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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 17:27
Ma sai, se le scansioni vengono bene cosa me ne faccio anche dei negativi? ******************************************** Anche ammesso che tu possa avere una scansione a tamburo (12.000 dpi, 8.000 in versione "ridotta") caro Enrico questa scansione sarà sempre la copia in versione peggiorata dell'originale. E visto che alla fine una decina di strisce di negativi praticamente non occupano spazio tieniteli... hai visto mai che possano tornare utili domani? |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 17:44
Il negativo è stato scansionato, ciò che è stato ingrandito è il file digitale della scansione. Quindi il risultato è una combinazione tra bontà della pellicola e bontà dello scanner. ******************************************** Si Paco questo l'avevo capito. Dal momento però che la scansione porta comunque a un decadimento della qualità dell'originale, e non certo a un aumento, resta solo da interrogarsi su quella che è l'effettiva entità di questo decadimento qualitativo. In ogni caso lo scanner Hasselblad di Diego ha assicurato un decadimento di certo minimo della qualità e questa cosa, unita all'ingradimento finale, meno di 18X, non ha stressato troppo l'originale visto che può comunque essere ingrandito molto di più... almeno il doppio. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 18:56
“ Dal momento però che la scansione porta comunque a un decadimento della qualità dell'originale, „ questo e' vero solo in parte. la scansione (e successiva interpolazione) puo restituire piu informazione e migliore di quella contenuta nella pellicola. E' solo questione di tecnica. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 19:24
“ se si scatta in medio e grande formato (sopratutto in diapositiva) la visione dei negativi con una buona loupe e' impagabile. „ Io resto fedele al contafili da tessitura 10X su visore a valigetta 35x50 con luci tarate che stanno diventando introvabili e a caro prezzo. Un 20x25 fotocolor che ho ancora come archivio di foto di campagne e di affissioni oltre che cataloghi mi fa sempre piacere guardare cosa si faceva 40/50 fa. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 19:33
“ la scansione (e successiva interpolazione) puo restituire piu informazione e migliore di quella contenuta nella pellicola. E' solo questione di tecnica. „ Anche con interpolazione non restituisce più informazioni e migliore dell'originale. Al massimo se usi AI ma hai ricostruzione non informazioni migliori. Poi in digitale se un supporto è trasparente avrai un fondino non hai materia perchè si è bruciata la luce in esposizione nello scatto. L'interpolazione è la ricostruzione dei pixel adiacenti che anche qui andrebbe fatta in più passaggi a seconda dell'ingrandimento e con maschere di contrasto ad ogni passaggio. Oggi l'AI è più comoda ma è una ricostruzione. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 19:38
non esattamente. Se lavori in pixelshift e su piu' scatti ottieni una quantita' di informazione che una proiezione normale non riesce a restituire. La digitalizzazione oggi puo' usare tecniche impensabili fino a ieri. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 19:54
@Salt se si parte da un retino di pixel di 100x100 e si arriva anche ad un retino di 1000x1000 quello che hai non sono info in più ma una ricostruzione di quello che c'è nel 100x100 per portarlo a 1000x1000 quindi non hai più info del 100x100 ma hai ricostruito dati da aggiungere al 100x100 per avere il 1000x1000. Questa è l'interpolazione |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 20:06
pixelshift lo puoi fare coi sensori Bayer, ma anche qui devi fotografare la pellicola con una fotocamera e nel passaggio perdi info per strada, inoltre una dia ha una densità di 3.6 4.0 D-Max e per leggere i neri più profondi poi bruci le alteluci se hai una fonte luminosa troppo potente. Insomma è come travasare i liquidi si perde sempre qualcosa. Per questo dico di stare coi piedi per terra, un conto sono le ricerche scientifiche e un altro il risultato di un anche se ottimo amatore, alla fine è un compromesso tutto qui. |
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inviato il 06 Febbraio 2026 ore 21:07
