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inviato il 18 Ottobre 2025 ore 22:56
Stefano DM Lo so, ma purtroppo causa lavoro non c'è la facevo durante la settimana, ma evito assolutamente la domenica.
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 9:38
Resuscito un po' la discussione. Qualcuno è già salito su in Cansiglio per la stagione degli amori dei cervi? Com' è la situazione? Ricordo che lo scorso anno la situazione era peggiore rispetto al 2024. Non so cosa aspettarmi quest'anno, sembra ci sia stato un forte incremento del numero dei lupi e non vorrei i cervi si fossero spostati altrove.
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 10:48
Secondo voci dei locali, i cervi stanno diminuendo e i lupi qualche settimana fa hanno attaccato un gregge in piana. Con la diminuzione dei cervi c'è qualche capriolo in più. Ma non ho dati ufficiali. Posso solo dire che l'anno scorso rispetto a pochi anni fa la presenza dei cervi e l'attività del bramito è ridotta.
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 18:45
Quest’anno il bramito in Cansiglio lo salto. Aspetto novembre per andarmi a fare qualche giro senza gli ormai insopportabili affollamenti. Però se qualcuno vorrà fornire info nel merito della presenza dei cervi in piana gliene sarei molto grato. In pedemontana, dove abito, qualcosa si sente da un paio di giorni, ieri sera un bramito proveniva da una quota di circa 5/600 metri, in un’area boscata. Comunque sembra che si siano abbassati anche i lupi che con il gran caldo non si erano visti un gran che. Mi è stato detto come sembri che nello Zoldano e in Cadore i cervi stazionino, più che in passato, ai margini dei piccoli centri abitati. Sarà forse che si sentono più sicuri di stare vicino all’uomo per tentare di sfuggire i lupi?
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 19:33
“ Sarà forse che si sentono più sicuri di stare vicino all’uomo per tentare di sfuggire i lupi? „ In un intervista ad un allevatore in piana, afferma che ci sono state diverse nuove nascite nei prati, forse perché i cervi si sentono più sicuri in spazio aperto che nel bosco. Sono andato a inizio settembre e di cervi nella piana ne ho visti meno che in passato. Si vede che il lupo fa la sua parte e oltre alle predazioni sta causando la dispersione della specie. Meglio così perché il cervo è stata specie dominante in Cansiglio da quando si è nuovamente diffuso negli anni ottanta. Qui da me in pianura si sta diffondendo lo sciacallo dorato e si vedono pochissimi caprioli. Mentre i cervi stanno scendendo in pianura. In primavera è stato visto e fotografato un fusone vicino a Caorle, e nel mio comune abbattuto un maschio giovane e credo sia il primo abbattimento dopo secoli.
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 20:02
“ In primavera è stato visto e fotografato un fusone vicino a Caorle, e nel mio comune abbattuto un maschio giovane e credo sia il primo abbattimento dopo secoli. „ Ho amici che vivono a Eraclea e nell’area a est del Piave notano i cervi da qualche anno, in effetti.
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inviato il 19 Settembre 2026 ore 23:51
“ Sarà forse che si sentono più sicuri di stare vicino all’uomo per tentare di sfuggire i lupi? „ Più che altro sono gli ungulati che le stanno provando tutte ma di certo non è il lupo a temere un impotente uomo, purtroppo le gestioni sbagliate/molto sbagliate hanno portato a forti squilibri ambientali, da un lato in zone troppo restrittive si sono avuti grossi affollamenti di ungulati a danno della flora e quindi si sta diffondendo la convinzione che l'unica soluzione sia il predatore anche a costo di fortissime riduzioni delle popolazioni di ungulati e ed li che poi il predatore presente si dirige verso prede alternative, mentre sulle zone dove il controllo umano è stato fatto con giusta e continuativa misura ( non ovunque questo è stato fatto )il risultato numerico e qualitativo era decisamente migliore però oggi come oggi dove il predatore che non ha calendario e nemmeno criterio di scelta viene preferita una situazione dove femmine gravide o appena dopo il parto vengono tolte dalla circolazione senza tanti fronzoli al posto di un prelievo mirato e pianificato a lunga scadenza . Punti di vista che portano a contrasti non da poco mentre il risultato non incoraggiante passa via come poco importante.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 9:19
