| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:18
Non voglio finire sul " politico" ma fino a quando si cercherà di incrementare la crescita economica e demografica in maniera esasperata non raggiungeremo mai l'obbiettivo di un giusto equilibrio, non finiremo la terra no! |
user257478 | inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:30
L'ho già scritto più volte la crescita illimitata non esiste soprattutto in un sistema chiuso come la terra. A tutto c'è un limite gli unici a non saperlo sembrano gli economisti, perché non siamo alti 4 metri invece di 1,8 , perché le piante oltre un certo limite non crescono... Il mercato invece deve continuare a crescere se no muore |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 11:55
forse sarebbe d'aiuto smetterla con l'idea catto-ecologista che identifica uomo e natura come due cose differenti, con l'uomo in una posizione di corpo estraneo dentro la natura. l'uomo, come tutte le cose esistenti, fa parte della natura ed è soggetto alle stesse leggi. Equilibrio compreso. Se stiamo consumando troppe risorse per il numero di persone presenti sulla terra, semplicemente man mano che le risorse si esauriranno la crescita demografica diminuirà: nei paesi progrediti le nascite saranno disincentivate dalla prospettiva di non poter mantenere gli agi ottenuti. Nei paesi meno progrediti diminuirà il tasso di sopravvivenza. Semplice semplice. Pensare di ammazzare miliardi di persone adesso per evitare che muoiano miliardi di persone domani non è una soluzione. Anzi, tutto sommato comincia anche a infastidirmi il termine "natura" per indicare null'altro che la "realtà", proprio per la connotazione stucchevole di povera vittima con cui viene ormai sempre pronunciata. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 12:56
Anche se il più ignorante dei contadini sa che, se sui suoi pascoli e nella sua stalla stanno bene 20 vacche, se cerca di farcene vivere 40 staranno male. Noi invece pensiamo che se sul pianeta saremo 10 miliardi, o 20 o 30 non sarà lo stesso. Ovviamente tutti i problemi con l'ambiente stanno in stretta connessione con questo, ma nessuno ne parla mai. Ovviamente non basterà tenere sotto controllo la crescita demografica, ci sono parecchie altre cose da fare, ma tutte legate al fatto che le risorse del pianeta non sono infinite. Non è che in queste cose l'homo sapiens mostri molta sapiensa... |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 14:19
che la terra non possa sostenere 20 miliardi di persone è una ipotesi tale quale non poteva sostenerne più di 5. l'uomo sapiens sta facendo quello che qualsiasi altro elemento della "natura" fa in natura: prevalere fin dove è possibile. Se l'uomo si prenderà troppo, sarà la stessa natura a dirlo e a porvi rimedio. Perchè castrarsi fin da subito sulla base di ipotesi che già più volte hanno dimostrato di essere sbagliate? Questo si che non sarebbe molto sapiens. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 14:27
“ Perchè castrarsi fin da subito sulla base di ipotesi che già più volte hanno dimostrato di essere sbagliate? Questo si che non sarebbe molto sapiens. „ Non è questione di castrarsi, ma di ragionare e calcolare. A casa mia viviamo in tre. Potremmo starci anche in otto, ma si farebbe una vita di merda. Non mi sembra complicato come ragionamento. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 14:43
Non è complicato se dai per assodato una conoscenza che in realtà oggi non abbiamo. Il contadino che sa che 10 mucche sono il massimo per la sua stalla o pascolo, lo sa sulla base di un'esperienza già provata da lui o da chi prima di lui. Tu sai che nel tuo appartamento in 10 stareste male perchè hai un'idea precisa dei limiti del tuo appartamento in termini di spazi, mobili e servizi. Che 10 persone che usano un solo bagno è uno schifo è un fatto dimostrato e certo. Ma che la terra non possa sopportare 20 miliardi di persone, è una tesi basata su ipotesi molto deboli. Come quella per cui negli anni 70 si sosteneva che questo limite fosse 5 miliardi. Sono studi basati su estrapolazioni e dovrebbero evidenziare quali siano le incertezze che ne derivano. Cosa che, invece, in tutti questi studi non è mai fatta. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 14:50
Esiste comunque un principio di precauzione, che in soldoni vuol dire che, potendo, eviti condotte che potrebbero metterti nella merda, anche se non ne sei sicuro al 100%. Immagina uno che va al ristorante, ordina un'insalata mista, il cameriere gliela porta dicendo "Guardi, può darsi che ci sia caduto dentro del topicida, ma non siamo sicuri, non abbiamo evidenze scientifiche al riguardo" e il cliente che risponde "Ah, va bene, se non siamo sicuri la mangio lo stesso, ho mangiato tante volte qui la vostra insalata mista e non mi è mai successo niente..." Questo stiamo facendo. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 15:41
