|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 14:50
“ plauso a Nikon che sta costruendo ottiche ibride puntando a una qualità quanto più cinema possibile, coi limiti del pieno formato, a differenza di ciò che sta facendo Canon (peccato utilizzare quelle VCM su una camera sulla carta parecchio interessante come la R6V). „ Per curiosità - tanto non posseggo né un marchio né l'altro - ma gli obbiettivi Canon che limiti avrebbero nell'uso video? È un ambito a me ignoto ma trovo molto interessante la tua disamina tecnica |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 15:39
“ Per curiosità - tanto non posseggo né un marchio né l'altro - ma gli obbiettivi Canon che limiti avrebbero nell'uso video? È un ambito a me ignoto ma trovo molto interessante la tua disamina tecnica „ Premetto che non sono il classico Nikonista vade retro Canon, anzi, tante ottiche di Canon, sia vintage che moderne, mi piacciono parecchio. Ho usato il 35mm e il 50mm su R6 mk II. Per i video funzionano benissimo, perché gli obiettivi sono leggeri, portabilissimi, veloci e silenziosi. Il rendering è (a mio modo di vedere) un po' piatto (se lo confronto con altri obiettivi Canon), ma i colori sono belli e la nitidezza è ottima. E va bene anche l'ambito d'uso per i quali sono pubblicizzati. Ora, questa leggerezza, velocità e versatilità sono state raggiunte inserendo lenti replica (asferiche formate da una lente sferica in vetro come base sulla quale viene stampata la superficie asferica in resina ottica), lenti interamente in resina ottica, semplificando il progetto ottico e compensando con una forte correzione digitale. Scelta su cui non ho niente da eccepire, se non fosse per il prezzo che mi sembra un tantino esagerato per l'offerta. Se togli la correzione in camera al 35mm c'è da mettersi le mani nei capelli. Sono ottiche che non hanno la pretesa di darti un look cinema su FF, e non lo fanno, però quando hai per le mani una R6V è un peccato non poter sfruttare a pieno le possibilità di quel sensore e di quei profili. Ma magari qualcosa seguirà all'effettivo lancio di questa fotocamera. |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 18:38
Ok thanks, è chiaro il pensiero |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 18:56
“ Non più. La manodopera specializzata e le produzioni di alta qualità costano quanto quelle giapponesi. Negli impianti cacciavite invece c'è ancora margine sul costo della manodopera, ma un obiettivo non si costruisce in un impianto cacciavite. Una lavatrice sì. „ Quindi costruiscono in Cina anziché in Giappone per pagare gli stessi stipendi? Sono masochisti, come dicevo. Per produrre/assemblare obiettivi servono operai specializzati, non ingegneri o esperti di IA. Oltre ai salari mensili più bassi degli operai, in Cina lavorano 8 giorni a settimana, quindi il costo orario della manodopera è ancora più competitivo. |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 20:12
“ Quindi costruiscono in Cina anziché in Giappone per pagare gli stessi stipendi? Sono masochisti, come dicevo. „ Da solo non ci arrivo, mi serve una dritta: 1)In Cina ci sono assemblatori cinesi che diventano ricchi? 2)In Cina ci sono assemblatori capaci però pagati meno di quanto prenderebbero ad emigrare? 3)In Cina ci sono assemblatori giapponesi che sono li perché dio solo lo sa? 4) Ci stanno raccontando una fila di balle e i costruttori guadagnano di più alle spalle della mano d'opera cinese? 5) In Giappone non c'è più spazio a sufficienza per continuare gli assemblaggi? |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 20:46
“ Quindi costruiscono in Cina anziché in Giappone per pagare gli stessi stipendi? Sono masochisti, come dicevo. Per produrre/assemblare obiettivi servono operai specializzati, non ingegneri o esperti di IA. Oltre ai salari mensili più bassi degli operai, in Cina lavorano 8 giorni a settimana, quindi il costo orario della manodopera è ancora più competitivo. „ Le delocalizzazioni sono avvenute negli ani '90 per abbassare il costo della manodopera sui prodotti entry level, che reggevano buona parte delle entrate dei marchi. Ma poi, dopo gli anni 2000 paesi come Cina, Thailandia e Taiwan hanno visto il boom economico (trascinati dalla Cina), una popolazione più istruita e specializzata, hanno acquisito il know-how delle produzioni di alta gamma e sono anche produttori di materie prime di base dell'industria (o comunque i primi destinatari di quelle cinesi, che sono di alta qualità e a prezzi bassi fuori mercato: il famoso fiscal dumping). Il fatto che oggi molta della produzione avvenga lì è perché un solo impianto ottimizza tutta la catena di approvvigionamento. 