JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Archivio Luigi Ghirri: sono io che non capisco?


  1. Forum
  2. »
  3. Blog
  4. » Archivio Luigi Ghirri: sono io che non c...





avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 17:10    

Ovvero, senza conoscere chi è Ghirri e la sua storia artistica, le sue foto non rappresentano nulla di più di quello che mostrano.


Posso assicurare, per esperienza diretta e avendo osservato analoghe reazioni di amici, che si può rimanere immediatamente (e positivamente) colpiti da molte delle foto di Ghirri anche senza sapere nulla dell'autore e della sua storia. Quel poco che conoscevamo di fotografia proveniva dalle prime riviste acquistate e per il resto non si andava molto oltre alla storia dell'arte che studiavamo (parola grossa, almeno nel mio caso) al liceo. Forse sarebbe opportuno rendersi conto che ognuno sviluppa la sua sensibilità, senza essere più o meno intelligente, acculturato o bello solo per questo. Se a un certo momento non si "sente" qualcosa e non si è interessati, si può benissimo passare oltre; se in qualche modo lo si è, si può provare ad approfondire, anche a discuterne senza pregiudizi, e poi si vedrà. So per certo che ci sono opere in molti campi che mi lasciano piuttosto indifferente mentre per altri significano tutto, ma non per questo impiego il mio tempo a torturarmi né tanto meno a torturare il mio prossimo.

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 18:11    

Si potrebbe anche passare oltre, se non fosse che il fatto di non riconoscere il valore di un'opera o di un artista riconoscito presupponga una carenza da parte di chi osserva...che se va bene è solo culturale, ma non mancano allusioni, nemmeno troppo velate, alle capacità personali.

Ma esiste anche un altro punto di vista: quelli che dichiarano di capire il messaggio/valore di queste opere d'arte, in realtà semplicemente *sanno* cosa l'opera d'arte dovrebbe simboleggiare.

Per cui, non è questione di sensibilità o "cultura": nessuno, ripeto nessuno, per quanto sensibile o esperto di arte, è in grado di cogliere valore o messaggio di un'opera/artista astratto o concettuale se già non lo conosce.

Al massimo, riesce a giudicarne gli aspetti estetici. Ne' più e ne' meno di quanto fa il profano.


user214553
avatar
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 18:49    

A proposito di quanto dice di "infinito" Ghirri.

In questa serie Ghirri ha sottolineato l'impossibilità di tradurre in immagine adeguata l'empirico-fenomenico totale, non solo il cielo; figuriamoci la realtà (ben diversa dal relativo transuente)... eppure quando leggo le sue didascalie pone sempre l'accento su come abbia voluto "rappresentare la realtà" (contraddizione in termini).

"Così formulato il lavoro può suggerire una impossibilità a fotografare. È invece questa non possibile delimitazione del mondo fisico, della natura, dell'uomo, che la fotografia trova validità e senso."

Questa frase non ha alcun senso. Il tratto distintivo del mondo fisico, dell'uomo, della natura, e quindi, per estensione, di tutto il relativo-contingente - e lo dice la parola stessa - è proprio la limitazione; in effetti il cielo non ha nulla di "infinito", ma è per l'appunto "finito e delimitato". Parla di "non possibile delimitazione" quando - l'empirico-fenomenico - è distintamente delimitato in spazio, tempo e causa. Non vi è altro da aggiungere a riguardo.

Quindi - in questo caso - per cosa dovremmo considerare "un genio" Ghirri? Per aver puntato la macchina fotografica al cielo 365 volte ed averne dato un'interpretazione fallace e non aderente alla logica?

La cosa curiosa è che si possono riproporre queste valutazioni per tutte le didascalie che ho letto e che accompagnano le fotografie di Ghirri. Il fatto sorprendente è che l'opera di Ghirri trarrebbe valore - a suo dire e a dire dei fan-boy - da questo presunto connubio tra immagine e valore intrinseco insito nell'immagine stessa, che andrebbe oltre il semplice vedere; a mio parere si tratta di immagini perlopiù mediocri, ed il suo "filosofeggiare" - questo è un dato oggettivo, non un mio parere - è difettoso e aderente all'illusione.


avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 19:17    

Alexino mi ha bloccato già tempo fa, ditegli che il ragionamento logico (di cui sembra un fervente sostenitore) a questi livelli va bene per fare la settimana enigmistica. MrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 21:26    

nessuno, ripeto nessuno, per quanto sensibile o esperto di arte, è in grado di cogliere valore o messaggio di un'opera/artista astratto o concettuale se già non lo conosce.

Al massimo, riesce a giudicarne gli aspetti estetici. Ne' più e ne' meno di quanto fa il profano.