Saro stai promuovendo il tuo punto di vista di cacciatore per il quale non mi trovi d’accordo. “ si sta diffondendo la convinzione che l'unica soluzione sia il predatore anche a costo di fortissime riduzioni delle popolazioni di ungulati e ed li che poi il predatore presente si dirige verso prede alternative, „ Non è così. La riduzione degli ungulati, regolati dalla presenza dei predatori, non sarà mai fortissima, ma si va a instaurare quel giusto equilibrio che la natura sa prevedere da sé. La proporzione tra prede e predatori non verifica mai squilibri ed è dimostrato da moltissimi studi nel merito. Chi interferisce con l’equilibrio naturale è sempre e solo l’uomo, con le sue attività, caccia compresa. Ci saranno meno cervi a foraggiare i congelatori dei ristoranti tipici? Beh, ce ne faremo una ragione. Ci saranno meno cervi da fotografare in Cansiglio? Bene, così quando andrò comunque a cercarli, troverò meno disturbo per la mia attività e finalmente una vegetazione non più così sofferente. E quando scrivi che il predatore si dirige verso prede alternative, intendi evidentemente che rivolgerà maggiormente il suo interesse agli animali domestici e di allevamento. Ti informo di cosa si sta effettivamente verificando nelle Prealpi venete, che conosco molto bene, perché ci abito. Man mano che i lupi sono aumentati sono diminuite le predazioni nei confronti di domestici e allevati (ma è un’evidenza che si sta dimostrando in molte aree). È un dato incontrovertibile. È accaduto perché i lupi se li sono mangiati tutti? No, è accaduto perché l’uomo ha imparato a proteggere i propri animali, dato che in precedenza era totalmente impreparato alla presenza del lupo. La convivenza con il lupo è utile, oltre che possibile e chi grida “al lupo” lo fa per l’atavica, quanto insensata paura, oppure per convenienza personale. Nel migliore dei casi perché è male informato.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 9:19
SaroGrey La questione lupo è sempre la stessa, se devono esserci o no. Credo che prima o poi si interverrà sui lupi. In Cansiglio la caccia è vietata. Mi risulta che sono stati contenuti solo i daini. Prima degli anni 80 non c' erano cervi o erano pochissimi, poi si sono diffusi e sono diventati un' attrazione turistica per il periodo del bramito. Alcuni si lamentano che sono troppi, altri che spariranno a causa del lupo. Ora sembra che il cervo stia crescendo nelle Dolomiti friulane. Secondo me, a parte ridurne i numeri (ma non così drasticamente), il lupo li sta disperdendo ed arrivano fino in pianura, ma questo bisognerebbe chiederlo prima all'università di Udine che li ha monitorati ed ora a quella di Padova che ha piazzato foto trappole e radiocollari ai cervi. Oltre al lupo c'è sicuramente lo sciacallo.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 9:34
“ Oltre al lupo c'è sicuramente lo sciacallo. „ In FVG è arrivato anche il cane procione, che certamente non rientra nelle specie autoctone europee, dato che è stato introdotto nei primi decenni del secolo scorso in Russia per scopi venatori. Lo sciacallo si sta naturalmente espandendo perché trova nicchie ecologiche che glielo permettono. Anche se, secondo alcuni, i lupi sterminerebbero qualsiasi essere vivente presente in natura e lo sciacallo dovrebbe essere costretto a fare la spesa al supermercato per sopravvivere. Perdona la battuta
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 11:54
Gli sciacalli stanno creando qualche problema ( per i cacciatori), qui nelle vicinanze. Da quando è stata accertata la presenza del predatore, i caprioli sembrano essere spariti e secondo un giovane collega che da poco ha preso la licenza, questa primavera si sono visti pochi cuccioli di capriolo.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 13:35
mi unisco alla richiesta iniziale. Salgo in cansiglio questo giovedi sera per il weekend. Spero vivamente di riuscire a portar a casa qualche scatto a ungulati e sentire il bramito (non son di zona e i km son tanti): gli scorsi due anni (la prima volta la prima di ottobre, la seconda verso meta ottobre) mi è andata bene ma alla natura non si comanda… e quest’anno salgo prima. Con sto caldo temo non vedeo nulla…. Sperem. Nel caso qualcuno sia su questo weekend e vuol condividere che succede, lo ringrazio in anticipo.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 13:35
In effetti cuccioli di capriolo possono essere predati dagli sciacalli. Però dovrebbe essere un fatto piuttosto occasionale. Più che altro per la difficoltà di trovare il cucciolo di capriolo, che viene lasciato dalla madre invisibile tra l’erba alta e non identificabile olfattivamente, poiché privo di odore. Lo sciacallo si nutre prevalentemente di insetti, piccoli roditori, anche di serpenti, anfibi e uccelli. Ma si nutre anche di qualsiasi carogna incroci e addirittura di alcuni vegetali. In Valsana gli sciacalli convivono con i lupi e gli altri ungulati, però sono curioso di informarmi se effettivamente influiscano significativamente nel numero dei caprioli. Un branco di sciacalli è stato fotografato, di notte, in prossimità di una frazione della vallata, già nel 2024. Ma il corpo di uno sciacallo investito è stato trovato ancora circa otto anni fa in località Longhere di Vittorio Veneto. Ma le segnalazioni si stanno moltiplicando da un po’ di tempo a questa parte. Si dice che abbiano da tempi oltrepassato il Piave e siano ben presenti anche nel Montello.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 13:59