1. "Servono solo operai, non ingegneri", non è così: Assemblare un obiettivo moderno non è come montare un mobile Ikea: - Tolleranze micrometriche: Gli elementi ottici devono essere allineati con una precisione che non è umanamente raggiungibile solo con la "mano ferma". - Calibrazione laser: Il processo richiede macchinari che effettuano scansioni laser e calibrazioni software in tempo reale durante l'assemblaggio. - Specializzazione: Quegli "operai" sono tecnici che lavorano in camere bianche (ambienti a atmosfera controllata senza polvere). Formare un tecnico capace di gestire queste macchine richiede anni. Se fosse così semplice, vedremmo obiettivi di alta qualità prodotti ovunque ci sia manodopera a basso costo, ma non è così. 2. È vero che il salario medio orario in Thailandia è più basso che in Giappone, ma non è più una voce del bilancio così significativa, anche perché ci sono pochi lavoratori specializzati e molta automazione, quindi tali lavoratori possono tranquillamente prendere stipendi decisamente più alti della media nazionale, dato che la loro specializzazione gli dà leverage negoziale. In Thailandia si è creato un "distretto della fotografia". Se a Nikon serve una vite speciale, un sensore o un polimero plastico, il fornitore è a 20 km di distanza, non dall'altra parte del mondo: produrre dove si trovano i componenti riduce i costi di trasporto e i rischi della catena di approvvigionamento. 3. Orari di lavoro: L'iperbole degli "8 giorni a settimana" descrive una realtà che appartiene più alle fabbriche tessili illegali che ai colossi della tecnologia quotati in borsa. Nikon, come Canon o Sony, deve rispettare standard ESG (Environmental, Social, and Governance) per non essere penalizzata dagli investitori internazionali. Inoltre sfruttare i lavoratori oltre ogni limite umano in una produzione di alta precisione è controproducente: la stanchezza porta a errori, e un errore su una lente da 3.000 euro costa all'azienda molto più di quanto risparmierebbe in straordinari non pagati. Inoltre questi paesi non lo accetterebbero più. “ Da solo non ci arrivo, mi serve una dritta: 1)In Cina ci sono assemblatori cinesi che diventano ricchi? 2)In Cina ci sono assemblatori capaci però pagati meno di quanto prenderebbero ad emigrare? 3)In Cina ci sono assemblatori giapponesi che sono li perché dio solo lo sa? 4) Ci stanno raccontando una fila di balle e i costruttori guadagnano di più alle spalle della mano d'opera cinese? 5) In Giappone non c'è più spazio a sufficienza per continuare gli assemblaggi? „ Dipende che cosa intendi per ricchi. Se intendi che un operaio diventa milionario, no. Se intendi che si è creata una classe media che prima non esisteva, assolutamente sì. Gli altri punti partono da un bias: che in Giappone ci sia una fetta di popolazione volenterosa di entrare nella manodopera specializzata di queste aziende, che richiedono anni e anni di formazione per iniziare a mettere le mani nella produzione. Ma in Giappone manca la manodopera giovane (la popolazione invecchia e diminuisce). Poi manca la convenienza energetica che è ciò che sta ammazzando l'industria tedesca. Infine manca la vicinanza ai fornitori di componenti che, nel frattempo, si sono spostati tutti nel Sud-est asiatico. Se produci l'obiettivo in Giappone ma tutti i microchip e i motori AF arrivano dalla Thailandia, stai solo sprecando soldi in logistica. Queste ottimizzazioni, e non lo sfruttamento della manodopera, fanno costare un obiettivo 2000 euro invece di 3000 euro. In tutto questo, visto che siamo clamorosamente OT, l'argomento era la qualità dell'obiettivo: la qualità è dove si trova il know-how e la tecnologia all'avanguardia sviluppata attorno a quel settore. |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 20:58
Zermelo, hai detto punto per punto cose estremamente sensate, quello sull’energia colpisce in particolare l’Italia… Ma stanno tornando a produrre nel “vecchio continente” alcune aziende perché i governi si stanno rendendo conto che pagare gli altri, nel lungo periodo, ti fa diventare povero. |
|
|
inviato il 14 Maggio 2026 ore 21:06
“ Ma stanno tornando a produrre nel “vecchio continente” alcune aziende perché i governi si stanno rendendo conto che pagare gli altri, nel lungo periodo, ti fa diventare povero. „ Ma magari fossero obiettivi fotografici, quelli non sono così importanti, l'occidente ha rinunciato a produrre componenti tecnologici e prodotti di base dell'industria. Questo ci ha fregati e stiamo cercando di riparare, un po' fuori tempo. Comunque direi che, nel caso si voglia continuare l'argomento, di aprire un thread in una sezione adeguata, in modo da non essere OT. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |