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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 12:46
Nella mia scuola (dedicata ad Emanuele Filiberto) c'erano banchi in legno a due posti con lo sgabello ribaltabile ed il vano per la cartella sotto il piano del banco che era leggermente inclinato (cartella... lo zaino era di là dal venire); i banchi erano collegati l'uno l'altro in file (quartieri), per cui, se uno del quartiere si metteva a far ballare la gamba, ballavano tutti Grandi aule con soffitti 'astronomici' ed enormi finestre, ma efficiente riscaldamento a termosifoni. Ed infine Carletto, il bidello, che, quando uscivamo (sciamavamo fuori), ammirevolmente puliva alla perfezione aule, corridoi e bagni, (erano 15 classi su due piani) Ma noi eravamo fortunati, mi ricordo quelle scuole elementari di Monza che ebbi modo di visitare un pomeriggio di dicembre: lì i bambini andavano a scuola a turno ed il secondo turno usciva alle 18.30 (i bambini erano tanti e le scuole poche, ecco spiegata la necessità dei turni) Dimenticavo... circa 36 alunni per classe ed in prima elementare... bocciavano! |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 13:30
Sono così vecchio che delle scuole elementari ho solo vaghe reminiscenze, episodi sparsi e scollegati. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 13:48
Nella mia scuola, intitolata al poeta dell'Infinito, si era alquanto avanti: maschi e femmine indossavano lo stesso grembiule, bianco con fiocco azzurro; e non mi corressero il mancinismo (ma ancora oggi uso prevalentemente la destra, la sinistra quasi solo per scrivere). |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 13:57
“ (cartella... lo zaino era di là dal venire) „ Dalla seconda elementare ebbi una cartella/zaino regalatami dalla nonna e che era stata di suo fratello, lo zio partigiano. Quando la vidi la prima volta non mi fece una buona impressione, ma la nonna riuscì a fare un restauro prodigioso, che la rinnovò molto bene. Ero molto invidiato per la mia cartella con gli spallacci, dai miei compagni, anche se mi faceva fare la figura di uno sherpa che trasportava un carico enorme, ma in realtà dentro non c'erano molte cose. Alle medie, invece, andava di moda l'elastico con la fibbia, con il quale raccogliere libri e quaderni, per portarli scomodamente sotto il braccio. Ma già in seconda media avevo il mitico tascapane tipo militare, che era stato di mio fratello. La divisa per più o meno tutti i miei compagni di scuola era composta dall'eskimo con il finto pelo di pecora in puro sintetico, i jeans risvoltati prima e i pantaloni a zampa e vita bassa in seguito, le All Stars di tela lerce e strappate e, appunto, il tascapane acquistato nei negozi di materiale militare usato. Tutta roba povera, acquistata nei mercati rionali, ma il vestiario un po' migliore, prevalentemente ereditato dai fratelli maggiori, si poteva indossare esclusivamente la domenica per andare a messa o altre occasioni simili. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:27
Dimenticavo... circa 36 alunni per classe ed in prima elementare... bocciavano! ******************************************** Anche da noi. E bocciavano pure parecchio visto che tra le altre c'era anche una cosiddetta "classe differenziata" ehhhhh... allora non si usava il sei politico e ancor meno gli esami collettivi, col diciotto politico oppure, in alternativa, l'immancabile libretto rosso di Mao che ha laureato migliaia e migliaia di "scienziati politici" e sociologi in tutta Italia. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:30
Per l'affollamento invece la mia era una classe ben misera, solo 24 alunni laddove la media era di 32, tant'è che in Terza e Quarta ci toccarono i turni pomeridiani... una "palla assoluta"! |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:32
Ah dimenticavo: la mia scuola era dedicata al Principe di Piemonte |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:40
A proposito: in classe mia non si usavano le bacchettate sulle mani o addirittura sui glutei come era di norma nelle altre classi a iniziare da quella di mio fratello, erano sistemi di correzioni fin troppo evoluti, da noi solo in ginocchio dietro la lavagna o, per quelli irriducibili, bacchettate in testa con una "bacchetta" di legno di ulivo spessa ben più di un pollice... ma non un comune pollice anglosassone, un ben più robusto pollice umano |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:41
Roma, quartiere EUR, primi anni '70, scuola elementare: - classi separate per sesso; - grembiule blu con il fiocco bianco per i maschi, e bianco con il fiocco azzurro per le femmine, fino in quinta; - banchi ancora con il buco del calamaio, ma senza più calamaio; - tutti in piedi quando entrava in classe un adulto, saluto all'unisono di tutta la classe se si trattava del preside ("Buongiorno Signor Preside"); - preghiera tutte le mattine prima delle lezioni (in una scuola pubblica, e io ero di famiglia atea da generazioni); - letterina di auguri per le feste di fine anno al preside, scritta dall'alunno con la calligrafia migliore (sono stato quasi sempre io, purtroppo); - due soli libri per ciascun anno: libro di letture e sussidiario; - la mia maestra distribuiva scappellotti con generosità, ma altre punizioni corporali erano fortunatamente bandite; - inoltre, veniva dal Trentino e ci fece imparare - a noi alunni tutti di Roma - l'inno del Trentino, che purtroppo ricordo ancora oggi... |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:45
“ non mi corressero il mancinismo „ Quando la mia maestra, in prima, mi chiese "ma com'è che non ti hanno mai corretto?" (senza peraltro fare altro) lo riferii a casa, la sera. Il giorno dopo mia madre arrivò come una furia a scuola ingiungendo alla maestra di astenersi da qualsiasi intervento e anche da ulteriori commenti. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:50
Dalle parti mie la preghiera mattutina non si usava, o almeno non con i maestri, forse con qualche maestra, in compenso però per tutta la durata del Mese Mariano la filodiffusione diffondeva le note dell'Ave Maria di Schubert... semplicemente celestiale! |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 14:56
Il giorno dopo mia madre arrivò come una furia a scuola ingiungendo alla maestra di astenersi da qualsiasi intervento e anche da ulteriori commenti. ******************************************** Figuriamoci. Ai miei tempi se avevi l'ardire di riportare a casa una punizione ricevuta, o anche solo un semplice rimprovero, "prendevi il resto" |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 16:10
Quanto ai canti... tutti in fila per due lungo il corridoio (io ricordo così) il repertorio: l'inno di mameli quello garibaldino(?) (si scopron le tombe si levano i morti...) il capitan della compagnia 44 gatti non l'avevano ancora scritta |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 16:37
La carta assorbente, la lametta per cancellare e la gomma pane dove le mettiamo? |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 16:41
In fila per due (all'uscita di scuola) con la conseguente corsa per cercare di essere la coppia capofila questo si, lo si faceva pure da noi, ma nessuno cantava alcunché. |
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