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inviato il 07 Maggio 2024 ore 10:49
“ @Salt dipende.. con un vecchio scanner molto buono, e con una reprocamera adattata. „ Per quanto buoni siano il risulato ottenuto sarà sempre leggermente inferiore all'originale, su questo spero non ci piova. Se poi ci si aggiusta in post allora entriamo con le scarpe e tutto il resto nel "mondo liquido". |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:01
“ Per quanto buoni siano il risulato ottenuto sarà sempre leggermente inferiore all'originale, su questo spero non ci piova. „ Ma forse una stampa no presenta anch'essa una minima perdita rispetto all'originale? E comunque, salvo stampare una gigantografia, non riesci ad osservare tutti i particolari presenti; invece con una scansione, ammettendo una perdita sostanzialmente equivalente a quella della stampa (la scansione, semplificando, non è altro che una foto macro della pellicola; viene fatta tramite un obiettivo, lo scanner è un ingranditore che proietta su un sensore invece che su carta) riesci ad ingrandire molto di più di quanto potresti fare in stampa, quindi alla fine hai un dettaglio che in stampa non riesci a vedere, salvo, lo ripeto, che venga fatta una stampa estremamente grande, cosa sicuramente non frequente. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:11
“ @Diebu Ma forse una stampa non presenta anch'essa una minima perdita rispetto all'originale? E comunque, salvo stampare una gigantografia, non riesci ad osservare tutti i particolari presenti; invece con una scansione, ammettendo una perdita sostanzialmente equivalente a quella della stampa (la scansione, semplificando, non è altro che una foto macro della pellicola; viene fatta tramite un obiettivo, lo scanner è un ingranditore che proietta su un sensore invece che su carta) riesci ad ingrandire molto di più di quanto potresti fare in stampa, quindi alla fine hai un dettaglio che in stampa non riesci a vedere, salvo, lo ripeto, che venga fatta una stampa estremamente grande, cosa sicuramente non frequente. „ Una stampa a contatto osservata con una lente d'ingranimento permette di notare gli stessi dettagli. Anche i lentini di buona memoria sortiscono lo stesso effetto osservando l'originale. Unica differenza è la fruizione, singola nel caso "materiale", social nell'altro. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:19
Osservare una fotografia con una lente di ingrandimento non è la più piacevole delle esperienze. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:23
“ @Stefano Pelloni Osservare una fotografia con una lente di ingrandimento non è la più piacevole delle esperienze. „ Certamente zoomare a video è più "in". |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:25
Con cosa digitalizza il 6x9? **************** Con uno scanner a tamburo. Se non erro digitalizza anche il 20x25. Comunque il medio formato lo digitalizza anche l'Hasselblad di Diego. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:39
Una stampa a contatto osservata con una lente d'ingranimento permette di notare gli stessi dettagli. Anche i lentini di buona memoria sortiscono lo stesso effetto osservando l'originale. Unica differenza è la fruizione, singola nel caso "materiale", social nell'altro. **************************** Beh Ettore dipende dall'originale. Con una pellicola piana la stampa a contatto ha un forte valore intrinseco, anche se personalmente non riprenderei MAI in 10x12 per rivedermelo in 10x12, ma se hai negativo di alta classe (diciamo una Ortho 25) in formato Leica con la lente di ingrandinento vedi nulla. Per inciso vedi nulla pure con un Loupe 10 X, per eccellente che sia, semplicemente perché i particolari sono TROPPO FITTI per essere osservati. In casi del genere solo una stampa, meglio ancora una proiezione, di almeno 50 X, meglio 100 X, è in grado di estinguere la sete di particolari. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:40
Non è questione di essere in, quando guardavo le diapositive con una di quelle scatolette che si usavano ai tempi per le anteprime non era certo come vederle proiettate. Se qualcuno lo apprezza per conto mio può usare anche il microscopio, ma la fruizione della foto intera in una formato decente mi appaga di più. Me ne rendo conto visitando le mostre. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:57
Fotografo abbastanza poco (digitale e in pellicola 120) ma fortunatamente abitando a Milano ho la possibilità di vedere tantissime mostre fotografiche. La stampa in grande formato è sempre appagante. Eppure non mi pongo mai il problema se è una stampa digitale o se chimica, se l'originale è un negativo o un file. Mi godo le immagini. Per tanti invece mi sembra (ed è assolutamente lecito, è un punto di vista) che si guardi solo alla qualità tecnica, alle righe per millimetro, ai pixel per centimetro... Ma il contenuto? Moltissimi capolavori del passato restano tali anche se scansiti e stampati in digitale. In grande, questo sì. ciao Carlo |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:59
“ Una stampa a contatto osservata con una lente d'ingranimento permette di notare gli stessi dettagli. „ Ti voglio vedere a osservare una stampa a contatto di un negativo di piccolo e medio formato; e ritenere di vedere tutti i particolari presenti. Anche una stampa a contatto di una pellicola di grande formato non ti consente di vedere tutti i particolari presenti, e e neanche l'osservazione della pellicola originale con un lentino lo consente. Io credo che molti di voi parlano senza aver mai visto una scansione di qualità quanti particolari tira fuori (se presenti ovviamente), particolari che non sono mai riuscito a vedere con lentini. Inoltre come è stato sottolineato sopra, non è questione che l'osservazione a monitore è più "in", è questione che è più efficace, efficiente, piacevole e soprattutto non ti affatica la vista come un lentino. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 11:59
questa era da 6x6 Pentacon Six - Ilford FP4 e 180mm/2,8 Zeiss Sonnar. Digitalizzata con D700 + 55mm/2,8 micro Nikkor AIS a f16 (negativo illuminato da ingranditore). Così si ottiene a mio parere maggiormente una sensazione "analogica" (ammesso che esista...)
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 12:00
“ Comunque il medio formato lo digitalizza anche l'Hasselblad di Diego. „ digitalizza anche pellicole grande formato fino al 13x18cm e stampe fino al formato A4. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 12:04
Gian Carlo ottimo lavoro. “ Per tanti invece mi sembra (ed è assolutamente lecito, è un punto di vista) che si guardi solo alla qualità tecnica, alle righe per millimetro, ai pixel per centimetro... Ma il contenuto? „ Hai perfettamente ragione, spesso si guarda più alla qualità di immagine che all'immagine di qualità. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 12:10
“ Opinione personale. Il chimico, una volta passato in digitale diviene numerico a tutti gli effetti, con i difetti dell'uno e dell'altro procedimento. Gli eventuali, ma non scontati, pregi della stampa chimica saranno visibili solo "dal vivo" senza il filtro dei vari device e dell'inevitabile voglia di "smanettare" sui cursori per "impreziosire" e "personalizzare" il tutto. „ trovo poco senso anche io nella digitalizzazione del negativo che non vada oltre la mera caxxeggiazione sui social. Poi ci sono molti varie possibilità ibride ma semmai trovo migliore la stampa da chimico di una foto digitalizzata quindi esattamente l'opposto |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 12:20
“ trovo poco senso anche io nella digitalizzazione del negativo che non vada oltre la mera caxxeggiazione sui social. „ La stampa in grande formato non credi abbia un senso? Riesci a stampare in casa oltre il 50x50? E conosci laboratori che te lo fanno? Il mio di fiducia a Milano non va oltre il 50x50 (che poi sono effettivi 48x48) quindi per stampe molto grandi l'approccio ibrido non solo è utile ma spesso l'unico possibile. |
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