questo e' vero solo in parte. la scansione (e successiva interpolazione) puo restituire piu informazione e migliore di quella contenuta nella pellicola. E' solo questione di tecnica. ******************************************** Beh Salt questo è impossibile. Se la tua pellicola ha registrato 100 informazioni in una stampa con ottica standard ne ritrovi 80 o poco più, mentre con un'ottica Apo invece ne puoi ritrovare anche 90. In proiezione, sempre con un obiettivo TOP beninteso, ne potresti trovare anche 95... ma di certo non 101 Con la scansione idem, con uno scanner TOP ne potrai trovare 80, forse qualcosa in più, ma di certo non 101... a meno di non inventarseli quei particolari... ma in questo caso però quello che ne risulterebbe avrebbe più attinenza con un DIPINTO che con una fotografia! |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 8:12
“ E' un pò come in digitale scattare in RAW e poi dopo averli processati cancellarli e tenersi solo i JPEG. „ È esattamente quello che faccio |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 9:05
Caro Enrico assodato il fatto che il j-peg che tu hai processato dal RAW è quello che piace e interessa a TE, resta il fatto che il RAW è comunque l'originale... e un originale va SEMPRE conservato perché oggi può non servirti... ma sei proprio certo che NON TI SERVIRÀ MAI? |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 9:11
Avete ragione. Da una pellicola non posso estrarre più informazione di quella che e' contenuta. Ma. Se confrontiamo una proiezione consuma digitalizzazione si possono ottenere risultati equivalenti o superiori. Non sto ad approfondire qui perché non mi interessa. Ma per fare un esempio... si può migliorare una acquisizione lavorando i focus stacking. Si elimina quasi del tutto il problema della mancanza di planarità dei grandi formati. E così via lavorando successivamente per ottenere risultati migliori anche dal punto di vista di colore e risoluzione. Certo l' obiezione che sento spesso e' che non sia più fotografia. Per me e' sbagliata. Ma avete tutto il diritto di pensare così |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 9:53
Le informazioni di partenza non possono mai essere aumentate, quando si esegue una copia, che si tratti di immagini o di segnali audio, un successivo passaggio comporterà una perdita parziale, per una copia analogica, oppure il mantenimento di quanto registrato in partenza, per una copia digitale senza compressione (lossless). Al massimo le informazioni registrate possono essere "aggiustate". Faccio un esempio, ho un negativo B&N di una ripresa in controluce, con una parte molto densa ed un'altra quasi trasparente. Usando la giusta gradazione di carta, esponendo per le zone scure e mascherando le zone più chiare, posso recuperare i dettagli poco visibili, ma quello che non compare proprio sulla pellicola non lo tirerò mai fuori. Posso fare lo stesso, con meno fatica, anche con uno scatto digitale. E' possibile anche con operazioni "invasive" aggiungere o togliere elementi ad una foto. In proposito ricordo le foto ufficiali dell'Unione Sovietica, dove, quando un politico cadeva in disgrazia, oltre a finire sottoterra, veniva cancellato anche dai documenti ufficiali e, la foto del "dopo la cura", presentava nel gruppo una persona in meno e la tappezzeria sullo sfondo della sala dove era stata scattata, veniva pazientemente ricostruita a matita e pennello. Oggi si aggiunge un cielo con nuvole a scelta, per ovviare alla giornata grigia. Che questo non sia fotografia lo penso anch'io. Viceversa, intervenire sul bilanciamento cromatico, sui contrasti e altro mi sembra pienamente lecito. |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 10:41
Personalmente faccio così: scatto a pellicola in bianco e nero e a colori molto poco, come complemento agli scatti digitali in situazioni interessanti (shooting qualitativi, paesaggi in situazioni atmosferiche e di luce favorevoli), faccio sviluppare le [negozio 24] un laboratorio di cui mi fido e che mi manda immediatamente scansioni di qualità e, quando ce ne sono un certo numero, le pellicole per corriere. Lo stesso laboratorio fa stampe professionali in digitale, tuttavia, avendo anche la pellicola, per scatti a cui tengo particolarmente, posso sempre ricorrere a laboratori che stampano con procedimento chimico. |
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inviato il 07 Febbraio 2026 ore 10:51
Scusate, sarò "de coccio" ma continuo a non capire il senso di spendere soldi per una pellicola, farla sviluppare in laboratorio e ricavare da questa delle scansioni, quando è molto più semplice e sicuro scattare direttamente in digitale. |
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