Salvo che l'opera e/o lo spettatore siano del tutto avulsi dal resto del mondo, e nello specifico non mi pare il caso di Ghirri, credo non sia necessariamente impossibile coglierne, almeno in parte, il messaggio. In questo sensibilità e cultura un po' forse possono contare. In ogni caso il punto è che, come scrisse qualcuno che ne capiva abbastanza, qualsiasi motivo è buono per apprezzare un'opera, ma ce ne sono di sbagliati per non apprezzarla. Se qualcuno ne gode anche comprendendola solo a livello molto superficiale, bene; se in qualche modo si è portati ad approfondirne la conoscenza, ottimo.

avatarsenior
inviato il 10 Dicembre 2022 ore 22:00    

Tante volte si cercano messaggi e significati nascosti, e tante volte si trovano perché non sono poi così nascosti. Poi visto che alcuni si scappellano al genio altri si domandano "Beh? Tutto lì? Mi sono perso qualcosa?"
Si tratta di soddisfare questa curiosità, è una cosa naturale per chi ha una mente inquisitiva (= intelligente).
Niente di male, anzi. Dogmi e stregoni sono passati di moda no? Siamo nell'epoca della scienzah! E allora via con le domande.
Io qui ho posto un paio di domande e non ho avuto risposte, o risposte insufficienti. Forse ci vorrebbe qualcuno che se ne intende veramente, o forse semplicemente non c'è niente da vedere. Non lo so e non m'interessa più di tanto.
Un'altra cosa prima che lo dica qualcuno: non è l'arte (o quello che è) che fa discutere, ma le posizioni così estreme, così dogmatiche, a favore di qualcosa.

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 8:08    

Secondo me si parla spesso di sensibilità mentre forse è piu necessaria la cultura per capire il lavoro cosiddetto artistico. Dico cosi perche mi sento abbastanza sensibile, ma leggendo la vostra discussione e desiderando approfondire mi sono andato a leggere Celati e qualcosina di piu delle fotografie di Ghirri ho capito.
In certi casi il discorso non è sul fatto che la foto sia bella o meno, che mi piaccia o meno, ma che hai capito o meno quello che chi l'ha fatta voleva dire e se questo suo "messaggio" è arrivato dentro te. È chiaro che devi avere interesse ad ascoltare, ed ascoltare in certi casi vuol dire conoscere, sapere. Io sono un ignorante al 100%, l'essere piu lontano dall'arte, dalla critica, dalle super×le che sono incomprensibili piu di quello che vorrebbero illustrare o spiegare, pero quelle poche volte che ho avuto vicino a me una guida che mi spiegava quello che stavo vedendo...mi si è aperto un mondo. Sono passato vicino a opere d'arte dando occhiate distratte o peggio ridendo e chiedendomi che cavolo ci fosse di cosi bello, pero quando una volta una guida mi ha parlato del quadro del fagiolaro, dellartista che l'ha fatto (che non ricordo piu) che era la prima volta che si ritraeva un personaggio del popolo, che prima di lui i quadri erano sempre stati dedicati a nobili, papi, alto borghesi, che lo ha contestualizzato nell'epoca ...ecc ecc ho capito che la conoscenza e la cultura sono alla base della comprensione, non la sensibilità o almeno non in modo esclusivo.
Ma questo credo sia alla base di tante altre cose, non solo dell'arte o della cultura. Vale anche per la naturalistica, si apprezza e si capisce di più una foto conoscendo quello di cui si parla. Parlo per me, ovviamente, ma vi ringrazio di questa discussione perche mi ha fatto nascere la voglia di approfondire e mi ha fatto conoscere Celati.

avatarjunior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 10:12    


“ nessuno, ripeto nessuno, per quanto sensibile o esperto di arte, è in grado di cogliere valore o messaggio di un'opera/artista astratto o concettuale se già non lo conosce.

Al massimo, riesce a giudicarne gli aspetti estetici. Ne' più e ne' meno di quanto fa il profano. ?



Io ho due bambini di 6 e 9 anni e più volte abbiamo giardato opere di Rothko, Pollock, Kandisky, Magritte e simili. E' fantastico vedere come, chi non guarda il mondo partendo dalle proprie convinzioni personali possa "vedere" un'opera astratta e recepire un messaggio personale certamente, scevro da preconcetti.

Quindi, se siamo aperti e ci liberiamo dai nostri preconcetti (facile a dirlo...) possiamo vedere le opere e "sentire" quello che ci dicono secondo la nostra personalità.

Poi ovviamente, conoscere il perchè e la storia dell'artista aiuta, ma a a volte potrebbe essere fuorviante.

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 10:28    

Forse era il Carracci? Già i cavernicoli e gli antichi egizi ci hanno lasciato immagini di popolani (cacciatori, contadini, scribi eccetera).
Quel quadro lì è famoso ma non mi colpisce perché, per un qualche tempo, in quell'area geografica non c'erano stati ritratti famosi di gente comune; mi colpisce piuttosto perché la sua espressione appare grintosa, col volto sporco, le dita nodose, il cappellaccio, la bocca aperta come se stesse minacciando qualcuno che voleva portargli via il cibo - o magari solo scherzando a muso duro. Il colore poco saturo, il contrasto fra bianchi e neri, le linee dure contribuiscono all'effetto serio e grintoso.
Poi immagino che qualche "intellettuale organico" possa farne un simbolo della presa di coscienza del proletariato e ricamarci sopra; ma lì stai dialogando con il supposto intellettuale, non con l'artista.

