| inviato il 07 Agosto 2025 ore 9:37
@Monitor81 vabbè parliamo di un fotografo che ha viaggiato per 8 anni facendo ritratti ambientati e paesaggio, e che forse nell'uso del colore è il maestro indiscusso insieme a Ernst Haas. Ma lì parliamo principalmente di ritratto in funzione del paesaggio e del racconto dell'America di quell'epoca, l'autore in origine indicato nel post si rifà ad un altro stile, si parla proprio una delicatezza di solito usata in certi ritratti ma applicata al paesaggio, come già citato da qualcuno mi viene più in mente Kenna. ------------- Tykos, Matteo, Lou e chiunque altro, PER L'AMOR DI DIO, PARLATENE IN PRIVATO E COMUNQUE FUORI DA QUESTO POST. Ma possibile CHE VI SI DICE DI SMETTERLA E CONTINUATE?! Stop. Basta. Evitate altri interventi, non scrivete più a riguardo, non rispondete qui se non per parlare del tema del topic. Aprite un nuovo post o usate i messaggi privati, cristoddio. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 10:14
li avevo già invitati a farlo se scorri nelle pagine precedenti, non bestemmiare su.. non per dio, ma perchè suona isterico.. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 10:34
@Andrea.Taiana: “ Ma io avevo inteso che interessasse la foto di paesaggio ripresa come fosse ritratto, poco definita e a diaframmi aperti. „ Non per forza. Paesaggi come ritratti significa secondo me un approccio diverso alla paesaggistica, dove il fotografo pensa come un ritrattista. La mia semplificazione su come questi paesaggi si possano ottenere è soltanto una delle diverse possibilità. Adrian Vila fotografa spesso a tutta apertura, ma non sempre. E ci sono splendidi ritratti a diaframmi chiusi. Il tema è effettivamente più complesso di come io stesso mi prefiguravo e gli spunti della discussione aiutano ad ampliarlo :-) Joel Sternfeld è un ritrattista/paesaggista e le sue foto cadono a fagiolo, grazie per aver fatto il suo nome. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 10:58
secondo me è utile pensare anche a come far risaltare il soggetto, non semplicemente aprendo al massimo il diaframma, ma contestualizzandolo con lo sfondo, se un soggetto è chiaro tenderò a mettere uno sfondo più scuro che ne esalti i lineamenti e viceversa, anche in considerazione dei colori, sottostando alle condizioni di luce che per forza di cosa non sono controllabili, il taglio è sicuramente più artistico e meno paesaggistico classico.. anzi, soprattutto, non serve mostrare nell'interezza, basta lasciar trapelare che c'è dell'altro, inevitabilmente questo fattore suscita più interesse/curiosità.. che può essere svelato con altre immagini.. creando una sorta di storytelling paesaggistico.. da qui il fascino del dettaglio / texture nel contesto.. ciò ovviamente comporta scelte di carattere più forte rispetto a una visione di insieme più rappresentativa, ed è un fattore molto personale, ecco perchè mi risentivo quando si banalizzava che sono foto tutte uguali con colori tutti uguali senza riaprire la questione.. e quando si guarda questo tipo di foto senza conoscere i luoghi in sé risulta anche difficile risalire a quale possa esser stata la scelta nell'includere/escludere.. quel vedo/non vedo tipico del ritratto che emana un certo fascino.. ma in comune, il soggetto è sempre ben chiaro nello scatto, l'occhio non si perde.. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 11:16
@Lou.camera: “ secondo me è utile pensare anche a come far risaltare il soggetto, non semplicemente aprendo al massimo il diaframma, ma contestualizzandolo con lo sfondo, se un soggetto è chiaro tenderò a mettere uno sfondo più scuro che ne esalti i lineamenti e viceversa, anche in considerazione dei colori, sottostando alle condizioni di luce che per forza di cosa non sono controllabili, il taglio è sicuramente più artistico e meno paesaggistico classico.. anzi, soprattutto, non serve mostrare nell'interezza, basta lasciar trapelare che c'è dell'altro, inevitabilmente questo fattore suscita più interesse/curiosità.. che può essere svelato con altre immagini.. creando una sorta di storytelling paesaggistico.. da qui il fascino del dettaglio / texture nel contesto.. ciò ovviamente comporta scelte di carattere più forte rispetto a una visione di insieme più rappresentativa, ed è un fattore molto personale „ Mi trovi d'accordo. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 11:22
Kepler, chiedi a Matteo di escluderli dalla discussione, se lo vuole fare. Lui che ha aperto il thread lo può fare, credo. Altrimenti speri che passino in fretta le ultime due pagine... |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 11:42
ed al tempo stesso tutto ciò che appare come "wow" è frutto di un lungo processo dove l'istinto, la visione, il sentimento, incontrano la tecnica applicata al mondo reale.. molto piu facile a dirsi che a farsi, è un apprendimento continuo, che personalmente trovo stimolante.. per tale ragione scatto con preview in bianco e nero al fine di semplificare la geometria compositiva senza griglie su display che mi vincolino a determinati canoni.. così facendo riesco ad esprimere una % di personalità interconnessa alla scelta tecnica più opportuna (della seria e chissene se brucio il cielo, non è quello il soggetto, da qui la misurazione a spot).. se ci pensi nel ritratto si espone per la pelle, non per la scena.. poi c'è da dire che sul risultato finale io sono molto autocritico, perfezionista, concetto che cozza con l'aspetto invece più artistico/evocativo dove la perfezione non rileva in toto.. credo qui che il colore abbia un aspetto preponderante..sono davvero molti gli aspetti, personali e non... non sono facili da apprendere, è un tema un pò.. silenzioso.. sicuramente alla base c'è visione e soggetto.. trovo utili le nozioni più cinematografiche che fotografica in questa applicazione |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 13:21
