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Comunque, parlare nel 2025 di musica controcorrente dal punto di vista narrativo è un po' azzardato... Le cose postate finora sono per lo più cariatidi che hanno fatto il loro tempo nella forma canzone.
Persino l'attitudine di rottura del punk oggi risulta storicizzata, codificata, anacronistica.
Io diffido fortemente dei fenomeni che mettono d'accordo le maggioranze, perché si cade facilmente nella trappola del mito e dell'idolatria. Cosa che qualunque essere umano dovrebbe evitare, se vuole pensare con la propria capoccia.
Credo più che altro che solo tramite la cultura che si muove nel sottobosco ci si possa svincolare da logiche e ragionamenti massificanti.
Perché ti obbliga a mantenere uno spirito critico su tutti i fronti e a non accontentarti di quello che passa il convento. Anche se questo vuol dire essere fondamentalmente sempre in conflitto con se stessi.
Ma alla fine è necessario, in una società che ci vuole rincoglioniti e manipolabili.
Ovviamente, sempre che non si viva la musica come semplice forma di intrattenimento...
nella sperduta periferia della Los Angeles degli 80, Compton un quartiere di soli neri, emerge un filone rap che poi influenzerà tutta la musica americana, il Gasnsta Rap, nasce come protesta nei confronti della violenza della polizia, presto pero evolvere in esaltazione delle gang
i membri sono poi diventati dei guru della scena rap, Ice Cube Dr. Dre, purtroppo con la prematura morte di Eazy-E, scompare il piu radicale dei membri
Condivisibile ma non è che ciò che si muove nel “sottobosco” sia automaticamente più autentico o più libero. Anche lì si creano conventicole, narrazioni e piccole mitologie.
Certo che no e tu che come me avrai la tua esperienza in ambito di realtà "underground", saprai benissimo quanta ruffianeria, manierismo e dinamiche "mitologiche" si creano anche lì.
Parlo di cultura da sottobosco in senso più sottile e non solo sul piano musicale.
Poi è chiaro che uno deve anche avere una certa predisposizione di spirito nel mantenere una dimensione scomoda se no è un attimo che ci si "appoggia" mentalmente.
Buongiorno ragazzi: Rombretto, ma dormi così poco? Sveglio alle 3 di notte e risveglio alle 8.30. Riguardati, cioè guardati due volte allo specchio. Menomale uno che rimane in tema. Grazie Lomography!
“ spettiamo ancora vostre proposte musicali, Rombro e Angor: è questo il tema della discussione! „
Sono quelle che ho indicato nel mio primo post. Sono le canzoni non scritte e non cantate di quei popoli che hanno avuto la sfortuna di non aver avuto nemmeno la possibilità di urlare il loro dolore.
“ Per non parlare di Gesù Cristo, "mangione e beone, amico dei pubblicani e peccatori" (Matteo 11,19), oltre che protettore di prostitute, secondo le critiche rivolta a Gesù dai suoi oppositori, che lo accusavano di essere troppo socievole e di partecipare a feste e banchetti, a differenza di Giovanni Battista che digiunava.Non c'è più da fidarsi di nessuno! Che tempi, contessa! „
Guarda che io non ho mosso critiche alcune alle persone indicate. Ho parlato di fragilità umana e non ho inteso svilire il loro impegno. Mi sembrava evidente l'intento. E che Lennon e Martin Luter King fossero,anche,quanto descritto,non è farina dei loro oppositori. Trovo l'accostamento fuori luogo. Ma oramai si prendono lucciole per lanterne. Che tempi contessa.
Tarallù non t'arrabbia! Sia le lucciole che le lanterne un pò di luce la fanno. Era solo per dire che il messaggio è più forte del messaggero, dato che è quello che a noi rimane. Il mio cantautore preferito è Fabrizio De Andrè proprio perchè di umana fragilità ha sempre cantato e se la sua vita non era perfetta ma un pò alcolica, il suo messaggio di umana e laica religiosità rimane.
Fabrizio De André - Amico fragile
Questa non è una canzone. È un grido, una presa di coscienza di libertà, diversità dalle convenzioni. È un brivido lungo la schiena, una perla di Faber - Mariapia Giulivo
“ Sono le canzoni non scritte e non cantate di quei popoli che hanno avuto la sfortuna di non aver avuto nemmeno la possibilità di urlare il loro dolore. „
Charles Aznavour, nome d'arte di Shahnourh Varinag Aznavourian è stato un cantautore francese di origine armena che ha composto la canzone di uno dei massacri meno conosciuti perchè negato dalla Turchia (e anche da Israele), il massacro armeno.
Poi di molti altri massacri sconosciuti (dall'impiccagione di migliaia di seguaci di Spartaco crocifissi lungo la Via Appia in poi) non conosco altre canzoni che li ricordano, ma è una mancanza mia, forse basta cercare.
Vladimir Semënovič Vysockij è stato un cantautore, attore, poeta e dissidente sovietico, avvicinandosi per certi aspetti a un'ideale di libertà anarchica. Le sue canzoni, proibite per il loro tono irriverente e critico, hanno rappresentato un punto di riferimento per i giovani e i non conformisti nell'Unione Sovietica degli anni Settanta.
effettivamente, qualcosa di diverso si trova... 2021, canzone di protesta contro governo comunista di cuba...ovviamente recente, post castro
poi quello che è stato l'inno del movimento di solidarnosc, curiosamente più o meno contemporaneo ad another brick in the wall...stranamente, i musicisti occidentali in quel periodo erano molto attenti alle ingiustizie del mondo occidentale, ma ignoravano quello che succedeve in altri paesi.
“Mury” – Jacek Kaczmarski
canzone diventata "inno" di un sindacato che ha lottato contro un regime brutale...non la conoscevo, non l'ho mai sentita cantare in occasione di scioperi o altro...bella ciao sempre, mury no....strano....
e ci sono poi tutta una serie di canzoni di denuncia dei vari regimi comunisti degli anni 70-80-90, ovviamente praticamente tutti di autori in esilio. Si trovano su youtube, ma in effetti è anche inutile citarle perchè non rievocano nessuna nostalgia...dubito che qualcuno in occidente le abbia mai sentite.
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