra precisione del punto, robustezza dell’aggancio, tolleranza agli errori di puntamento, tipo di movimento, contrasto e distanza. Dire che esiste “un solo modo” è più una bandiera ideologica che una guida pratica. Quindi: “AF-C + punto singolo su X-T5” ha senso? Sì, se: - il soggetto è piccolo o vuoi scegliere quel dettaglio preciso, - il movimento è prevedibile o comunque riesci a tenerci il punto, - lo sfondo è pieno di cose che potrebbero “rubare” il fuoco. Ma non è la scelta “migliore in assoluto”. In tanti scenari dinamici reali, una zona piccola/media o tracking/subject detect (se applicabile) può dare più scatti a fuoco proprio perché riduce la probabilità che tu perda il soggetto. |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 14:42
La fotografia è fatta di regole tecniche che non si limitano alla triade esposimetrica (tempo, diaframma, ISO), ma includono anche gestione della luce (direzione, qualità e contrasto), messa a fuoco e profondità di campo, scelta della focale e della prospettiva/punto di ripresa, controllo del mosso (del soggetto e della camera) e bilanciamento del bianco/resa cromatica in scatto, composizione ecc. Se volessimo porre degli esempi pratici con pro/contro impliciti e della scelta di quale AF usare e quale automatismo usare, abbiamo: AF-S + punto singolo piccolo: - Ritratto posato: vuoi l’AF sull’occhio vicino e non su ciglia/naso/orecchio. - Still life / prodotto / food su tavolo: fuoco su etichetta, bordo, dettaglio preciso. - Macro (fiore, insetto fermo): profondità di campo millimetrica → serve precisione. - Architettura / interni: fuoco su un punto specifico (es. bordo finestra) senza “saltare” altrove. - Paesaggio con treppiede (o scena statica): scegli tu dove mettere fuoco (iperfocale, primo piano, ecc.). Perché funziona: - Minima probabilità che l’AF agganci lo sfondo o un elemento vicino. - Ripetibilità: ogni scatto mette a fuoco esattamente lì. AF-C + punto singolo Quando il soggetto si muove, ma tu riesci a tenere il punto sul soggetto (movimento prevedibile o soggetto isolato). Esempi - Sport “lineare”: runner che viene verso di te, ciclista in corsia, nuotatore in corsia (poco caos). - Ritratto “vivo”: persona che parla/gesticola e dondola avanti-indietro; vuoi sempre l’occhio, ma cambia distanza. - Auto/moto in pista: soggetto grande e distinguibile, vuoi fuoco su casco/pilota o su un punto preciso dell’auto. - Animale singolo che cammina verso di te in campo aperto: tieni il punto su testa/occhio. Perché funziona - Continuità di fuoco mentre cambia distanza. - Controllo massimo su cosa stai inseguendo. Quando può fallire Se il soggetto “scappa” dal punto: perdi fuoco. AF-C + Zona Quando il soggetto si muove e/o è difficile tenerlo sotto un punto singolo, ma vuoi limitare la libertà della camera a una porzione dell’inquadratura. Esempi - Basket/calcio: azione rapida, cambi di direzione, occlusioni parziali; zona sul giocatore che ti interessa. - Bimbi che corrono verso di te: imprevedibili e veloci, zona sul busto/viso. - Uccelli in volo (specie contro cielo pulito): zona centrale per aggancio più rapido. - Animali che si muovono tra erba o rami: zona aiuta a non perdere il soggetto quando “balla” nell’inquadratura. - Eventi (ingresso sposi, balli): soggetti in movimento in luce mista, zona dà margine. Perché funziona - Più tollerante se non sei perfettamente “incollato” col punto. - Aggancio più rapido su soggetti erratici. Rischio - In scene affollate può scegliere il soggetto sbagliato dentro la zona (maglia in primo piano, braccio, ostacolo). AF-C + Tracciatura (Tracking) Quando il soggetto si muove in modo imprevedibile e/o attraversa il frame, e vuoi che la camera lo segua anche se cambia posizione nell’inquadratura. Esempi - Street dinamica: persona che ti viene incontro e poi ti passa di lato; vuoi che resti agganciata. - Danza: movimenti rapidi, rotazioni, cambi di direzione. - Skate/BMX: soggetto che “salta” e cambia dimensione/posizione nel frame. - Animali che zigzagano (cani che corrono, uccelli che svoltano). - Matrimoni/eventi: soggetto che si muove tra gente, ti si para davanti qualcuno, poi riappare. Perché funziona - Riduce il lavoro “manuale” di riposizionare continuamente il punto AF tramite joystick. Utile quando il soggetto non resta dove lo metti tu. Quando può tradirti - Se lo sfondo è “competitivo” (contrasto alto, luci, altri soggetti simili): può saltare su altro. - Se il soggetto è piccolo e confondibile. |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 16:07
