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La regola dei terzi, non ne posso piu'.


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user90373
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inviato il 13 Febbraio 2020 ore 13:32    

Le "cose" sarebbe bene conoscerle perchè è in base a quelle che gli "altri" andranno a valutare un lavoro.
Il lavoro di per se stesso lo si può fare anche in modo "personale al di fuori delle cose" e, qualora risultasse valido, una nuova "cosa" andrà ad aggiungersi al novero delle già esistenti.
Credo sia "cosa" semplice.

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 13:46    

Francesco, che certi studi sono da considerare vacui non l'ho mai scritto.
Che il mio punto di vista e' da considerarsi legittimo lo hai scritto dopo e comunque apprezzo.
Non c'e' nessun problema, il mezzo non aiuta a capirsi, ciao Ale :)

avatarjunior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 13:52    

Ma a volte pare quasi che Platone avrebbe dovuto tacere per non urtare nessuno...


O non eri all'ospizio? Dai che quel localino continui a frequentarlo MrGreen

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 13:54    

Che è successo?
Dai ragazzi,dai ragazzi!

"Non ne posso proprio piu'...."

Ma poi succede che se uno incastra l'orizzonte lassu' per aria, potrebbe insorgere qualche piccolissima incomprensione ,coi creativi.



avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 13:54    

Ettore non e' quello che pensavo, volevo solo dire che le regole le puoi seguire avendole interiorizzate osservando molte immagini che le applicano, anche senza averne piena coscienza.
Se poi oltre a questo c'e' anche un approfondimento e uno studio delle regole non ne metto di certo in discussione l'interesse e l'utilita'.

user90373
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inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:10    

@ Alessandro Traverso
Ettore non e' quello che pensavo, volevo solo dire che le regole le puoi applicare avendole interiorizzate osservando molte immagini che le applicano, anche senza averne piena coscienza.

Diciamo che faccio un ragionamento simile ma inverso.
Guardo una mia foto e, se mi piace, cerco di capire quali e quante "cose" contiene, nel limite della mia conoscenza di dette "cose".
Se non ne contiene nemmeno una e continua a piacermi, potrebbe essere sia pregna di altre "cose" che per ora non conosco ma che, se già presenti nei testi, andrò a studiare.
Qualora fosse del tutto fuori dalle "cose" e continuasse ad attrarmi vorrà dire che son "cose miei ".

NB. Quando scrivo "cose" intendo: regole, suggerimenti, principi e quant'altro andrà a concorrere alla formazione dell'oggetto.

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:31    

E' bello che ognuno abbia i propri criteri, le proprie regole (o non regole...).
Come in ogni arte c'è la volontà di creare dei parametri per far sì che vi possa essere una valutazione oggettiva: se la foto ottiene un buon punteggio rispetto a questi parametri, allora è buona, altrimenti no.
Un po' come col vino: ci sono i parametri: limpido, corposo, persistente, sapido... ecc (non li ricordo)... alla fine però deve piacere, o no?!? ;-)

Poi un bel giorno arriva il geniaccio di turno che scardina tutto e tutti, e opplà, i parametri cambiano. Improvvisamente diventa buona anche una foto mossa o sfuocata (non tutte, eh!), o addirittura storta.

Il guaio è che poi alcuni pensano che applicando questi nuovi parametri il loro lavoro migliori... e via tutti a far foto sfocate, storte, slavate, virate verdi, rosse, azzurrine... mah Confuso

E' dura! ;-)MrGreen

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:34    

Skylab59: mitico !!!!!

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:37    

Come in ogni arte c'è la volontà di creare dei parametri per far sì che vi possa essere una valutazione oggettiva: se la foto ottiene un buon punteggio rispetto a questi parametri, allora è buona, altrimenti no.
Un po' come col vino: ci sono i parametri: limpido, corposo, sapido... ecc (non li ricordo)... alla fine però deve piacere, o no?!?