Direi che l'uomo più che imparare a difendere i suoi animali dalle predazioni ne è stato obbligato con immancabile trasformazione e più che reale diminuzione delle proprie attività e questo non inventato da personale contrarietà a questo predatore ma attingendo a fonti totalmente inserite in quel settore, creare delle zone tipo Cansiglio o alcune valli del Parco dello Stelvio con zero prelievi è stato uno dei grossissimi sbagli andati tutti a danno delle foreste, andare poi a fare dei prelievi massicci quando la situazione era diventata insostenibile è stato lo sbaglio numero due, pensate che nella zona Val di Sole, Peio e Rabbi è stato prelevato un grosso numero di cervi e come? Con abbattimenti ad appannaggio dei soli residenti dove invece vi era una sostanziosa fonte di guadagno vendendo i capi a cacciatori provenienti da fuori disposti a sborsare grosse cifre pur di farsi accompagnare dal personale a fare il prelievo assegnato, introiti sostanziosi che sarebbe andati tutti nelle casse comunali e in quelle della gestione parco con benefici facili da intuire, se poi pensiamo che i cacciatori che hanno partecipato a quei prelievi hanno già a disposizione grossi prelievi pro capite nelle zone appena fuori del parco, una gestione intelligente di quei settori io non la gestirei proteggendo i predatori che una volta ridotti ai minimi termini le popolazioni di certo non diventano vegani ma si rivolgono a un tavolo diverso, più comodo e fatto sempre di carne, bovina, equina, caprina, "canina e gattina" che sia, non per sentirsi superiori ma una gestione umana fatta con criterio è sicuramente più selettiva e qualitativa soprattutto se indirizzata non a prelevare ad cazzum personale ma pianificata per mantenere la giusta conservazione della flora e anche per accogliere un turismo fatto di amanti del bosco, della osservazione e fotografia della fauna, in questo modo ottimizzi in modo intelligente tutto quanto, puoi far fare le attività montane di alpeggio ai locali come una volta con l'aggiunta che possono accogliere il turista offrendo i suoi prodotti locali facendo in modo da creare attività alle giovani generazioni montane e inoltre come dicevo puoi approntare diverse forme attrattive con guadagno sempre nel rispetto del territorio. Pensare di voler creare a tutti i costi tanti bei minuscoli Yellowstone sulle nostre minuscole valli è una idea strampalata, non funzionale, che crea non pochi problemi ai locali e che può rendere forse felici chi da molto lontano "sogna" appunto che i mini Yellowstone possano essere un intelligente ritorno al passato, .....direi che è solo una grande e voluminosa uccellata.
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inviato il 20 Settembre 2026 ore 18:00
Saro è ovvio che la pensiamo in modo molto diverso, abbiamo espresso entrambe le nostre opinioni, quindi inutile andare oltre. Vorrei solo precisare una cosa, relativamente all’orso, per il quale ritengo sia stato un errore forzarne il ripopolamento, peraltro proprio nella tua regione. Fin dagli anni ‘70 gli orsi sloveni hanno periodicamente visitato le mostre Alpi e Prealpi, più volte anche in Cansiglio, per esempio (è documentato), ma non hanno mai deciso di fermarsi. Principalmente perché gli orsi femmina tendono a non allontanarsi più di tanto dal luogo dove sono nate (si definisce filopatria). Mentre i maschi si muovono molto, proprio in cerca di femmine, non trovandole da noi se ne tornavano indietro. L’orso è un animale onnivoro che si nutre principalmente di vegetali, insetti, carcasse di animali morti e solo occasionalmente preda i selvatici. Anche perché, predando da solo, non è certo in grado di influire significativamente nel numero degli ungulati. A mio avviso, in conseguenza della naturale espansione del lupo, non era necessario reintrodurre l’orso allo scopo di perseguire l’equilibrio ecologico. Anzi, l’averlo reintrodotto con evidente successo ha esposto questi grandi animali all’inevitabile confronto con l’uomo dove, purtroppo, ne patisce e ne patirà ancora di più in futuro la convivenza. La natura sa fare da sola e l’uomo ha il dovere di salvaguardare le specie a rischio, cosa che l’orso non è, ma non può trasformarsi in una sorta di co creatore del mondo naturale. Ovviamente è solo la mia opinione.
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