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 10:38    

Io ho due bambini di 6 e 9 anni e più volte abbiamo giardato opere di Rothko, Pollock, Kandisky, Magritte e simili. E' fantastico vedere come, chi non guarda il mondo partendo dalle proprie convinzioni personali possa "vedere" un'opera astratta e recepire un messaggio personale certamente, scevro da preconcetti.


Hai mai provato a fargli vedere anche veri e propri scarabocchi, purchè molto colorati, e messi nello stesso contesto?
proprio perchè i bambini sono ancora privi di preconcetti è facile che li pongano esattamente sullo stesso piano delle opere artistiche famose.


avatarjunior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 11:02    

@Angor,
si certo, se lo scarabocchio (o qualunque opera ben fatta ma non "famosa") lo pongono allo stesso piano.
Ed è giusto che sia così, un'opera non deve essere blasonata per guardarla con attenzione. Trovo profondamente sbagliato considerare un opera "bella" solo perchè i critici hanno osannato l'autore, quando a me non trasmette nulla.

Per esempio i graffiti, loro ne sono affascinatiperò, davanti alle opere più significative di Banksy vedono un significato che nelle altre in giro per i muri delle città non trovano.

Il tema era, se non consosco l'artista e il messaggio, posso apprezzare un'opera astratta/concettuale/ moderna?
La risposta per quanto mi rigurada è si.
Avrò un diverso piano di lettura, magari sbagliato... ma chissenefrega, non è certo un critico o curatore che deve dirmi in maniera esclusiva come fruire un'opera.


avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 11:36    

Concordo, però capisci che a quel punto sei tu che dai valore all'opera...specialmente se, lo ricordo, stiamo parlando di opere che hanno la presunzione di trasmettere qualcosa che vada oltre a quanto percepibile e giudicabile con canoni comuni, essenzialmente estetici.

E lo condivido. Io stesso, di fronte a certe opere astratte, ne ricevo una sensazione, un'emozione, oppure mi attivano ricordi o pensieri.
Ma ALCUNE...non tutte.

Il rifiuto nasce quando leggo cose simili:
"Il taglio di Fontana è il gesto che apre la luce al buio e il buio alla luce; un'ossimoro che si completa in un controverso buio luminoso che pervade l'atmosfera. Tra luce, buio e ambiente si crea un'unità, un luogo dove si scambiano le emozioni, una sorta di metafora visuale dell'Inconscio, il luogo crepuscolare dove alloggiano tutte le immagini e le emozioni della nostra vita."

Apprezzo il lato veramente artigianale dell'opera, la oggettiva difficoltà ad ottenere dalla semplice tela un taglio che sia perfetto in termini di forma, dimensione, tridimensionalità.
Capisco il lato artistico della evoluzione dalla bidimensionalità dell'uso della tela....ma, seriamente, lo considero un luogo crepuscolare dove alloggiano le immagini e le emozioni della nostra vita?

E questo, rispetto al classico discorso da venditore/critico, è ancora abbastanza terreno...

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 12:24    

Il rifiuto nasce quando leggo cose simili


Che le parole del critico riflettano sinceramente il suo pensiero oppure no, se impediscono la propria fruizione dell'opera basta non leggerle. Non avrebbe davvero alcun senso privarsi di qualcosa solo perché non ci piace ciò che ne scrivono altri.

avatarjunior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 13:31    

@angor
Concordo pienamente, il virgolettato è autoreferenziale e serve solo al critico a mostrare quanto riesce a giocare con le parole, non dando alcun valore al lettore, soprattutto a chi si accinge per la prima volta all'autore.
Altri critici come Bonanni per esempio, hanno un modo di scrivere e spiegare l'arte brillante ed entusiasmante.
Per Ghirri vale lo stesso discorso, se grazie alle sue parole o a quelle dei numerosi critici, riesco ad apprezzarlo ben venga. Altrimenti pazienza; io ho incominciato ad apprezzarlo pochi anni fa, probabilmente perché sono cambiato (io penso di essermi evoluto)... Spero in meglio.

avatarsenior
inviato il 11 Dicembre 2022 ore 22:09    

Io ho smesso di apprezzarlo anni fa, dopo aver letto troppe chiacchiere e aver visto troppe copie migliori dell'originale... Se poi era originale, mah.

RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione ha raggiunto il limite di 15 pagine: non è possibile inviare nuove risposte.

La discussione NON deve essere riaperta A MENO CHE non ci sia ancora modo di discutere STRETTAMENTE sul tema originale.

Lo scopo della chiusura automatica è rendere il forum più leggibile, soprattutto ai nuovi utenti, evitando i "topic serpentone": un topic oltre le 15 pagine risulta spesso caotico e le informazioni utili vengono "diluite" dal grande numero di messaggi. In ogni caso, i topic non devono diventare un "forum nel forum": se avete un messaggio che non è strettamente legato col tema della discussione, aprite una nuova discussione!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me