"per tale ragione scatto con preview in bianco e nero al fine di semplificare la geometria compositiva senza griglie su display" In pittura alcuni suggerivano di guardare il dipinto capovolto al fine di valutare la bontà della composizione. C'è un altro espediente a tal fine ed è quello di guardare l'immagine in piccolo (si potrebbe ad es. Vedere a monitor 4 immagini anziché 1 sola ma forse questo distrarrebbe). |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 13:40
“ C'è un altro espediente a tal fine ed è quello di guardare l'immagine in piccolo „ Confermo, questo è un espediente che uso quando una foto che faccio deve essere visualizzata in un determinato formato, piccolo nel caso dei sociale perché ormai la maggioranza delle persone li usa dallo smartphone e non più dai PC, ergo la foto deve funzionare su piccolo formato, richiede una particolare composizione e pulizia, mentre il discorso è inverso quando il formato è grande (proiettata, stampata ecc) Penso sia un po' sulla falsa riga delle "sensazioni" che ti dava un fotogramma di diapositiva visto dal telaietto, poi la proietti e vedi una foto totalmente diversa ed hai anche sensazionu totalmente diverse Sulle foto del topic trovo però una pulizia ed una composizione minimalista tali da rendere le foto perfettamente fruibili in due formati |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 14:03
In altre discussioni ho raccontato che dovendo produrre i quadri serigrafici per un cliente tedesco che stampava foulard e scialli, si facevano delle foto per referenza con una polaroid sx70, eventuali difetti compositivi risaltavano immediatamente sulle polaroid |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 14:33
Tykos non ha mica tutti i torti... |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 14:38
“ ed al tempo stesso tutto ciò che appare come "wow" è frutto di un lungo processo dove l'istinto, la visione, il sentimento, incontrano la tecnica applicata al mondo reale.. „ Questa è un po' un'affermazione di parte. Nelle foto "wow" la visione personale manca proprio come concetto alla base. Sì tende ad enfatizzare la realtà pompando l'estetica proprio per compensare una distinzione che il più delle volte non c'è. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 14:39
“ Un'altra domanda che mi incuriosisce: se penso a fotografi che hanno avuto successo sia nel ritratto che nel paesaggio, mi viene in mente solo Todd Hido. Sicuramente ce ne sono altri. Chi mi aiuta? „ Ognuno a modo suo, i primi che mi vengono in mente: Lange, Brandt, Friedlander, Mann, Sugimoto, Soth, diversi giapponesi e cecoslovacchi e molti che si sono occupati di reportage. |
| inviato il 07 Agosto 2025 ore 14:48
Ragiono a voce alta scrivendo le mie impressione, ho letto le prime pagine poi mi riprometto di riprendere la lettura (litigi a parte) perchè è un argomento e uno stile di fotografia interessante. A mio modo di vedere fotografare paesaggi come ritratti si può fare. Al di là della tecnica, del formato, della composizione quello che prediligo in questo genere di foto è l'atmosfera, per dirla come si usa oggi il mood dello scatto. Ovviamente si presta meglio allo scopo non tanto un determinato paesaggio o luogo (in alcune fotografie usate come esempio in un profilo IG il posto era quasi ininfluente, indeterminato) ma una certa condizione di luce e alcune stagioni in particolare. La poca PDC può aiutare in questo senso a far perdere i riferimenti che potrebbero far capire dove è stata scattata la foto perchè non è questo lo scopo. Non sono paesaggi descrittivi. Il fine ultimo non dovrebbe essere nemmeno nei ritratti l'esaltazione del soggetto e della sua bellezza (se stiamo parlando di ritratti con questa stessa atmosfera). Si dovrebbe dare l'impressione che quella foto possa essere stata scattata ovunque e a chiunque per continuare il parallelismo con la ritrattistica. Questi ragionamenti li ho fatti spesso e sono alla base di un progetto personale che sto cercando di realizzare, forse in questo topic in particolare dove si parla di foto "oniriche" e incentrate sull'atmosfera possono essere valide. In questo contesto la bravura del fotografo non deve essere tanto nell'esserci andato in un determinato posto ma aver saputo trovare il posto che cercava anche a pochi passi da casa. Sull'argomento filtri non mi pronuncio, non ho mai provato i mist. Che poi l'AI possa sostituirsi a tutto questo e creare con un sapiente uso del prompt un'immagine valida ok, oggi è possibile se non addirittura facile, ma è un altro discorso. In alcuni contributi c'erano anche esempi di foto notturne con focus luminosi su alcune zone a causa di un'imprevista auto di passaggio. Tecnica affascinante quella del light painting che in alcune situazioni crea dal vivo delle opere d'arte che rifare in post sarebbe forse impossibile. Se non ci avete mai provato è davvero facile fare esperimenti e trovare uno spunto per un'uscita serale diversa dal solito. |
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