Tutto dipende da quanto ritieni evidenti questi rischi...a me non lo sembrano, non al punto da avviare misure così drastiche come programmare una riduzione della popolazione o del progresso. Mi sembrano, al contrario, che gli effetti negativi di tali misure siano molto peggiori del male che si vorrebbe curare. Ma, appunto, tutto dipende dal come si giudicano i rischi. Mi piacerebbe che ci fossero dei dati o studi più seri e precisi, quale che ne fosse il risultato. E non è questione di piacere o meno i risultati per accettarli, ma gli studi sulla "sostenibilità" sono troppo approssimativi, come dimostrano le ripetute rettifiche degli scenari futuri. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 15:54
“ Pensare di ammazzare miliardi di persone adesso per evitare che muoiano miliardi di persone domani non è una soluzione. „ “ Se l'uomo si prenderà troppo, sarà la stessa natura a dirlo e a porvi rimedio. „ Come dire che se quei miliardi di persone li ammazza qualcun altro abbiamo la coscienza a posto. Il fatto è che abbiamo anche, o meglio, dovremmo avere le capacità cognitive per raggiungere un equilibrio facendo in modo che nessuno ammazzi nessuno. “ Ma che la terra non possa sopportare 20 miliardi di persone, è una tesi basata su ipotesi molto deboli. „ mica tanto: deforestazione di Africa, Amazzonia o Canada, con le ripercussioni negative sui rispettivi regimi pluviometrici e sulla fertilità di quei terreni sono fatti, non ipotesi. Le "isole di plastica" che negli oceani sono grandi come subcontinenti (e sono già almeno cinque) sono fatti, non ipotesi. Interi centri abitati che vengono costruiti dentro le aree a rischio inondazione o altre calamità, solo perché non c'è più spazio altrove, sono fatti non ipotesi. O, nel nostro piccolo, fiumi e torrenti dell'appennino emiliano, in cui quando ero ragazzino c'erano ancora i gamberi di fiume, mentre ora non ci si può più nemmeno fare il bagno per via dell'inquinamento da liquami da allevamenti intensivi (se poi andiamo a vedere cosa succede in Cina, allora in Emilia ci si può pure mettere a ridere) sono fatti, non ipotesi, e via così. Forse tutte queste cose erano "ipotesi" negli anni '70, ma ora non più. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 15:58
“ ma gli studi sulla "sostenibilità" sono troppo approssimativi, come dimostrano le ripetute rettifiche degli scenari futur „ Dimostrano solo che stiamo affrontando qualcosa che non è mai accaduto prima; i tempi si sono dimostrati più lunghi di quanto: 10 o 15 anni? Ora però quegli effetti palesati anni fa si stanno verificando: di cosa ancora avremmo bisogno per vederli? |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 16:07
Vivo in un vecchio mulino in riva al torrente Nure da 34 anni, la valle è la meno inquinata del piacentino, i gamberi non li ho mai visti ma ne ho sentito parlare dagli anziani. D'estate l' acqua si riduce ad un rigagnolo con un minuscolo laghetto nel punto dove c'era la presa dell'acqua, sono costretto a riempirlo di ramaglie per proteggere i pochi pesci rimasti, che vi cercano rifugio, dal solito pir...la di turno che tutti gli anni si presenta lì a pescarli. Questo è l' uomo!! |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 16:54
“ li ammazza qualcun altro „ non qualcun'altro...la "natura" o, per meglio dire, le condizioni che si saranno create eventualmente. certo che sarebbe meglio affrontare in modo più razionale la questione, ma oggi questo modo non esiste. E se anche esistesse, dovrebbe essere condiviso a livello globale. Altrimenti rimane solo un'auto flagellazione dell'europa, totalmente inutile. Vedi ad esempio proprio l'oggetto di questo topic: studi, ricerche, investimenti, imposizioni ridicole ai cittadini...tutto per ridurre la plastica che dall'europa finisce negli oceani. Ma quanta è, rispetto a quella che effettivamente inquina gli oceani? Sono anni che sono costretto a mangiare in piatti usa e getta che si fondono assieme al cibo e aspirare bibite con cannucce che si sciolgono in bocca. Cosa è cambiato negli oceani? L'unica cosa che è cambiata è l'illusione di qualche ecologista di aver contribuito a salvare il pianeta. Disagi per ottenere risultati concreti sono disposto a farli. Per soddisfare i fanatismi ideologici di poche persone, no. |
user257478 | inviato il 20 Dicembre 2024 ore 17:16
Non riesco a trovare le foto dei gamberi a Forlì nel fiume Ronco nei laghi di cave dismesse era frequente di vederli questo però prima delle alluvioni del maggio 2023 |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 18:08
“ certo che sarebbe meglio affrontare in modo più razionale la questione, ma oggi questo modo non esiste. E se anche esistesse, dovrebbe essere condiviso a livello globale. „ Questo purtroppo è vero, ma mancano anche strategie per cercare di adattare l'attuale livello tecnologico e scientifico allo scontro con gli eventi naturali sempre più aggressivi: questo mi lascia ancor più perplesso. Sembra che chi detiene il potere economico a livello internazionale sia convinto che lo sviluppo si reggerà da solo, dimenticando che lo sviluppo (che non è sinonimo di progresso) si regge sull'aumento della dimensione di quel mercato che, invece, sarà il primo a venire ridotto al lumicino da un'eventuale catastrofe ambientale sul modello delle grandi estinzioni del passato. |
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