Però Roberto, secondo me tu continui a invertire i fattori Sorriso
I "vari parametri" non sono creati ma studiati, e dovrebbero essere finalizzati a quello, al fatto cioè che una cosa alla fine sia buona, non ad astratte considerazioni formali.

Se guardi le cattedrali francesi (che peraltro stanno in piedi da un bel po') non vedi calcoli e matematica, regole o mastri carpentieri fissati: vedi il bello, o no? ;-)

user177356
avatar
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:38    

E' necessario conoscere alla perfezione la grammatica per scrivere correttamente?


Sì.

Se invece la domanda fosse "è necessario conoscere alla perfezione la grammatica per scrivere un bel libro" la risposta sarebbe: Sì, ma non basta.

user90373
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inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:45    

@ TheRealB
Chi può si concede le "licenze poetiche" e chi non può scrive "petaloso", a me piace il termine "perplimere".
Tutta questa discussione mi "perplime".

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:50    


“Se guardi le cattedrali francesi (che peraltro stanno in piedi da un bel po') non vedi calcoli e matematica, regole o mastri carpentieri fissati: vedi il bello, o no? ;-)”


Il bello delle cose belle, passatemi la banalità, sta nel fatto che non fanno trasparire il processo.
E non è cosa scontata... quella è la gran differenza. Sorriso


avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:53    

Se guardi le cattedrali francesi (che peraltro stanno in piedi da un bel po') non vedi calcoli e matematica, regole o mastri carpentieri fissati: vedi il bello, o no?

CoolCoolCool mitiche!!! CoolCoolCool
Però ci sono fior di edifici neoclassici di fine '800 che rispettano alla lettera tutte le regole formali elaborate nei secoli, e sono veramente scialbi e senz'anima.

Il fatto è che la Fotografia checché se ne dica è un'Arte visiva, e come tale può permettersi di svincolarsi dalle catene e volare libera nel cielo. L'Architettura molto meno, ma anch'essa può.

I "vari parametri" non sono creati ma studiati, e dovrebbero essere finalizzati a quello, al fatto cioè che una cosa alla fine sia buona, non ad astratte considerazioni formali.

come dice TheRealB:
Se invece la domanda fosse "è necessario conoscere alla perfezione la grammatica per scrivere un bel libro" la risposta sarebbe: Sì, ma non basta.


Lasciamo correre la nostra fantasia e valutiamo il nostro lavoro con più occhio critico e con meno parametri precostituiti...
A prescindere, rimane però INDISPENSABILE conoscere il linguaggio e la grammatica della Fotografia e delle arti visuali in genere. ;-)

Mio punto di vista... ovviamente ;-)

user90373
avatar
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:53    

“Se guardi le cattedrali francesi (che peraltro stanno in piedi da un bel po') non vedi calcoli e matematica, regole o mastri carpentieri fissati: vedi il bello, o no? ;-)”

Se leggo la storia, vedo anche morti, ignoranza, fame, sfruttamento, dispotismo e, questi simboli del potere, perdono parte della loro "bellezza".

avatarsenior
inviato il 13 Febbraio 2020 ore 14:58    

Se guardi le cattedrali francesi (che peraltro stanno in piedi da un bel po') non vedi calcoli e matematica, regole o mastri carpentieri fissati: vedi il bello, o no?


io su questo passaggio non sono d'accordo.
In una cattedrale si vede il bello, proprio perche' esistono proporzioni naturali che fanno si che cio' che vediamo sia bello.

osservandole vedi una ricerca ossessiva di aderire in ogni singola misura a dei rapporti e proporzioni che sono proprie dell'universo.

Non a caso mi piace pensare a queste proporzioni come elementi risonanti. Sono misure che si "accordano" come fossero corde vibranti alle misure che tutti noi portiamo dentro di noi.

Per esempio l'antichissimo uso della corda a dodici nodi per tracciare angoli retti sui terreni da costruzione, porta immancabilmente ad ottenere proporzioni specifiche nelle costruzioni.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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