Bene, piano piano stiamo arrivando al punto... ma manca sempre il LATO PRATICO. In ogni considerazione fatta manca sempre uno degli elementi principali... Si deve parlare di "soggetto" e della dimensione del "soggetto" sempre con riferimento alla sua dimensione nel frame non nella sua dimensione "assoluta". Questo significa che una goccia d'acqua potrebbe occupare una parte quasi completa del frame oppure una più piccola quasi invisibile. Dipende dalla distanza ma soprattutto dalla FOCALE utilizzata. Per questo quando parlo di USO GENERICO non mi riferisco mai all'uso in contesti in cui l'AF viene messo a dura prova dal momento che la dimensione del soggetto, del contrasto e dell'erraticità è estrema. Chi mi segue da tempo sa benissimo che ho sempre detto... se scegli Fuji per quello ci sono solo 3 motivi: 1) Sei povero 2) Hai iniziato ad usare Fuji per altro e poi ti sei intrippato con sport ed avifauna ecc... 3) Ti sei fidato delle persone sbagliate ed hai scelto Fuji per i motivi sbagliati. Quindi MAI nei miei interventi mi sono riferito a contesti in cui il punto singolo (dico che il più piccolo è il più preciso ma non ho mai detto che è il solo da usare) io consiglio il punto singolo non il singolo più piccolo per tutto. Chi fotografa ha il dovere di capire e prevedere la situazione capendo con adeguato anticipo quale sarà la dimensione corretta della sessione o del momento perchè non si ha accesso rapido alla dimensione. Richiede sempre 2 passaggi quindi non è ottimizzabile il ridimensionamento. Bisogna "essere capaci ed esperti". Dire questo non significa che chi non lo è sia affetto da quale malattia, ma che deve farsi le ossa prima di sentenziare che l'AF di Fuji fa schifo... Nel caso specifico in oggetto io mi sono letto bene le esigenze ed ho consigliato in base a quelle. Se ti trovi a fotografare con le lenti indicate nei contesti indicati il punto piccolo può ovviare ai limiti di precisione dove posso avere, ad esempio, un bilanciere davanti al viso. Se attivo il riconoscimento occhi e lo punto alla faccia sto aiutando il sistema a migliorare il suo rating perchè riducendo la zona di calcolo avrò sicuramente un rating superiore. Ergo... ribadisco il consiglio... in quel contesto quello è il sistema più preciso (anzi l'unico preciso). E' chiaro che se uno mi avesse chiesto un consiglio su altro genere avrei potuto fornire indicazioni differenti. Ma in quel caso ci gioco le palotas che il suo rating aumenta. |
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inviato il 13 Gennaio 2026 ore 16:20
@Denoise il tuo ragionamento è corretto motivo per il quale ho sempre contestato la "solidità" del parco ottiche Fuji. Non ce n'è una uguale all'altra e nessuna garantisce lo stesso identico rendimento nemmeno a distanze uguali. Questo fatto comporta un feedback disomogeneo nel parco Clienti (io sono un'eccezione perchè le ho provate quasi tutte ma capisco chi hai l'impressione di capirci nulla). Fuji per questo motivo diventa un Brand "difficile" perchè chi viene da altre esperienze è reticenze ad abituare le abitudini mentre per chi inizia non è che sia proprio proprio immediata. Canon mi sta fortemente sulle palle ma se metti in mano una canon ad una "nonna" che se scrivo bambino poi si offendono tutti i canonisti... l'unica cosa che le dovrai spiegare è dove si trova il pulsante... con Fuji no... testato sul campo, è molto molto meno intuitiva (lo dico in favore di Canon). Ma se uno si sbatte un pò con una XT5 ci fai tranquillamente di tutto ovviando alle carenze degli automatismi. |
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